19 settembre 2018 • Recensione

The Gardens Between (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Nello sconfinato oceano di giochi indie dell’attuale scena videoludica è facile perdere l’orientamento. E’ diventato sempre più complesso trovare un titolo che rispecchi i nostri gusti personali e valga davvero il nostro tempo. Questo perché la libertà nella quale sguazzano gli sviluppatori indipendenti da un lato lascia spazio alla libera interpretazione personale di autori capaci, che riescono a trasformare in maniera esemplare le loro idee in opere degne di nota. Dall’altro lato, però, idee che si ripromettono essere originali e interessanti trovano il loro posto in lavori non altrettanto avvincenti. Per mia fortuna, The Gardens Between rientra perfettamente nella prima categoria.

Prodotto dallo studio indipendente The Voxel Agents, si tratta di un peculiare puzzle game in tre dimensioni, disponibile dal 20 settembre nell’eShop di Nintendo Switch. È da tenere in considerazione che questo è il primo lavoro della casa produttrice ad uscire fuori dal mondo del mobile, e nonostante ciò esso si è già accaparrato varie nomine e riconoscimenti nel settore indipendente, in particolare per le musiche, data la collaborazione col musicista ambient Tim Shiel.

All’interno di un’enorme metafora

Due ragazzini, Arina e Frendt, amici di vecchia data, navigano tra le acque dei ricordi di un tempo passato, a bordo di una zattera, raffigurata come la loro casa sull’albero. Questa enorme metafora videoludica sarà per entrambi un’occasione per rivivere i momenti significativi (fatti sia di gioia che di dolore) della loro amicizia, che li hanno accompagnati fino all’accadere di un particolare avvenimento. All’interno del gioco questi ricordi prenderanno forma, trasformandosi in varie isole disseminate in un fantastico mare aperto. Ogni isola è adornata da enormi oggetti di uso comune che richiamano il ricordo in questione, dal telescopio della casa sull’albero ad un vecchio mangia-cassette. I nostri eroi approderanno su queste isole, e sarà nostro compito interagire con questi arnesi giganti per superare i vari puzzle e permettere ai protagonisti di raggiungere la prossima destinazione.

Per risolvere i vari puzzle Arina porterà con se una speciale lanterna, che a fine livello porrà sull’altare posto sul punto più alto dell’isola. Questo ci permetterà di accedere all’isola successiva, in un continuo e graduale aumento della difficoltà. La lanterna dovrà essere accesa, o per meglio dire, dovrà contenere al suo interno un globo di luce, recuperabile da degli appositi fiori. La difficoltà dei vari puzzle sta nel permettere ai due protagonisti di avanzare all’interno dell’isola verso la sua cima, e contemporaneamente nel raccogliere il globo di luce e portarlo sano e salvo a destinazione.
Per fare ciò non interagiremo solo con gli enormi oggetti dello scenario, ma anche con degli elementi più piccoli, che ritroveremo più volte nelle varie isole: da campanelle che attiveranno fiori, ponti di luce e altro, a simpatici blocchi salterini che trasporteranno per noi la nostra lanterna. Interagire con l’ambiente però risolverà solo in parte gli enigmi che ci verranno presentati. Il punto chiave di questo gioco si trova non nella sua componente spaziale/interattiva, quanto piuttosto in quella temporale.

