18 Dicembre 2018 • Recensione

Super Smash Bros. Ultimate (Nintendo Switch) – RECENSIONE [Parte 1/2]

Il nuovo Smash. Bros è finalmente nelle nostre mani, sarà degno del sottotitolo che porta?

Super Smash Bros. Ultimate mi ha fatto rivivere una particolare emozione che avevo timore di aver scordato. Era da molti anni che non aspettavo un gioco contando le ore e i minuti in prossimità del giorno d’uscita. Giunto infine il 6 Dicembre, non riuscivo più a trattenere la voglia irrefrenabile di giocare a Smash, un nuovo Smash. Ne sarà valsa la pena? Proverò a raccontarvi la mia esperienza in questi paragrafi, principalmente incentrati sugli aspetti multigiocatore dell’ultima opera di Sakurai.

Ecco finalmente la mezzanotte

Prima di tuffarci a capofitto nell’immensa mole di contenuti che ci aspetta, vorrei condividere con voi un simpatico aneddoto che probabilmente sarà accaduto anche ad altri acquirenti delle copie digitali del gioco.
Personalmente, ho avuto il piacere di poter ospitare uno stuolo di amici, tutti impazienti come (se non più di) me di iniziare a giocare. Dal dopocena, i nostri occhi sono stati puntati insistentemente sulle lancette dell’orologio che avanzavano. Non avendo informazioni sul preciso orario in cui si sarebbe sbloccato il preload, la risposta più logica è stata quella che abbiamo assunto per praticamente consolidata: bisognava aspettare la mezzanotte.
Dopo qualche video su YouTube e qualche chiacchiera, erano finalmente giunte le 23:59. Istanti dopo: 00:00. Il mio dito non si è mai mosso così rapidamente sul pulsante A di una console, già pregustandomi la cinematica di introduzione al gioco accompagnata dal tema principale “Lifelight”. Nintendo però in quel momento non sembrava essere molto d’accordo. “Non puoi ancora utilizzare questo software“, questa è stata la sentenza apparsa su schermo. Attimi di panico totale. Tutto questo per tenerci sulle spine per soli sette minuti: infatti, avendo continuato imperterrito a provare ad avviare il gioco, sono stato premiato per la mia perseveranza.

Per più di qualche minuto ho temuto di dover aspettare chissà quanto per vedere questa schermata.

Dove iniziamo? Mischia di gruppo!

Con sette persone in casa, come potevo avviare immediatamente le modalità in singolo? Era ovvio come ognuno di noi volesse provare il gioco al più presto. Senza neanche pensarci due volte, cominciai subito dalla mischia di gruppo. La prima partita è stata un totale putiferio, in pieno stile Smash Bros. Dopo un’altra decina di match, abbiamo deciso di limitare gli elementi che creavano disordine, tra cui gli strumenti e alcuni scenari più grandi (come ad esempio il Tempio di Palutena), anche per poter analizzare meglio i cambiamenti al gameplay. La mia prima impressione, il primo dettaglio che ho notato tra tutti e che ho visto complimentato da pochi sono stati i brevi tempi di caricamento tra un incontro e l’altro, almeno per quanto riguarda la copia digitale del titolo. Per una persona che gioca spesso online, ma ancora più frequentemente in locale, la sensazione di non poter neanche guardare il cellulare o sgranchirsi le gambe per quanto poco ci sia da aspettare è talmente soddisfacente da risultare quasi opprimente.
In ogni caso, allargando la nostra lente dal particolare al generale, a livello di puro gameplay, Smash non è mai stato così divertente. I forti nerf alle meccaniche difensive del gioco, combinate alla nuova fisica e al globale aumento della velocità dei personaggi e delle loro mosse pone Ultimate sullo spettro della serie molto più vicino al caro vecchio Melee che a Super Smash Bros. per 3DS e Wii U. Non vorrei allargarmi dicendo che i giocatori storici di Melee abbiano finalmente una nuova casa dove stare, ma sicuramente potrebbero essere più interessati a questo gioco rispetto al precedente, che poneva rotolate e schivate aeree quasi al centro del proprio gameplay.
In Ultimate, non solo fa il suo ritorno la schivata aerea direzionale, elemento introdotto e presente prima di oggi solo in Melee, ma la velocità e il gioco aereo sembrano molto più vicini a quel particolare titolo, specie se a dare spettacolo sono due giocatori particolarmente abili.

