Ys VIII: Lacrimosa of Dana (Nintendo Switch) – RECENSIONE

11 min.
21.07.2018
Recensione


Quando si pensa a sviluppatori veterani dei JRPG, ossia giochi di ruolo giapponesi, solitamente si pensa a Square Enix (da ringraziare per Final Fantasy, Dragon Quest e il recente Octopath Traveler) o, per i giocatori leggermente più esperti, ad Atlus (responsabile invece di Shin Megami Tensei e Etrian Odyssey). In pochi conoscono invece Nihon Falcom, attiva fin dal 1981 e quasi sempre garanzia di qualità. Non siamo qui però per discutere della loro mancanza di visibilità, ma per parlare dell’ultimo capitolo della loro serie più famosa, ossia Ys VIII: Lacrimosa of Dana.

Un naufragio inaspettato e sofferto

Mettiamo subito le cose in chiaro: l’arrivo di Ys VIII su Switch è un evento davvero importante, nonché inaspettato (io stesso ne fui molto stupito). Consultando l’elenco dei titoli di Nihon Falcom è facile accorgersi che la compagnia non è mai stata in prima linea nel supportare le console Nintendo. La stessa serie di Ys, prima d’ora, era approdata solo su Super Famicom nel lontano 1995 con il suo quinto capitolo, per poi abbandonare di nuovo questi lidi.

Intendiamoci, anche il gioco in questione non è certo un’esclusiva Switch. Uscito originariamente su PlayStation Vita nel 2016, il titolo ha poi ricevuto un porting ampliato per PlayStation 4 l’anno seguente, arrivando poi anche su Steam e infine su Switch nel 2018. Fortunatamente, anche la versione per la console ibrida di Nintendo presenta tutti i contenuti extra di quella PS4, oltre a una serie di costumi DLC prima esclusivi della versione PSV. Insomma, Ys VIII per Switch tenta di porsi come il modo definitivo di vivere l’ultima avventura di Adol Christin, eroico protagonista della serie.

Parlando del lungo viaggio tra le console di Lacrimosa of Dana, è impossibile trascurare una parentesi relativa al processo di localizzazione (inglese, il titolo non è infatti disponibile in lingua italiana). NIS America, responsabile della traduzione, ai tempi dell’uscita su PlayStation rilasciò purtroppo una versione ricolma di errori e traduzioni discutibili. Ciò ha ovviamente suscitato la (condivisibile) ira dei fan di tutto il mondo, al punto tale da convincere la compagnia a ritradurre da capo l’intero script, distribuendolo successivamente con una patch gratuita.
Ciò non è però stata una lezione sufficiente per NISA, evidentemente, poiché anche il porting per Switch è stato inizialmente distribuito con numerosi problemi nello script. Fortunatamente, essi sono stati rapidamente risolti con una serie di patch gratuite tra giugno e luglio, tanto che, a parte alcuni typo, comunque fastidiosi dopo tutte queste revisioni, non ho riscontrato alcun problema durante la mia avventura.

Un naufragio che salverà il mondo

Dopo questa lunga introduzione, possiamo finalmente parlare di quello che Ys VIII ha da offrirci. Per i neofiti della serie, vi basti sapere che essa racconta i viaggi dell’avventuriero Adol Christin, un giovane dai capelli color rosso intenso e dotato della formidabile abilità di riuscire sempre a rimanere invischiato in qualche guaio ovunque si rechi. I vari capitoli della serie non si pongono in ordine cronologico e tendono a essere per lo più slegati a livello di trama, nonostante diversi siano i riferimenti a personaggi, luoghi ed eventi degli altri titoli. In ogni caso, nulla di grave: la storia risulta perfettamente gradevole anche se Lacrimosa of Dana è il vostro primo approccio al mondo di Ys.

Ys VIII
Le isole deserte hanno tanti difetti, ma di certo Seiren ha una bella vista.

