Ys Origin – RECENSIONE

6 min.
07.10.2020
Recensione


Il 2020 ha creato tanti problemi, al mondo in generale ma, secondariamente, anche a Nintendo, che si è ritrovata con un anno molto più povero di uscite rispetto a quanto ci avesse abituato, ad esempio, con l’ottimo 2019. Un vero peccato, che però è stato fortunatamente compensato almeno in parte dall’arrivo di diversi titoli di terze parti, tra cui, addirittura, qualcosa di Nihon Falcom, così restia a concedere a Nintendo Switch di vantare i suoi giochi nel suo parco titoli.
In particolare, questo ottobre è finalmente uscito su Switch Ys Origin, primo titolo (cronologicamente parlando) della tanto longeva quanto, ahimè, non abbastanza famosa serie di Action JRPG Ys. Ringraziamo Dotemu per questo porting parzialmente inaspettato, considerando che si tratta pur sempre di un titolo uscito originariamente per PC Windows nel lontano 2006!

L’origine di Ys

Come ogni serie con più di 30 anni di storia alle spalle, soprattutto nel caso di quelle con più di 30 anni di giochi direttamente collegati l’uno all’altro, anche Ys può vantarsi di avere costruito un universo elaborato, con una lore degna di nota e a cui, diciamocelo, può essere difficile stare dietro per bene, soprattutto considerando le numerose versioni presenti dei titoli vecchi, la mancanza di localizzazioni, la varietà di console per cui essi sono usciti…

Ys Origin
Alcuni di voi riconosceranno qualcuno in questa immagine, altri no. E va bene in entrambi i casi.

La fortuna, in particolare nel caso di Ys Origin, però, la possiamo ritrovare in due caratteristiche fondamentali della serie e del gioco in questione.
Prima di tutto, sì, Ys, come un po’ tutto ciò che porta la firma di Falcom, ha decisamente una lore ben costruita e che può essere interessante seguire. Tuttavia, essa tende a essere meno in primo piano che, ad esempio, nella serie Trails, e funge più che altro da background, destinato a un pubblico “di secondo livello” che desidera e può seguire i vari capitoli con questa specifica attenzione.
Il caso di Origin, poi, è particolare: certo, si tratta di un prequel, uscito dopo ben sei capitoli numerati, ma fortunatamente esso è stato concepito per non essere necessariamente da giocare come settimo. Purtroppo, da relativo profano di Ys, avendo completato finora solo l’ottavo capitolo, Lacrimosa of Dana, non posso confermarlo, ma i fan consigliano al massimo di conoscere Ys I&II prima di approcciarsi a Origin, specificando che non è comunque necessario. Insomma, se come a me anche a voi manca ancora buona parte della serie, o addirittura è questo il vostro primo approccio a essa, non preoccupatevi!

Detto questo, Ys Origin è pur sempre un prequel, e di conseguenza presenta delle particolarità narrative degne di nota. In esso si narrano infatti vicende risalenti a ben 700 anni prima di Ys I, e di conseguenza si tratta anche del primo gioco della serie a non avere come protagonista Adol Christin, l’avventuriero dai capelli rossi che tanto abbiamo imparato ad amare, bensì dei nuovi personaggi principali: Yunica Tovah, Hugo Fact e un misterioso figuro detto “L’Artiglio”.

La civiltà di Ys è stata invasa dai demoni, quindi, con l’aiuto delle due dee Reah e Feena, gli umani sono fuggiti nel Tempio di Solomon, che si è poi librato in cielo, permettendo a tutti di vivere in pace, lontano dal pericolo.
Purtroppo, però, un giorno le due dee scompaiono: nel tentativo di ritrovarle, viene inviata una squadra di ricerca sulla terraferma, a Ys, che riesce a scoprire che esse si sono avventurate in una pericolosa torre infestata dai demoni. Qual è il motivo di questa azione apparentemente insensata? Sarà possibile salvarle prima che i demoni facciano loro del male? E soprattutto, cosa si nasconde nella torre?
Ponendosi queste domande, i nostri eroi iniziano la scalata…

