5 novembre 2018 • Recensione

Super Mario Party (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Uno dei duri compiti che spetta a qualsiasi recensore al momento della stesura di un articolo consiste nel creare una linea di confine fra l’esperienza personale e la valutazione oggettiva del titolo. Quando si ha a che fare con un qualsivoglia party game, la questione (almeno nel mio caso) si complica, perché la compagnia con la quale se ne fa esperienza modifica inevitabilmente, per ovvie motivazioni, le proprie considerazioni sul gioco stesso.  Super Mario Party, sedicesimo capitolo della serie omonima, presente da ormai 20 anni sulle console Nintendo, ne è un chiaro esempio. La serie non ha bisogno di presentazioni. Da sempre ci ha intrattenuti, nel bene e nel male, con i suoi elementi caratteristici, le sue novità e l’incredibile carisma dei personaggi Nintendo. Se vi dicessi di non essermi divertito quelle due, tre sere passate con Switch e amici a suon di tabelloni e minigiochi, vi mentirei. Se vi dicessi che il gioco ha raggiunto le mie aspettative, vi mentirei ancora. E allora, che cosa ha combinato stavolta Nintendo?

PARTYamo dalle basi: le novità

Se non avete avuto un attacco di cuore nel leggere il titolo del paragrafo, allora siete più che pronti per quello che verrà dopo. Poiché c’è tanto di cui parlare, iniziamo dalle basi e dalle novità che questo nuovo gioco, il primo in assoluto della serie per Nintendo Switch, ci propone.
Super Mario Party è il capitolo che conta il maggior numero di personaggi selezionabili, ben 20, di cui 4 successivamente sbloccabili. La scelta da parte di Nintendo di implementare un roster così ampio non solo rende il gioco più vario e divertente, ma diventa un vero e proprio perfezionamento di gameplay grazie all’aggiunta dei dadi a sei facce personalizzati e diversi per ogni personaggio. Così, nel proprio turno, Bowser potrà scegliere di tirare il suo personale dado, che dà la possibilità di ottenere un dieci con un solo tiro, ma allo stesso tempo con il rischio di perdere tre monete senza un ulteriore movimento.
Inoltre, durante il gioco avremo la possibilità di fare team con gli altri personaggi non giocanti e utilizzare all’occorrenza il loro dado, dando la possibilità a ogni giocatore di mettere in atto diverse strategie di movimento.

Super Mario Party
Qui mostrati tutti i personaggi selezionabili.

Dopo la scelta del personaggio ci ritroveremo nella Piazza Party, una zona esplorabile in cui ci sarà possibile parlare con i vari Toad addetti alle attrazioni e all’occorrenza scambiare quattro chiacchiere con gli altri personaggi (che sia classificabile come open world adesso?) .
Per non perderci tra le varie attrazioni avremo a nostra disposizione il Party Pod, un tablet speciale che fungerà da Hub portatile e che ci permetterà di navigare tra le varie modalità, scorrere tra i consigli e visualizzare la nostra collezione di gemme, 5 pietre luccicanti ottenibili come premi dopo aver completato determinate sfide e che, una volta raccolte tutte, ci regaleranno il titolo di Superstar.
Dopo esserci intrattenuti con le varie attrazioni, verremo ricompensati con dei punti party, la valuta virtuale con cui potremo sbloccare adesivi collezionabili, consigli di gioco e tanto altro. Scelta un po’ fuorviante quella di dover pagare per delle informazioni sul gioco; in ogni caso, per i collezionisti più accaniti, l’acquisto di adesivi sarà una piacevole alternativa e non solo a scopo puramente cumulativo, dato che potranno essere utilizzati per creare dei simpatici quadri personalizzabili. Queste e altre piccole novità rendono Super Mario Party unico nella sua specie.

Super Mario Party
“You can go harder or you can go home”
Apriamo i tabelloni

Entriamo nel vivo del gioco ed esploriamo assieme le varie modalità e attrazioni disponibili su Super Mario Party. Il titolo conta in tutto 8 modalità di gioco: il classico “Mario Party” con tabellone, il “Partner Party” a squadre, le ”Acque selvagge”, il “Palco Ritmo”, la modalità “Minigiochi a scelta”, il “Minigiocathlon online”, la “Sala dei giocattoli” e una modalità single player sbloccabile.
Iniziamo col parlare di quella più importante, ossia “Mario Party”, che è strutturata esattamente come nei titoli passati: 4 giocatori si sfideranno in una partita tutti contro tutti, con sessioni di tabellone e minigiochi, con lo scopo di raccogliere il maggior numero di stelle e vincere la partita. Ahimè, è proprio qui che casca l’asino. I tabelloni disponibili sono solo quattro (uno dei quali sbloccabile solo dopo aver completato gli altri tre).  Non è tanto il numero a far storcere il naso, quanto la loro composizione generale, che li porta a risultare poco ispirati (e anche un po’ piccoli a dirla tutta) se messi a paragone con quelli dei titoli passati. Ne consegue dunque una fase tabellone non così eccitante, con poche interazioni e spazi poco originali che tendono a risultare ripetitivi nel corso del gioco.
Gli oggetti, acquistabili nelle caselle bruco, sono per la maggior parte molto semplici e poco originali: se alcuni, come i funghi, serviranno solo ad aumentare o diminuire il tiro di dado, altri, come il tubo dorato, saranno dei veri e propri strumenti a senso unico, noiosi e poco interattivi. In tutto questo il numero massimo di turni giocabili è stato ridotto a 20, rispetto ai meravigliosi 50 turni disponibili in passato (addio sessioni da otto ore). Nonostante la fase tabellone abbia perso lo charme tipico dei titoli precedenti (come l’8, con i suoi tabelloni dinamici e ispirati), il punto forte di Super Mario Party sono di sicuro i minigiochi. Ognuno di essi è divertente, movimentato, anche ragionato, e non ce ne sarà uno che non vorrete incontrare durante le vostre partite. Inoltre il rumble e il motion control dei Joy-Con sono stati sfruttati egregiamente, dando nuovi spunti per la creazione di minigiochi originali e divertenti.
In sintesi, sebbene la modalità principale del gioco pecchi su alcuni punti importanti, vengono sfruttate al meglio le potenzialità di Nintendo Switch, e questo è un importante punto a favore del titolo.