Non vi nascondo che appena ho aperto questa schermata mi sono sentito abbastanza disorientato.

L’odissea dello sblocco del roster

Completare la selezione dei personaggi partendo dai singoli 8 presenti anche in Super Smash Bros. per Nintendo 64 è stata una vera e propria odissea, specie perché fremevo dalla voglia di provare tutti i nuovi arrivati e di ammirare i cambiamenti ai veterani che prediligevo nei capitoli passati. Per fortuna, Super Smash Bros. Ultimate non fa discriminazioni tra chi preferisce tuffarsi nel singleplayer rispetto a chi invece ha avviato il gioco la prima volta in compagnia di altre persone. Infatti, per quanto riguarda lo sblocco dei personaggi, abbiamo a disposizione tre metodi principali: completare la modalità classica di un personaggio in singolo o in due giocatori, proseguire nella modalità storia “La Stella della Speranza” oppure completare un numero di partite che oscilla da un minimo di due ad un massimo di cinque in mischie di qualsiasi tipo, giocando in locale. Breve nota su questo ultimo metodo: è possibile incontrare un nuovo personaggio anche al termine di qualsiasi altro incontro, persino dopo aver sconfitto uno Spirito nel Tabellone degli Spiriti. Una volta soddisfatto uno di questi tre requisiti, al nostro ritorno nel menù, verremo accolti da uno sfidante scelto casualmente che, se sconfitto, sbloccherà in maniera permanente il personaggio che abbiamo appena combattuto. In caso voi abbiate incontrato e sconfitto un determinato combattente nella modalità Avventura, lo stesso sarà escluso dalla sopracitata selezione, onde evitare inutili scontri doppi. Nel giro di una decina di ore di gioco siamo riusciti a sbloccare l’intera schermata di selezione dei personaggi, giocando principalmente in mischie e condendo il tutto con qualche modalità classica qui e lì, per spezzare il ritmo ed evitare la monotonia.
Aprendo una piccola parentesi personale, i personaggi con cui mi sto trovando meglio al momento sono per i nuovi arrivati Simon e Richter (essendo un enorme fan di Castlevania), per i veterani Shulk e Pit. Grande delusione è stata non riuscire a districarmi con i numerosi buff e cambiamenti che hanno apportato ad Ike, il mio prediletto sin da Brawl. Però come si suol dire, adattando un detto popolare:”Smash che cominci, main che trovi”.

Da buon fan di Castlevania, il Castello di Dracula in modalità Le Rovine è probabilmente il mio scenario preferito del gioco.

Oggi dove combattiamo?

Settantaquattro personaggi non sono pochi, stiamo parlando di una cifra blu per un picchiaduro (o meglio, per un party game, stando a quanto detto da Sakurai stesso), ma centootto scenari non sono da meno, specie se ora anche a livello competitivo sono tutti selezionabili grazie al combinato disposto della possibilità di disattivare i pericoli e delle modalità “Omega” e “Le Rovine“, in grado di trasformare ogni stage nel layout di, rispettivamente, Destinazione Finale e Le Rovine.
Potrà sembrare un dettaglio da poco, ma per quanto io possa amare il brand, il dover sentire continuamente soundtrack di Animal Crossing ogni volta che si combatteva su uno scenario competitivo alla lunga poteva stancare. Ora non solo c’è modo di godersi un quantitativo esponenzialmente maggiore di soundtrack, vista anche la possibilità di scegliere manualmente la musica prima dello scenario, ma anche la ricchezza e la varietà a livello visivo ne hanno giovato enormemente. Con Smash Ultimate ho finalmente fatto caso alla cura messa dietro allo sfondo di un singolo scenario che magari, in passato, alla lunga è stato giocato poco a causa del suo layout. Esempi lampanti sono a mio parere “New Pork City” e “La Fontana dei Sogni“, entrambi bellissimi da vedere e pieni di dettagli.