Non c’è due senza tre

All’inizio del gioco sarà possibile scegliere il personaggio da impersonare tra Yunica e Hugo. Questa scelta non sarà solo stilistica: essi non solo hanno un modo di combattere completamente diverso, come vedremo successivamente, ma vivranno anche esperienze simili, ma non identiche. Solo giocando a entrambe le route, se così vogliamo chiamarle, potremo avere un’idea più chiara degli eventi e delle motivazioni del cast di personaggi… dato che così facendo sbloccheremo il terzo personaggio giocabile, “L’Artiglio”, e con lui naturalmente la sua route, stavolta più marcatamente differente non solo nel gameplay, ma anche nella trama. La sua è anche la storia “canonica”, che mette in moto gli eventi che porteranno a Ys I, dunque se siete interessati alla lore della serie preparatevi a ben tre run! Ricordate però che non è la narrazione l’aspetto centrale di Ys, e Origin non fa eccezione: la storia è senz’altro piacevole e i personaggi principali interessanti, ma non è comunque paragonabile ad altre serie più plot-driven.

Dying Ys Fun!

Pur rimanendo fondamentalmente sempre una serie di action RPG, Ys ha variato molto spesso il proprio gameplay nel corso degli anni, declinando il genere in varie forme, ora più ora meno riuscite.
Origin fa parte del “periodo” precedente a quello attuale, dunque non aspettatevi un gioco simile a Ys VIII, con cui ha, naturalmente, degli aspetti in comune, ma nel complesso minori.
In Origin saremo, di fatto, chiamati a esplorare la torre demoniaca un piano dopo l’altro, affrontando le orde di nemici che ci verranno incontro, risolvendo enigmi e, naturalmente, sconfiggendo periodicamente dei potentissimi boss.
Di per sé il gioco ricorda abbastanza un The Legend of Zelda 2D di un po’ di tempo fa, solo molto più action (e più dichiaramente RPG, con statistiche e quant’altro). Non solo il nostro personaggio potrà correre e attaccare con più velocità di un Link medio, ma gli sarà addirittura possibile saltare liberamente, rendendo molto più frenetico il combattimento e aprendo la possibilità di alcune sezioni più da platform, benché comunque sempre approcciabili anche dai meno avvezzi al genere.

La formula sarà pressoché sempre la stessa a ogni piano: sconfiggendo i numerosissimi demoni che ci troveremo di fronte ed esplorando ogni singolo bivio raccoglieremo potenziamenti, equipaggiamenti e, spesso, oggetti che ci permetteranno di proseguire, che si tratti di strumenti elementali per darci abilità (di vento, tuono e fuoco) o di semplici chiavi o altri oggetti da utilizzare sull’ostacolo giusto. Ci sarà ad esempio una maschera che, una volta indossata, permetterà di vedere al di là delle illusioni, e quindi porte o ponti nascosti, come troveremo anche più semplicemente un equipaggiamento che permetta di trattenere molto più ossigeno sott’acqua, facilitando di molto l’esplorazione delle zone sottomarine.

Ys Origin
Ogni tanto troveremo dei nemici che risplendono di rosso: solo eliminandoli tutti potremo eliminare l’energia oscura che avvolge scrigni, porte e quant’altro!

Una volta risolti questi enigmi, arriveremo alla fine dell’area, dove troveremo un nuovo punto di salvataggio che, da quel momento in poi, farà anche da punto di teletrasporto. Molto probabilmente la stanza successiva ci proporrà un boss da sconfiggere, ed è qui che le cose si fanno davvero interessanti: Ys Origin infatti brilla proprio negli scontri con questi potenti nemici, molti dei quali sono decisamente più grossi dei protagonisti, oltre che spaventosi e, soprattutto, furiosi.
Ogni battaglia è ben congegnata e richiede un’ottima comprensione dei pattern degli attacchi nemici, oltre che naturalmente del modo corretto per infliggere danni. È fondamentale evitare il più possibile i colpi avversari e, nel contempo, tenersi comunque sull’offensiva, in quanto non è possibile recuperare i punti vita durante la battaglia e, quindi, prolungare troppo lo scontro sarà inevitabilmente fatale.