Super Mario Party
“Cucinare non è mai stato così divertente” – Mama (della serie “Cooking Mama”)

“Mario Party” non supporta il 2vs2, come accadeva in passato, un vero peccato. In compenso sarà possibile giocare a squadre nella modalità “Partner Party”, che si differenzia dalla modalità classica per le particolari fasi di tabellone. Ognuna delle 4 aree di gioco disponibili non avrà un percorso ben strutturato di caselle, ma piuttosto una conformazione a scacchiera che permetterà ai personaggi di spostarsi a loro piacimento. La scelta sembra un po’ azzardata, ma a lungo andare ci si rende conto che, oltre a donare al gioco più originalità, rende il tutto più pensato, dando la possibilità di attuare tattiche intelligenti grazie alla libertà delle caselle esplorabili. Il gioco a squadre prende una connotazione più tattica e permette così una maggiore interazione con il proprio compagno, una bella trovata insomma. A parte ciò, lo scopo sarà sempre quello di superare la squadra avversaria nel numero di stelle, ottenibili da Toadette sul tabellone, a cui andranno aggiunte quelle bonus a fine partita.

Voglia di cambiamento

Le altre modalità di gioco prendono invece una piega un po’ diversa.
Nella modalità ”Acque selvagge” 4 giocatori viaggeranno a bordo di un’imbarcazione gonfiabile in una corsa contro il tempo, lungo un interminabile fiume pieno di bivi, ostacoli e pedane velocizzanti. Niente dadi o caselle, solo vari minigiochi di gruppo con cui si otterranno secondi preziosi al fine di arrivare alla foce, che segnerà il termine della partita. Una modalità particolare, adatta a chi ha voglia di giocare di squadra.

Super Mario Party
Finché la barca va… rema comunque!

Nel “Palco Ritmo”, invece, 4 giocatori si sfideranno in una gara tutti contro tutti a suon di minigiochi a tema musicale. In una sorta di Rhythm Heaven Party, vincerà chi avrà dato prova di aver battuto meglio il tempo.
L’unica modalità online del gioco sarà invece il “Minigiocathlon online”, una gara in cui 4 giocatori (uno solo per console)  si sfideranno in una successione di 5 minigiochi casuali e in cui vincerà chi avrà totalizzato il miglior punteggio finale. Un vero peccato, perché una modalità a tabellone online per Mario Party si aspettava da tanto e con questa nuova uscita il team di sviluppo avrebbe potuto cogliere l’occasione per regalarci ore di divertimento anche con amici lontani.
Nella “Sala giocattoli” avremo la possibilità di giocare a 4 minigiochi speciali che sfruttano le varie interazioni tra console diverse, con la sensazione di star giocando a un vero e proprio gioco da tavolo.
Per chi invece ha voglia di divertirsi da solo (suona un po’ male effettivamente) è presente anche una modalità in single player, basata su una serie di sfide con minigiochi casuali. Il problema è che sarà disponibile solo dopo averli sbloccati tutti nelle modalità a tabelloni.

Conclusioni

In sostanza, Super Mario Party si rivela essere un buon titolo, colorato, divertente, graficamente impeccabile e con tante novità interessanti. Tuttavia, come per ogni serie, è inevitabile porlo a paragone con i titoli precedenti. Nel complesso risulta decisamente migliore rispetto agli ultimi due titoli per console, che in quanto a originalità hanno un po’ lasciato a desiderare, ma molte buone idee dei capitoli di punta della serie non vengono implementate nel modo giusto o addirittura vengono messe in sordina. Di sicuro un titolo originale, che sa sfruttare al massimo le potenzialità di Nintendo Switch, ma che allo stesso tempo si rivela un’occasione mancata per la creazione di un Mario Party a 5 stelle. Un buon compromesso però, nell’attesa che Nintendo ci regali un’opera omnia anche per questa serie, così come si è promessa di fare con il prossimo Smash.

7 Stelle Party/10

  • Pieno di novità divertenti e originali.
  • Sfrutta al massimo le potenzialità della console.
  • Minigiochi sempre divertenti e stimolanti.
  • Si lascia sfuggire alcuni must have dei titoli passati.
  • Alcune fasi di gioco possono risultare ripetitive.
Super Mario Party è un titolo originale, divertente, colorato e che sfrutta al massimo la propria console. Ha però tanto da imparare dai titoli precedenti.

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Alla tenera età di 5 anni prese in mano per la prima volta il GameBoy dei suoi due fratelli per giocare a quella meravigliosa opera che era Super Mario Land 2. Da lì fu amore per la Nintendo ed i videogames in generale. Ama anche il teatro, la psicologia, i meme, il jazz ed i pirati, e non sa neanche lui dove trova il tempo per scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook.

Autore: Mattia "Mett" Mamber

Alla tenera età di 5 anni prese in mano per la prima volta il GameBoy dei suoi due fratelli per giocare a quella meravigliosa opera che era Super Mario Land 2. Da lì fu amore per la Nintendo ed i videogames in generale. Ama anche il teatro, la psicologia, i meme, il jazz ed i pirati, e non sa neanche lui dove trova il tempo per scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook.