12 Settembre 2019 • Recensione

Spyro Reignited Trilogy (Nintendo Switch) – RECENSIONE

Ce ne è voluto di tempo, ma finalmente ci siamo. No, non parlo di un remake di Spyro sullo Switch, ma di questa recensione! Spero di avervi tenuti belli caldi con la mia anteprima e le prime impressioni su questa raccolta portatile, perché io sono pronto per infliggervi una recensione completa di Spyro Reignited Trilogy su Nintendo Switch! Era una cosa di cui avevamo bisogno come i draghi cristallizzati dell’intervento di Spyro, o portare la Trilogy su Switch è stata un’idea peggiore che portare un drago ad Avalar?

Nella terra degli insonni…

Per raccontarvi i miliardi di dietro le quinte della nascita di Spyro ci vorrebbe un’altra vita, quindi stringiamo tutto il più possibile (e a tutti i fan accaniti, sono uno di voi, non arrabbiatevi per questa sintesi ma devo fare in fretta). A fine anni ’90 Sony era soddisfatta della line-up di giochini per la sua PlayStation, ma a guardarla bene c’era un problema. Resident Evil, Tomb Raider, Nightmare Creatures… mancava qualcosa per i bambocci. Certo, c’era Crash Bandicoot, ma andiamo, come poteva competere con i platformer full-3D collect-a-thon che spadroneggiavano su Nintendo 64?

Enter Insomniac Games, un piccolo studio californiano che all’epoca aveva firmato un solo gioco, Disruptor, uno sparatutto adottato da PS1 dopo la morte prematura del Panasonic 3DO. Questi creano la serie di Spyro the Dragon, tre giochi usciti uno all’anno nel 1998, 1999 e 2000: finalmente la PS1 aveva dei platformer 3D come si conveniva! E intendo senza controlli tank, cari fan di Croc (se esistete). Ci sono un sacco di curiosità dietro la nascita di Spyro, ad esempio che doveva essere verde ma poi si confondeva con l’erba, che fino a molto avanti nello sviluppo il drago aveva il soprannome “Pete”, ma avevano paura che la Disney facesse loro il culo a strisce (Pete’s Dragon è il titolo originale del film del 1977 Elliot il drago invisibile)… sì, ce ne sono tante ma potete cercarvele da voi se vi interessa.

Spyro Reignited Trilogy artigiani

Sappiamo che Insomniac dopo Spyro ha creato tante altre cose belle: la serie Ratchet & Clank, Resistance, quel coso mandato a morire su Xbox One di cui nessuno si ricorda, e ovviamente Spider-Man per PS4 (che ancora non ho provato, scusatemi mi vergogno). Ma chi è Toys for Bob, l’autore di questo remake? Be’, sono gli autori del gioco tie-in di Madagascar e della serie Skylanders, sapete quella che pensavamo avesse rovinato Spyro per sempre? Però hanno curato anche il port Switch di Crash N. Sane Trilogy, quindi il fatto loro lo sanno. Pochi sanno invece che il remake di Spyro 3 è stato scaricabarilato a Sanzaru Games, gli autori di Sly Cooper 4 e… della versione 3DS di Sonic Boom. Ma basta con queste premesse funeste eh?

Ora, questa recensione per me è come fare il lavoro triplo: e non perché ci sono tre giochi in uno, ma perché vorrei parlarvi sia dei giochi originali, sia del remake in sé (che ho già sviscerato su PS4 prima di affrontare questa versione) sia del port su Switch. Tutto questo per tre giochi, fa un totale di 9 recensioni in una. Wow, cosa non si fa per il pubblico. E sì, come avrete notato sto usando il termine remake. È un remake, smettiamola di avere paura di quella parola. Non è una “remaster”, grow some balls.

Sembra che ci sia bisogno del mio intervento!

La prima avventura di Spyro inizia nel modo più tranquillo possibile: con le riprese di un filmato promozionale per la pro loco del Mondo dei Draghi. Mentre sono in diretta TV, un drago insulta Nasty Norc (sì, Nasty Norc. Non Gnasty Gnorc e soprattutto non Gnorco Gnorante), una specie di tiranno magico, e questo con una magia trasforma tutti i draghi del mondo in statue di cristallo. Tutti tranne Spyro, che era troppo nanerottolo per essere visto e ora deve salvare il mondo. Premesse basilari, storia semplicissima, motivazioni del cattivo quasi inesistenti, siamo pronti per uno dei platformer 3D migliori della storia!

In quanto drago, il nostro amico Spyro può contare su tutto quello che ci aspetteremmo: sputa fuoco, carica con le corna e usa le ali. Non per volare, sennò che platformer è se puoi volare dappertutto, ma per planare e raggiungere luoghi distanti. Il suo compagno di avventure è la libellula Sparx, da sempre mio personaggio preferito del mondo, che svolge due funzioni fondamentali: barra della vita, cambiando colore quando Spyro viene colpito, e raccoglitore a distanza di gemme, il collezionabile principale del gioco. Un’ottima idea che basti avvicinarsi leggermente a una gemma perché Sparx la afferri, altrimenti emergerebbero tutte le difficoltà di manovra di un personaggio quadrupede. Inoltre, rende la situazione ancora più tesa quando manca un solo colpo alla morte e Sparx sparisce, ci rendiamo conto di quanto fastidioso è dover toccare fisicamente ogni gemma. Perché una libellula? Be’, si chiama dragonfly in inglese, fate voi.