All’inizio di questo capitolo, Adol si trova a bordo della Lombardia, una nave passeggeri. Tuttavia, a causa dell’attacco di una specie di kraken, l’imbarcazione verrà affondata e il nostro protagonista si ritroverà naufrago su quella che scoprirà essere l’isola di Seiren. Abbandonata ogni speranza che arrivino soccorsi dall’esterno, Adol, con l’aiuto di alcuni altri naufraghi, deciderà di cercare prima di tutto di sopravvivere in un ambiente così inospitale, privo di altri esseri umani, ma non di fauna aggressiva e pronta a far piazza pulita degli intrusi giunti a disturbare la loro quiete.
I naufraghi inizieranno dunque la costruzione di un villaggio dove vivere, affidando al protagonista il compito di esplorare Seiren e cercare eventuali altri sopravvissuti, portandoli al sicuro.

Ben presto, però, l’esplorazione dell’isola metterà Adol e gli altri di fronte a una verità scomoda: Seiren nasconde qualcosa di molto più spaventoso di quanto inizialmente i naufraghi pensassero, ossia una florida popolazione di dinosauri.
I nostri eroi scopriranno infatti che la misteriosa isola su cui sono naufragati sembrerebbe essersi “bloccata nel tempo”. Tra piante che avrebbero dovuto essersi estinte ed enormi bestie feroci e apparentemente immuni alle loro armi, il pericolo è dietro l’angolo. A complicare ulteriormente le cose, giungono dei sogni che inizieranno a perseguitare Adol. O forse, più che “sogni” andrebbero chiamati “visioni”.
Al nostro protagonista, infatti, sembrerà di osservare in prima persona le vicende di una ragazza a lui sconosciuta, ossia la Dana del titolo, seconda protagonista del gioco. Ovviamente questo significa che noi giocatori potremo vestire i panni della giovane, scoprendo anche la sua storia.

Ys VIII
Dana si confiderà con la sua amica e attendente Sarai che la supporterà nel suo viaggio.

Dopo essere stata scelta come Vergine del Grande Albero, Dana si è ritrovata ad avere tra le mani un ruolo di massima importanza politica e religiosa nel regno di Eternia. Per questo non può ovviamente ignorare le visioni che ha iniziato a ricevere di recente, che vedono protagonista proprio Adol nella sua avventura a Seiren, perciò deciderà di indagare e cercare di scoprire cosa la leghi a questa persona.

La storia di Ys VIII, quindi, procederà su questi due binari, alternando le avventure di Dana e Adol. Le azioni della prima influenzeranno il mondo esplorato dal secondo, mentre entrambi lottano per raggiungere i loro obiettivi. Da questo momento, dunque, la trama abbandona almeno in parte il tema della sopravvivenza sull’isola per ampliare sempre di più la posta in gioco, senza però risultare forzata. Non c’è insomma alcuna epicità inserita in medias res per semplice “shock value”, ma un naturale susseguirsi di vicende che rende facile lasciarsi rapire dalla narrazione offertaci dal team di sviluppo.

Ys VIII
Non tutti i personaggi saranno simpatici e disponibili, ma di certo nessuno è privo di carattere!

Se la narrazione di Ys VIII si rivela trionfante è sicuramente anche merito dell’accurata caratterizzazione della quasi totalità dei personaggi. Non solo infatti i sei eroi che potremo controllare, ma anche ognuno dei naufraghi, ossia degli NPC che abitano il villaggio, è dotato di nome e design personale, nonché di una propria personalità e storia da raccontare. Si tratta di un vero e proprio marchio di fabbrica di Nihon Falcom, che anche questa volta non delude: impossibile non affezionarsi all’insicuro Licht o non rimanere stupiti incontrando Silvia, gladiatrice pensionata. Grazie alle numerose missioni secondarie potremo scoprire qualcosa di ognuno di loro, arricchendo ulteriormente la già ricca esperienza offerta da questo titolo.

E il naufragar m’è dolce in questo mare

Nonostante abbiamo parlato finora del setting, della trama e dei personaggi di Lacrimosa of Dana, la serie Ys è in realtà famosa principalmente per il suo sistema di gameplay, molto frenetico ma profondo e complesso al punto giusto.
Obiettivo di Falcom con questi giochi è sempre stato prima di tutto offrire dei combattimenti divertenti ed entusiasmanti, puntando a creare il miglior action-RPG possibile.

