The Outer Worlds – RECENSIONE

7 min.
15.06.2020
Recensione


The Outer Worlds è l’ultimissimo titolo prodotto dalla casa di sviluppo Obsidian Entertainment, un GDR Sci-Fi in salsa FPS che a suo modo fa da eco al grande successo della saga pubblicata da Bethesda, ma che al contempo dimostra carisma e originalità.

La mia personale esperienza con Obsidian Entertainment si interruppe con l’uscita di Pillars of Eternity 2. La serie mi conquistò non tanto per le meccaniche, classiche del genere RPG isometrico, ma per la storia, le ambientazioni e soprattutto i dialoghi. Non è un caso che uno dei titoli della serie Fallout più amati dalla fanbase, Fallout: New Vegas, provenga dalla stessa casa di sviluppo. La cura nella creazione della trama, dei dialoghi e dei personaggi lo rese il titolo più di spicco della serie, almeno fino all’uscita di Fallout 4, e nonostante tutto rimane tutt’ora nel cuore di moltissimi giocatori.

The Outer Worlds
Fallout: New Vegas, in tutto il suo grigio splendore.

In questo nuovo titolo le intelligenti capacità della casa di sviluppo in ambito artistico e narrativo incontrano un gameplay che, sebbene con alcune modifiche non di poco conto, fa il verso a quello intramontabile della serie Fallout. Dopo l’uscita sulle altre console, arriva ufficialmente dal 6 giugno anche su Nintendo Switch, in un porting che dimostra ancora una volta i forti limiti tecnici della console, ma al contempo le sue potenzialità. Che dire ancora, pronti a catapultarvi nello spazio aperto?

Essere ibernati non è poi così male…

…se l’alternativa è essere risvegliati da uno scienziato pazzo, essere poi spediti a tutta velocità all’interno di una capsula su Terrarium 2 e ritrovarsi senza armi nello spazio post-apocalittico del sistema di Halcyon (Alcione per i fan della lingua italiana).

The Outer Worlds
Parlando di traumi…

Il Dottor Phineas V. Welles, praticamente “Doc” di “Ritorno al futuro”, risveglierà il vostro personaggio dall’ibernazione, recuperandolo dalla ormai perduta (almeno per i più) nave “Speranza”. Beh, almeno non prima che lo abbiate creato a vostra immagine e somiglianza! L’editor delle fattezze del personaggio risulta al contempo semplice nella selezione e potenzialmente molto dettagliato. Ci evita così di perdere troppo tempo nel menù di creazione, ma permette allo stesso tempo di creare un personaggio unico nel suo genere; non è facile trovare un editor così ben bilanciato.

The Outer Worlds

Le caratteristiche del vostro character vengono divise in varie categorie, con spettri e punteggi, così da permettere una creazione fluida, che avviene anche in itinere nel corso del gioco salendo di livello. I 6 attributi (Forza, Destrezza, Percezione, Intelligenza, Fascino e Temperamento) possono variare da “molto sopra la media” a “sotto la media”, e influenzeranno le “abilità” del personaggio a seconda del livello scelto per ognuno. Salendo di livello guadagneremo ogni volta 10 punti da smistare nelle varie categorie di abilità. In futuro si potranno ridistribuire i punti con la comoda stazione di “respec” in dotazione sulla nave, mentre gli attributi rimarranno immodificabili. Scegliete quindi attentamente lo stile di gioco che avete in mente di utilizzare fin dai primi minuti all’interno della personalizzazione.

Riepilogo della creazione

Infine, la scelta di un’”attitudine” modificherà alcune abilità o darà bonus aggiuntivi al vostro personaggio, donandogli un po’ di colore in più. Inserite quindi il nome e via, siete pronti per essere spediti alla velocità della luce su un pianeta sconosciuto, dopo un sonno durato 40 anni, guidati dalla voce di un vecchio scienziato rivoluzionario. Lo ascolterete? Cercherete vendetta per il sonno negato? O vi farete i fatti vostri? La scelta spetta solo a voi.

Il seguito spirituale di “New Vegas”

Ad alcuni è parsa una provocazione, altri sostengono che sia invece proprio così, che il titolo sia il figlio illegittimo del tanto discusso Fallout: New Vegas. Sebbene il mondo e il gameplay di “The Outer Worlds” rimandino in maniera molto chiara al vecchio titolo sviluppato da Obsidian per Bethesda, quel che conta è il risultato… ed è eccellente. Il mondo di gioco appare subito molto colorato e caratteristico. Ogni pianeta del sistema di Halcyon ha un proprio bioma e le proprie città, alcune governate dalle varie fazioni presenti nel gioco e con le quali potremo anche decidere di collaborare.

