26 settembre 2018 • Notizia

Una console in realtà virtuale era nei piani di Nintendo 20 anni fa

A rivelarcelo è un membro del team dietro il celebre Star Fox per SNES

Il fondatore di Argonaut Software, Jez San, in un intervista su Metro, ha gettato luce sui piani di Nintendo di portare la realtà virtuale nelle case dei giocatori molto prima dell’arrivo sul mercato di periferiche come l’Oculus Rift o l’HTC Vive.

Già nel 2013, su Eurogamer, aveva rivelato:

Costruimmo per loro una console di gioco davvero interessante basata sulla realtà virtuale chiamata “Super Visor”: purtroppo scartarono il nostro progetto, che era a colori, permetteva texture 3D ed era in grado di seguire i movimenti della testa, in favore del Virtual Boy.

Il creatore del mitico Super FX ha dunque recentemente aggiunto:

Ho lavorato per Nintendo ad un progetto di realtà virtuale chiamato “Super Visor”, ma purtroppo non andò a buon fine. Un certo Gunpei Yokoi cancellò il nostro progetto in favore del Virtual Boy, che all’epoca noi chiamavamo “Virtual Dog” per quanto era pessimo. Scommise sul cavallo sbagliato: il Super Visor era a colori e leggeva i movimenti della testa, mentre il suo progetto non solo non era dotato di questa tecnologia, ma aveva come unico colore a disposizione il rosso.

Rilasciare il Super Visor sarebbe stato come rilasciare l’HTC Vive 20 anni prima. Certo, ovviamente adesso la tecnologia è ulteriormente migliorata, ma la nostra idea è di molto precedente al prodotto Vive. La realtà virtuale sarebbe potuta essere disponibile 20 anni prima, se solo ci avessero fatto ultimare il Super Visor. Un vero peccato

San ha inoltre aggiunto che forse Nintendo, ed Hasbro, a cui poi proposero il progetto, rifiutarono per le eventuali conseguenze sulla salute dei consumatori:

Per usare la realtà virtuale devi metterti in testa una sorta di bizzarro copricapo: indossandolo sembri un idiota. Scherzi a parte, non è una cosa del tutto sicura, visto che non puoi vedere quello che ti circonda: potresti tagliarti la mano con un coltello o cadere dalle scale senza accorgertene. Sia Nintendo che Hasbro si tirarono fuori dal progetto per il timore che qualcuno li querelasse in caso si fosse fatto male utilizzando un loro prodotto.

Si trattava di compagnie molto attente al consumatore, che non avevano alcuna intenzione di farsi querelare. Abbiamo dovuto aspettare 20 anni perché Facebook avesse il fegato di comprare l’Oculus e dire, magari un po’ ingenuamente, che può occuparsi di realtà virtuale senza essere denunciata.

Non possiamo sapere per certo cosa sarebbe successo all’industria con il rilascio del Super Visor, ma in qualche universo parallelo gli anni ’90 sono stati graziati dalla realtà virtuale: chissà com’è andata?

Fonte: Nintendolife


Studente liceale amante delle arti canoniche tanto quanto del medium videoludico, ha deciso di unire assieme le due cose e dare la sua personalissima lettura al mondo dei videogiochi: non che ci si aspettasse diversamente da qualcuno che fa discorsi filosofici sulla trama di Drawn to Life 2. Quando non scrive, disegna, e quando non disegna è probabile che stia giocando a qualche RPG di bassa qualità per poi scriverci e/o disegnarci a riguardo, ovviamente.

Lo trovate su Facebook e YouTube.

Autore: Luigi "Enpitsu" Riccio

Studente liceale amante delle arti canoniche tanto quanto del medium videoludico, ha deciso di unire assieme le due cose e dare la sua personalissima lettura al mondo dei videogiochi: non che ci si aspettasse diversamente da qualcuno che fa discorsi filosofici sulla trama di Drawn to Life 2. Quando non scrive, disegna, e quando non disegna è probabile che stia giocando a qualche RPG di bassa qualità per poi scriverci e/o disegnarci a riguardo, ovviamente. Lo trovate su Facebook e YouTube.