3 novembre 2018 • Recensione

Windjammers (Nintendo Switch eShop) – RECENSIONE

Windjammers è uno di quei giochi che senza dubbio si può considerare come figlio della sua epoca. Un’epoca in cui si stava meno collegati a computer e telefoni e in cui le sale giochi spopolavano, portando con sé, mese dopo mese, tutte le novità che fuoriuscivano dalle fucine del Sol Levante. Indimenticabile era quindi per chi c’era il sistema Neo Geo MVS di SNK, che, data la sua capacità principale, ovvero potere cambiare al volo la cartuccia di un gioco con un’altra (similmente a una console), permetteva ai gestori di bar e sale di riutilizzare lo stesso cabinato per giochi sempre diversi, evitando così la seccatura di ordinare un nuovo mobile, con un altro monitor e tutto un suo sistema di cablaggi da rivedere. Nel nostro paese la produzione di Data East Corporation è stata quindi una delle più famose e associate al sistema, in maniera simile a classici indimenticabili come Puzzle Bubble o Metal Slug. Proprio di quest’ultimo, poi, ve ne parlai in questo altro mio articolo, il quale doveva essere l’inizio di una serie dedicata ma che è andato in pausa a seguito di un mio malato progetto di cui un giorno, forse, vi parlerò. Quindi insomma, potremmo vedere questa nostra recensione come il secondo Insert Coin, dopotutto sarebbe toccata anche a Windjammers qualche buona parola! Quale modo migliore quindi per farlo se non con la riedizione curata da DotEmu?

Flying Power Disc

Sviluppato nel 1994 dalla Data East, casa già nota per titoli come Street Hoop o Karnov, Windjammers riprendeva il gameplay alla base di Pong, portando con sé alcune novità. Se infatti il gioco di Allan Alcorn era lento e con poco spessore in termini di gameplay, la produzione di Data East puntava tutto sulla frenesia e la rapidità. In questo caso l’oggetto da lanciare non era più una pallina da ping pong, ma un frisbee, mentre i giocatori potevano impersonare i panni di uno tra sei personaggi disponibili. Ciascuno di essi era caratterizzato da una nazione di provenienza, delle statistiche riguardanti la loro velocità e potenza di tiro, e diverse mosse speciali. Proprio queste ultime sono il fiore all’occhiello dell’intera produzione, anticipando di qualche anno le stesse introdotte dalla serie di Mario Tennis. Il gameplay proposto è all’apparenza semplice, in quanto l’obiettivo principale è quello di vincere due set da almeno 12 punti in ciascuna partita, ma ciò che fa splendere l’intero prodotto è come ben si amalgami questa agilità di movimenti, azioni e reazioni con l’intuizione avuta dal team di sviluppo.

Perché il frisbee non è infatti un semplice sostituto della pallina da ping pong, ma anzi, la sua introduzione permette anche al giocatore di approfittare dei vantaggi offerti dalla sua forma e inclinare la traiettoria del disco. Ogni nostra azione in Windjammers, che si tratti di un tiro rapido, ad angolo, oppure lanciato in alto, può essere la nostra chiave della vittoria, ma allo stesso tempo la nostra rovina, in quanto il nostro rivale potrà replicare istantaneamente o, nel caso di un lancio in alto, collocarsi al di sotto dell’ombra del frisbee e caricare una mossa speciale, magari approfittando della struttura del campo in cui si trova e dell’avversario che ha di fronte. Situazioni che rendono così Windjammers anche un gioco di riflessi, oltre che di azione e reazione, in cui l’esito di ogni partita può offrire risvolti interessanti. E questo DotEmu lo sapeva benissimo quando ha cercato di ottenere il permesso da parte di Paon, gli attuali detentori dell’IP, di riproporre il gioco sulle console di nuova generazione. Perché Windjammers è un gioco che rappresenta quella pura essenza di divertimento in multiplayer che solo un titolo arcade sapeva offrire, e che ancora oggi, pur risultando un pesce fuor d’acqua in termini di stile, lo rendono un gioco valido da recuperare, soprattutto per effettuare quelle due partitine prima di uscire di casa o quando si è con gli amici. Windjammers è infatti immediato e semplice da imparare, ma allo stesso tempo profondo e in grado di dare il meglio di sé mano a mano che si impara a prendere confidenza con tutto ciò che il prodotto ha da offrire.

