8 Febbraio 2019 • Recensione

The Liar Princess and the Blind Prince (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Le bugie hanno le gambe corte.

Nel corso di un 2018 tutto sommato (per quanto mi riguarda) non molto soddisfacente, per quanto riguarda le uscite su Switch, mi son ritrovato molto spesso a guardare al futuro, che sembrava decisamente più roseo e “pieno” del presente. Tra i tanti annunci, uno di quelli che mi ha subito conquistato è stato proprio quello di “The Liar Princess and the Blind Prince”, ennesimo titolo sviluppato da Nippon Ichi Software e che, come al solito, ho sentito il bisogno di provare, nonostante sapessi almeno in parte a cosa andassi incontro.

Andiamo avanti di qualche mese, ed ecco che fortuna vuole che questo gioco sia stato assegnato da recensire proprio a me. A download terminato, sono pronto a immergermi nella storia che esso racconta.
La vicenda parte in realtà da una base molto semplice: i protagonisti sono principalmente tre, ossia una principessa bugiarda, un principe cieco… e una strega. Ma andiamo con ordine.

In mezzo a una foresta tenebrosa e pericolosa si trova una lupa (no, Verga, stai buono), o meglio, un mostro a forma di lupo. Questa creatura, benché spaventosa nell’aspetto e affamata di carne (anche) umana, ha però una caratteristica tutt’altro che terrificante, ossia la sua magnifica voce. Alla giovane lupa piace infatti cantare, ed è proprio a questo che si stava dedicando una sera, quando il principe del regno vicino, per qualche motivo, si è avvicinato abbastanza da sentirla. Proprio qui sta il trucco, però: il principe ha sì potuto udirne il canto, ma non ha mai potuto vedere chi fosse a cantare, dato che era nascosta!
Affascinato dalla sua voce melodiosa, il giovane non può proprio resistere, e anche il giorno seguente si trova a tornare nella foresta ad ascoltarla, e così il successivo, e ancora e ancora, applaudendo sempre al vuoto per mostrare il suo apprezzamento, finché un giorno… non si può più trattenere, e decide di avvicinarsi più del solito all’origine del suono, per poter dare un volto alla giovane cantrice.

The Liar Princess and the Blind Prince
Il principe dev’essere un grande amante della musica!

Ed è qui che inizia la nostra storia. La lupa, infatti, fin dal primo giorno aveva sentito il principe applaudire, ma, felice di essere stata apprezzata, aveva respinto il suo istinto naturale di divorarlo. Giorno dopo giorno, la creatura, che nell’animo tanto mostruosa non è, si era infatti affezionata a questo principe, alla sua innocenza e ai suoi complimenti silenziosi. Aveva trovato un compagno, per quanto “distante”, e non voleva perderlo.
Però… però, se lui l’avesse vista, avrebbe scoperto che era un mostro. Avrebbe smesso di venire a trovarla, avrebbe avuto paura di lei!

Alla ricerca della proprietaria della voce che tanto lo affascinava, il principe si ritrova di fronte a un mostro, un lupo enorme e spaventoso, ignaro che si tratti proprio di colei che cercava. Il mostro, nel panico, finisce per ferire il principe agli occhi e spingerlo giù da un precipizio.

I giorni passano, e il principe è salvo… ma non la sua vista, purtroppo. Accusato di essersi ridotto in uno stato vergognoso e inadatto del suo titolo, il giovane viene privato di ogni privilegio dalla sua famiglia e gettato in prigione.
Nel frattempo, la lupa, presa dal senso di colpa e dal desiderio di voler aiutare il principe, decide di portarlo dalla Strega del Bosco, famosa per essere in grado di esaudire ogni desiderio, chiedendo in cambio “la cosa più preziosa” di colui che fa la richiesta. Tuttavia, non può certo condurre il principe con sé nella sua forma di mostro spaventoso. Non può tenerlo per mano, quando ha solo degli artigli. Per questo, si reca lei stessa dalla strega, chiedendo di poter diventare umana in cambio della sua capacità di cantare.

The Liar Princess and the Blind Prince
Il design della strega è probabilmente il mio preferito.

La strega esaudirà il suo desiderio, concedendole di poter cambiare liberamente forma, alternando lupa e umana. E che umana! La nostra lupa, infatti, chiede di diventare una principessa, così da potersi presentare in questo modo al principe!
Una volta liberato il giovane dalla sua prigione, i due iniziano dunque il loro viaggio per arrivare insieme dalla strega. Stavolta, però, sarà ancora più difficile, perché la foresta è piena di insidie per un ragazzo cieco… starà alla nostra principessa bugiarda assicurarsi che arrivi sano e salvo!

