9 ottobre 2018 • Recensione

Xenoblade Chronicles 2: Torna – The Golden Country (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Perché limitarsi a un DLC quando si può creare un gioco a parte?

Benché non ne parli così spesso come di altre serie, chi mi conosce sa bene che sono un grandissimo fan di Monolith Soft e, in particolare, della serie “Xenoblade Chronicles“. Il primo capitolo, uscito in origine su Wii nell’ormai lontano 2010, si è guadagnato una fama leggendaria non solo per la sua qualità intrinseca, ma anche per le circostanze che hanno portato alla sua localizzazione occidentale, tramite la cosiddetta “Operation Rainfall“.
A fine 2017 è arrivato su Switch il seguito di tale titolo, “Xenoblade Chronicles 2“, mentre questo settembre abbiamo potuto mettere infine le mani sul contenuto più atteso del suo Season Pass: l’espansione di storia denominata “Torna – The Golden Country“, oggetto di questa recensione.

The DLC Country

Al momento dell’annuncio del Season Pass dedicato a Xenoblade Chronicles 2, ad aver colpito i fan non è stato tanto l’elevato numero di contenuti aggiuntivi, quanto la presenza di un’espansione atta a raccontare una parte di storia non mostrata nel gioco principale. Numerose sono state le speculazioni su quello di cui avrebbe trattato tale DLC, nonché su come esso si sarebbe presentato. In pochi si aspettavano però che ci saremmo trovati di fronte non a un semplice capitolo bonus della storia principale, ma addirittura a un vero e proprio gioco a parte, benché ovviamente molto simile all’originale da un punto di vista prevalentemente tecnico e di gameplay.

Una volta che, a dicembre 2017, abbiamo potuto mettere le mani sul gioco, è stato subito chiaro quali aspetti della trama principale sarebbero stati approfonditi. Uno dei maggiori “problemi” legati alla scrittura della storia di Rex e Pyra, infatti, era la presenza di numerosi flashback, più simili a vari frammenti di eventi, mostrati periodicamente, ma mai chiaramente spiegati. Più volte, nel corso del gioco, si sente qualcuno parlare di quanto successo “anni prima”. Numerosi personaggi si conoscevano già tra di loro, per esempio, ma non ci viene mai spiegato chiaramente come e fino a che punto.

È dunque per colmare queste lacune, per consentire finalmente a tutti di sapere cosa sia successo sul titano di Torna a Lora, Jin e tanti altri che il team di Monolith ha deciso di rilasciare questa espansione che, di fatto, va a costruire un prequel del gioco principale. Un prequel che, in quanto tale, presuppone chiaramente che il giocatore conosca gli eventi della storia di quest’ultimo. Nonostante in diverse occasioni si sia ripetuto che i due giochi siano godibili in entrambi gli ordini, fidatevi, non è così, e a confermarlo è in un certo senso stato lo stesso Takahashi in una recente intervista.

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Lo scontro tra Jin e Malos è qualcosa che chiunque attendeva con ansia di vedere.

Considerato quanto sia importante in una serie come questa il comparto narrativo, trovo davvero un grave errore aver insistito sulla fruibilità del titolo “a sé stante”. Intendiamoci, la storia di Torna è bene o male comprensibile anche senza conoscere nulla dell’universo di Xenoblade, tuttavia la sua struttura narrativa dà decisamente per scontato il contrario. Non si perde mai tempo a spiegare concetti che dovrebbero essere ovvi, il world-building è lasciato fortemente in secondo piano e numerose rivelazioni sembrano essere fini a se stesse. Inoltre, qualora giocando a Torna finiste per interessarvi alla serie e decideste dunque di recuperare il gioco principale, partireste già con numerose conoscenze che non dovreste avere, rovinandovi molti dei plot twist che contribuiscono a rendere la scrittura di Xenoblade Chronicles 2 ottima.

È dunque inevitabile per me avvisare tutti voi lettori che, qualora non abbiate raggiunto almeno il capitolo 7 del gioco “base”, sarebbe preferibile che saltiate direttamente al paragrafo denominato “Chi esce su Switch impara a… switchare”, dove inizierò a parlare del gameplay e delle novità di Torna. In caso contrario, non posso garantire che non ci siano spoiler più o meno gravi sulla trama!

Tre uomini e una spada… anzi sei

La storia di Torna – The Golden Country inizia in medias res, senza lunghe introduzioni di sorta. Fin dal primo momento incontreremo Lora e Jin, rispettivamente Ductor e Gladius, mentre esplorano il titano di Torna. I nostri due protagonisti si imbatteranno presto in un villaggio distrutto dove soccorreranno il piccolo Mikhail che, da quel momento, li accompagnerà, non avendo più nessuno da seguire in un mondo così pericoloso come il loro.

