5 Giugno 2019 • Recensione

Starlink: Battle for Atlas – un giretto nella galassia post-DLC

Starlink: Battle for Atlas. Un gioco che è nato sotto una cattiva stella fin dall’annuncio. La curiosità era stata risvegliata solo dalla presenza, nella versione Switch, dei personaggi della serie Star Fox, tra cui Fox McCloud giocabile. Poteva essere questo il nuovo Star Fox al di fuori della propria serie, dopo la delusione di Star Fox Zero per Wii U?

A quanto sembra, il gimmick “Star Fox di Ubisoft” è stato per il pubblico molto più convincente di “toys-to-life nello spazio”. Complice l’eutanasia delle serie Skylanders e Disney Infinity, questo gimmick non si vede più tanto in giro. E la prova che una volpe furry Nintendo attizza di più di tanti giocattolini di astronavi è che secondo il sito VGChartz (non so quanto sia attendibile, ma è il primo risultato che appare quando si cerca “video game sales”, conterà pur qualcosa), la versione Switch è l’unica che, a marzo 2019, ha superato il mezzo milione di copie vendute, e sono quasi sei volte tanto di quelle vendute su PS4. Ouch. Ouch soprattutto per il mio amico che l’ha comprato a 80€ poco prima che il prezzo su Amazon scendesse permanentemente a un quarto di quella cifra.

“Non è una luna quella…” “Sì che lo è, scemo”

Non parliamo poi del modo abbastanza assurdo in cui è stata gestita la meccanica dei giocattolini: chi acquistava la versione digitale aveva già tutte le astronavi e i piloti e le armi sbloccati, mentre chi prendeva la scatolona con i giocattoli si trovava solo quelli che aveva fisicamente, effectively pagava di più per avere meno. Problema che non ho menzionato nella recensione, se non di sfuggita con un edit quasi una settimana dopo (non mi vergogno ad ammetterlo), perché semplicemente questa cosa non è detta da nessuna parte.

Nonostante tutto, un gioco che sono contento di aver ricevuto con tanto di pacco postale consegnato alla mia porta (pacco pieno di polistiroli che è rimasto qui in salotto fino a un mese fa perché ero troppo pigro per buttarlo, mind you). Vi basta leggere la mia recensione per accorgervi che non l’ho trovato per niente un brutto gioco. Figlio di alcune scelte infelici, certo, ma dalla meccanica open world/strategico ben funzionante, con una grafica bella da vedere e pure un worldbuilding niente male.

Oggi parleremo del DLC Luna Cremisi, arrivato insieme alla versione PC che si spera possa risollevare un minimo le sorti di Starlink, uscito in questo piano dimensionale il 30 aprile. Questa non è una recensione, perché il motivo per cui i nintendini potrebbero interessarsi a una recensione di questo DLC sarebbe la mini-campagna Star Fox, che aggiunge Falco, Peppy e Slippy come giocabili e introduce gli antagonisti Pigma, Andrew e Leon. E la roba Star Fox è l’unica parte del DLC  a essere dietro un paywall. Al momento il mio portafogli è sigillato e anche videoludicamente parlando ho altre priorità. Se mai comprerò questo DLC Star Fox sarete i primi a saperlo, ve lo prometto.

Let’s go deeper!

Ma ora basta fare i serioni, abbiamo diverse novità gratuite di cui parlare, no? La prima cosa che si nota e che dà il nome a tutto il DLC è la comparsa di un nuovo corpo celeste: l’eponima luna cremisi, gestita dai Predoni e dal loro capo, tal Fortunio, che è sempre tenuta nascosta da qualche marchingegno di occultamento e appare solo ogni tot. Perché i buoni non fanno una retata epocale e arrestano tutti appena appare? Semplicemente, il bottino offerto alle sfide di Fortunio è talmente ghiotto che tutti vogliono prendersene una fetta. E potrebbero pure esserci degli inciuci che ci vengono accennati tra le alte sfere e Fortunio…

