Unravel Two (Nintendo Switch) – RECENSIONE

4 min.
27.03.2019
Recensione


Erano veramente molte le aspettative che nutrivo nei confronti di Unravel Two, sequel diretto del primo Unravel che tanto mi aveva riempito gli occhi e il cuore qualche anno fa nei primissimi giorni della mia PS4. Sbarcato su Switch, il platform a enigmi sviluppato da Coldwood Games e prodotto nientepopodimeno che da EA si è dimostrato, proprio come il capitolo precedente, una perla da acquistare senza remore e conservare gelosamente nel tempo. Vediamo insieme perché.

Right in Two

Il primo Unravel era un platform 2.5D in cui il protagonista, una sorta di demonietto di lana rossa, doveva superare una sequenza di livelli utilizzando i propri filamenti per interagire con l’ambiente. Afferrare, dondolarsi, appendersi erano quindi azioni chiave di un gameplay stimolante e creativo, che riproponeva meccaniche da giochi precedenti come Limbo declinate secondo le nuove opportunità fornite dalla lana. Il tutto era proposto in una cornice prettamente “artsy” e riflessiva, un’atmosfera tipica delle produzioni indie più valide a fronte però di un comparto tecnico di altissimo valore, che è purtroppo stato il vero punto di sfida per il team di sviluppo per quanto riguarda il porting di questo Unravel Two su Nintendo Switch.

Unravel Two si pone in perfetta continuità con il capitolo precedente, recuperandone tutta l’intimità e la delicatezza di una trama che parla ai sentimenti sacrificando il dettaglio per l’emozione, evidenziando ancor più la tematica dei legami e la metafora dei fili di lana grazie all’introduzione di un secondo personaggio, letteralmente legato al primo, e un conseguente ampliamento delle opportunità a livello di gameplay fornite da questa unione. La presenza del secondo demonietto infatti non può che portare a enigmi da superare solo previa collaborazione dei due protagonisti, ma anche a una graditissima modalità multigiocatore locale che garantisce un divertimento senza dubbio maggiore dell’esperienza classica, evitando al giocatore di dover switchare manualmente il controllo dell’uno o dell’altro personaggio nel superamento degli ostacoli. In single player Unravel 2 si rivela comunque godibilissimo, merito anche del furbo espediente, già visto ad esempio negli ultimi New Super Mario Bros., di poter “assorbire” l’altro personaggio e controllarne uno solo per tutto il tempo che vogliamo.

E Berta filava…

A livello di enigmi, Unravel Two si dimostra solido ed equilibrato in termini di difficoltà. Da segnalare tre importanti novità rispetto al primo capitolo. La prima è la presenza di un sistema di aiuti in-game che possono essere richiamati con la pressione della levetta sinistra e che evitano ai giocatori meno esperti momenti di frustrazione, senza però intaccare il livello di soddisfazione: questi aiuti non compaiono se non richiamati appositamente, lasciando liberi gli utenti più esperti di godersi momenti di scervellamento puro. Altra nota a favore del sistema di aiuti è che esso funziona in modo simile a quanto visto nella saga del Professor Layton, ovvero ogni enigma permette la visione in sequenza di tre suggerimenti: il primo molto vago, il secondo un po’ più specifico, il terzo una vera e propria guida passo passo per superare la sezione. Insomma, dal mio punto di vista è sicuramente più formativo, per un giocatore alle prime armi, ragionare su un indizio “vago” piuttosto che prendere in mano il cellulare e cercarsi il walkthrough su YouTube.

Seconda novità, sempre per venire incontro ai novellini, è la possibilità di rallentare a piacimento la velocità di gioco. Purtroppo questa funzione non è richiamabile dinamicamente tramite pulsanti, ma è soltanto attivabile dal menù delle opzioni e dovrebbe servire a rendere più semplici le fasi più tipicamente platform del gioco, creando una sorta di “bullet time” tutto sommato superfluo, visto che non ho riscontrato un alto livello di difficoltà nella gestione delle fasi “salterecce”. Terza e gustosissima novità, la presenza di tutta una serie di missioni extra che ci pone di fronte a singoli enigmi tendenzialmente più complessi di quelli presenti nella campagna principale. La ricompensa per il superamento di queste missioni è il salvataggio di altri demonietti di lana che potranno essere usati nel gioco a mo’ di skin del nostro protagonista. Inutile sottolineare come la presenza di questo tipo di missioni, insieme a tutta una serie di collezionabili e obiettivi secondari, farà la gioia di tutti i maniaci del 100%, garantendo ad Unravel Two una longevità altrimenti piuttosto breve: personalmente ho impiegato poco meno di 5 ore per completare i sette livelli proposti.

Lana di roccia

Tornando per un momento al comparto tecnico, finalmente ci troviamo di fronte a un porting degno di questo nome. Unravel Two gira a 30 fps solidissimi sia in modalità portatile che in modalità docked, e questa dovrebbe essere una sorta di legge non scritta quando uno sviluppatore decide di portare il suo gioco su Nintendo Switch. Troppo spesso ho recensito porting il cui più grande difetto era un framerate fortemente instabile, in certi casi addirittura in grado di intaccare pesantemente l’esperienza. Gli sviluppatori di Unravel Two hanno invece saggiamente deciso di sacrificare un po’ di dettagli ed effetti di luce al fine di garantire un’esperienza più che dignitosa anche per chi deciderà di provare il gioco su una console meno potente come quella di Nintendo. In modalità portatile il downgrade rispetto alle altre versioni è quasi impercettibile, ma anche in docked personalmente non ho storto troppo il naso, soprattutto grazie alla sopracitata solidità del frame rate. Ma la vera chicca è la possibilità, limitatamente alla modalità docked, di portare gli fps addirittura a 60 attivando una specifica opzione, in modo simile a quanto visto nel porting di Rocket League, andando a ridurre in modo abbastanza drastico la risoluzione. Se giocate su un monitor piuttosto piccolo questa opzione potrebbe essere la manna, altrimenti lasciate tranquillamente perdere: 30 fps bastano e avanzano per godersi Unravel Two! Un plauso infine alla colonna sonora che è davvero superlativa: guai a voi se giocate ad Unravel Two a volume spento!

Per non perdere il filo…

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PERLANA/10

  • Gameplay fluido, ingegnoso e divertente
  • Finalmente un porting third party dignitoso
  • Multiplayer locale azzeccassimo
  • Quest principale un po’ breve
Gameplay divertente, stile da vendere per un porting fatto con criterio. Acquistatelo tipo adesso subito correte STATE ANCORA LEGGENDO?!

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