Dentro la fiaba

Raramente mi capita di scrivere così tanto nella “premessa” di una mia recensione. Eppure, nel caso di “The Liar Princess and the Blind Prince”, questo non può che essere coerente con il gioco stesso.
La storia si apre, infatti, con una lunga sezione narrativa, inframmezzata solo da alcuni rapidi spostamenti guidati, nulla di più. Gli autori hanno tenuto subito a mettere in chiaro che, nonostante l’opera si possa collocare nel genere dei platform 2D, e in particolare quelli del filone più “rompicapo”, il suo obiettivo principale resta sempre e comunque quello di raccontare una storia… e lo fa in maniera deliziosa!

The Liar Princess and the Blind Prince
La voce narrante racconta in maniera abile ogni scena, discorsi diretti compresi.

L’intera vicenda, dall’inizio alla fine, viene presentata in maniera simile a un libro illustrato, che prende vita tra le nostre mani. Non ci sono infatti veri e propri dialoghi, quanto piuttosto una voce narrante che legge e interpreta il testo a schermo. I discorsi diretti sono ovviamente presenti, ma nemmeno in questi casi ci sarà un cambio di doppiatrice: la bravissima Reina Kondō, infatti, si limiterà semplicemente a modulare leggermente la sua voce… proprio come faremmo noi, narrando una storia a qualcuno.
Ad accompagnare tutto questo, ovviamente, ci sarà lo stupendo stile grafico che permea l’intero gioco, con delle tonalità fortemente cupe, proprio come ci aspetteremmo da una fiaba di questo genere, in cui i protagonisti sono una principessa, che in realtà è un mostro, e un principe, ora ripudiato dalla famiglia, cieco e ignaro che la mano che stringe non sia altro che l’artiglio che l’ha ferito, ora trasformato.

Il fatto che l’intero gioco sia doppiato, per di più in maniera così “ad arte”, non può che contribuire a innalzare il valore dell’opera. Tuttavia, è importante notare che la narrazione procede in maniera molto lenta, proprio come quando si legge un libro a un bambino. Qualora decidiate di lasciarvi incantare dalle parole recitate, e di non limitarvi semplicemente a leggere il testo, preparatevi a una lunga attesa tra una sezione di gioco e l’altra. Io stesso, che solitamente aspetto sempre la voce del doppiatore, mi sono ritrovato in diverse occasioni a passare alla battuta dopo per “impazienza”.

The Liar Princess and the Blind Prince
Resta comunque una fiaba molto più “cruda” di quelle che racconteremmo a un bambino.

Si tenga sempre conto del fatto che “The Liar Princess and the Blind Prince” punta, nella sua narrazione, più a essere artistico che a essere realmente un capolavoro di narrativa. Una volta analizzata a mente fresca, la storia non risulta particolarmente innovativa, né i personaggi particolarmente approfonditi, a causa anche della relativa brevità del titolo.
L’impatto è molto più centrale della sostanza, insomma, quindi è importante essere sicuri di sapere cosa aspettarsi da questo titolo se lo si vuole davvero apprezzare.
Con questo non voglio certo dire che il gioco risulti noioso o scritto male, ma che è bene capire in che senso la narrativa sia centrale, e non credere di avere a che fare con una visual novel o un’avventura grafica.

La tua mano nella mia

Come già detto, benché il focus del titolo sia l’ambito artistico-narrativo, a livello di gameplay “The Liar Princess and the Blind Prince” è fondamentalmente un platform-rompicapo.
Prendendo il controllo della principessa/lupa, avremo il compito di attraversare i vari livelli di gioco, cercando di tenere al sicuro il principe e di non lasciarlo indietro. Egli, infatti, a causa della sua cecità non sarà in grado di muoversi da solo, e avrà bisogno del nostro aiuto per superare le numerose insidie della foresta.

The Liar Princess and the Blind Prince
Al di là della sua utilità, quando si tengono per mano i protagonisti sono adorabili.

La struttura di gioco del titolo è molto ben congegnata, in quanto mano a mano che si procede tra i livelli verranno sbloccate ulteriori meccaniche da sfruttare per risolvere i vari enigmi. Questa limitazione delle possibilità è in realtà un bene, in quanto permette di apprendere gradualmente come sfruttare le azioni possibili al meglio per superare gli ostacoli, invece di perdersi subito tra le numerose azioni possibili.

