3 Ottobre 2019 • Recensione

Untitled Goose Game – Nintendo Switch (RECENSIONE)

Quack!

Qua in redazione lo abbiamo atteso come un bambino aspetta il Natale, e finalmente eccolo qua: Untitled Goose Game, abbiamo la pelle d’oca nel dirlo, è nelle nostre mani e siamo pronti a parlarvene!

Quack!

Untitled Goose Game è come il vero amore: non sai che volto abbia, ma sei cosciente che sia lì fuori da qualche parte e che prima o poi arriverà a riempirti il cuore di gioia. Ecco, nel mio caso il vero amore ha assunto le sembianze di un’oca particolarmente fastidiosa e testarda. Il palmipede protagonista del titolo dei ragazzi di House House è indiscutibilmente uno dei personaggi dei videogiochi più carismatici dell’anno. Zero linee di testo, zero costumi sgargianti né design accattivante: l’oca è semplicemente un’oca. Piume bianche, becco giallo. Fine. Certo, c’è da dirlo, bisogna essere particolarmente fuori di cervello per basare un videogame su una semplice oca, ma d’altronde stiamo parlando di un mondo in cui perfino una capra ha avuto il suo momento di gloria, quindi tant’è. Fin dal primo trailer tuttavia mi sono chiesto che tipo di gameplay avrebbe potuto accomodare la voglia sfrenata dei giocatori di tutto il mondo di impersonare una papera con la volontà di creare qualcosa con un minimo di solidità alle spalle. Detto fatto: Untitled Goose Game basa tutta la sua essenza sulla “filsofia ochesca”. Pensiamoci bene. Conoscete un animale con la faccia più da schiaffi delle oche? No, non pensate ai lama, per una volta. L’oca è probabilmente la quintessenza dell’animale fastidioso, al quale però al contempo riuscireste a perdonare qualsiasi cosa perché con quel becco scemo e quegli occhi vitrei vi farebbe quasi tenerezza. Ecco, il gameplay di Untitled Goose Game è basato su questo sentimento di amore e odio che gli umani provano nei confronti dei palmipedi: l’oca scorrazza nel mondo di gioco con il vero e proprio scopo di dare fastidio agli umani. Non troveremo morti, punti ferita o game over: i personaggi del gioco infatti non sono cattivi, anzi, sono fin troppo pazienti nel sopportare il martirio psicofisico provocato dal nostro pennuto eroe, e reagiranno alle nostre azioni con goffi tentativi di respingerci e di interrompere il nostro estenuante susseguirsi di atti vandalici.

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Quack!

Pochi e semplici saranno i comandi a nostra disposizione: un pulsante per correre, uno per afferrare oggetti, uno per abbassare il collo, uno per sbattere le ali e uno per starnazzare. Fine. Obiettivo del gioco è completare una lista di “rotture di scatole” nei confronti dei malcapitati di turno; una volta completata una pagina di questa lista, sarà possibile passare a una nuova porzione del mondo di gioco. Tra gli obiettivi troviamo attività semplici come gettare il rastrello di un contadino nel fiume e altre più ingegnose come finire su tutti i teleschermi di un negozio di televisori. Completare il gioco non richiederà più di tre ore (c’è comunque del post-game con missioni aggiuntive/a tempo dalla difficoltà maggiore), ma il fattore rigiocabilità e, soprattutto, il fattore meme, non possono che rendere Untitled Goose Game un’esperienza unica, stralunata e assolutamente divertente. Perché diciamocelo: il gioco poteva funzionare anche senza un gameplay. Controllare l’oca dispettosa è divertente dall’inizio alla fine grazie anche all’inespressività che gli sviluppatori hanno saggiamente deciso di conferirle. Inespressività che contrasta a meraviglia con la sua (nostra) insita malvagità nei confronti degli altrettanto anonimi protagonisti, andando quindi a giocare con quello che a conti fatti è un umorismo tipicamente British, nonostante la casa di sviluppo sia australiana. Non a caso, l’ambientazione di Untitled Goose Game è una cittadina inglese, con tanto di tipico pub a fare da contorno a un’avventura che per certi versi ricorda una puntata di Mr Bean più che un videogioco.

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Quack!

A fare da contorno e a rendere il tutto ancora più anonimo (in senso buono) troviamo un comparto grafico minimale che richiama il flat design, per il quale il mondo di gioco e i personaggi sono appena accennati nei loro dettagli. Gli umani non hanno gli occhi, ad esempio, e questo non può che essere indice della volontà del team di sviluppo di enfatizzare un particolare tipo di umorismo che può essere compreso a fondo soltanto con la console in mano. A proposito, il gioco fila liscissimo sia in modalità docked che portatile. Anche il comparto audio è estremamente funzionale: fiumi di note di pianoforte fanno da contorno alle malefatte dell’oca, ma solo nel momento esatto in cui stiamo recando disturbo a qualcuno; una volta “fermati” dall’intervento umano, infatti, la musica si interromperà bruscamente. Insomma, è un po’ come se la nostra oca avesse una colonna sonora personalizzata ad incoraggiarla nello stuzzicare le persone: chi non vorrebbe una cosa del genere nella vita?

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Dunque, cosa dire in definitiva di Untitled Goose Game? Un titolo unico, scemissimo e al contempo intelligente. Forse è facile bollarlo come un gioco da “streamer”, e in parte è vero visto che il potenziale meme è incredibilmente alto. Tuttavia mi sento di consigliarlo a chiunque cerchi un’esperienza alternativa e ai tanti, tantissimi curiosi non posso che dire di provarlo, soprattutto se riuscite a recuperarlo in offerta: il prezzo non è basso, le ore di gioco non sono molte, ma vi assicuro che in giro non troverete niente di simile. Quack!

 

QUACK/10

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Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.
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Autore: Paolo "seemee" Simi

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l'ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista. Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram. Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986 Twitter: @paolo_seemee Instagram: @paolo_seemee