1 Giugno 2019 • Recensione

Team Sonic Racing – Nintendo Switch (RECENSIONE)

Si torna in pista con Sonic e i suoi amici

Previsto inizialmente per la stagione natalizia del 2018, Team Sonic Racing ne ha viste un po’ di tutti i colori a cominciare dal suo annuncio, complice una formula di gioco che non aveva quasi del tutto convinto e un focus su una serie in particolare rispetto alle tante coperte dai due All-Stars Racing. Dopo diversi mesi dal suo rinvio bisogna dirlo: il risultato finale è più che buono, e in linea con le produzioni di Sumo Digital, ma quella sorta di retrogusto iniziale amaro, quasi malinconico, è rimasto. Quello che abbiamo tra le mani è un gioco che, diciamolo da subito, non riuscirà a diventare l’alternativa per eccellenza su Nintendo Switch a Mario Kart 8 Deluxe, ma che potrà accompagnarlo.

E sì, vi metto qua direttamente il video iniziale, così non ve lo dovrete andare a cercare quando (e se) comprerete il gioco.

Il potere del gioco di squadra

Team Sonic Racing non è e non vuole essere, in senso stretto, un seguito di Sonic & All-Stars Racing Transformed, partiamo fin da ora con questo presupposto. A differenza dei precedenti giochi, dove a farla da padrone era principalmente l’idea di creare un vero e proprio crossover, qui il focus è dato dalla meccanica dei team, la quale non è messa come un semplice accessorio (come potevano essere i veicoli trasformabili) ma proprio come portata principale della produzione. In ciascuna gara saremo accompagnati da altri due giocatori, i quali faranno parte del nostro team. La loro presenza non è casuale, in quanto potranno aiutarci (e a sua volta potremo aiutarli) per mezzo del gioco di squadra.  Gioco che si divide in due aspetti: la corsa in sé e il passaggio degli oggetti. Infatti, ogni volta che un membro del nostro team sfreccerà dritto per diversi secondi creerà una scia che, se seguita per pochi secondi per poi prendere tutt’altra direzione, ci fornirà un boost di velocità denominato fionda. Allo stesso modo, passare velocemente accanto a un compagno in difficoltà (possibilmente che ha sbandato o è stato colpito) darà luogo al turbo radente, un boost di ripresa non indifferente. Ma non solo, perché per mezzo della pressione di un tasto (di default A) potremo anche cedere o richiedere i box di oggetti posseduti e portare la gara a nostro favore. La combinazione di queste due pratiche è fortemente incentivata dal gioco stesso, non solo per via della naturalezza con cui essa avviene, ma anche perché alimenta uno speciale boost di gruppo, denominato super turbo, che renderà, al suo completamento e successiva esecuzione, l’intero team invincibile e velocissimo per una ventina di secondi. Tutto ciò a patto però di non cadere dal tracciato.

Colpire gli avversari durante il super turbo vi aumenterà (di poco) il tempo della sua durata.

In passato anche tanti altri giochi di corse avevano proposto delle modalità simili, ma con Team Sonic Racing sono riuscito a sentire, per una volta, di avere tra le mani un gioco diverso dagli altri, senza la presenza di novità che poi non sono davvero delle novità concrete ai fini del gameplay. Certo, è anche possibile affrontare l’intero gioco ignorando del tutto questa modalità e avere una gara standard, ma il risultato alla fine è… togliere quanto offerto, banalmente. E non siamo in un caso da “less is more” ma proprio “less is less”. Si possono togliere del tutto la fionda, il turbo radente e il super turbo, ma l’esperienza finale semplicemente non migliora. Non è un caso che questa possibilità nel corso delle modalità per più giocatori rimanga sempre messa in secondo piano, una presenza costante ma non essenziale.

Eroi Sonici

Pur essendo un gioco improntato sul giocare insieme con le sue modalità di gioco locale e online, Team Sonic Racing è in grado di offrire dei contenuti anche per i giocatori più solitari, come l’Avventura di Squadra e l’Officina. L’avventura è la nuova modalità storia del titolo, nella quale Sonic e compagni saranno invitati dal tanuki Dodon Pa a gareggiare all’interno dei 21 tracciati disponibili, cercando di bloccare ancora una volta i piani del malvagio Dr. Eggman (o Robotnik, se preferite). In totale sono presenti sette capitoli che compongono la trama, ciascuno caratterizzato da diverse fasi, le quali possono essere delle normali gare in uno specifico tracciato, un gran premio da completare o delle missioni da superare (principalmente attacco al bersaglio e caccia ai punti). Ogni fase presenta alcuni obiettivi da raggiungere, con premio per il loro completamento delle chiavi (utili a sbloccare dei potenziamenti per l’officina) e fino a un massimo di tre stelle, arrivando così a 142 in totale. Raccogliere le stelle è importante, in quanto il proseguimento della trama e l’accesso a vie alternative ricche di nuove sfide dipende dal numero in nostro possesso.

Le risposte date dai vari personaggi mi hanno strappato un sorriso più di una volta. In ogni caso, per chi volesse, è possibile rimuovere del tutto i loro commenti dalle opzioni del gioco.

