21 Giugno 2019 • Recensione

Super Cane Magic ZERO – Nintendo Switch (RECENSIONE)

A cura del dottor Culocane

Dopo cinque lunghissimi anni di attesa finalmente possiamo mettere mano alla versione completa di Super Cane Magic ZERO, il gioco ambientanto nello schizzatissimo mondo del fumettista/yuttuberz/pazzointesta Simone “Sio” Albrigi. Si sarà meritato almeno un SETTE?

NOCIIIIII!

Correva l’anno 2014 quando Sio lanciò una campagna di crowfunding per sviluppare il progetto Super Cane Magic ZERO in collaborazione con lo Studio Evil. Era l’epoca d’oro dei video demenziali del suo canale Scottecs, la cui ironia si basa sulla demenzialità e il nonsense più puri dei brevi sketch animati. A proposito di demenzialità e nonsense, non posso dimenticare come tra gli obiettivi del crowfunding figurasse una versione Wii U del gioco. Erano tempi più semplici.

Durante l’edizione 2015 del Lucca Comics & Games ebbi l’occasione di osservare una versione preliminare di Super Cane Magic ZERO allo stand Eppela, all’epoca ricordo distintamente che fosse presente soltanto la modalità PVP locale che ad oggi è diventata una componente aggiuntiva di quello che di fatto è un Action RPG bello solido e longevo (siamo dalle parti delle 20 ore di storia) che, al netto dell’idiozia onnipresente in qualunque aspetto del titolo, non nega anche ai giocatori ignari dello Scottecs Cinematic Universe (esistono, seriamente?) un esponente di medio-alta qualità del genere. Va da sé che a elevare Super Cane Magic ZERO al di là del cliché ci pensa l’umorismo e il tratto di Sio che ha curato tutto il lato “non smanettone” del progetto, dalla trama ai dialoghi, dai disegni dei personaggi alle descrizioni di armi, classi, menù e schermate di caricamento.

The Legend of Coso

C’era una volta il magico regno di WOTF! in cui viveva il Mago Torta e il suo cane AAAH! Un tragico giorno il Mago Torta muore mangiando un’insalata di torta e il povero AAAH! struggendosi di dolore acquista incontrollabili poteri magici che si scatenano ogni volta che abbaia, creando improbabili catastrofi come il ricoprire la luna di uno strato di cioccolata e una pioggia di meteore magiche sulla Terra. Ed è proprio da una di queste terre che emergerà Coso, l’eroe destinato a fermare la magia di AAAH! e riportare “ordine” nel regno di WOTF!

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Questo incipit non lascia dubbi sui toni dell’avventura in cui ci tufferemo, un uragano di sane scemenze e siparietti tanto stupidi quanto divertenti. Inizialmente potremo scegliere, come nei più blasonati giochi di ruolo, tra varie classi, ognuna con caratteristiche e abilità peculiari. Inutile dire che anche qui siamo vicini alla follia, con classi come l’influencer e abilità come l’esplosione di bacon. Già. Memorabile la scelta del nome del personaggio che ribalta decenni di standard: al posto della classica tastierina con le lettere dell’alfabeto avremo a disposizione dei frammenti preselezionati di parole. Ecco quindi che, dopo aver premuto tre di questi frammenti,  il mio protagonista si è ritrovato il nome di Gianroberlol.

Il mondo di gioco ovviamente non fa niente per nascondere la sua follia: i primi nemici che affronteremo sono letteralmente dei piedi malvagi. Già, ma il gameplay?

Bicchieri di petrolio e altre cose strane

Come accennato in apertura, il gioco si presenta come un Action GdR in 2D, in cui molto forte è la componente del loot. Il bottino si divide in equipaggiamento e consumabili. E per consumabili intendo proprio CONSUMABILI, visto che tutto può essere mangiato dal protagonista, provocando l’aumento di punti vita o mana in caso di cibo, ma anche danni o alterazioni di stato nel caso di oggetti che tipicamente non dovrebbero essere ingeriti. Vi sconsiglio caldamente di mangiare bombe, sassi, bicchieri di petrolio o direttamente l’intero Giappone in miniatura, per dire; quest’ultimi infatti sono oggetti più adatti al lancio contro i nemici. Il lancio è pure una fortissima peculiarità del combat system: stordendo un nemico a suon di mazzate infatti sarà possibile afferrarlo e tirarlo contro muri o altri nemici generando danni molto più ingenti di quelli standard.

