8 Luglio 2019 • Recensione

Super Neptunia RPG (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Lo ammetto, mi ero fatto fregare. Ho scoperto l’esistenza di questo gioco, chiamato in Giappone Brave Neptunia, quando feci la notizia del suo arrivo su Switch diverso tempo fa. Poi lo confermarono per l’occidente con un nuovo titolo, ed ero convinto che Super Neptunia RPG, con la sua storia scema che prendeva in giro l’industria videoludica, sarebbe potuto piacermi. Ho solo fatto un grosso errore: dimenticare che è giapponese.

Per chi non ha voglia di cliccare su quei link (ma perché non dovreste?) sappiate che la serie Hyperdimension Neptunia è nata nel 2010 con un’esclusiva PlayStation 3 e si svolge nel perculatorio mondo di Gamindustri, dove si trovano quattro nazioni: Lastation, Leanbox, Lowee e Planeptune. Le prime tre è ovvio a che console si riferiscono, ma la quarta, che è anche la nazione d’origine della protagonista principale Neptune, è basata appunto sull’inesistente SEGA Neptune, una console cancellata che avrebbe dovuto unire il Mega Drive con lo scomoderrimo add-on 32X. Della serie ci sono anche alcuni spin-off, e Super Neptunia RPG è uno di essi.

Amnesia cliché *ding*

Neptune si sveglia intontita dopo uno strano sogno e scopre di trovarsi in una versione alternativa della sua Gamindustri, dove tutto è bidimensionale e un’organizzazione dispotica chiamata Bombyx Mori (baco da seta) ha proibito la diffusione e anche la nozione che esistano giochi 3D e addirittura VR, costringendo i poveri artigiani sviluppatori a creare sempre gli stessi giochi 2D riciclati.

Come evitare di spiegare chi sia Neptune, le sue avventure precedenti e come sia finita in questa realtà alternativa? Facile, ricorriamo al cliché più banale del mondo: ha perso la memoria.

E non solo lei! Andando avanti incontreremo le altre tre protagoniste della serie: Noire da Lastation, Blanc da Lowee e Vert da Leanbox (se le facessero oggi Noire e Blanc sarebbero Bleue e Rouge). Lasciamo stare che blanc e vert sono parole maschili, ma vabbè cosa vogliamo che i giapponesi usino le lingue straniere sapendole? Tutte loro non ricordano altro a parte il loro nome. Apparirà anche Chrome, una misteriosa fanciulla che sembra conoscere le vere identità delle quattro eroine ma starà bene attenta a tenersele per sé.

Ora, che dire del carattere di queste personcine? Neptune è la tipica protagonista anime fissata col cibo, nella fattispecie i pudding, Noire è una tsundere del cacchio, Blanc è una specie di yandere e Vert è la tipica bionda tettona. E sappiamo che non è il massimo quando si può riassumere il carattere di un personaggio in una sola parola, vero? Posso dire già da subito il principale problema con questo gioco: i cliché anime. E va bene, ti aspetteresti che in un gioco così self-aware e infrangi-quarta-parete ci siano delle parodie dei cliché anime… invece no, sono dei cliché anime e basta. Perfino uno che non guarda mai anime come me li trova visti e rivisti.

In corso d’opera mi hanno poi detto che uno degli sviluppatori, i cui loghi appaiono non skippabili quando si accende il gioco, Artisan Studios, non è giappo ma canadese. Ora si spiega forse la mancanza di self-awareness con i cliché anime.

Chi ha bisogno dei turni?

Se i giochi di ruolo moderni ci hanno insegnato qualcosa, è che le battaglie a turni sono noiose e brutte, meglio inventarsi qualche altro metodo per rendere la faccenda più eccitante. In Super Neptunia RPG abbiamo una barra che si riempie gradualmente e in base a quante sezioni sono piene possiamo attaccare un certo numero di volte, e così i nemici. Quando ci saranno più membri del party in una sola battaglia, sarà sempre prudente aspettare che la barra si ricarichi molto, incassando i colpi nemici per poi attaccare tutti in una volta.

I membri non superano mai i quattro, quindi non serve lasciarne fuori dalla battaglia, ma è possibile cambiare formazione premendo i tasti dorsali: le quattro ragazze scorreranno e a seconda di chi è davanti potrebbero essere in postazione d’attacco, di supporto, ecc. e per ognuna di queste usano attacchi diversi. Anche se le ragazze cambiano posto, sono sempre “a rombo” e si attacca sempre con il tasto corrispondente alla loro posizione.