Il tempo sotto il nostro controllo

La vera peculiarità di The Gardens Between sta in una semplice quanto efficace scelta di gameplay: saremo noi a controllare lo scorrere del tempo, dal muoversi dello scenario a quello dei due protagonisti. The Voxel Agents non è di certo la prima opera a sfruttare una simile meccanica di gioco, l’originalità però sta nella sua modalità di utilizzo. Avremo il controllo non del tempo personale delle cose (un po’ come accadeva in Singularity) ma del tempo nella sua totalità, e potremmo farlo avanzare, arretrare, o addirittura arrestarlo. In un reciproco influenzarsi tra movimento del tempo e interazione con lo scenario, ci sembrerà di essere dei piccoli deus ex machina che avranno il controllo sul destino dei due ragazzini. La tempistica delle due azioni di base del gameplay, ossia la manipolazione del tempo e dell’ambiente, sarà fondamentale per aiutare a far avanzare i due protagonisti lungo le isole e i vari enigmi. Se alcuni di questi saranno a tratti banali e da subito intuibili, altri sapranno di certo trattenervi a lungo davanti allo schermo. Il gameplay però non è esente da difetti. Potrà spesso accadere, per forza di cose, di dover far scorrere più volte il tempo nelle stesse direzioni , il che potrà risultare noioso per il reiterarsi di scene già viste o semplicemente per il dover aspettare prima di compiere la prossima azione. Questo problema può essere risolto da un’opzione selezionabile nel menù principale che velocizzerà l’andamento del tempo, ma al contempo leva al gioco quella sensazione di quiete e rilassamento che viene a crearsi nel corso della storia. Queste piccole imperfezioni vengono in parte oscurate dalla magica atmosfera che si respira durante tutta l’esperienza di gioco, un’atmosfera che arricchisce in maniera non indifferente il valore di questo titolo.

L’importanza delle immagini

Il vero punto di forza di The Gardens Between è il reparto artistico. La qualità e semplicità delle immagini 3D rendono il mondo di gioco piacevole e mai stancante, inoltre rendono fluido lo scorrere del tempo durante le azioni di gioco, senza provocare quella sensazione di ostentazione grafica che spesso si può notare in altri titoli indie. I colori, inoltre, mantengono il gioco vivo e allo stesso tempo rendono perfettamente l’atmosfera dreamlike della narrazione.
Il reparto grafico si fonde in maniera esemplare con quello musicale. Il gioco, a meno di alcuni casi particolari, non avrà delle colonne sonore ben riconoscibili, ma verrà accompagnato costantemente dal sound ambient composto dal già citato Tim Shiel (rendendo il tutto estremamente chill) che sarà in continuo mutamento con il mondo di gioco. La musica non avrà solo il ruolo di accompagnatrice, ma potrà aiutarci durante la risoluzione dei puzzle inviando indizi sonori e attraverso il suo continuo modificarsi in concomitanza con l’ambientazione di gioco. D’altronde, musica e tempo sono concetti in perenne simbiosi.

Conclusioni

Una storia agrodolce, raccontata attraverso un comparto artistico quasi impeccabile, rende The Gardens Between un titolo piacevolmente rilassante, che vi farà staccare per un po’ dalla frenesia del mondo esterno. Purtroppo però, solo per poco; per quanto ben realizzato e piacevole nella sua semplicità, il gioco raggiunge a mala pena le due ore di gameplay, poco considerati i 20€ del biglietto. Tutto sommato, riesce ad intrattenere con le sue meccaniche peculiari e la difficoltà non troppo elevata degli enigmi lo rende accessibile a tutti, anche se forse in alcuni frangenti il livello è fin troppo basso.
The Gardens Between non sarà perfetto, ma riesce a risaltare all’interno dell’immenso oceano indie come un titolo degno del vostro, seppur breve, tempo.

60 Bpm/10

  • Reparto grafico e musicale eccellenti.
  • Rilassante ma non noioso.
  • Enigmi originali e meccaniche innovative.
  • Può risultare troppo semplice in certi casi.
  • Troppo breve per il prezzo proposto.
Un’eccellente fusione tra gioco e arte, perfetto per chiunque abbia voglia di rilassarsi con qualcosa di semplice, originale e fuori dagli schemi.

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Alla tenera età di 5 anni prese in mano per la prima volta il GameBoy dei suoi due fratelli per giocare a quella meravigliosa opera che era Super Mario Land 2. Da lì fu amore per la Nintendo ed i videogames in generale. Ama anche il teatro, la psicologia, i meme, il jazz ed i pirati, e non sa neanche lui dove trova il tempo per scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook.

Autore: Mattia "Mett" Mamber

Alla tenera età di 5 anni prese in mano per la prima volta il GameBoy dei suoi due fratelli per giocare a quella meravigliosa opera che era Super Mario Land 2. Da lì fu amore per la Nintendo ed i videogames in generale. Ama anche il teatro, la psicologia, i meme, il jazz ed i pirati, e non sa neanche lui dove trova il tempo per scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook.