27 Febbraio 2019 • Recensione

STEINS;GATE ELITE (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Pronti a giocare all’anime?

Nella maggior parte dei casi, l’incontro con il “genere” delle visual novel avviene tramite gli anime. Ti interessi a questa o quell’altra serie, ne guardi la serie animata e ti accorgi che, boh, vuoi di più. Un giro su Google e scopri che la storia della tua nuova opera preferita non è stata inventata dal nulla, ma che in realtà hai appena compiuto un atto equivalente a guardare l’adattamento a serie TV/film di quella serie di libri che tutti amano e che tale adattamento ha rovinato. A quel punto starà a te decidere se “giocare all’anime” o, semplicemente, fingere che Google ti abbia mentito. Ma chi ha voglia di leggere, nel 2019?
Scommetto che ad alcuni di voi questo è capitato proprio con STEINS;GATE! Se fate parte di questo gruppo, beh… STEINS;GATE ELITE non fa per voi.

Ma andiamo con ordine.
STEINS;GATE è il secondo capitolo della serie di visual novel “Science Adventure”, pianificata da Chiyomaru Shikura e di cui è recentemente uscito in Giappone il sesto capitolo, “ROBOTICS;NOTES DaSH”. Purtroppo, come è comune per questo genere, molti dei capitoli non sono mai usciti dai confini giapponesi. Tuttavia, STEINS;GATE non è fortunatamente collegato al capostipite della saga, “ChäoS;HEAd”, ed è dunque perfettamente fruibile anche da noi occidentali.

La versione ELITE non è altro che un “remake” dell’originale, già disponibile su PS3, PSV e Steam, che porta anche la serie a sbarcare per la prima volta su console Nintendo (in occidente, almeno).
Quando parlo di “remake”, però, è importante che capiate subito che cosa intendo. Di fatto, dato che il fulcro di una visual novel è, ovviamente, il testo che la compone e con esso le vicende narrate, ci si potrebbe aspettare che esso sia stato riscritto, o addirittura ampliato… e invece no. Se avete già giocato a una versione precedente del titolo, non troverete assolutamente nulla di nuovo.
Il vero cambiamento sta nella “presentazione” di questa storia, che decide di abbandonare lo stile tradizionale usato precedentemente, con gli artwork dei personaggi presenti in primo piano e il luogo in cui si trovano sullo sfondo, e sostituire il tutto… con un anime.

Il cerchio si chiude

Ovviamente, l’anime in questione è proprio l’adattamento della visual novel che è uscito nel 2011 a opera di White Fox, e che conserva il titolo della stessa.
Il buon Chiyomaru, infatti, aveva da un po’ in testa l’idea di “evolvere” le visual novel e liberarle dalla prigione statica in cui erano sempre state confinate. Voleva dar loro maggiore espressività, e creare un ibrido tra esse e l’animazione, in modo da mantenere la struttura ricca di testo e insieme permettere al giocatore di vedere quanto stava leggendo svolgersi davanti ai suoi occhi. Tale soluzione, a detta sua, dovrebbe rendere una visual novel ancora più coinvolgente e aumentare di molto le possibilità concesse all’autore.

STEINS;GATE ELITE
Purtroppo non è presente il nome di chi sta parlando, prestate sempre attenzione al doppiaggio!

…Peccato che produrre un anime da zero da legare a una nuova opera, in un progetto che avrebbe potuto benissimo rivelarsi fallimentare, non fosse esattamente una buona idea, da un punto di vista puramente economico. E allora, ecco l’idea geniale: perché non riciclare l’apprezzatissima serie animata del capitolo più popolare della serie per creare questo ibrido e vedere un po’ come sarà recepito dal pubblico?
Ed è così che ci siamo ritrovati con STEINS;GATE ELITE. Non è un videogioco, non è un libro… e non è nemmeno un anime, adesso. Abbiamo fatto tutta questa fatica per passare da anime a visual novel, e adesso le visual novel ci diventano anime. Che dire.

