11 Gennaio 2019 • Notizia

Suda51: “Travis in persona mi ha chiesto di fare Travis Strikes Again”

Suda51 (al secolo Goichi Suda) è stato intervistato recentemente dalla testata Feed4Gamers a proposito del suo lavoro presente e futuro sulla serie No More Heroes. E che dire, ha avuto delle uscite molto particolari: vediamo l’intervista completa.

Cosa ti fa pensare che i tuoi giochi siano così unici, e perché sono allo stesso tempo di nicchia ed estremamente popolari?

Il motivo per cui i giochi sono unici, è che a Grasshopper non vediamo il motivo di creare giochi che seguano generi stabiliti. L’obiettivo di Grasshopper è sempre fare il gioco che Grasshopper vuole fare, quindi penso sia questo che dà loro unicità.

Siamo grati della popolarità che hanno ricevuto i nostri giochi finora. Penso derivi dal fatto che noi vogliamo che più gente possibile ci giochi. Alcuni li vedono come “di nicchia”, ma vogliamo che diventino più popolari, e possono senz’altro diventarlo col tempo.

Perché i tuoi giochi sono spesso focalizzati sulla violenza stilizzata, temi maturi e umorismo nero?

Penso sia perché le sceneggiature le scrivo io, e da lì elaboriamo il game design. Ho sempre nuove idee in testa, penso sempre: “Come possiamo rendere questo ancora più ridicolo/oltraggioso/serio?” ed è quello il processo creativo che c’è dietro.

La morte è un elemento importante nelle tue serie. Cosa possiamo aspettarci da questo punto di vista in Travis Strikes Again?

Dunque, la morte. Anzitutto, i giochi sono giochi dentro il gioco. Quindi, invece di persone vere, Travis sta affrontando avversari o personaggi dei giochi. In quel senso, “uccidere” qualcuno può avere diversi significati: potrebbe voler dire cancellare i dati, o magari bandire uno spirito che vive dentro il gioco. È un’idea diversa di “morte” da quella che abbiamo visto finora. Quindi questo lo porta in diversi scenari, che potrebbero essere l’opposto della morte. C’è anche un elemento nel gioco, dove se Travis o qualcun altro raccoglie le sei Death Ball, può esprimere un desiderio, che può essere anche riportare in vita una persona morta.

Perché hai deciso di cambiare completamente il concept del gioco rispetto alla serie No More Heroes?

Con Nintendo Switch, il mio obiettivo era fare un gioco in stile indie, con un team da indie, un budget da indie e un contenuto da indie. Pensavo che prima di fare dei veri e propri nuovi capitoli potevamo fare altro. Riguardo ai contenuti, visto che è un gioco a dimensione indie, avrà un prezzo diverso rispetto agli altri capitoli.

Ho anche parlato con Travis, e Travis mi ha detto: “Wow, wow, trattieni i giochi della serie principale, devo riscaldarmi un attimo prima di buttarmi di nuovo in qualcosa di grande. So che ti piace Death Drive [un videogioco misterioso apparso in Travis Strikes Again e Let It Die, ndt], quindi perché non facciamo qualcosa del genere?” ed è così che è nato.

Switch è probabilmente la console più unica con cui hai lavorato. Hai intenzione di sfruttare ogni sua funzione (touchscreen, HD rumble, sensori di movimento) e se sì, come?

Questa volta, con questo gioco, il focus è stato il multiplayer locale con due Joy-Con. C’è anche la funzione giroscopio, ma solo in un certo senso.

In Travis Strikes Again ci saranno diversi riferimenti a giochi indie famosi. Perché hai deciso di intraprendere quest’approccio e com’è nata la collaborazione?

È iniziato alla conferenza di Nintendo Switch, quando Nintendo mi ha proposto di fare da tramite per le compagnie indie che volessero pubblicare i loro giochi su Switch. Come saprete, Grasshopper è nata come compagnia indie, e io conoscevo molti altri autori indipendenti. Sono particolarmente vicino a Dennaton, i creatori di Hotline Miami, così ho chiesto loro se volessero collaborare. E poi la cosa si è espansa, andavo da altri sviluppatori indie e chiedevo loro se volevano vedere il logo del loro gioco sulla t-shirt di Travis. Chiaramente, andavo solo a chiedere giochi che a Travis sarebbero piaciuti.

Cosa possiamo aspettarci dal season pass? Puoi anticipare qualcosa (livelli, personaggi ecc.)?

Al momento ci sono due pack DLC in programma, il primo con un nuovo personaggio giocabile, il secondo con una nuova Death Ball, in pratica un nuovo mondo di gioco.

Hai detto che Travis Strikes Again è l’inizio di una nuova serie per Travis. Cosa possiamo aspettarci nel futuro?

Sarebbe bello se Travis Strikes Again si trasformasse nella sua serie, una sorta di parallelo con la serie No More Heroes. Il bello è che la storia di TSA ha molti collegamenti con quello che vorrei mettere in NMH3, quindi se si facesse davvero NMH3, quello che succede in TSA sarà importante per la nuova storia. Ho già in mente la storia di NMH3.

Ora che stai lavorando su Nintendo Switch, hai intenzione di portare tuoi vecchi titoli sulla piattaforma? Tipo i remaster di Silver Case?

Sì, vorrei portare più giochi possibile, dipende tutto da cosa si può fare di volta in volta. Farò del mio meglio per portarne più che posso.

Nel 2010 avevi detto che Killer7 è “parte della tua anima” e che volevi senza dubbio farne un sequel. Ora che il gioco è tornato sotto i riflettori con la remaster per PC, pensi di farlo davvero?

Lo dirò chiaro e tondo, non credo ci sia bisogno di una continuazione alla storia di Killer7, credo che quell’universo sia già concluso, abbia raccontato tutto quello che doveva raccontare. Quindi fare un altro gioco collegato al primo non credo abbia senso. Però all’epoca abbiamo tagliato molto materiale dalla sceneggiatura del gioco, forse troppo, quindi magari è possibile che rilasceremo una versione più completa che ristora quelle parti mancanti.

Grazie per l’intervista


Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.