Poliwhirl versione incubo

C’è però un’enorme problema nel sistema di battaglia, a meno che io non mi sia perso qualcosa, perché i tutorial sono estremamente invasivi ma poco utili: noi di norma possiamo usare solo attacchi fisici e giusto qualche volta magici. Il gioco invece usa un intero sistema di elementi che Pokémon scansati: fuoco, acqua, terra, ghiaccio, luce, vento ecc. “Fisico” conta come un elemento. Noi possiamo usare solo fisico. Ci sono nemici che resistono ai danni fisici (in quel caso infliggiamo la metà dei danni e consumiamo più barra). Ci sono nemici che si curano con gli attacchi fisici, e in quel caso spero abbiate abbastanza cristalli elementali o vi attaccate. Ci sono nemici deboli agli attacchi fisici, in quel caso la barra ci ricompensa ricaricandosi automaticamente e possiamo attaccarli a raffica finché non muoiono, terminando la battaglia in pochi secondi. Questo crea un’oscillazione pazzesca della difficoltà nelle aree finali, dove passiamo da battaglie combattutissime in cui moriamo in continuazione a cose che durano uno starnuto.

Per quanto riguarda l’esplorazione del mondo… non c’è molto da dire. È ovviamente in 2D, nella mappa dei dungeon sono segnati gli scrigni e i nemici, ma non noi, e nell’overlord tutti i nemici sono rappresentati dallo stesso sprite, quello del Dogoo, praticamente uno Slime di Dragon Quest con il filtro cane di Snapchat. E lo sanno che è identico allo Slime, ne esiste anche la versione Metal.

The noise…

Se a darvi sui nervi nel corso di Super Neptunia RPG non sono i nemici overpowered, sarà sicuramente il doppiaggio: è disponibile sia in inglese che in giapponese, e io quando ho sentito quanto fastidio davano le voci inglesi ho provato a giocarci in giapponese, ma non ce l’ho fatta.

C’è anche, senza nessun motivo in un gioco già corto di suo, un “episodio filler” ambientato a una fiera del fumetto. Non si controllano i personaggi, non avanza la trama, nulla.

Avete presente quelle voci da ragazzine anime che già sono fastidiose in giapponese ma almeno lì hanno un loro contesto (in qualche maniera contorta), ma quando provano a tradurle in inglese ti accorgi di quanto inutili e fastidiose siano. Fossero solo i dialoghi nelle cutscene, ma queste donnette devono anche annunciare ogni azione che fanno e subiscono in battaglia (spesso con risultati nonsense, tipo una ragazza cura un’altra e dice “nothin’ personal!”), ripetendo sempre le stesse frasi. E Neptune nell’overworld non ci risparmia i commenti a ogni sua azione. Ok, non ogni, ma metti un salto su tre è condito da JUMP! LIKE A KANGAROO!! Gli scatti in aria, indispensabili in ogni gioco 2D, sono accompagnati da DASH!ZOOM!LIKE THE WINNND!! Cioè voi immaginate se Mario invece di fare solo “wah” quando salta dicesse frasi complete in cui si paragona a un animale per aver fatto un’azione normalissima.

Una battaglia lunghissima nelle condizioni che ho detto sopra, con un costante sottofondo di I’LL END THISBE CAREFUL NEXT TIMEIT’S NOT WORKING! diventa presto una tortura per i sensi. In effetti, ora si spiega perché i nemici ci prendono così tanto gusto a legnare le protagoniste.

Lastation master race

Ovviamente, ho giocato solamente alla versione Switch di questo “capolavoro”, e non ho idea di come siano le altre (PS4 e Steam), ma se assomigliano nella performance a questo port su Switch potete tranquillamente sigillare il portafogli. Scattoso, rallentamenti a iosa fin dal menu principale, glitch grafici vari: non vi dico il fastidio quando provo a cambiare la formazione in battaglia e il comando laggoso si accumula per poi vedere le ragazze che scorrono una volta di troppo.

Una waifu personificazione della PlayStation? Perfetta per Nintendoomed!

Che dire, sono passato da un gioco super americano a uno super giapponese, entrambi li avevo chiesti io ed entrambi mi hanno stupito, e non serve sforzarsi per capire quale in negativo.

Super Neptunia RPG ha tutta l’aria di un gioco fatto al risparmio, ai cui autori fregava giusto il minimo di renderlo giocabile. L’unico punto a suo favore sono i momenti in cui effettivamente percula l’industria videoludica, quelli qualche risata me l’hanno strappata. Era un sacco che non davo un giudizio negativo a un gioco, ma a fare troppo il buono poi se ne approfittano, signora mia. Super Neptunia RPG, se non siete ultra estremamente fan accanitissimi della serie, potete tranquillamente skipparlo.

VOCI STRIDULE/10

  • Sfondi e artwork belli da vedere
  • Parti satiriche per lo più divertenti
  • Sistema di debolezze e resistenze sfruttato malissimo
  • Cliché anime che includono ma non si limitano a voci fastidiose
  • Port su Switch piagato da rallentamenti continui
Super Neptunia RPG ha tutta l’aria di un gioco fatto al risparmio, ai cui autori fregava giusto il minimo di renderlo giocabile. L’unico punto a suo favore sono i momenti in cui effettivamente percula l’industria videoludica, quelli qualche risata me l’hanno strappata. Potete tranquillamente skipparlo.

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Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.