Switchiamo online?

Sin da quando arrivò la notizia che il servizio online di Switch sarebbe stato a pagamento, Smash, dopo Splatoon, è stato il titolo a cui ho più pensato. Ho sperato con tutto me stesso che questo cambiamento avrebbe portato anche netti miglioramenti a livello infrastrutturale e qualitativo, e diciamo che posso ritenermi soddisfatto per la maggior parte. Infatti, pur non avendo a disposizione dei server dedicati, il netcode di Super Smash Bros. Ultimate risulta nettamente migliorato a paragone con quello dei suoi predecessori per Wii U e 3DS.
Il lag non è stato ancora debellato, ma, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, il passare dal non riuscire ad andare online con Wii U e laggare su 3DS a non laggare quasi mai (e mai in maniera insopportabile) su Switch mi ha lasciato veramente soddisfatto, forse anche fin troppo per una cosa ormai scontata visto l’anno corrente. Alla mia soddisfazione devo però aggiungere un paio note: in caso uno dei due (o più) sfidanti abbia seri problemi di connessione, la partita sarà relativamente ingiocabile anche per chi non ha quasi mai problemi di questo genere. L’altro dettaglio che vorrei sottolineare è che un adattatore USB-ethernet è fortemente consigliato, anche in caso siate praticamente nella stessa stanza rispetto al vostro router Wi-Fi. A posteriori, mi sarebbe piaciuta una porta ethernet inclusa nel dock, ma per fortuna quel tipo di adattatori si può recuperare abbastanza a buon mercato, e magari potete provare a risparmiare ulteriormente sul pacchetto “online” usufruendo dell’opzione gruppo famiglia per Nintendo Switch Online (qui vi spieghiamo come crearne e gestirne uno).

Una simpatica aggiunta per l’online è la Scheda Smash, una targhetta collegata al tuo profilo, ottenibile dagli altri giocatori in caso riescano a sconfiggerti in battaglia.

Purtroppo come al solito non tutto è rose e fiori. Infatti, pur non avendo riscontrato problemi con il netcode del gioco, la gestione generale delle modalità online lascia abbastanza a desiderare. L’unica modalità della quale sono rimasto soddisfatto (e non pienamente) è l’Arena, la quale è riassumibile in un ring in cui il giocatore e i propri amici possono combattere. Ma in essa, pur essendoci la possibilità di fare da spettatore alla partita, non c’è quella di entrare rapidamente in modalità allenamento, o quella di combattere più match contemporaneamente, a differenza ad esempio di altre stanze per amici, come quella di ARMS o Dragon Ball FighterZ. Una mancanza abbastanza grave, a mio parere.
L’altra grande pecca della modalità online riguarda i match con matchmaking casuale. Come potete ricordare, su Super Smash Bros. per 3DS e Wii U l’online era stato diviso in due grandi categorie, “Per Divertimento” e “Per la Gloria”. La prima raggruppava i giocatori in istanze di quattro persone con strumenti attivi e scenari casuali, non in versione Omega. Per la Gloria invece cercava di imitare un’esperienza più simile a quella offerta da un torneo competitivo, con scenari Omega, strumenti disattivati e regolamento a vite. Con il senno di poi, vedendo le decisioni prese per Ultimate mi chiedo:”Ma c’era davvero bisogno di cambiare?”. Ora la differenza sostanziale nel matchmaking risiede nel fatto che i set di regole sono decisi in maniera randomica tra quelli impostati dal giocatore e quelli degli utenti con cui viene abbinato, i quali molto raramente coincideranno. Questo può portare a scene pietose come quella accaduta allo streamer shofu dal minuto 8:14 del suo video di seguito linkato. Un King Dedede che volontariamente ha messo come timer tre minuti (molto, molto pochi per un match), nella speranza di riuscire a prendere due vite all’avversario e “camparsi” l’ultima sfruttando il suo ottimo recupero e i suoi numerosi salti. Una scena veramente disgustosa e che mi ha fatto immediatamente capire come, purtroppo, questo sistema sia ben lontano dalla perfezione.
Non essendo riuscito ancora ad accedere alla modalità “Elite”, sbloccabile solo dopo aver raggiunto un determinato punteggio globale nelle classifiche online, spero vivamente che la situazione migliori scremando leggermente il matchmaking, ma avendo come prova il video sopracitato, non credo che alzare il livello medio sia in grado di proporre match più interessanti e più in linea con le proprie aspettative.