Inutile dire, ovviamente, che dietro STEINS;GATE ELITE ci sia comunque un lavoro molto più “elaborato” di quanto in un primo momento non possa sembrare.
Prima di tutto, infatti, va tenuto conto del fatto che l’adattamento di White Fox, benché comunque assolutamente sopra la media rispetto a quelli che mediamente toccano alle visual novel (vero Ace Attorney?), non è riuscito a non tagliare diverse scene. Il problema si acuisce quando poi pensiamo che, come molte altre opere del genere, anche STEINS;GATE presentava un numero abbastanza ampio di finali alternativi che, naturalmente, l’anime ha dovuto tagliare, limitandosi alla cosiddetta “True Ending”.
L’unico modo per sopperire a tale mancanza è ovviamente creare scene nuove (anche se pare che almeno in parte fossero già state usate per il pachinko), cosa che fortunatamente è stata effettivamente fatta, e permette dunque ora di godersi ogni parte di storia animata, finali compresi.

STEINS;GATE ELITE
Va detto che, quanto meno, l’animazione permette di vedere più chiaramente alcune scene.

A questo segue però un problema più strutturale, ossia il “riassemblaggio” delle scene della serie animata per adattarle al testo scritto e alla natura stessa di una visual novel.
Le vicende, infatti, non procederanno autonomamente (a meno che non decidiate di impostare l’opzione “Auto”, che avanzerà automaticamente il testo), ma, come in qualunque altro gioco, per passare alla battuta successiva dovremo premere il pulsante A.
Le animazioni, dunque, dovranno essere sempre coordinate con il testo corrispondente, inquadrare il personaggio che sta parlando e non procedere oltre finché non sarà il momento giusto. È stato dunque necessario un lavoro di “scomposizione” di ogni singolo frame dell’anime, per poi ricomporre il tutto in maniera coerente.

Insomma, l’impegno dietro ELITE è innegabile, e non si può davvero parlare di un semplice e pigro tentativo di rivendere lo stesso gioco ancora una volta… tuttavia, il risultato non è esattamente privo di difetti. Il problema principale deriva infatti proprio dalla necessità di questo processo di riassemblaggio.
Le scene animate vengono da un anime, da un’opera che dovrebbe fluire autonomamente e senza interruzioni, e questo si riflette e si rifletterà sempre anche sulle sue singole parti, per quanto si provi a evitarlo. È impossibile non accorgersi che certi movimenti ricorrono un po’ troppo spesso durante una scena, in maniera innaturale. È un po’ come guardare una serie di GIF in loop: carine, ma alla lunga perdono di senso.
Non parliamo poi dei casi in cui l’immagine si ferma, nell’attesa che noi premiamo A, e ci mostra tutte le imperfezioni delle illustrazioni che, normalmente, non vedremmo. Personaggi poco curati, inquadrature un po’ strane… tutto è reso evidente per volontà del gioco stesso.

STEINS;GATE ELITE
Per l’occasione, tutti i menu e le interfacce sono state ricreate da zero, e ora hanno molto più stile!

Nel complesso, non è possibile sostenere che giocare a STEINS;GATE ELITE sia come “giocare all’anime”, quando tali animazioni non sono assolutamente fluide e ben gestite come quelle della serie originale. Inoltre, lo stesso stile dello STEINS;GATE originale, molto particolare grazie al lavoro di huke, viene qui abbandonato, con il risultato che graficamente ELITE non riesce a superare nessuna delle due parti di cui dovrebbe risultare il perfetto connubio.

Otto amici e un microonde

Detto questo, però, è importante ricordare che, in sé, STEINS;GATE ELITE è comunque STEINS;GATE.
Qualora non ne abbiate mai sentito parlare, vi basti sapere che è la storia di un gruppo di ragazzi, capitanato da Rintaro Okabe, per gli amici Okarin, che, “per sbaglio”, riesce a inventare una sorta di macchina nel tempo… e finisce per ritrovarsi coinvolto in una cospirazione decisamente più grande di loro. La storia, come un po’ tutta la serie, si pone in un setting realistico e contemporaneo e cerca di mantenersi il più scientificamente accurato possibile, aggiungendo però quel tanto di parascientifico necessario a permettere che avvengano cose “strane” e diano il via a una storia avvincente e che alterna momenti più rilassati e divertenti ad altri più misteriosi, angoscianti e dolorosi, che connoteranno soprattutto la seconda metà del gioco.