La naturale conseguenza di questo tipo di boss design è che, ovviamente, anche i più bravi tra voi saranno costretti a ripetere più volte lo scontro, accumulando vari game over, fino a riuscire finalmente a sconfiggere il nemico. Questo è decisamente frustrante, da un lato, ma dall’altro è innegabile che porti anche a un forte senso di soddisfazione quando, dopo decine e decine di tentativi, finalmente l’abominio demoniaco cade sotto i nostri colpi. In ogni caso, quasi ogni boss tende a diventare molto più facile da affrontare dopo un po’ di grinding, tra l’altro rapido grazie a un ottimo e intuitivo sistema di moltiplicatori di esperienza. Per questo, invito tutti a giocare la prima run almeno a difficoltà Normale, a esclusione dei più deboli di cuore o dei giocatori con meno tempo da perdere riprovando lo stesso scontro allo sfinimento. Le morti si susseguiranno, ma ne varrà la pena!

Nella botte piccola sta il vino buono

Ys Origin non si colloca nel numero di quei JRPG da cui non sai se e quando uscirai mai. Perfino io, che sono risaputamente un giocatore molto lento, ho finito la prima run in meno di 10 ore, e naturalmente quelle seguenti saranno anche più rapide, soprattutto se fatte in sequenza. I meno smemorati tra voi si ricorderanno più che bene come proseguire tra i vari piani, dove trovare gli scrigni e gli oggetti nascosti e in generale come risolvere i vari enigmi, o almeno quelli rimasti uguali tra una route e l’altra.

Di conseguenza, è un bene che ci sia tanta rigiocabilità, anche solo perché altrimenti, di per sé, il gioco avrebbe una durata davvero minima, soprattutto per il suo genere. La natura di Origin, invece, permette al titolo di essere insieme adatto a chi vuole un’esperienza rapida e sessioni non troppo lunghe (boss a parte) e anche a chi invece vuole immergersi con profondità in un nuovo JRPG. Ogni personaggio, come già accennato, ha uno stile di combattimento completamente proprio, quindi anche contenuti condivisi, come alcuni boss, richiederanno un approccio diverso.

Ys Origin
Se avete già giocato a un Ys di questo genere vi troverete senz’altro bene con Yunica, il cui stile di combattimento ricorda quello di Adol.

Il gioco presenta anche un sistema di potenziamenti vari, ad esempio agli equipaggiamenti, alle abilità, alla velocità di corsa e ad altri aspetti del personaggio. Sarà possibile ottenere tali potenziamenti in cambio di PS, i quali saranno ottenibili principalmente sconfiggendo i vari nemici. Starà però a noi scegliere in che ordine ottenerli: sarà meglio puntare su quelli meno interessanti e meno costosi o piuttosto risparmiare per portarsi a casa quelli più potenti? Anche questa varietà di approcci possibili aiuterà a rendere ancora più differente ogni giocata, permettendo di vivere Ys Origin quasi come un gioco arcade, che punta a essere ripercorso più e più volte, a difficoltà diverse e puntando sempre a migliorarsi, magari anche con l’apposita modalità “Attacco a tempo”.

In conclusione, Ys Origin non sarà il JRPG definitivo, ma riesce comunque a offrire un ottimo pacchetto ricchissimo di azione e rapidità che mette al primo posto il puro gameplay, pur non trascurando nessuno degli altri aspetti, che siano la trama, l’estetica o l’ottima colonna sonora, che porta l’innegabile impronta del Falcom Sound Team jdk. Che siate o meno fan della longeva serie di Nihon Falcom, vale la pena di dare una chance a questo titolo!

PREQUEL/10

Un ottimo Action RPG, adatto tanto ai neofiti della serie quanto ai più navigati interessati a scoprire come la storia di Ys ha avuto inizio.