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La narrazione punta chiaramente molto sul rapporto tra i due protagonisti.

Verremo infatti a sapere che l’Aegis Malos, ossia il Gladius più potente di sempre, sta viaggiando da un titano all’altro, portando morte e distruzione dovunque si trovi ad arrivare. In molti stanno facendo del loro meglio per fermarlo, ma invano. Tra loro c’è anche Addam, principe di Torna, accompagnato dal secondo Aegis, Mythra. Sarà proprio l’incontro tra Lora e Addam a dare il via agli eventi del gioco. La giovane Ductor, infatti, si ritroverà inizialmente suo malgrado costretta ad accompagnarlo nella sua missione, lasciando la sua vita da mercenaria e imbarcandosi in un’impresa tanto valorosa quanto rischiosa: rintracciare e sconfiggere Malos.

Col proseguire del viaggio, diversi altri personaggi si uniranno all’allegra combriccola: Haze, Gladius “di riserva” di Lora, l’imperatore di Mor Ardain Hugo, anch’egli alla ricerca di Malos, accompagnato dai Gladius Brighid ed Aegeon, nonché Minoth, che pur essendo Gladius di Amalthus, combatterà al fianco di Addam. Questo cast di personaggi, per quanto non vasto quanto quello del gioco originale, verrà però approfondito forse anche meglio del precedente, anche grazie alle numerose missioni secondarie, spesso molto interessanti e utili per conoscere meglio non solo i protagonisti, ma anche tutti i personaggi secondari.

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Il Team Hugo è quello un po’ meno approfondito, ma i suoi membri restano comunque tra i miei preferiti.

Il feeling che accompagnerà la narrazione sarà infatti quasi sempre quello di un’avventura tra amici, o comunque tra persone che lo stanno diventando. Se all’inizio i rapporti tra i vari membri del gruppo saranno un  po’ tesi, a causa delle differenze di classe sociale o di vedute, vedremo che pian piano tutti si avvicineranno e le loro conversazioni diventeranno sempre più rilassate. Impossibile non affezionarsi a loro, dunque, proprio per merito di questa scelta atipica. Le dinamiche dei loro rapporti appaiono infatti molto più realistiche che in tante altre storie, in cui tutti sono subito o amici o rivali, assumendo in generale posizioni nette che solo raramente si evolvono in maniera realistica.

Ironia tragica: the game

Inutile dire che Monolith Soft sapeva bene cosa stava facendo, mentre creava tutte queste scene. Andando a riprendere una tecnica usata fin dai tempi delle tragedie greche, la cosiddetta “ironia tragica“, l’obiettivo di questo attento lavoro che porta i giocatori a conoscere e ad affezionarsi ai personaggi, non solo principali, ma anche i più secondari, è proprio quello di causare ulteriore impatto e ansia in una vicenda già interessante di per sé.

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Sapete benissimo cosa sta per succedere.

Come dovreste sapere, infatti, la guerra degli Aegis non porterà certo a una soluzione pacifica, né tanto meno definitiva. Il titano di Torna non è più presente nel mondo del gioco principale, e quasi nessuno del cast di questa espansione è andato incontro a un destino felice. Il giocatore si approccia dunque a Torna sapendo già che le vicende non porteranno a nulla di positivo, e ciononostante non può fare a meno di sperare, di pregare che, in qualche modo, l’esito si riveli diverso.

Il risultato finale è dunque un perfetto esempio di come non serva una storia esageratamente elaborata per colpire i cuori dei giocatori. Se l’autore è in grado di scrivere in maniera attenta e sapiente, infatti, anche le vicende tutto sommato non eccessivamente complesse di Torna – The Golden Country possono lasciare sicuramente il segno. Anche in questo caso, però, è importante notare come tale risultato non sarebbe possibile se non ci fosse già stato il gioco base, riconfermando come sia necessaria la sua conoscenza per godere appieno di questo contenuto aggiuntivo.

Chi esce su Switch impara a… switchare

Poiché, come sappiamo, a Monolith piace fare le cose in grande, ovviamente nemmeno in fatto di gameplay Torna risulta un “more of the same” del gioco originale. Benché naturalmente ci siano numerose meccaniche simili o direttamente riprese, come le varie combo di Ductor e Gladius, l’Affinità e un po’ tutte le tecniche avanzate, ci sono comunque delle differenze sostanziali.

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È davvero bello poter finalmente controllare anche i Gladius!

Prima di tutto, dite addio al sistema simil-gacha tanto controverso di Xenoblade Chronicles 2. Adottando uno schema più tradizionale, infatti, i personaggi giocabili saranno esclusivamente i nove che incontreremo con la progressione della storia principale. Ognuno dei Ductor avrà solo due Gladius e non potrà prendere controllo di quelli altrui o sostituirli in alcun modo.

