Zelda: Breath of the Wild è “open air” e non open world

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27.06.2016
Notizie


In un’intervista di IGN, Shigeru Miyamoto ha parlato del mondo di The Legend of Zelda: Breath of the Wild e di come questo pare distaccarsi dagli altri videogiochi definiti “open world”.

Penso che nelle industrie tecnologiche o videoludiche ci sia questa tendenza a dare un nome a qualunque cosa. Però, per noi è importante non essere limitati dalle tecniche e tecnologie che sono presenti al giorno d’oggi. Al contrario, noi vogliamo usarle per fare quello che vogliamo. L’importante è il modo in cui possiamo sfruttarle per rendere unica l’esperienza di gioco. Non volevamo solo creare un videogioco dove si ha la libertà di fare qualunque cosa, ma anche che fosse una forma di intrattenimento. È divertente fare tutte quelle cose. Per questo abbiamo pensato di usare un nome nostro per definirlo, ovvero il termine “open air”. Bill [Trinen] lo usa spesso.”

Lo stesso Trinen è stato intervistato da IGN, in seguito:

Per come la vedo io, ho osservato molti videogiochi open world e il loro mondo è un’ambientazione per la storia che gli sviluppatori vogliono raccontare in quello spazio. Invece, con questo gioco vedo un mondo che è parte integrante dell’esplorazione e dell’avventura. Non è solo un mondo che il giocatore attraversa. È un mondo di cui si fa parte. Il termine “open air” sembra molto adatto a questo spazio selvaggio e completamente all’aperto.