Tirato a lucido

Passando invece alle novità proposte da questa nuova riedizione, è giusto fin da subito precisare che il lavoro che è stato svolto da DotEmu non si è per nulla limitato al minimo sindacale come gli Arcade Archives di Hamster. Seguendo infatti la strada già tracciata da svariate riedizioni passate, soprattutto di giochi Neo Geo, sono state aggiunte diverse novità. Prima tra tutte troviamo la possibilità di giocare avendo in sottofondo la colonna sonora per Neo Geo oppure la variante CD offerta dalla versione per Neo Geo CD del gioco, oppure ancora di non avere affatto alcuna musica e permettere a noi utenti di mettere in sottofondo i brani che più desideriamo. Quest’ultima è indubbiamente una scelta interessante e inusuale, ma che su Nintendo Switch risulta un po’ fine a sé stessa, visto che a differenza di PlayStation 4 e PlayStation Vita (le piattaforme in cui venne rilasciata questa versione di Windjammers originariamente) è del tutto assente il supporto a Spotify o la possibilità di sentire i propri brani musicali in sottofondo.

Immancabili poi le opzioni per modificare il rapporto d’aspetto del gioco in 16:9 o 4:3, quattro tipologie di sfondi per quest’ultimo formato e la presenza dei più tradizionali filtri grafici come le linee di scansione, il filtro bilineare, o la curvatura dello schermo per replicare le forme dei vecchi CRT. Questo però non poteva ovviamente bastare per DotEmu visto che, insomma, lo fanno tutti. E infatti, la compagnia ha anche aggiunto il supporto al gioco online con amici e sconosciuti, con tanto di classifiche dei migliori punteggi e partite classificate per dimostrare chi è il re del Flying Power Disc, anche se al momento in cui vi scrivo non è molto facile trovare delle persone online.
Se c’è però un qualcosa dove la compagnia non è riuscita a fare del suo meglio, questo è proprio il comparto per giocatore singolo. Certo, la presenza di un tutorial per imparare le basi del gioco, tre gradi di difficoltà per la modalità arcade oppure la possibilità di giocare ai due mini-giochi presenti (Dog Distance e Flying Disc Bowling) al di fuori della suddetta modalità è ovviamente più che gradita, ma non bastano a stuzzicare più del dovuto tutti i giocatori. Se a questo uniamo poi un prezzo non molto accessibile, e vicino a quello di un Rocket League sul Nintendo eShop, beh, è facile intuire che il focus della compagnia sia stato principalmente il comparto multiplayer. Scelta giustissima, ovvio, ma sarebbe stato bello avere magari per l’occasione qualche extra da sbloccare, come bozzetti, scansioni dei flyer originari o un sound test.

In alto a destra nel menù principale potrete vedere il vostro rango attuale. Più sarete bravi nelle partite classificate e migliore sarà.

Parlando infine delle novità presenti nella versione per Nintendo Switch, è possibile sfidare un amico utilizzando i Joy-Con offerti dalla console, in maniera simile a quello che fanno diversi altri giochi come Rocket League o Puyo Puyo Tetris. A differenza del primo, però, i piccoli controller risultano comunque molto più comodi per via dello scarso utilizzo di tasti, rendendoli perfetti per quelle partite lampo. Come se non bastasse, è incluso il supporto alla connessione wireless, in modo così da potere sfidare altri giocatori in possesso del gioco vicino a voi.

In conclusione

Windjammers ritorna dopo diversi anni di attesa su Nintendo Switch con una versione rivista per l’occasione e ricca di extra che potrebbero all’apparenza sembrare banali, ma non per questo meno essenziali, dimostrando che c’è ancora spazio per certe tipologie di giochi. Le aggiunte offerte dalla versione per console Nintendo lo rendono poi adatto per quelle sessioni di gioco multiplayer pick-up and play, dove effettivamente la produzione di Data East riesce a fare del suo meglio. Nel caso foste interessati maggiormente al comparto single-player, però, è giusto ricordarvi ancora una volta che troverete ben poco che possa tenervi incollati allo schermo della console. Ma se ciò non fosse, non pensateci due volte e fate vostro questo grande, vecchio, classico arcade.

ENERGIA/10

  • Irresistibile in compagnia.
  • Ottimi i filtri grafici e la presenza delle due colonne sonore.
  • L’aggiunta del gioco online è quello che ci voleva.
  • Comparto single-player abbastanza scarso.
Windjammers ritorna su Nintendo Switch in un’edizione nuova di zecca, forse un pochino cara, ma ottima per fare conoscere un grande classico alle nuove generazioni.

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Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).