Ys VIII
I boss sono quasi sempre creature gigantesche e spaventose che ricordano un po’ Monster Hunter.

Il focus di Ys VIII non è dunque l’esplorazione, benché ci siano comunque numerosissime aree in cui perdersi e, anzi, si venga premiati mano a mano che si esplora sempre di più l’isola di Seiren. Ciò che conta davvero è la nostra abilità nel combattere i numerosi nemici che decideranno di porsi sulla nostra strada.
Non esiste una transizione a una “fase di battaglia”.  I nemici sono costantemente a schermo e ci attaccheranno non appena si accorgeranno della nostra presenza. Lo stesso potremo fare ovviamente anche noi: basterà premere il pulsante A e il personaggio in nostro controllo estrarrà la sua arma, colpendo il nemico accuratamente preso di mira con X.

Ovviamente le azioni che possiamo compiere non finiscono qui: oltre alle numerose combo effettuabili con gli attacchi normali, sia a terra che in salto, sarà possibile utilizzare delle abilità speciali, specifiche di ogni personaggio, in cambio di SP. Ma non è tutto! Per ogni abilità eseguita, caricheremo la barra EXTRA. Quando sarà piena, potremo dunque attivare l’abilità EXTRA unica di ogni eroe, che si scatenerà in un attacco tanto spettacolare quanto potente. Considerando che ogni attacco normale permette di recuperare SP, la strategia perfetta richiederà dunque di alternarli alle abilità per caricare quella EXTRA, attivarla e poi ricominciare. In questo modo, sarà possibile sconfiggere qualsiasi nemico, anche i potenti boss che Adol incontrerà nella sua avventura.

Ys VIII
Ricotta (sì, si chiama così) può causare molti danni ai nemici deboli a danni di tipo “Contundente”!

Se pensavate di poter utilizzare un singolo personaggio per tutta la durata della vostra avventura, tuttavia, vi state sbagliando. Nihon Falcom ha pensato anche a questo. L’arma di ogni personaggio è in grado di causare un tipo diverso di danno: “Tagliente”, “Perforante” e “Contundente” Molti tra i nemici saranno deboli a uno di questi e sarà perciò fondamentale diversificare il proprio team, cercando di avere sempre un membro per tipo, e cambiare spesso tra un personaggio e l’altro. L’IA dei nostri alleati è sicuramente ottima, tanto che spesso sarà possibile lasciare che si occupino autonomamente dei nemici, ma è comunque conveniente passare al personaggio più adatto alle circostanze. Basta semplicemente premere Y.

Una volta concluso il combattimento, poi, se si è fuori da un dungeon, basterà rimanere immobili perché gli HP si ricarichino automaticamente. Benché questa sia una meccanica molto comoda e che permette di dipendere molto meno dagli oggetti, avrebbe dovuto essere gestita un po’ meglio. Recuperare HP richiede davvero molto tempo, finendo per costringere il giocatore a scegliere se interrompere l’azione dopo ogni scontro oppure proseguire con la sua salute compromessa.

Ys VIII
Hummel combatte con una Bayonetta… o forse non si scriveva così?

Nel complesso, comunque, Falcom è riuscita a rendere lo stile di lotta di Lacrimosa of Dana davvero frenetico, come già detto. Ho trovato particolarmente divertente (e fruttuoso) controllare personaggi rapidi e inanellare un attacco dopo l’altro, non lasciando al nemico nemmeno il tempo di reagire. Non esiste però una strategia univoca, tutti i personaggi hanno punti a favore o contro e meritano di essere provati e padroneggiati per superare al meglio ogni ostacolo.
Ciò detto, il gioco tende comunque a non essere mai proibitivo o frustrante, almeno ai livelli di difficoltà più bassi. Si tratta sicuramente di un sistema profondo, ma in cui è davvero piacevole “affondare”.