Ogni livello, comunque, ci richiederà di saper passare abilmente da una forma all’altra, cosa possibile semplicemente premendo X. In forma di principessa saremo molto più vulnerabili, potendo potenzialmente andare K.O. sia per gli attacchi dei mostri che per una brutta caduta, ma ci sarà anche possibile attivare leve, passare attraverso gli anfratti più stretti e, soprattutto, tenere per mano il principe, così da accompagnarlo verso l’uscita.
In forma di lupo, invece, ci sarà possibile attaccare ed essere virtualmente invincibili, in quanto perfino le cadute (escluse naturalmente quelle nel vuoto) non ci potranno danneggiare. Anche la capacità di salto sarà aumentata, ma le dimensioni maggiori renderanno comunque un po’ più difficile la mobilità.
Il principe, almeno inizialmente, non sarà altro che un “peso morto” da trascinare in avanti tenendolo per mano, ma col tempo riuscirà anch’egli a rendersi utile, ad esempio tenendo degli oggetti. Sarà anche possibile dargli degli ordini perché si sposti in autonomia, e tanto altro che non vi rivelo!

The Liar Princess and the Blind Prince
Non aspettatevi combattimenti complessi, è comunque un platform.

Nel complesso, il gioco non è mai eccessivamente difficile, o almeno non obbligatoriamente: ci sono infatti due tipi di collezionabili che richiederanno di perlustrare con attenzione ogni livello, spesso bloccati da enigmi ben più complessi di quelli obbligatori. Raccoglierli tutti permetterà non solo di ammirare alcuni (bellissimi) bozzetti dei vari personaggi e ambienti, ma anche di scoprire una “storia nella storia”, che getterà un po’ di luce sul personaggio della strega.

Il vero problema non sta dunque tanto nella difficoltà, quanto piuttosto nella frustrazione che, purtroppo, è sempre dietro l’angolo. Ogniqualvolta il principe e/o la principessa moriranno (e ci vuol davvero poco, soprattutto con salti anche solo leggermente sbagliati), il gioco riprenderà dal “checkpoint” più recente. Purtroppo, però, questo può talvolta convertirsi in una ripetizione estenuante di sequenze molto lunghe e ripetitive. Ricordo distintamente una parte che richiedeva di sostare su una tartaruga per un po’ di tempo prima di poter proseguire e arrivare alla parte difficile. Ripeterla 1, 2, 5 volte è stata non solo una perdita di tempo, ma anche una sfida alla mia pazienza. Volevo solo riprovare la sezione complessa, non aspettare ogni volta!

The Liar Princess and the Blind Prince
Per ogni fiore che riuscirete a raccogliere e portare al principe, egli vi racconterà una parte di una storia…

Nel complesso, il gioco risulta comunque piuttosto divertente, dato che gli enigmi sono perlopiù ben pensati e dalla risoluzione non terribilmente astrusa. Non è mai difficile capire che manovra andrà compiuta per superare l’ostacolo, specie dato che la trasformazione in lupo può spesso essere utilizzata per fare una “ricognizione”, prima di portare il principe in mezzo al pericolo. Insomma, si tratta sicuramente di un buon complemento alla storia, benché non sia nulla di trascendentale.

Nel gioco piccolo, c’è la lupa buona

Sulla base di quanto ho scritto finora, dovrebbero esserci poche ragioni per non lanciarvi in questa piccola avventura. Se siete alla ricerca di un’esperienza dall’elevato valore artistico e in grado di intrattenervi per un po’ di ore, “The Liar Princess and the Blind Prince” è certamente il gioco che fa per voi… forse.

Un po’ come nel caso di The Longest Five Minutes, opera sempre di Nippon Ichi, inevitabilmente mi trovo a chiedermi se il prezzo di questo titolo possa effettivamente essere adatto alla sua breve durata. Da un lato vi direi di sì, vista la cura con cui è stato realizzato, ma dall’altro, forse, per un gioco comunque così semplice e “rapido” è una spesa un po’ eccessiva, visto quanto altro si può trovare alla stessa cifra o poco di più.
La scelta sta a voi, naturalmente, ma mi sento di consigliare ai meno convinti di aspettare qualche sconto o offerta, che vi permetta di godervi l’opera per quello che è, ossia una breve fiaba in cui immergersi, e che non posso che consigliare a tutti di provare, anche solo per la sua particolarità.

FIABESCO/10

  • Si tratta di una fiaba interattiva, interamente narrata.
  • Gameplay divertente e ben pensato…
  • Comparto artistico e sonoro di qualità.
  • La voce narrante è molto, MOLTO lenta. Forse troppo.
  • …ma a volte un po’ troppo frustrante.
  • Molto corto, forse un po’ troppo.
Se lo stile grafico vi ha subito catturato, se amate le fiabe moderne (ma non troppo), se vi piacciono i platform/rompicapi, se non giudicate un gioco dalla lunghezza… allora The Liar Princess and the Blind Prince è ciò che fa per voi.
Nintendoomed partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it. Prova gratuitamente Amazon Prime per ricevere i tuoi acquisti in un giorno.

 

Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte “gioco per la trama”. Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed.
Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.

Autore: Luca "Lucas" Oberti

Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte "gioco per la trama". Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.