The Games That Weren’t – RECENSIONE

3 min.
11.09.2020
Recensione


Ebbene sì, Bitmap Books mi ha spedito un altro dei suoi magnifici tomi. Stavolta però a far compagnia agli altri artbook (questo e questo) si aggiunge un libro meno “art” e più “book”. Il titolo? “The Games That Weren’t”.

The games that weren't

The Games That Weren’t: i giochi che non furono giochi.

Riassunto delle puntate precedenti per i nuovi arrivati sul nostro sito: Nintendoomed ha ormai stretto una solida collaborazione con Bitmap Books, una casa editrice indipendente inglese a tema videoludico, responsabile di alcuni meravigliosi artbook e visual compendium dedicati al retrogaming (oltre a quelli che ho linkato in apertura, vi consiglio assolutamente di dare un’occhiata anche a quello dedicato al mitico Metal Slug, recensito ormai quasi un anno fa dal nostro Sal).

Questa volta la Bitmap Books ci ha proposto di parlare della sua nuova creatura, questo “The Games That Weren’t” fresco fresco di stampa che, come suggerisce il titolo, raccoglie decine di storie di progetti, prototipi e prodotti fatti e finiti che non sono mai finiti sul mercato.

The games that weren't

Il libro copre il periodo che va dal 1975 al 2015 e all’interno delle sue 644 pagine troviamo una serie infinita di giochi mai rilasciati ufficialmente, il tutto arricchito da lunghe spiegazioni sui motivi dietro il fallimento, interviste agli addetti ai lavori e, in molti casi, screenshot e materiale promozionale recuperati da chissà quali archivi dei team di sviluppo.

Ecco quindi che scopriamo che su Game Boy Color era previsto un porting del primo Resident Evil, giudicato però come un progetto troppo ambizioso, o che il videogioco di Akira della Black Pearl Software non ha mai visto la luce su SNES, Sega Megadrive e Game Boy poiché lo studio fu acquistato nel mentre dalla THQ, che non si dimostrò più interessata alla pubblicazione.

Le descrizioni risultano sempre approfondite e ben strutturate. Per ogni gioco preso in esame troviamo una scheda riassuntiva in cui viene indicato il titolo, la piattaforma di riferimento e l’eventuale esistenza di un prototipo funzionante. Tendenzialmente il target di riferimento è quello degli appassionati di videogiochi che vogliono saperne di più sul mercato di settore: attraverso il fallimento di questi progetti e la testimonianza di chi li ha visti morire si riesce ad avere un quadro più completo del feroce mondo dello sviluppo dei videogiochi e di come le influenze politico-economiche siano in realtà molto più pressanti di quanto si creda.

The games that weren't

Verde mela

La cura dei prodotti della Bitmap Books non è ormai un segreto, e anche questo The Games That Weren’t non fa eccezione. La qualità del prodotto è eccellente, la carta è lucida e la stampa di ottima qualità. La scelta dell’impostazione grafica, dei font e delle immagini è di livello altissimo, tutto a favore della leggibilità e della gradevolezza estetica.

Il tono prevalente è quello del verde mela, che campeggia fin dalla copertina ultra minimalista e dall’elegante segnalibro, ciliegina sulla torta di rilegatura premium. Rispetto agli altri libri della Bitmap Books, tuttavia, The Games That Weren’t vede una massiccia prevalenza dei testi rispetto alle immagini le quali, nonostante siano ricche in quantità e qualità, fungono più da corredo alle motivazioni della mancata nascita di un determinato gioco.

The games that weren't

Insomma, come accennavo anche precedentemente, The Games That Weren’t non è prettamente un artbook, e ciò potrebbe ancora di più scoraggiare i meno scavati nella lettura della lingua inglese. Ricordo infatti che, come per tutti gli altri libri della casa editrice, non ci sono attualmente versioni tradotte e dobbiamo quindi accontentarci della lingua della Regina se vogliamo mettere sullo scaffale queste splendide opere.

Più che mai quindi mi sento di consigliare questo acquisto solo a chi mastica inglese come se fosse un biscotto al burro. Per portarvelo a casa non vi resta che cliccare qui per accedere al loro sito e godervi anche molte immagini in più rispetto a quelle che ho riportato a corredo di questa recensione. Al solito il prezzo è di 30 sterline, una cifra veramente inquadrata per prodotti di tale fattura.

ELIMINATO/10

L’ennesimo libro feticcio della Bitmap Books ci porta davanti a decine di storie di giochi che non hanno mai visto la luce. Stavolta ci sono più testi che immagini, consigliato solo a chi mastica bene l’inglese.