Benché come già detto il combattimento sia il focus della serie, Ys VIII non ha solo questo da offrire. Parliamone meglio nella prossima pagina.
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Tra una battaglia e l’altra

La missione di Adol e degli altri, almeno inizialmente, sarà quella di girare per Seiren alla ricerca di altri naufraghi da portare al sicuro al villaggio. In un modo che ricorda un po’ The Legend of Zelda, tuttavia, l’esplorazione dell’isola sarà inizialmente molto difficile per i nostri eroi. Alcune aree saranno troppo in alto per essere raggiunte, mentre per arrivare in un’altra zona sarà necessario attraversare delle pericolose sabbie mobili. La strada verso il mare è bloccata da un enorme masso, mentre una caverna è ormai completamente sommersa.
Come risolvere questi problemi?

Ys VIII
L’isola non è sempre stata disabitata, evidentemente… ma meglio per noi!

La maggior parte degli ostacoli può essere superata in due modi.
Prima di tutto, nel corso dell’avventura ci imbatteremo in alcuni oggetti speciali, definiti “adventuring gear” e solitamente protetti da un miniboss all’interno di un dungeon. Una volta equipaggiati, essi ci permetteranno di compiere un’azione prima impossibile. Otterremo ad esempio dei guanti che ci permetteranno di aggrapparci alle liane che crescono ovunque per l’isola e usarle per arrampicarci, ma col tempo troveremo anche degli stivali utili a camminare sulle sabbie mobili e molto altro. Molto simile a Zelda, ma ben venga, perché l’idea funziona molto bene.

Nel caso di oggetti pesanti da spostare o di ponti da costruire, invece, sarà possibile chiamare l’intera popolazione del villaggio dei naufraghi ad aiutare i nostri eroi. Per ogni ostacolo sarà necessario un numero diverso di persone, un po’ come succede in Pikmin, perciò non sarà sempre possibile superarli tutti subito. In alcuni casi, non avremo altra scelta che aspettare di aver salvato altra gente. Ciò permette dunque di creare un sistema di progressione non lineare, costringendoci a rivisitare periodicamente zone in cui eravamo già stati.

Ys VIII
Dogi, fedele compagno di Adol, riuscirà a rendersi molto utile pur non essendo un personaggio giocabile in questo capitolo.

Un ultimo accorgimento elaborato dagli sviluppatori per ricordare sempre ai giocatori che Adol e gli altri si trovano su un’isola deserta e inospitale è infine la presenza dei raid. Periodicamente, infatti, le creature native di Seiren decideranno di attaccare in massa il villaggio. Per ovviare a questo problema si mobiliteranno tutti gli abitanti, combattendo orde di nemici per evitare che raggiungano l’area abitata.
Noi controlleremo solo il nostro team, cercando di respingere ogni ondata con l’aiuto di una serie di attrezzature, come barricate, esche o gong per stordire i nemici. Nel frattempo, i vari “concittadini” combatteranno fuori schermo contro altri avversari, mandandoci periodicamente un aiuto, ossia la loro skill personale, diversa per ognuno di loro e più potente maggiore sarà il loro favore nei confronti di Adol. Un motivo in più per salvare e aiutare più persone possibili!

Lacrimosa of Dana

Abbiamo già parlato di come, all’avventura principale, si alternino delle sezioni di gioco in cui controlleremo Dana durante il suo viaggio a Eternia. Queste parti sono in realtà un’aggiunta della versione per PlayStation 4, portata poi anche in quella su Switch, donando senz’altro varietà al gioco! Benché infatti alla base il gameplay rimanga sempre lo stesso, ci sono alcune importanti differenze.

Ys VIII
I tuoi capelli non sono da meno, Dana.

Prima di tutto, la nostra eroina non avrà dei compagni nel suo viaggio. I combattimenti richiederanno dunque molta più attenzione e strategia, in quanto la vittoria dipenderà unicamente dall’abilità del giocatore, non potendosi affidare ai propri compagni. Fortunatamente il gioco è stato calibrato attentamente, perciò non risulta comunque quasi mai difficile o frustrante, finché si fa attenzione.
Ovviamente, la mancanza di alleati porta anche all’abbandono del sistema dei tre tipi di danno, almeno in apparenza.

Con l’avanzare della storia, infatti, Dana otterrà il potere di “trasformarsi”, apprendendo diversi stili di combattimento e cambiando non solo il proprio aspetto, ma anche arma, animazioni e statistiche! Se il suo stile normale si basa sulla rapidità e l’accumulo continuo di SP, quello Gratika, ad esempio, la rende molto più lenta e al contempo potente, infliggendo molti più danni e resistendo ai tentativi nemici di allontanarla. Alcuni nemici sembrano inoltre essere più o meno deboli contro uno stile, ma purtroppo non ci sono indicazioni esplicite di questo, come nel caso delle armi delle fasi di Adol.

Ys VIII
Questo stile di Dana è legato all’elemento “Terra”, intuibilmente.

Questi poteri non si rifletteranno solo sulla battaglia, ma anche sull’esplorazione. In realtà in queste fasi ci troveremo piuttosto di fronte a una serie di enigmi piuttosto semplici e che ricordano anche in questo caso i dungeon di Zelda.  Se con lo stile Iclucian la ragazza potrà spegnere le fiamme, con quello Gratika le sarà invece possibile distruggere determinati blocchi di pietra, mentre grazie a quello Luminous potrà vedere nemici trasparenti, per fare alcuni esempi.

Concludendo il viaggio

Dopo i numerosi punti a favore del lavoro di Nihon Falcom, ci tocca citare anche una nota piuttosto dolente: da un punto di vista tecnico, purtroppo, Ys VIII si rivela decisamente poco appetibile. Il gioco fatica davvero tanto a risultare fluido e bello da vedere, nonostante lo stile artistico colorato e luminoso.
Per avere subito un’idea delle difficoltà grafiche di questo gioco basterà arrivare alle prime sezioni esplorative e incontrare alcuni nemici. Se infatti quelli più vicini a noi e con cui combatteremo non avranno problemi di sorta, permettendo fortunatamente alle battaglie di svolgersi in maniera fluida e frenetica, le creature più distanti dai nostri personaggi si muoveranno invece a scatti, con del vero e proprio lag nelle loro animazioni, spesso senza senso. Comune è infatti vedere un mostriciattolo camminare (o meglio, spostarsi laggando) contro un muro, senza volersi mai fermare.

Ys VIII
Per fortuna le limitazioni tecniche non intaccano la fluidità del gameplay, nemmeno contro i boss.

Le forti limitazioni tecniche, dunque, sono innegabili, e faranno senz’altro storcere il naso anche ai giocatori meno interessati alle alte performance di questo genere. Tuttavia, esse non intaccano praticamente in alcun modo l’esperienza di gioco. Si tratta esclusivamente di un fattore estetico su cui è possibile sorvolare, specie se teniamo conto del fatto che si tratta pur sempre di un porting di un gioco nato originariamente su una console portatile.

La colonna sonora di Ys VIII, infine, è per la maggior parte composta da temi piacevoli di ascoltare, anche se non sempre variegati e memorabili. Inizialmente sono rimasto stupito da alcuni pezzi che sembravano fuori posto, come della musica fortemente movimentata durante placide sezioni esplorative lungo una prateria. Poiché però la natura stessa del titolo non prevede una transizione per i combattimenti, naturalmente, non esiste nemmeno un vero tema di battaglia. Ogni spostamento in un’area potenzialmente ostile viene visto come un’avventura, un momento pericoloso e che richiede una certa carica, cosa che tali brani sono sicuramente in grado di dare.

Ys VIII
Buona parte del gioco è doppiata, sia in inglese che in giapponese.

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(YS) VIII/10

  • Un ottimo esponente del genere Action-RPG.
  • Trama interessante, gameplay profondo ma accessibile e, soprattutto, divertente.
  • Cast di personaggi ben approfondito, perfino gli NPC sono memorabili.
  • Tantissime cose da fare che donano enorme varietà.
  • Comparto tecnico inaccettabile nel 2018.
  • La colonna sonora a volte risulta fuori luogo.
  • Recuperare gli HP stando immobili interrompe un po’ troppo il ritmo di gioco.
Un ottimo JRPG sotto quasi ogni punto di vista, penalizzato principalmente da un’arretratezza tecnica, comunque non troppo invasiva. Se siete fan del genere, recuperatelo assolutamente.

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