Ciò potrebbe apparire come una forte semplificazione del sistema di combattimento originario, limitando moltissimo la possibilità di sperimentare e creare il proprio team ideale, ma viene almeno in parte compensato dal fatto che, stavolta, i Gladius non parteciperanno alla battaglia passivamente, fornendo l’arma e diverse abilità ai loro Ductor, ma potranno andare direttamente in prima linea a combattere al suo posto!

Quando parlo di nove personaggi giocabili intendo proprio questo: ognuno di loro presenta delle proprie mosse con relativi attacchi speciali e sarà controllabile in prima persona. Potremo dunque avere finalmente l’occasione di giocare nei panni delle tanto amate Mythra e Brighid, tanto per dirne una.

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L’azione di gioco è ancora più frenetica, ora che anche i Gladius partecipano attivamente.

Di fatto, il gioco divide i personaggi in tre gruppi da tre: il Team Lora, il Team Addam e, infine, il Team Hugo. Ognuno di essi, intuibilmente, è composto dal Ductor corrispondente e i suoi due Gladius. Supponiamo di voler giocare nei panni di Jin, uno dei Gladius di Lora. Basterà selezionare il Team corrispondente e metterlo come leader e ci sarà possibile controllarlo immediatamente.
Non è tutto qui, però! Durante i combattimenti, infatti, saranno presenti due barre, costantemente in carica. Una permetterà di cambiare Gladius attivo (e dunque personaggio controllato, se ne stiamo usando uno), mentre l’altro consentirà di eseguire un vero e proprio “switch” tra Gladius e Ductor, permettendo a chi prima fungeva solo da supporto di entrare in campo.
Così facendo, dunque, Jin potrà passare il comando a Lora, permettendoci di usarla immediatamente!

Il sistema di battaglia di Torna – The Golden Country è interamente costruito intorno a queste dinamiche di team. Come al solito, l’attenzione ai dettagli è enorme, e numerosissime sono le meccaniche in apparenza secondarie ma che permetteranno ai nostri eroi di vincere qualsiasi scontro.
Ogni team, ad esempio, condivide la stessa quantità di PS, al termine dei quali andranno fuori combattimento. Tuttavia, i colpi subiti non faranno semplicemente perdere definitivamente i PS: una parte di essi, infatti, rimarrà come “recuperabile“, come indicato graficamente da una sezione rossa nella barra relativa. Effettuando lo switch Ductor-Gladius sarà possibile recuperare i PS di questa barra, permettendo spesso anche di ribaltare le sorti del combattimento.
Lo switch, inoltre, avviene sempre sotto forma di attacco speciale, spesso in grado di infliggere qualche condizione particolare, rivelandosi parecchio utile nel caso di Combo Ductor.

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Tornano anche i QTE durante le mosse speciali, quasi sempre molto facili da completare.

Questa meccanica apparentemente semplice si rivela dunque essere una strategia vincente che rende Torna un gioco ancora più rapido e movimentato dello Xenoblade Chronicles 2 originario, già ottimo di per sé. Benché non si tratti di un vero e proprio action, l’azione è così frenetica che non sarà possibile staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un momento durante i combattimenti più difficili!

Una questione di prestigio

Un’altra novità di questa espansione che non posso assolutamente tralasciare è l’introduzione del cosiddetto “Prestigio“. Come ho accennato in precedenza, tutti i personaggi che incontreremo, per quanto secondari, saranno dotati di un nome e, come è risaputo, chi ha un nome proprio ha per forza un qualche ruolo. Conoscendo nuove persone, esse infatti compariranno nel menu del prestigio, in attesa di entrare a far parte della nostra “comunità”.

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Ecco il diagramma del Prestigio. Preparatevi perché questo è solo l’inizio, però!

Ciò avverrà solitamente grazie al completamento delle missioni secondarie, di certo non una novità della serie, ma che ora diventano molto più interessanti ed elaborate nella narrazione che le accompagna. Non ci troveremo quasi mai di fronte a richieste fini a se stesse, ma esse si porranno sempre all’interno di un quadro più grande, creando dei veri e propri character arc dei vari personaggi. A un certo punto, ad esempio, ci troveremo ad aver bisogno dell’aiuto di un uomo piuttosto burbero e che si rifiuterà perfino di ascoltarci. La soluzione arriverà molto presto, però: scopriremo infatti che in un’altra sidequest avevamo aiutato sua figlia, ora parte dei nostri sostenitori, che si offrirà dunque di convincerlo a darci una mano.

Completare le varie missioni secondarie dunque permetterà insieme di allenare i nostri personaggi, non costringendo mai il giocatore a del noioso grinding per proseguire con la storia, ottenere ricompense e conoscere meglio i personaggi che abitano i titani che visiteremo. Ciò naturalmente contribuisce a rendere il mondo di gioco molto più vivo e reale, mostrandoci come le azioni di Malos stiano influenzando anche la gente comune.

