18 Marzo 2016 • Recensione

Stella Glow (Nintendo 3DS)

Quasi un mese fa, il 26 febbraio 2016, sono trascorsi cinque anni dall’uscita di Nintendo 3DS. Tantissimi, ricchi di gemme e con parecchie eccellenze degne di essere ricordate tra dieci anni.
Detto in altri termini siamo quindi entrati nella fase conclusiva di questa console, il cosiddetto viale del tramonto in cui si tirano le somme e ci si inizia a sfregare le mani per quello che verrà. Oggi esce nei negozi e su eShop europei Stella Glow, l’ultima fatica della software house imageepoch, e non ho grossi dubbi nel dire che ne se parlerà ancora nel 2026.


Partiamo con un epitaffio doveroso, quello dedicato a imageepoch. Game developer nato a Tokyo nel 2005 e deceduto lo scorso anno, è ricordato per la trilogia di Luminous Arc, l’intrigante Sands of Destruction, il discutibile Yoshi’s New Island e una lunga lista di titoli per PSP e PS3, con un focus comunque concentrato sul gioco di ruolo tattico. Il titolo che ha infatti dato più gloria alla compagnia è Luminous Arc, che con i suoi tre episodi su Nintendo DS ha saputo crearsi una fanbase spudoratamente weeb ma comunque appassionata, grazie a un’abile ricetta che ha saputo mescolare Final Fantasy Tactics, Fire Emblem e donzelle dalle guance perennemente arrossate.
stella glow 1Stella Glow è infatti un canto del cigno (espressione scontatissima ma quanto mai adatta) ben studiato, che getta le proprie radici in tutto quello che imageepoch ha saputo far funzionare durante la propria storia decennale. Al di là dello spropositato ritardo con cui questo titolo arriva da noi -un anno, purtroppo lo standard per qualunque gioco si allontani dai gusti più popolari-,  ci troviamo di fronte a un volto moderno e tirato a lucido.
Il gameplay, come anticipato, non è innovativo ma semplicemente perché non era necessario rinnovarsi: ci troveremo di fronte a una mappa isometrica che strapperà un sorriso a chiunque cresciuto a pane e Tactics Ogre/FF Tactics (compresi i fortunati spinoff Advance esclusivi di Nintendo), accanto a un’interfaccia animata vicina a quella dei Fire Emblem (la schermata del level up è praticamente identica) e cutscene tipiche dei giochi ATLUS. I distributori del titolo sono infatti la compagnia che ci ha regalato gli splendidi Etrian Odyssey, tra gli altri, e un’insospettabile SEGA. Un cocktail che funziona e che regge dall’inizio alla fine, risultando magnetico e portando a dipendenza.

Dopo quasi vent’anni torniamo finalmente nella terra di… no, non accadrà mai.

Per chi non è pratico delle saghe citate, sarò il più breve possibile: vi muoverete a turni su una griglia, seguendo un’ordine dettato dalla vostra velocità ed equipaggiandovi con armi e tecniche progressivamente più raffinate. Al di fuori del campo di battaglia vi muoverete su una mappa ricca di località, che potrete esplorare nel corso della storia o per svolgere le tipiche side quest.
La vicenda ha un canovaccio molto vicino a quello dei Luminous Arc: streghe, protagonisti privi di memoria, scollature, mondi in pericolo. Hilda, la strega della distruzione, minaccia il vostro mondo e solo riunendo le quattro streghe padrone degli elementi classici (acqua, fuoco, vento, aria) potrete ristabilire la pace. Alto è il protagonista accolto nella famiglia di Lisette, futura strega dell’acqua, il quale risulta un tassello fondamentale grazie alla sua abilità unica: ciascuna strega necessità di essere “accordata”, nel senso più musicale del termine, per poter svolgere al meglio la propria mansione. Nemmeno a dirlo, l’accordatore è proprio il nostro eroe.
La musica è uno dei cuori di Stella Glow: non solo Alto è il succitato accordatore, ma il canto sarà uno dei motori narrativi. In questo mondo è esclusiva delle streghe, permettendo loro di amplificare i propri poteri e di governare gli elementi; se Hilda può cristallizzare villaggi interi Lisette può causare piogge benefiche, il tutto grazie al semplice uso delle corde vocali.
Ciascuna ragazza vanta la propria canzone personale, tutte molto orecchiabili e ben inserite nella colonna sonora; quest’ultima svolge egregiamente il proprio lavoro, pur avendo un ventaglio di tracce abbastanza limitato. Non mancano i pezzacci che rendono il gioco memorabile, tipo questo. La grafica è solida, ma brilla solo verso il finale.
In maniera schematica e con colpi di scena riservati alla fase conclusiva Stella Glow ci racconta una storia all’apparenza già sentita, non solo dagli appassionati del genere. Quello che lo rende un prodotto interessante, quasi unico su 3DS, è l’interazione tra personaggi: non solo i dialoghi sono ben scritti, capaci di strapparvi più d’una ghignata, ma la storia vi permetterà di setacciare a fondo le personalità delle quattro streghe. “Accordare” ciascuna ragazza vi farà affrontare battaglie che prenderanno luogo, letteralmente, nel loro cuore. Così facendo vi troverete di fronte alle loro paure più profonde, alle passioni e alle rabbie che reprimono nel loro subconscio. Qualcosa di coinvolgente che vi farà interessare e affezionare ai personaggi.

Ok, la smetto.
Ok, la smetto.