The Outer Worlds
ATTENZIONE: alcuni pianeti non sono ancora disponibili, lo saranno dopo la pubblicazione dei DLC.

Le meccaniche di gioco sono immediatamente riconoscibili. L’inventario, l’equipaggiamento, il looting e le sessioni di combattimento rimandano a qualcosa di già visto, ma al contempo fresco e originale. L’inventario non risulterà mai il covo di un accumulatore seriale. La quantità di oggetti raccoglibili, ma soprattutto la varietà di questi, che siano armi, armature, cappelli o consumabili, è sempre ben bilanciata e non lascia il giocatore perso nel proprio zaino. Le armi e le armature si dividono in una serie di categorie, ben distinte, che lasciano scegliere al giocatore il proprio approccio in battaglia. Combattimento ravvicinato? Sarete il tank di turno? O preferite attaccare dalla distanza, magari con un bel cecchino al plasma? Ciò che offre invece una gran varietà di personalizzazioni è la modifica dell’equipaggiamento tramite dei “Kit” di modifica per armi e armature, che potranno essere impiantati sul vostro arsenale per migliorarlo.

The Outer Worlds

Non mancheranno di certo armi nascoste e le cosiddette “armi scientifiche”, particolari strumenti di morte dagli effetti unici e bizzarri, sparse per tutto il mondo di gioco. Tutto i collezionabili assumeranno un aspetto futuristico, fin da subito riconoscibile, in perfetto stile “The Outer Worlds”

The Outer Worlds
Rimpicciolire i propri nemici? Da oggi si può!

Il combattimento ovviamente sarà bilanciato in base alla difficoltà di gioco scelta in partenza. Nonostante questo, la modalità “Normale” risulta comunque più semplice da gestire del, beh, normale, ma questo dipenderà anche dal vostro approccio col gioco. Se ad esempio deciderete di seguire un approccio lento, dedito alla risoluzione delle quest secondarie e all’esplorazione, di sicuro vi troverete ad affrontare più facilmente la trama principale.

The Outer Worlds

Al di là di questo l’IA dei nemici risulta abbastanza intelligente nei movimenti e quanto basta nella percezione dell’area. Una certa dose di tattica in battaglia, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati, potrebbe risultare fondamentale, non solo per quanto riguarda il giusto posizionamento sul campo di battaglia o la scelta del nemico da uccidere per primo. Bisognerà tenere in considerazione anche l’arma da utilizzare in base alla categoria di nemico che ci troveremo contro, che sia un umanoide, una macchina o una bestia mostruosa, in quanto alcune tipologie di danno (al plasma, elettrico, da corrosione e normale) saranno più efficaci di altre.

The Outer Worlds

L’arte della dialettica

Un’altra area in cui il gioco risulta ben bilanciato è nella modalità di risoluzione delle quest, secondarie e non. Non c’è un modo giusto o sbagliato di risolvere le cose. Quasi tutte le missioni, persino le principali, permettono una variegata serie di alternative per il completamento, dalla soluzione più “diretta”, alle sezioni “stealth”, fino ad arrivare al semplice quanto efficace dialogo persuasivo.

L’esito della vostra scelta d’azione dipenderà anche dai punti scelti per le varie abilità: per esempio alcuni particolari dialoghi potrebbero essere disponibili solo con determinati punteggi di persuasione, menzogna, intimidazione, o addirittura in base alle vostre conoscenze della meccanica! Nelle secondarie, le vostre scelte potrebbero salvare una vita o arricchire di più il vostro portafogli, ma nel corso della trama decideranno il destino dell’intero sistema, il che apre la possibilità a molteplici finali, aumentando la qualità della rigiocabilità del titolo.

L’importanza del carattere

Nel mondo di The Outer Worlds sono presenti una serie di fazioni/agenzie/gruppi rivoluzionari, ognuno con le sue caratteristiche organizzative, i propri scopi ed ideali, ma soprattutto il proprio logo. Gli “Spacer Choice” (o anche “Scelte Spaziali”), con la loro luna dal simpatico faccione, hanno acquisito grande successo per tutta Halcyon, e di certo non per la qualità dei loro prodotti…

Se vi sentite soli durante le vostre scorrazzate nel sistema di Halcyon, non disperate! Nel corso del gioco conoscerete una serie di individui disposti ad accompagnarvi in giro per lo spazio. Ognuno di questi avrà la propria abilità speciale con cui assistervi in battaglia, donerà un bonus alle vostre abilità e soprattutto darà il via ad una nuova serie di quest facoltative legate al personaggio. Nonostante “The Outer Worlds” spicchi per i personaggi ben caratterizzati, le maggiori lacune le si incontrano proprio con alcuni dei possibili compagni di viaggio, alle volte un po’ scontati e poco interessanti.

