15 Gennaio 2020 • Recensione

Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore (Nintendo Switch) – RECENSIONE

A un paio di giorni dall’uscita, è finalmente il momento della nostra recensione di Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore, JRPG sviluppato da Atlus che fonde il mondo di Shin Megami Tensei e quello di Fire Emblem per creare qualcosa di completamente nuovo. Qualora ve la foste persa, nella nostra anteprima troverete altre informazioni sul gameplay e sulla trama del gioco.

Diventerai una star

Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore è la storia di un gruppo di giovani artisti che vogliono realizzare i loro sogni, sfondando nel mondo dell’intrattenimento grazie al loro impegno e soprattutto al sostegno reciproco che si danno. La forza dei legami è una componente molto presente nella trama, così come lo è sempre stata nell’intera serie di Fire Emblem, e il protagonista (nonché Lord) Itsuki è proprio l’elemento che riesce a creare saldi rapporti tra i personaggi principali. Pur non rendendosene conto egli stesso, infatti, grazie al suo carisma l’ufficio di Fortuna Entertainment si fa via via più affollato e allegro, facendo cambiare in positivo i suoi compagni. Questo si va a notare soprattutto nel caso delle Side Story, sottotrame opzionali che espandono i personaggi principali (escluso Itsuki stesso) e che vanno avanti insieme alla trama primaria. In esse, l’artista di turno riceve attivamente aiuto dal nostro Lord nel perseguimento del proprio sogno fino a raggiungere, se si prosegue fino alla fine, un vero e proprio punto di svolta nella propria vita. Inoltre, a queste si aggiungono le EX Story, novità della versione Encore su Switch, tre storie concentrate soprattutto sul rapporto tra Tsubasa e Kiria (le stesse che, guarda caso, cantano la nuova canzone She is…).

Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore 10
Man mano che nuovi personaggi si uniranno al gruppo, compariranno insieme agli altri sullo sfondo del menu di pausa.

Facciamo un duetto?

In questo spaccato del mondo dell’intrattenimento giapponese, la musica si rivela una parte molto importante sia dal punto di vista della trama che del gameplay. Dopotutto, è grazie all’energia Performa che i nostri protagonisti possono legare con i propri Mirage e combattere contro i mostri nemici che vogliono appropriarsene. Su un campo di battaglia con le sembianze di un palco con tanto di pubblico, gli artisti si aiutano l’un l’altro con attacchi e abilità ispirati a Shin Megami Tensei e Fire Emblem, ma anche con speciali performance che riprendono dei momenti delle relative Side Story. Queste ultime sono incredibilmente utili e potenti, tanto che probabilmente conviene seguire le sottotrame anche solo per sbloccarle. Il nostro strumento più potente, comunque, sono senza dubbio le Session, gli attacchi concatenati da parte di più artisti effettuati quando si colpisce un nemico con un elemento a cui è debole. Anche se ci si ritrova contro quattro o cinque nemici insieme, saranno molto più gestibili grazie alla collaborazione del cast. Tra l’altro, rispetto all’originale, avere anche la partecipazione di Tiki, Maiko e Barry alle Session può effettivamente fare la differenza, soprattutto quando nelle fasi iniziali non si ha ancora la possibilità di far intervenire i personaggi nelle retrovie.

Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore 11
Le Duo Art sono speciali abilità attivabili a caso durante le Session. Oltre a eseguire un potente attacco sui nemici, permettono di far ripartire da capo la Session per infliggere ancora più danni!

Vai e vieni dall’Idolasphere

Per quanto al fine di andare il più avanti possibile nella storia io abbia giocato in Facile, il gioco si è comunque rivelato interessante da affrontare. Penso che anche chi vorrà cercare una sfida un po’ più difficile si troverà soddisfatto, data la profondità del sistema di battaglia e della gestione delle abilità, così come la presenza di un’arena che ospita nemici opzionali ben più tosti della storia principale. Fortunatamente, la difficoltà è modificabile sempre dalle impostazioni e, se servisse, nella versione Encore sono stati resi disponibili tre dungeon speciali (in originale erano solo DLC) nei quali si possono migliorare rapidamente i propri personaggi.  Personalmente, non ho trovato necessario mettermi a grindare interrompendo la storia, mi sono anzi ritrovato quasi sempre a essere al livello consigliato di ogni battaglia obbligatoria. In un certo senso, ringrazio i numerosi nemici che ho incontrato, e che data la non linearità dei dungeon ho visto a bizzeffe mentre esploravo nel tentativo di raggiungere qualche forziere lontano. Non ci sono degli incontri casuali, bensì i Mirage nemici appaiono fuori dagli scontri attaccando a vista, ma si possono colpire con la spada per immobilizzarli e, se affrontati, non agiranno nel primo turno. Ognuna delle Idolasphere è contraddistinta da particolari gimmick legati anche al loro aspetto estetico, rendendole tutte uniche a suo modo. Inoltre, come avevo anticipato nell’anteprima, c’è sempre un momento in cui per motivi di trama bisogna lasciare temporaneamente il dungeon per ottenere un nuovo potere alla base. Per quanto mi riguarda, sono state sicuramente più di una le volte in cui ho fatto visita a Tiki, ogni volta che il suo canale Telegram in chat mi mandava notifiche di nuove abilità forgiabili.

Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore 12
La versione Encore ha aggiunto tre nuovi costumi per Itsuki, Eleonora e Yashiro ispirati ad altri titoli Atlus. Questo è particolarmente cursed.

Tirando le somme…

Dopo aver giocato (ma non finito) Tokyo Mirage Sessions ♯FE su Wii U e poi ricominciato la versione Encore su Switch, posso dire senza dubbio che sono felice che questo JRPG sia stato portato su una console con ben più successo. Per quanto siano innumerevoli i pregiudizi su di esso, una volta preso effettivamente in mano il gioco mi sono reso conto di quanto mi divertisse. Non ho potuto fare a meno di affezionarmi ai personaggi principali, e se ne sapessi effettivamente qualcosa di Shin Megami Tensei avrei potuto apprezzare tutti i vari riferimenti alla serie sparsi per il gioco, così come quelli a Fire Emblem che sono invece riuscito a cogliere. Dal punto di vista visivo si vede poi chiaramente il tocco di Atlus, con uno stile dai colori accesi e sgargianti, perfettamente in linea con il tema. Anche il gameplay stesso, per quanto profondo, mi è stato molto semplice da capire grazie ai brevi tutorial che introducono ogni nuova meccanica. Se dovessi fare una critica, il mio primo pensiero è la mancata localizzazione in italiano. Non è la prima volta che un titolo di Atlus ci arriva in inglese, anzi, sono molti di più i giochi non tradotti, però sono comunque dispiaciuto perché va inevitabilmente tagliare una fetta di possibili acquirenti. Ciò detto, questo rimane un JRPG più che valido.

ENCORE/10

  • Gameplay profondo ma accessibile.
  • Impossibile non affezionarsi al cast.
  • Ancora più contenuti nella versione Encore.
  • Canzoni memorabili.
  • Mancanza della lingua italiana.
Tokyo Mirage Sessions ♯FE Encore è il porting ampliato di uno dei migliori RPG usciti su Wii U. Se non avete avuto l’occasione di giocarlo ai tempi, ce l’avete adesso.

Nintendoomed partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it. Prova gratuitamente Amazon Prime per ricevere i tuoi acquisti in un giorno.

Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all’arena dei mostri per ottenere la spada Falcon.
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Dario "Spiky" Vetrano

Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all'arena dei mostri per ottenere la spada Falcon. Lo trovate su Facebook e Twitter.