30 Novembre 2019 • Recensione

The Touryst – Nintendo Switch (RECENSIONE)

Finché la barca va… lasciala andare….

Se c’è qualcosa che The Touryst nelle sue poche ore di gioco è riuscito a fare, è stato senza dubbio spingermi a cercare, a risolvere enigmi e sperimentare. Ma il bello del viaggio non è solo l’inizio o la fine, ma tutto quello che avviene lì in mezzo. Perché le avventure, quelle vere, vanno vissute. Questo è quello che probabilmente hanno sentito il bisogno di raccontare i ragazzi di Shin’en Multimedia, compagnia che se seguite questi lidi, o comunque le esclusive Nintendo, non vi sarà del tutto nuova. È per loro una nuova sfida, ben lontana dalla sicurezza offerta da FAST, e che li avvicina in un terreno molto concitato: quello degli action-adventure. Anzi, chiamiamolo pure relax-adventure.

Certo, c’è anche da dire che lo stesso studio non ha fatto del suo meglio con l’unico trailer rilasciato a rendere chiaro lo stile di gioco. Perché a conti fatti quello che la produzione indipendente vuole rappresentare è un mix tra un simulatore di vita e un’avventura. Prendendo un po’ da uno e un po’ dall’altro, ma smarrendo in alcuni casi -e qui ci sta dirlo- la bussola.

Turista per caso…

Essere lasciati a sé stessi è il punto di partenza di The Touryst, in quanto il giocatore, anzi, il turista, è chiamato a godersi la sua vacanza. Si può esplorare i dintorni, entrare nel negozietto locale, oppure parlare con i residenti, ed è tutto splendidamente inutile. Non disponiamo neppure di movenze particolari o altro, ricordandoci in un primo momento la serie Animal Crossing di Nintendo. Eppure, questione di pochi minuti (leggasi: vedere tutto sulla prima isola) e il titolo comincia a mostrare le sue carte per mezzo dei monumenti. Antiche costruzioni realizzate da una civiltà scomparsa fanno da sfondo alle vicende narrate nel titolo, portando il turista protagonista a risolvere i segreti da essi celati.

Se inizialmente il titolo voleva proporre dei toni più rilassati, è questione di neanche mezz’ora prima di ritrovarci dentro a quello che è un tutorial glorificato. I primi due monumenti che siamo obbligati a visitare (e completare) corrispondono ad un’introduzione concreta delle due anime del prodotto: vivere ed imparare. E scusatemi per la citazione involontaria a Sonic Adventure 2.

Dal punto di vista visivo e tecnico, The Touryst si conferma un altro miracolo di Shin’en.

Da subito questo alternarsi tra le due anime della produzione funziona. Perché dopo le prime due isole non c’è un vero vincolo su quello che il giocatore debba fare prima. Posso proseguire con l’esplorazione dei monumenti, oppure chiudermi per ore nella sala giochi (fatto), ma c’è un filo conduttore che è il denaro. L’economia del gioco è infatti un aspetto chiave nelle fasi iniziali, in quanto il suo abuso corrisponde ad un rallentamento della “vacanza”. Possiamo spendere il denaro acquistando guide turistiche (il nostro mezzo di trasporto) oppure oggetti di vario utilizzo, ma è la parsimonia a farla da padrone. Proseguire è un’operazione che richiede denaro, e per tale motivo la semplice esplorazione non sarà inizialmente sufficiente, portandoci a risolvere le richieste dei vari PNG.

La colonna sonora è praticamente inesistente, ma quando esiste, si fa sentire.

Di primo acchito, il modo in cui si intrecciano questi due stili di gioco, mi ha spinto più di una volta a scoprire i dettagli inseriti da Shin’en. Ogni attività secondaria è unica nel suo genere e quasi mai ripetitiva. Dalla già citata sala giochi ad un allenamento di calcio o i bisogni di un DJ, sono tante le meccaniche di gioco introdotte una singola volta e quasi mai ripetute. Ciascuna singola idea venuta in mente agli sviluppatori ha una collocazione, un inizio e una fine ben precisa. Ciò in particolare si nota anche nella seconda sezione del gioco, l’esplorazione, con piccoli dungeon creati attorno una singola idea, che terminano con la sconfitta di un boss.

…ma attenti alle scottature

Eppure, ad un certo punto il ritmo alla base del gioco si perde. Vuoi perché il turista si è focalizzato troppo su un aspetto rispetto all’altro, vuoi perché al di fuori delle prime isole il sistema economico perde di senso, la bussola degli sviluppatori comincia ad indirizzare la direzione sbagliata. Volendo si potrebbe perfino chiudere un occhio sulla questione, data comunque la più che buona fattura del prodotto e la sua breve durata. Ma è un vero peccato che “la magia” dietro la formula di The Touryst non possa esprimere al meglio il suo potenziale. Avrei preferito una maggiore integrazione tra i due aspetti del titolo, come per esempio delle attività più o meno vincolanti nelle varie isole, in modo da mantenere alto il desiderio di viaggiare ed esplorare.

Eppure, la sensazione che ho a mente fredda è che si abbia a che fare con un banco di prova per lo studio. Qualcosa che possa prendere una forma più concreta in un ipotetico seguito, in base ai feedback ricevuti dalla community. Ciononostante, quanto ho avuto modo di sperimentare nell’arcipelago di isole presente è riuscito nel suo intento. Mi ha spinto ad esplorare, a ragionare fuori dagli schemi e soprattutto a divertirmi con poco. Le poche ore passate in compagnia del turista mi hanno portato in labirinti semplici ma curati, in isole popolate da abitanti simpatici e in grado di offrire varietà in termine di gameplay e meccaniche introdotte. Però lo ammetto, avrei voluto vedere e fare di più in quella che, a conti fatti, è una vacanza di poche ore.

ACQUA FIJY/10

  • Variegato e ricco di attività da svolgere.
  • Graficamente una delizia.
  • Troppo breve.
  • Ritmo di gioco non sempre gestito ottimamente.
Un titolo in grado di divertire quelle poche ore necessarie, ma che potrebbe dare vita a qualcosa di più interessante.

Nintendoomed partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it. Prova gratuitamente Amazon Prime per ricevere i tuoi acquisti in un giorno.

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).