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Molto importante si è rivelata anche la gestione del mana, utilizzato sia per scatenare le abilità del protagonista sia per utilizzare le armi “a distanza” del gioco; esso, a differenza dei punti vita, si ricarica anche con il passare del tempo. Infine, a forza di randellate ai nemici, il nostro eroe guadagnerà esperienza e, di conseguenza, punti abilità che andranno a sbloccare le caselle degli alberi delle abilità tanto cari ai giochi di ruolo. Mano a mano che si prosegue con l’avventura potremo sbloccare nuove “sottoclassi” arrivando quindi a una personalizzazione sempre più fine e adatta allo stile di gioco che decideremo di intraprendere. Poteva mancare una forma di denaro? Ovviamente no, anche se nel regno di WOTF! la valuta corrente è il salame.  Ciliegina sulla torta di tutta la main quest è la possibilità di affrontare l’intera esperienza con fino a 4 giocatori in locale.

Titolo buffo

Ma alla fine dei conti, com’è questo Super Cane Magic ZERO? Com’è intuibile per prodotti di questo tipo occorre fare una doppia valutazione. I fan di Scottecs ameranno senza alcun dubbio il forte citazionismo di video e fumetti prodotti dalla folle mente del buon Sio, senza contare i tantissimi riferimenti al mondo videoludico, Nintendo in primis: senza fare troppi spoiler, vi basti pensare che il primo boss del gioco altro non è che un albero Deku “scottecsizzato” e che tra gli oggetti da lanciare ci sono delle curiose sfere contenenti topi elettrici. Già. A questo tipo di utenza Super Cane Magic ZERO va consigliato a occhi chiusi, perché è senz’alcuna ombra di dubbio un’antologia videoludica di quanto si è visto tra YouTube e magazine vari nel corso degli anni. Certo, il bello dell’umorismo nonsense di Sio rende sicuramente meglio con le giuste tempistiche: sketch rapidi, scambi repentini di battute surreali e storie che si esauriscono in pochissimi minuti o vignette. Detta in soldoni: portare avanti la stessa situazione in tempistiche più dilatate mostra il fianco a un po’ di ripetitività.

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Tutti gli altri utenti invece possono scegliere di godersi comunque un bel gioco di ruolo Made in Italy, che di certo non rivoluzionerà il genere ma che, visto il contesto, non potrà che strappare più di un sorriso anche ai più spigolosi. Poco da dire sulla qualità del porting, il gioco rende bene in docked e ancora meglio in modalità portatile, al netto di qualche sporadico rallentamento nelle fasi più concitate. Personalmente essendo particolarmente miope ho preferito giocarmelo in modalità portatile perché mi sono reso conto di non distinguere al meglio i piccoli (forse troppo?) oggetti, finendo per ingoiare bombe credendole mirtilli. Ma questo probabilmente è un problema mio (e del mio oculista). Chiudo in breve facendo i complimenti per la colonna sonora intelligentemente retrò e bacchettando i programmatori per i tempi di caricamento che sforano abbondantemente il minuto. Spero che una patch corregga questa pecca: per essere chiari, infatti, la prima volta che mi sono trovato davanti una barra di caricamento ho temuto un freeze vista la quantità di tempo che era trascorso.

SETTE/10

  • Ci sono dei piedi cattivi.
  • Contiene il colore rosso.
  • C’è un cane.
  • Ha un pessimo sapore.
Consigliato a tutti gli amanti delle nespole.

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Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.
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Autore: Paolo "seemee" Simi

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l'ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista. Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram. Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986 Twitter: @paolo_seemee Instagram: @paolo_seemee