Cominciare con questa modalità è senza alcun dubbio un ottimo modo per prendere confidenza con le meccaniche di Team Sonic Racing, ma il più delle volte ho notato una certa inconsistenza con la sfida proposta nelle missioni anche nei capitoli più semplici, con tutto che la difficoltà è selezionabile. La curva di apprendimento dovrebbe essere graduale, ma ciò non è quasi sempre così. Nulla di veramente grave, per carità, ma che ritenevo giusto riportare. Allo stesso modo, mi sento pure di dover criticare l’interfaccia utente e il track design di Sumo Digital, in quanto spesso e volentieri non è facile da comprendere a una prima occhiata. Soprattutto per quel che riguarda il design delle piste, seppure esse siano ben fatte e coprano una buona parte della storia moderna di Sonic (con preferenza, giustamente, a Sonic Heroes), non sono molto memorabili e la mole di dettagli inseriti risulta in verità un ostacolo, in quanto non è quasi mai possibile avere possibile avere un’idea chiara della mappa del tracciato, rischiando così di sbandare. In un certo senso, è come se volessero omaggiare il peggio offerto dai Sonic Advance, ossia non rendere quasi mai chiara la strada da percorrere e nascondere eventuali muri o burroni. Al contrario, la colonna sonora è fenomenale. Ma è un gioco di Sonic, sono rari i casi in cui non lo è.

Completare le varie gare ci premia con dei crediti, il cui utilizzo nella sezione Capsule e Modifiche del menù principale, in un distributore di palline, ci farà ottenere un diverso pezzo di equipaggiamento per modificare il nostro mezzo nella già citata Officina. Qui potremo, esattamente come negli ultimi Mario Kart, modificare i veicoli associati a ciascun personaggio, alterando le statistiche grazie all’aggiunta di nuove ruote, parti frontali o posteriori. Oltre le modifiche funzionali ci sono però pure quelle estetiche che, in linea con quanto proposto da altri giochi recenti come Rocket League, ci permettono di decorare con varie decalcomanie e colori e personalizzare la nostra macchina. Ognuna di esse ha tutta una serie di aggiunte esclusive, in modo da giustificare l’assenza di altri veicoli utilizzabili dai 15 personaggi giocabili.

Dal meccanico

Ma ciò che veramente dispiace è il supporto di SEGA dietro il gioco. Sappiamo ormai da diversi giorni che la compagnia non è interessata né a pubblicare aggiornamenti futuri (a pagamento e non) né a risolvere i problemi rimasti nelle versioni attuali. Su Nintendo Switch il filmato iniziale non è stato inserito per risparmiare spazio, limitando l’ascolto del nuovo tema principale composto dai Crush 40 solo ai crediti; come ormai ribadito, inoltre, il gioco gira solo sull’ibrida a 30 FPS, un passo indietro perfino rispetto a Transformed su Wii U. Peggio ancora, online non è possibile formare alcun team perfino con gli utenti connessi condividendo la console. Sulle piattaforme avversarie la possibilità di creare dei party di amici è presente di default nel sistema operativo, ma non qui. E allora cosa si fa? Niente. Ed è proprio questo niente a risultare fastidioso. Perché nulla di quanto segnalato sarebbe impossibile da risolvere con degli aggiornamenti. È evidente che non sia l’hardware il problema, quanto il tempo. La speranza, come sempre, è l’ultima a morire, ma la situazione al momento non ha intenzione di cambiare.

Snooping as usual, I see?

E ribadisco, è davvero un peccato, anche perché sia a vedersi che a giocarsi la versione Switch è molto buona su TV, portatile e modalità da tavolo, e anche l’online, con qualche inciampo di connessione, è popolato e in grado di intrattenere con i suoi sistemi di classifica e gare occasionali. Avere tra le mani un gioco come questo, contando l’evoluzione avuta negli anni dalle portatili Nintendo, è qualcosa di speciale, ma poteva esserlo di più. Poteva avere molti più contenuti, sia in termini di personaggi e scenari, mettendolo in linea con i suoi predecessori, ma anche una conversione coi fiocchi.

Arrivati al traguardo…

Team Sonic Racing non è per niente un brutto gioco e anzi, se siete fan delle produzioni di Sumo Digital o della serie di SEGA, o più in generale dei giochi di corse, passerete diverse ore di divertimento e allegria. L’esperienza proposta è abbastanza valida e in grado di variare quanto è possibile trovare oggi sul mercato. L’unica cosa che rattrista, semmai, è vedere quanta considerazione abbia deciso di riporre SEGA nei confronti del titolo poco prima della sua uscita. I difetti segnalati in questa recensione, principalmente quelli tecnici e che affliggono la versione Nintendo Switch, sono roba da poco. E appunto per questo motivo si sarebbe potuto (e dovuto) fare di più per migliorare un gioco che ha tutte le carte in regola per durare nei prossimi anni.

FIAT MULTIPLA/10

  • La meccanica dei team è ottima.
  • La modalità storia è simpatica e in grado di intrattenere quelle poche ore necessarie.
  • La colonna sonora, al solito, è ottima.
  • Il supporto di SEGA dietro il gioco e la versione Switch.
  • Track design non sempre all’altezza.
  • Interfaccia utente poco chiara.
Team Sonic Racing è un buon gioco di corse e in grado di tenere incollati allo schermo. Il suo problema? La casa madre che gli ha staccato la spina troppo presto.

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Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).