Square-Enix risponde ai comportamenti omofobi di Koichi Sugiyama

2 min.
08.08.2018
Notizie


Una delle persone più illustri in Giappone è senza alcun dubbio Koichi Sugiyama (classe 1931), noto membro della Japanese Society for Rights of Authors, Composers and Publishers (JASRAC), ma soprattutto per essere il compositore della serie Dragon Quest dai suoi esordi.

Sin dal primo capitolo per Famicom e NES le sue composizioni sono diventate un simbolo della serie, dallo stesso tema principale fino ai quelli utilizzati nel mondo di gioco e nelle battaglie. Ma se c’è un’altra cosa che ha reso famoso (negativamente) il compositore, non è solo l’avere vietato l’utilizzo delle versioni orchestrali delle sue musiche nelle copie occidentali degli ultimi Dragon Quest, quanto il suo essere un negazionista ed omofobo.

Il compositore è un membro della Società per la diffusione della verità storica, organizzazione giapponese impegnata a cancellare i crimini compiuti in guerra. Nel 2007 il nostro si ritenè contrario al fenomeno delle comfort women, donne cinesi e coreane schiavizzate dai soldati giapponesi durante la guerra, sostenendo che le prove riguardanti il massacro di Nanchino (qui trovate il link di Wikipedia, ma non è un articolo adatto a tutti) non fossero sufficienti.

https://twitter.com/ShaunMusgrave/status/1021557228170440704?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1021557228170440704&ref_url=https%3A%2F%2Fkotaku.com%2Fajax%2Finset%2Fiframe%3Fid%3Dtwitter-1021557228170440704%26autosize%3D1

Ma a fare ancora più scalpore è quanto avvenuto il mese scorso, in cui è stato rinvenuto un video del 2015 tratto dal programma Sakura’s Hi Izuru Kuni yori del Japanese Culture Channel, dove il membro del Partito Democrativo Liberale Mio Sugita ha classificato la comunità LGBT come “improduttiva” non potendo dare vita a nuovi bambini. Nel corso del programma era presente lo stesso Sugiyama, il quale oltre a concordare con quanto detto da Sugita è perfino scoppiato a ridere (in sottofondo) mentre si parlava dell’alta percentuale di suicidi tra adolescenti appartenenti alla comunità LGBT e dell’ipotesi di affrontare i problemi dei giovani queer nelle scuole.

In tempi come questi commenti del genere non possono ovviamente passare inosservati, e non a caso (in seguito ad un articolo pubblicato da Kotaku a riguardo), Square-Enix è stata interpellata sulla questione, la cui risposta non è prontamente mancata.

“I punti di vista di un singolo individuo non riflettono quelli della nostra compagnia. SQUARE ENIX dà lavoro ad uno staff multiculturale in tutto il globo, ciascuno con le proprie credenze, orientamenti ed identità sessuali. Come nostra politica interna, non perdoniamo la discriminazione o le molestie di alcun tipo e rispettiamo la diversità sessuale e l’identità di genere di ciascuna persona al mondo.”

Una non-risposta praticamente, ma che ha indirettamente confermato che sì, Square-Enix è al corrente della situazione. Conclusi i progetti attuali riguardanti il brand non è dato sapere se la collaborazione tra il compositore e la casa degli Slime continuerà o se verranno presi ulteriori provvedimenti.

Fonti: Anime News Network, Kotaku, Games Webtreck.it

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