N.B.: con il rilascio della versione 1.2.0 la problematica riguardante i set di regole sembra essere stata quasi totalmente risolta. I test che ho condotto nel breve periodo tra il rilascio della patch e la pubblicazione di questo articolo hanno dato risultati ampiamente positivi, con solo due abbinamenti diversi dalle mie regole prioritarie su circa trenta match. Ovviamente, non posso garantire altrettanto successo in caso giochiate con regole inusuali, il test infatti è stato effettuato utilizzando le regole ufficiali da torneo, ossia strumenti off, tre vite e sette minuti di tempo.

Ci sono tutti e ce n’è per tutti

La frase che sto per dire potrebbe essere stata usata da più di qualcuno anche per gli scorsi titoli della serie, ma ho l’impressione che Super Smash Bros. Ultimate sia il miglior capitolo della serie per cominciare, nonché il più completo e, come detto in precedenza, il più divertente da giocare. Come avevo preannunciato all’inizio di questo articolo, la recensione e la tabella sottostante sono state quasi unicamente pensate per descrivere gli aspetti multiplayer del gioco, poiché ci troviamo davanti a un vero e proprio colosso videoludico, difficile da analizzare in tempi così stretti poiché straripante di personaggi, scenari e dettagli sempre divertenti da esplorare e interessanti da scoprire per la prima volta.
Mi raccomando, aspettate a breve anche un focus sulle modalità singleplayer, in particolare su “La Stella della Speranza”, che a livello di mole di contenuti potrebbe quasi costituire un gioco a parte, anche per durata, visto che in tutto ciò sono riuscito unicamente a provarla in maniera abbastanza approssimativa.
Detto ciò, godetevi il gioco come meglio potete: siamo davvero di fronte a un’esperienza degna del sottotitolo Ultimate.

SMASH È SMASH/10

  • Non si è mai visto uno Smash, un picchiaduro o un party game con così tanti contenuti.
  • Tantomeno uno Smash così frenetico e divertente.
  • La cura per i dettagli è ancora maggiore rispetto ai titoli precedenti.
  • Finalmente un buon netcode…
  • …ma la gestione delle modalità online lascia a desiderare.
Di gran lunga il gioco per Switch dell’anno, non potete dire di possedere e godervi a pieno la console senza Super Smash Bros. Ultimate. Una celebrazione ben pensata e riuscita di tutto ciò che è bello nel mondo Nintendo e, grazie alle collaborazioni con le terze parti, anche di gran parte di ciò che il mondo videoludico ha o ha avuto da offrire.

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Sono l’appassionato di strategici a turni che non sa pianificare neanche cosa mangerà l’indomani a colazione. Ho il “vanto” di essere il più giovane membro di Nintendoomed.
P.S: Fire Emblem non è un gioco divertente.

Autore: Alessandro "Phoenny" Bugari

Sono l'appassionato di strategici a turni che non sa pianificare neanche cosa mangerà l'indomani a colazione. Ho il "vanto" di essere il più giovane membro di Nintendoomed. P.S: Fire Emblem non è un gioco divertente.