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Dal diagramma Prestigio sarà anche possibile vedere velocemente dove si trovano i personaggi che ci hanno affidato degli incarichi!

Si tratta insomma di un’ottima idea per combinare e potenziare contemporaneamente sia l’aspetto narrativo che quello puramente ludico, andando a riprendere e migliorare quanto già fatto durante la storia di Xenoblade Chronicles X. Come in questo titolo, infatti, per proseguire con l’avventura principale sarà talvolta necessario aumentare il livello di Prestigio. Tuttavia, a differenza del passato, si tratterà di una procedura molto meno tediosa e pesante, eliminando uno dei principali difetti del capitolo su Wii U.

Tutte le cose belle finiscono in fretta

Nel complesso, dunque, appare chiaro che ci troviamo di fronte a un’espansione che ha ampiamente superato le aspettative: non solo narra vicende interessanti e che vanno ad approfondire alcune questioni irrisolte del titolo principale, ma essa offre una serie di migliorie e aggiunte tali da rendere il gioco a tratti più divertente dell’opera originale.

Tuttavia, ciò su cui Torna non regge affatto il confronto con l’originale è l’effettiva quantità di contenuto. Chiariamoci: si tratta di un DLC anche troppo economico per quello che offre, ed è bene che tutti ne siamo consapevoli. Va però detto che le promesse del team di sviluppo ci avevano fatto pensare che ci saremmo trovati tra le mani qualcosa di ancora più ampio.

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I luoghi da esplorare sono davvero molto belli! Peccato finiscano relativamente in fretta.

In una serie in cui l’esplorazione è uno degli aspetti fondamentali, è un po’ triste scoprire che i luoghi da esplorare sono soltanto due, nonostante le ampie dimensioni di entrambi. Si tratta di ambientazioni ricche di fascino e di segreti, ma restano pur sempre poche. In 30 ore ho completato quasi ogni missione secondaria e, naturalmente, la storia principale: una durata in sé accettabile a questo prezzo, ma che inevitabilmente stupisce legata al nome “Xenoblade”.

Sono però ovvie sottigliezze: come già detto, in confronto a tante altre espansioni di altri giochi, Torna si pone sicuramente tra le più ricche e ben congegnate, vista anche l’ispiratissima direzione artistica e sonora. Buona parte delle tracce musicali sono nuove o quanto meno remix di quelle del gioco originale, mantenendo sempre l’elevatissima qualità di quest’ultimo.

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Ci sono così tante scelte di localizzazione di cui non riesco a capire il senso in questa immagine…

Un’altra sottigliezza (o forse no) riguarda la localizzazione italiana. Purtroppo, infatti, i numerosi problemi che caratterizzavano il gioco principale sono stati mantenuti. Non so cosa mi dia più fastidio, tra l’irrazionalità del rimuovere il latino dai nomi dei titani reimplementandolo nei termini “Ductor” e “Gladius” o quelli dei personaggi modificati senza alcun motivo apparente. Indicativo è il caso della protagonista, il cui nome giapponese era Laura, pronunciato come in italiano, ma che in occidente è conosciuta come “Lora”. Ma perché?
Non mi aspettavo ovviamente che tali scelte sarebbero state cambiate rispetto al gioco principale, ma non per questo risultano meno fastidiose, purtroppo.

Nel complesso, comunque, Torna – The Golden Country si pone come un’espansione assolutamente imperdibile per chiunque abbia giocato e, giustamente, apprezzato Xenoblade Chronicles 2. Monolith Soft è riuscita insieme ad ampliare ulteriormente il suo ultimo capolavoro senza creare un semplice “more of the same“, ma a tratti addirittura superandolo, ergendosi auspicabilmente a modello per qualunque espansione di questa portata.

ESPANSO/10

  • Moltissimo contenuto per un’espansione…
  • Trama molto ben congegnata e scritta sapientemente…
  • Le novità di gameplay rendono il gioco ancora più divertente.
  • Grazie al sistema di Prestigio, ogni personaggio è ben caratterizzato.
  • Assolutamente ispirato nel comparto artistico e sonoro.
  • …ma un po’ meno di quanto inizialmente promesso.
  • …ma che dipende dal gioco originale per poter funzionare al meglio.
  • Diverse scelte di localizzazione lasciano molto a desiderare.
Se avete amato Xenoblade Chronicles 2 non avete davvero motivo di non giocare anche a Torna – The Golden Country. Se non l’avete fatto, beh, è il momento di recuperare.

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Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte “gioco per la trama”. Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed.
Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.

Autore: Luca "Lucas" Oberti

Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte "gioco per la trama". Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.