Le interazioni con gli NPC, che siano esterni o interni al vostro equipaggio, occuperanno una buona parte della vostra esperienza di gioco. Che siate amanti del “picchia-picchia” o dei fan dell’”ars oratoria”, i dialoghi e le informazioni scritte su terminali e note, saranno in gran parte utili ai fini delle quest o nella scoperta di aree e oggetti nascosti. E quando anche questi dialoghi saranno poco utili, risulteranno comunque ben scritti, tanto da farvi divertire, sorprendere o semplicemente interessare alla lore del gioco. Ed è in questo campo che l’Obsidian dà, così come ha fatto in passato, prova delle sue distinte capacità narrative.

The Outer Worlds
“In che modo saresti un cuoco e non un distributore di vivande?”

The Outer Switch

Per quanto The Outer Worlds risulti un titolo estremamente gradevole e di intrattenimento, la sua resa su Switch ahimè non gli rende giustizia. La risoluzione di gioco in modalità TV, in 1080p, permette una tenuta di gioco a 30fps a patto di alcuni compromessi grafici. Il titolo non risulta ingiocabile, ma minato dal punto di vista visivo, soprattutto considerata la presenza di blur costanti nel muovere la visuale. In modalità portatile le cose non vanno di certo meglio: la risoluzione scende ai classici 720p, ma gli fps risultano più instabili, soprattutto in alcune sessioni più concitate.

The Outer Worlds
La differenza tra Switch e PC. Anche se le immagini che trovate su internet spesso tendono ad accentuare le differenze, le aspettative non sono poi così lontane dalla realtà.

Un problema comune un po’ a tutti gli FPS che prima o poi fanno la loro comparsa su Nintendo Switch sono i controlli. In modalità “Docked”, che utilizziate i vostri Joy-Con o un pro-controller, se siete abituati al puntamento con Pad e levette non troverete forti differenze con le altre console, persino per quanto riguarda l’input lag. In modalità portatile, con i joy-con collegati, i movimenti risultano un po’ più impacciati, ma in compenso il giroscopio ne guadagna in precisione. L’alternativa diventa scollegare i Joy-Con e lasciare lo schermo isolato, ma anche in quel caso la bassa risoluzione grafica rende difficile avere una visione chiara di quello che c’è attorno a noi in alcuni casi.

Come aiuto al giocatore, al sistema di puntamento è stata aggiunta una componente automatica che mira direttamente ai tre punti del nemico: gambe, busto e testa. Inoltre la possibilità di attivare il giroscopio permette di migliorare in certi casi il puntamento di precisione, risultando però poco intuitivo, richiedendo al giocatore un po’ di tempo per prenderci la mano. Insomma, il porting “porta” a casa il risultato, ma il genere FPS si dimostra per l’ennesima volta in antitesi con la filosofia Switch. (Per un’analisi approfondita dell’argomento vi rimandiamo al video di Digital Foundry)

The Outer Worlds

In conclusione

Obsidian Entertainment ci ha visto giusto. È riuscita a combinare le caratteristiche di un gameplay fruibile e riconoscibile da tutti con le grandi doti narrative che la contraddistinguono come casa di sviluppo. A tutti gli effetti sono riusciti a ridonare forza all’onda di successo che fu Fallout: New Vegas, creando un titolo che non ha niente da invidiargli, anzi. La forza di The Outer Worlds risiede anche nell’atmosfera futuristica e colorata che lo contraddistingue, lontana dai paesaggi grigi e post-apocalittici ai quali siamo abituati.

La longevità risulta l’elemento forse più discutibile del gioco: la trama principale risulta abbastanza veloce da completare e le quest secondarie non sono poi tantissime, ma allo stesso tempo questo possibile difetto migliora la rigiocabilità nell’eventualità in cui si vogliano scoprire i finali alternativi e le diramazioni della trama non ancora esplorate. Che ci giochiate solo per una 30ina di ore o che vogliate platinarlo, vi godrete ogni istante di questo titolo. Nonostante le forti limitazioni della console, Nintendo Switch dona comunque al titolo la possibilità di essere goduto dove si vuole.

Un vero e proprio gioiellino che tutti i fan degli GDR-FPS dovrebbero giocare. “Avete provato il resto, ora provate questo!” [cit.]

MEGLIODIFALLOUT/10

The Outer Worlds è un titolo divertente e denso di contenuti, combina perfettamente un gameplay classico GDR-FPS con la narrativa tipica di Obsidian. Le limitazioni tecniche di Nintendo Switch non sono un ostacolo, ma un qualcosa su cui ragionare prima dell’acquisto.