Non solo colpi di spada: uno degli elementi  più originali di questo gioco è la ripartizione del tempo. Avrete dei momenti dedicati alle missioni e altri dedicati al tempo libero, nel corso del quale potrete svolgere piccoli lavoretti in città, socializzare coi vostri compagni o fare passeggiate in campagna. Un’aggiunta che Stella Glow sfrutta alla perfezione e che approfondisce in maniera sostanziosa l’esperienza di gioco.
Uno dei pochi difetti che ho riscontrato è la presenza di un male gaze molto forte. Detto in altri termini lastella glow 2 storia non si limita a essere vissuta dagli occhi di un ragazzo, ma ci pone costantemente di fronte a situazioni che potrebbero essere apprezzate solo da un maschio bi/etero (o da una donna bi/omosessuale etc.). Può sembrare una sparata, quelle robe buone giusto per i titoli clickbait di Kotaku, ma è una sensazione vera e incontestabile che ho sperimentato di fronte alla sesta scollatura vistosa del gioco. Non solo i personaggi femminili sono presentati nella maggior parte dei casi in abiti succinti, e i rari casi in cui non lo sono ve le ritrovate così, ma per accordare le streghe dovrete entrare in una stanza che è, senza mezzi termini, un harem (sì, è uno screenshot del gioco): l’area è gestita da una donna, la scollatissima Medea, che non fornisce una minima spiegazione al fatto che dobbiate stare in quella sala con le ragazze vestite in quel modo. Su un divano, tra l’altro. E non si capisce nemmeno perché sia necessaria in primo luogo una stanza per sintonizzarvi, dato che più volte vi capiterà di farlo in svariati luoghi.
Ora, il mio non è un discorso fiscale di pelli scoperte (c’è un personaggio maschile a pancia scoperta e un paio di femminili completamente vestiti), ma di messaggio che si vuole lanciare al giocatore; è fin troppo facile pensare di avere tra le mani un prodotto pensato per sollazzare un pubblico con gli occhi a girandola, stile Enrico la Talpa. Un vero peccato, dato che il gioco, seppur con un po’ di fatica, riesce a farvi capire che certe scelte stilistiche sono fatte per “esigenze di scena” e non per puro fan service. Ma c’è da bocciarlo solo per questo? Assolutamente no, non scherziamo. Ma è qualcosa da tenere in conto, soprattutto per chi è abituato più a Final Fantasy Tactics che a Senran Kagura.

Conclusioni

Stella Glow è fuor di dubbio uno dei prodotti più interessanti usciti negli ultimi tempi per Nintendo 3DS, un gioco all’apparenza già visto ma che nel suo genere ha pochissimi rivali sulla console. Un titolo stella glow 3che può anzi diventare un classico col tempo, e farsi spazio perlomeno nelle top 20 dedicate al successore dell’illustrissimo Nintendo DS. Perché se nulla in particolare lo fa spiccare, è con ben pochi titoli della sua nicchia che deve confrontarsi: Mercenaries Saga 2 è uno dei paragoni più istantanei subito dopo i chiacchieratissimi Fire Emblem, e penso che quello appena fatto sia stato un nome nuovo per molti di voi. Quello che difetta in originalità Stella Glow lo rimedia in efficacia; siamo di fronte al tipico caso di “if it ain’t broke, don’t fix it”. Se non si è rotto, non ripararlo.
Al limite rinnovalo un po’, ma non potendo esserci una prossima volta ci accontentiamo senza problemi.
Tra i difetti, male gaze a parte, segnalo il fatto che il gioco è disponibile solo in inglese, seppur con un doppiaggio azzeccato che accompagna il gioco quasi per intero. Come con Etrian Odyssey 2 Untold però si tratta più di un rammarico, conscio che una traduzione sarebbe stata difficile da retribuire: Stella Glow è un titolo che merita di essere giocato da più persone possibili, soprattutto in un paese convenzionale come il nostro.
In conclusione, un’esperienza coinvolgente e profonda. Se l’art style non vi infastidisce, fate spazio a una delle gemme di questo 2016 nintendaro. E per chi come me fu stregato da quella piccola gemma che è Final Fantasy Tactics Advance, sappiate che Stella Glow è la cosa più vicina che potremo avere ad un capitolo per Nintendo 3DS.

Piccola curiosità: il gioco abbonda di parolacce, e ammetto di aver apprezzato questo tocco di realismo. D’altronde è molto più facile che un uomo che passa le sue giornate per strada esclami “merda” anziché “perdincibacco”. E qui forse dico che siamo stati fortunati a non avere una localizzazione in italiano.

HAREM/10

La classica storia di streghe, poteri elementali e memorie perdute, ma su una griglia tattica vista poche volte su 3DS. E soprattutto vincente, nella sua formularità.

PRO

CONTRO

Un cocktail con ingredienti già assaggiati, ma funziona alla perfezione.

Buona trama con dialoghi ben pensati e introspezione psicologica.
Grafica sgargiante con sonoro eccellente in più punti.

Piuttosto facile, nonostante il target maturo.

Alcune scelte stilistiche potrebbero dissuadere il pubblico di riferimento.

Efficiente, professionale, sempre aggiornato.
Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.

Autore: Lorenzo "Twist" De Vizzi

Efficiente, professionale, sempre aggiornato. Ha preferito mettere da parte tutto questo per dire la sua su Nintendoomed, a volte con toni da drama queen ma sempre con tanta passione. Gli piace far finta che il mondo sia fermo al 2005.