Ubisoft a chi ha comprato il DLC

Appunto, prima di andare nel dettaglio delle due nuove modalità, il DLC aggiunge molti dettagli al mondo: nuovi tipi di nemici, nuovi elementi naturali, perfino la nomenclatura doppia italiano/alfabeto grammelot fantascientifico sulle mappe (una cosa che, per dire, in provincia di Treviso non è ancora arrivata). E sono comprese anche due mini-campagne che, in pieno spirito da DLC, ci fanno andare avanti e indietro per i pianeti per scoprire una parte della storia che c’è dietro questo stranissimo sistema stellare, fatto di pianeti messi lì in ordine sparso che non ruotano e non rivoluzionano attorno a nessuna stella. Insomma, una buona integrazione a quel poco di storia che c’era nel gioco base.

Starlink Grand Prix

Ma ci sono anche due modalità tutte nuove, presenti in esclusiva sul brullo suolo della Luna Cremisi: le gare e il colosseo.

Per quanto riguarda le gare di velocità, purtroppo non ho mai giocato a F-Zero quindi non posso dirvi se ci assomigliano, ma si tratta di quattro percorsi da tre giri ciascuno in cui sfrecciamo su un’astronave a scelta contro i nostri avversari senza volto. Durante le gare possiamo usare le nostre armi, ma solo per abbattere eventuali ostacoli sulla pista, non per colpire gli avversari (e per fortuna, o avrebbero potuto fare lo stesso a noi) e dovremo raccogliere dei booster lungo il percorso per ricaricare il nostro acceleratore limitato.

L’unica cosa scomoda di questa modalità è che per derapare bisogna cambiare completamente lato e usare il tasto L e la levetta destra, l’esatto contrario di Mario Kart. Ma non sia mai che dico che un gioco di corse è brutto solo perché diverso da Mario Kart, soprattutto nel sito gestito da certe persone con Team Sonic Racing e CTR Nitro Fueled rispettivamente appena uscito e all’orizzonte.

Le piste sono anche belle lunghe, e bisogna rimanere all’erta ché farsi superare è un attimo. Ciononostante non le ho trovate particolarmente difficili, ho mancato il primo posto solo una volta che ero finito fuori strada perché volevo far lo sborone.

Secondo me, però, sono troppo buoni a permetterti di scambiare le parti della nave anche in gara. Kudos a chi riuscirà a scambiare i pezzi al giocattolo fisico durante la corsa senza interromperla e a vincere. Forse è a questo che servono i pit stop.

Una cosa carina è che è possibile visitare i circuiti al di fuori delle gare, se a qualcuno venisse voglia di farsi una gitarella nelle lande desolate della Luna Cremisi (ma perché dovreste, è più vuota del Molise!)

E infine l’ultima modalità: l’arena. Si tratta di diversi tipi di combattimento: in uno affrontiamo quattro ondate di nemici capitanate da un tipo un po’ più forte degli altri; nel secondo la stessa cosa ma con dei laser girevoli che interferiscono facendo danni (solo a noi e non ai nemici, sgrunt); il terzo è una vera e propria boss battle, pure migliore del boss finale del gioco, tanto che ci ho messo anche un po’ a capire cosa fare.

Starlink Battle for Atlas Luna cremisi

Anche qui possiamo cambiare liberamente navi e armi durante la sfida, e se esauriamo tutte le navi siamo chiaramente squalificati. Meno ambiziosa delle gare, che sperimentano un gameplay completamente nuovo, ma comunque un divertissement discreto.

DLC (la D sta per Depressione)

Avevo tante cose da dire in apertura di questa nonrecensione, quante poche ne ho per concluderla. Se siete arrivati fin qui siete probabilmente di quelli che hanno preso il gioco all’uscita e vi chiedete se riaccenderlo per queste aggiunte gratuite ne valga la pena. La risposta in quel caso è sì, anche perché dopo un po’ che non si gioca i nemici tornano ad attaccare i vari pianeti e abbiamo sempre il nostro da fare a respingerli, il gioco non finisce mai veramente.

Mi dispiace solo non avervi parlato della sezione Star Fox, ma appunto, forse succederà in futuro.

Non facevo un viaggio nello spazio così malinconico dai tempi di Guardiani della Galassia 2

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Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.