STEINS;GATE ELITE
Scommetto che troverete almeno una ragazza 2D che fa al caso vostro in questo gioco.

La trama di STEINS;GATE, benché molto interessante e ben costruita, soffre infatti però del principale difetto di essere nettamente divisa in due parti. La prima, che serve principalmente a introdurre i personaggi e a mettere in moto gli eventi, è a tratti anche troppo rilassata, quasi quanto uno slice of life, e tende a volte a perdersi troppo nelle spiegazioni scientifiche, non sempre facili da seguire. Il tutto però si rende necessario perché la seconda possa risultare davvero d’impatto: impossibile non essersi affezionati ai vari personaggi che fanno parte del Laboratorio di Okabe, e di conseguenza essere coinvolti emotivamente dalle loro peripezie.
Degno di nota è anche il fatto che, un po’ come da tradizione della serie, alcune sequenze, compresa la risoluzione finale, non siano particolarmente chiare. Nulla di assurdo per un lettore attento, ma se invece programmate di farvi durare questa lettura molto a lungo potreste non capire appieno come mai certe cose avvengano.

A proposito di “difficoltà”, si tenga anche conto che raggiungere il finale desiderato non è solitamente troppo complesso, tranne che nel caso della “True Ending”. In questo caso, purtroppo, i requisiti sono molto più difficili da identificare e richiedono di prestare attenzione lungo il corso di tutta la storia e rispondere nel modo giusto ai messaggi che riceveremo. Basta semplicemente consultare una guida, certo, ma sicuramente sarebbe stato meglio rendere un po’ più chiari i requisiti, quanto meno.

The choice of STEINS;GATE

Ma quindi, alla fin fine, vale la pena di comprare questo STEINS;GATE ELITE? La risposta, sinceramente, è “dipende”. Se avete già giocato alla visual novel su altre console, si tratta fondamentalmente di vedere quanto tenete a questa storia. Sicuramente poterla rileggere in una veste diversa non sarebbe male, specie se non avete mai visto l’anime. In caso contrario, le aggiunte praticamente nulle difficilmente giustificano l’acquisto.
Se invece avete visto solo l’anime o, addirittura, non conoscete proprio l’opera in nessuna sua forma, dipende stavolta dal vostro rapporto con le visual novel. Se temete che un sistema “statico” come quello tradizionale alla lunga possa annoiarvi, allora ELITE potrebbe essere un buon compromesso per avvicinarvi al medium. In caso contrario, credo che le animazioni di questa versione non solo siano qualitativamente inferiori allo stile artistico dell’originale, ma anzi addirittura distraggano almeno in parte dalla lettura. A meno che non abbiate proprio modo di recuperarla, dunque, vi consiglierei comunque l’originale.

Quello su cui non mi sento di dubitare, però, è la qualità in sé e per sé del prodotto. Se siete pronti a sopportare una prima metà un po’ lenta, sappiate che STEINS;GATE non vi deluderà. C’è un motivo se è al secondo posto della classifica di VNDB, alla fine.
Ora non ci resta che sperare che anche il resto della serie arrivi, in occidente e su Switch, naturalmente.

 

Anime/10

  • STEINS;GATE è un’ottima visual novel.
  • La versione ELITE può aiutare i più scettici ad avvicinarsi al medium.
  • La prima metà è piuttosto lenta e può potenzialmente annoiare.
  • Le animazioni risultano quasi più una distrazione che un “piacere”.
  • Non ci sono vere aggiunte per quanto riguarda i contenuti.
STEINS;GATE è una delle migliori visual novel tra tutte quelle disponibili in occidente, ed è un “must read” per chiunque apprezzi tale medium. La versione ELITE, però, non è per tutti, e potreste preferire l’originale.

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Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte “gioco per la trama”. Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed.
Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.

Autore: Luca "Lucas" Oberti

Traduttore di professione, esperto di narrativa e appassionato di entrambe le cose. Colpevole di aver pensato più volte "gioco per la trama". Interessato principalmente a RPG e Visual Novel, perde troppo tempo al giorno a parlare di Fire Emblem sulla sua pagina, quindi, come se non bastasse, si è messo pure a scrivere per Nintendoomed. Lo trovate anche su Facebook e su Twitter.