Tenere in vita un negozio di videogiochi ai tempi del Coronavirus

3 min.
03.07.2020
Intervista


Tempi bui generano persone ancor più buie. Non sempre però è così: la persona di cui parla questo articolo ha colto il momento per tirare fuori il meglio di sé, ed è proprio a lui che vorrei dedicare queste righe. Spero che la riteniate una lettura interessante!

Il racconto di un negoziante e di come ha affrontato il lockdown

Inutile nascondersi dietro a un dito, il Coronavirus ha cambiato il mondo che conoscevamo, modificando ogni consuetudine e andando a forgiare quella che penne più alte della mia hanno battezzato come la “nuova normalità”. Nel mezzo della pandemia troviamo Salvatore, responsabile del negozio di videogiochi GameUp (sì, proprio come l’altro ragazzo intervistato tre anni fa da Comemichiamo!), che, dalla sera alla mattina, si è trovato costretto a chiudere la saracinesca e a rimboccarsi le maniche per trovare un modo di mandare avanti la sua attività. Lo abbiamo intervistato per conto di Nintendoomed.

Il negozio chiuso: un fulmine a ciel sereno

Benvenuto su Nintendoomed! Presentati ai nostri lettori

Ciao, mi chiamo Salvatore, ho 40 anni di cui 35 passati sui videogames. Da circa un anno e mezzo ho aperto un mio negozio GameUp ad Arezzo, dopo aver imparato, presso una nota multinazionale per cui ho lavorato per circa 11 anni, gestione e meccanica di vendita del retail videoludico. Amo musica, cinema, arte e soprattutto amo i videogiochi. Una tappa fondamentale della mia carriera videoludica è stata la visita all’E3 del 2011: il paradiso di ogni gamer per videogiochi e bellissime cosplayer…

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Come hai reagito al famigerato decreto del lockdown? Quali iniziative hai portato avanti per tutelare la tua clientela nonostante la chiusura del negozio?

Quando il nostro Presidente ha parlato a reti unificate ero a casa sul divano, per fortuna seduto… francamente la mia reazione è stata da censura, vuoi per la gravità di quello che stava accadendo, vuoi per il mio punto vendita. Inizialmente mi sono sentito un po’ spaesato e scoraggiato; poi ho rimboccato le maniche e ho pianificato una strategia per tutelare i miei clienti e la mia attività.

Ho messo in piedi un servizio di consegna a domicilio, uno di spedizione (proponendo ai miei clienti fuori dal comune di Arezzo un credito pari al costo di spedizione da spendere in negozio come rimborso una volta riaperti) e ho focalizzato la mia attenzione commerciale sul mio negozio eBay. Fortunatamente ho potuto contare su persone straordinarie, che mi hanno sostenuto preferendomi ai vari distributori online. Il loro sostegno è stato fondamentale. In ultimo ho preparato una strategia social media. 

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Inventare e reinventarsi in tempi di crisi

Pensi che in un periodo singolare come il lockdown il videogioco possa aver visto un momento, se vogliamo, ancora più fortunato? D’altronde videogiocare era rimasta una delle poche attività di svago ancora consentite…

Credo che in genere il mercato videoludico abbia avuto un incremento. L’intrattenimento occupa generalmente un ruolo importante nella nostra quotidianità e, in un singolare momento come il lockdown, il suo ruolo per grandi e piccini si è reso più importante. Del resto non avevamo molte alternative: anche i dati di vendita dei grandi colossi lo confermano.

Per noi [i piccoli negozianti, ndr], invece, è stato un momento difficilissimo: in piena emergenza abbiamo rinunciato alla distribuzione di grandi titoli che avrebbero caratterizzato il periodo come Final Fantasy VII Remake, Resident Evil 3, Animal Crossing, Doom ecc. Questi sono day one fondamentali non solo per le vendite ma anche per l’usato che ci viene restituito in permuta. Inoltre, gestire consegne a domicilio e spedizioni non è stato per nulla agevole: mai fatti tanti km in bici!

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Come hai gestito il rapporto con la tua clientela non potendo incontrarla in negozio?

Abbiamo pensato di attuare una strategia social molto particolare: con cadenza settimanale ho preparato dei veri e propri “giochi” per i miei clienti, dal quiz a premi alla narrazione. Il tutto, sempre in chiave videoludica! Ho preparato varie tipologie di quiz sfruttando domande, colonne sonore e immagini legate ai videogiochi. Per esempio, gli utenti dovevano riconoscere il titolo o la copertina di un determinato gioco e per chi totalizzava più punti c’era un premio da ritirare in negozio alla riapertura.

Credo comunque che il mio personale capolavoro sia riuscito a realizzarlo montando immagini di famosi videogame per creare una narrazione inedita e interattiva, con la quale i gamer potevano interagire tramite diversi canali tra cui Facebook, linea telefonica, Google Maps e WhatsApp. È stata una grandissima soddisfazione quando uno dei partecipanti mi ha testualmente scritto “L’unica cosa che mi mancherà della quarantena saranno i tuoi giochi la domenica sera”…per chi fosse curioso i giochi sono ancora visibili sul gruppo FB del mio negozio.

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Pronto a ripartire? Dai che la next gen è alle porte

Non vedo l’ora come gamer di vedere e scoprire le meraviglie della next gen, così come da rivenditore spero di poter fare un buon lavoro per dimostrare che il retail fisico ha ancora molto da dire e offrire!