2 Maggio 2016 • Recensione

The Legend of Dark Witch 2 (Nintendo 3DS eShop)

La grande stagione dei platform a scorrimento è finita da un pezzo, escluse eccezioni di rilievo che sono sempre più eccezioni. Se parliamo poi di platform a scorrimento in cui si spara, il capitolo è più chiuso che mai. Ma c’è una piccola saga che ha cercato di ridare un po’ di vita al genere, ed è quella di The Legend of Dark Witch. Volto nuovo mostratosi per la prima volta su Nintendo 3DS nel 2014, in contemporanea mondiale, quest’anno è arrivato un po’ in ritardo sui nostri schermi europei il seguito. Ma che cos’è The Legend of Dark Witch 2? Ora ve lo spiego.

Come già alludevo nell’introduzione siamo di fronte a un titolo che echeggia senza troppo pudore l’epoca d’oro di Mega Man, quando mostrava i muscoli a 16 bit lungo autostrade futuristiche. La direzione artistica è però completamente diversa: i nemici sono molto più peculiari, di chiara ispirazione fantasy, così come gli scenari spartiti tra castelli, biblioteche e foreste dal retrogusto mistico. Vestirete i panni di Zizou, la strega oscura che dà il nome al gioco, un personaggio caratterizzato con l’accetta che gioca a fare la dura dall’inizio alla fine. Il vostro scopo, spiegato sommariamente, è quello di recuperare i cristalli Syega spariti misteriosamente. Questi cristalli servono a… non si sa. Né nel primo né nel secondo titolo si scende troppo in dettaglio sulla loro natura, e una traduzione in inglese a tratti grossolana non aiuta a cogliere le sfumature. Insomma, recuperateli perché dovete farlo.

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Proprio come il nostro androide in blu, sconfiggere un boss vi permetterà di guadagnare le sue abilità offensive. Ma questa volta risultano nella maggior parte dei casi superflue o difficili da utilizzare; finire il gioco con il shooter di partenza è abbordabile e pratico. Potrete potenziarlo, così come tutte le altre armi, in uno shop apposito tramite punti che guadagnerete uccidendo i nemici. Questi punti non sono altro che farfalle create dalla smaterializzazione del nemico appena esploso: un tocco interessante che contribuisce a consolidare l’aspetto migliore di The Legend of Dark Witch 2.
Ed è, senza dubbio, l’impostazione grafica: oltre ad offrire sprite e scenari sgargianti e dettagliati, sia la protagonista che i boss hanno il loro full artwork in pieno stile anime. E i boss sono quello che più vi potreste aspettare da un gioco giapponese di facile consumo: ragazze graziose con abiti stranamente adatti al combattimento più che a un pomeriggio in spiaggia.

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Avendo però giocato anche il primo episodio, c’è un grosso difetto che salta all’occhio: i cambiamenti sono piuttosto esigui. Ci sono molti più livelli, ma offrono una varietà in media minore rispetto al capostipite mantenendo invariata la qualità di sonoro e grafica. Lasciando perdere il discorso sulla storia, che non prosegue da dove era conclusa ma ricomincia praticamente da capo (pur con qualche riferimento nei dialoghi dei personaggi).
Ultima pecca: per motivi che non ho assolutamente capito la prima metà di ogni livello sarà priva di sfondo, come se vi trovaste in una sorta di mondo vuoto. Una scelta incomprensibile, dato che se morirete dopo il check point ricomincerete il livello con gli sfondi già sbloccati. Perché? Un vero peccato, dato che i bellissimi scenari potranno essere apprezzati per metà del tempo.

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Conclusione

Detto ciò, è un gioco da buttare The Legend of Dark Witch 2? Assolutamente no. Ha dei punti di forza validi al punto da rendere il titolo giocabile ed apprezzabile, con una profondità non indifferente per le sue premesse. Ma se non vi attira di per sé grazie alla sua grafica (come è stato invece nel mio caso) vi consiglio di acquistare il primo per capire di cosa si tratta. Essendo disponibile a €3,99, contro i 6,99 di The Legend of Dark Witch 2, vi sentirete meno in colpa se non vi piace. Vi ricordo inoltre che potrete giocarlo solo in inglese, un problema però minore data la trama quasi inesistente.
Ma se apprezzate Mega Man, le waifu e le traduzioni dal retrogusto amatoriale questo è il titolo per voi.

WAIFU/10

  • Gameplay visto e stravisto, ma funziona.
  • Grafica azzeccata dal retrogusto a 16 bit, con un sonoro piacevole.
  • Titolo perfetto per brevi pause di gioco.
  • Trama banale dai legami minimi col primo capitolo.
  • Se avete giocato il predecessore, questo secondo episodio non ha nulla in più da dirvi.
Un platform molto curato nonostante il budget ridotto. A tratti confusionario e ben lontano dal rivoluzionare il genere, fa comunque il suo dovere e per la fascia di prezzo risulta una proposta interessante

 

Efficiente, professionale, sempre aggiornato.
Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.

Autore: Lorenzo "Twist" De Vizzi

Efficiente, professionale, sempre aggiornato. Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.