18 ottobre 2018 • Notizia

Tetsuya Takahashi parla di Xenoblade Chronicles 2 in una recente intervista

Dopo il lancio del DLC Torna: The Golden Country Tetsuya Takahashi continua a parlare di quel gigantesco figlio nato il 7 dicembre 2017: Xenoblade Chronicles 2. In questa intervista rilasciata a USGamers, il direttore di Monolith Soft parla delle sue scelte per quanto riguarda le meccaniche di gioco e il lato artistico, oltre ad altre interessanti rivelazioni.

Come già sappiamo, il titolo ha superato di gran lunga le aspettative di Monolith, ma Takahashi si è detto sorpreso del successo riscosso in Europa e Nord America (anche se è dove già gli altri due capitoli della serie hanno trovato la maggiore accoglienza).

Per quanto riguarda le vendite, devo dire che Xenoblade Chronicles 2 ha superato le mie aspettative. Abbiamo notato che più gente di quanto ci aspettassimo ha comprato il gioco in Nord America ed Europa.

Si passa poi a parlare del gioco effettivo, la prima domanda riguarda i Gladius e in particolare il fatto che artisti diversi abbiano collaborato al gioco, ognuno però col suo stile, con un effetto che molti critici hanno definito stridente. A mio parere invece questo è un aspetto fondamentale del gioco, in quanto mostra come l’evoluzione che un gladius ha durante le sue molteplici vite lo porti a differenziarsi dagli altri. La scelta di colori molto cartooneschi poi aiuta secondo me a rendere il tutto più coeso, nonostante i design siano molto differenti tra loro.

Lavorare con diversi artisti ha contribuito anche a sviluppare le abilità coi modelli 3D del team di Monolith, a quanto dice Takahashi.

Il nostro staff ha dovuto lavorare con disegni aventi tutti questi stili e artisti differenti e dar loro modelli 3D da usare nel gioco. Penso che questo lavoro abbia aiutato molto lo staff a migliorare le proprie abilità in quel campo.

Parlando dei Gladius è sorta la domanda “Qual è il personaggio più popolare?” Takahashi ha risposto che per quanto riguarda il Giappone si tratta di Pyra (Deo gratias), l’eroina co-protagonista del titolo, ma che non conosce la situazione nel resto del mondo.

Pyra Xenoblade Chronicles 2
Come si può dir di no alla cosa migliore che sia capitata all’industria videoludica negli ultimi 50 anni

Si arriva poi a parlare del modo in cui si ottengono nuovi Gladius in Xenoblade Chronicles 2, metodo che Takahahshi accomuna ai Gashapon, particolari palline contenenti statuette di personaggi di anime o manga. Tramite appositi cristalli è infatti possibile evocare i gladius, trovandone di varia rarità, fino ai più rari e unici. Come in molti giochi di questo tipo, la fortuna è un fattore determinante per trovare i personaggi migliori, e proprio questa caratteristica influenzerà la possibilità di evocare un Gladius raro. Non tutti i Gladius rari però si ottengono in questo modo, anzi molti dei più forti vengono distribuiti durante la storia o tramite side-quest (tranne KOS-MOS).

Il dubbio che però è venuto a molti è perché implementare questo tipo di meccanica per poi non mettere microtransazioni, come capita in molti giochi mobile? Monolith voleva incoraggiare le persone a mostrare sui social i propri pull, come poi è effettivamente successo nei giorni dopo il lancio (si ho contribuito pure io).

Abbiamo pensato a questa meccanica Gashapon che avrebbe dato a diversi giocatori risultati diversi e che li avrebbe incoraggiati a mostrare i propri risultati sui social.

Xenoblade 2 Risonanza
Come vedete ci sono più tipi di cristalli, ognuno con probabilità maggiori di far uscire un Gladius raro

Un secondo effetto che non menzionano nell’intervista è secondo me il fatto che renda ogni partita unica, magari portando il giocatore a fare esperienze completamente diverse in base a ciò che ottiene (oppure qualcuno si fa il 90% del gioco con Pyra come il sottoscritto). Certamente diventa frustrante provare a catturarli tutti™, avrebbero magari potuto aggiungere delle side quest apposta per tutti i Gladius rari.

Si arriva infine al lato tecnico del gioco e come ci sia stato un netto miglioramento nelle capacità del team di sviluppo nel lavorare con Switch. Il gioco infatti nei primi periodi presentava alcuni problemi a livello tecnico che siano stati poi quasi totalmente risolti con successive patch (anche se la risoluzione in modalità portatile rimane pessima). I miglioramenti si vendono ulteriormente con il DLC Torna: The Golden Country e non solo per quanto riguarda risoluzione e frame rate. Anche il gameplay è stato notevolmente velocizzato e reso più accessibile ai nuovi giocatori, secondo le parole di Takahashi.

Volevamo che le battaglie in Torna fossero veloci, ma abbiamo anche sentito dalla community che alcuni elementi del gameplay erano complicati da comprendere. Volevamo rendere il gioco più semplice da approcciare e più  dinamico.

Sembra inoltre che il team si sia abituato a lavorare con Switch, possiamo quindi sperare che i prossimi titoli avranno un comparto tecnico migliore di quello attuale.

Gli RPG sono molto pesanti perché spesso si hanno molte cose sullo schermo nello stesso momento. Abbiamo imparato molto sviluppando il motore per Xenoblade Chronicles 2 che abbiamo poi usato per ottimizzare il DLC. Pensiamo di aver fatto un buon lavoro con quest’ultimo; abbiamo fatto in modo che non ci fossero cali di frame rate.

Arriva poi la domanda fatidica: “Vedremo mai un porting di Xenoblade X su Switch?”. Questo è infatti uno dei pochi titoli Wii U che ancora non sono stati portati sulla nuova console ma che molti fan della serie chiedono ad alta voce. La risposta è come al solito molto sibillina, ma non è quella che ha usato in altri contesti.

Beh, attualmente il futuro al riguardo non è chiaro. Personalmente, adorerei giocarlo su Switch, ma sarebbe davvero difficile concretizzarlo.

La risposta, come dice Takahashi ridendo al riguardo è facile: i soldi.

È un gioco enorme. Ricrearlo sarebbe veramente difficile.

Potrebbero non esserci piani a riguardo, potrebbe anche significare che stanno pensando a come realizzare un porting, magari un domani lo annunceranno in un Direct o chissà. Speriamo comunque che questo titolo non vada perso insieme al Wii U.

Fonte: USGamers


Giocatore “competitivo” di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.

Autore: Andrea "Andre4102" Diecidue

Giocatore "competitivo" di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.