Spyro Reignited Trilogy palude nebbiosa

Nei sei mondi che Spyro attraversa, ognuno composto da tre livelli, un boss e un livello di volo (tranne quello finale), l’obiettivo principale è liberare tutti i draghi imprigionati nel cristallo, che ci ricompenseranno con dei consigli. Certo, ci sono le gemme da raccogliere e anche le Uova. In alcuni livelli ci sono dei ladri di uova che scappano lungo un percorso predefinito e noi dobbiamo raggiungerli. Una bella meccanica, peccato che le uova siano completamente inutili e spariscano dopo il terzo mondo.

Dei tre giochi, Spyro 1 è quello con il platforming più impegnativo e il level design più intricato, in cui bisogna veramente esplorare ogni angolo e considerare ogni possibilità per proseguire. Anche le planate non scherzano, ce ne sono diverse di impegnative in cui bisogna veramente “premere il tasto X nel punto più alto del salto” come ripete ogni santo drago all’inizio. (Sì, dico tasto X perché ho i controlli PS marchiati a fuoco nel cervello, ma su Switch è ovviamente B). E a proposito delle planate, chi come me ha i controlli e la memoria muscolare della versione originale in mente potrebbe avere qualche problema. Il modo in cui l’ho risolto io è premere il tasto per planare giusto un attimino dopo di quando ti aspetteresti. Funziona a meraviglia. A parte questo, il remake di Spyro 1 è certamente quello che ha avuto più cura (si capisce perché fino a mesi dopo l’annuncio non hanno fatto vedere niente degli altri due giochi), ogni drago è diverso e hanno tutti la loro personalità: perfino alcuni dei “Grazie per avermi liberato” sono stati modificati con nuove battute.

Spyro Reignited Trilogy jacques
QUESTA. FUCKIN’. PLANATA.

Spyro 1 è anche il più veloce da finire dei tre, visto che i mondi hanno pochi livelli e si possono facilmente completare al 100% al primo giro. Ma dopo aver fatto fuori Nasty che nuove avventure aspettano il nostro draghetto?

Raccoglierò qualche talismano, sistemerò Ripto e sarò alle Spiagge del Drago per l’ora di pranzo

In questa raccolta il titolo del secondo gioco è Spyro 2: Ripto’s Rage, come se volessero farci dimenticare che all’epoca il gioco aveva in Europa l’infinitamente miglior titolo di Spyro 2: Gateway to Glimmer. Sembra che a ELSPA (quelli che c’erano prima di PEGI) non piacesse la parola Rage e allora hanno fatto cambiare il titolo. Nevermind, ora è tutto retconnato.

Spyro 2 e 3 si assomigliano l’un l’altro molto di più del primo capitolo, per diverse ragioni. Il platforming è diventato più facile grazie all’introduzione della librata, che facilita di molto le planate, ed è stata aggiunta una gran quantità di missioni secondarie e minigiochi.

Spyro Reignited Trilogy barlume

Ci sono solo tre mondi nel gioco, ma i livelli al loro interno non seguono più un tema predefinito per mondo; al contrario gli sviluppatori hanno dato spazio alla loro fantasia creando in ogni livello un mondo a parte, con i suoi personaggi amichevoli e malvagi e le sue missioni. Il collezionabile principale sono le Sfere, delle palle verdi che, diciamolo, non hanno una grande personalità, potrebbero benissimo essere le Stelle di Mario o i Jiggy di Banjo e non cambierebbe niente. I ladri di uova non appaiono più, ma si vede che a Insomniac ne sentivano la mancanza, visto che in ben due livelli ci sono missioni secondarie in cui bisogna inseguire dei personaggi in giro per riprendersi degli oggetti (in un caso sono praticamente i ladri di uova con dei vestiti diversi, fanno anche gli stessi suoni).

La presenza di almeno due sidequest per livello li rende molto più lunghi, e spesso dovremo tornare indietro per completarli del tutto. Peccato però che i livelli si resettino ogni volta che ci rientriamo, e molti, soprattutto fra i primi, sono strutturati ad aree con degli ostacoli in mezzo che ci bloccano il passaggio, impedendoci di attraversarli in velocità per completare le sfide mancanti. Anche le sidequest in sé non sono sempre divertenti, ma quello che Spyro 2 perde rispetto al primo in termini di gameplay lo guadagna con il carisma visivo incredibile di ogni singolo livello. Da città subacquee, a fabbriche piovose e grige a fattorie gestite da robot, ognuna con la sua mini-storia.

Nel remake non cambia molto il gameplay, se non si considera che ci hanno messo la rotolata per schivare gli attacchi, che in origine era solo nel primo gioco, e le visuali elevano tutto di una spanna: gli NPC non saranno più tutti unici, ma le numerosissime specie che appaiono sono state rifatte alla perfezione, passando da uno stile muppettoso dell’originale a questo quasi Disney/Don Bluth. Anche i livelli sono stati migliorati: alcuni che nell’originale non brillavano per visuali ora sono uno spettacolo, ad esempio Zefiro e Fattorie.

Per cosa stai risparmiando i soldi, un altro seguito?

No, Insomniac non ha risparmiato in questo seguito, perché Spyro: Year of the Dragon (uscito nel 2000 che guardacaso era un anno del drago) è il più ambizioso dei tre giochi. In effetti Spyro segue la regola delle trilogie Sony: primo gioco bello ma grezzo con qualche growing pain, secondo divino, terzo sempre divino ma a volte esagera coi gimmick. Infatti in Spyro 3 non controlleremo solo il draghetto viola ma altri quattro personaggi, ognuno in livelli e sezioni dedicate, ma che portano tutti nuovi tipi di gameplay.

Il collezionabile principale sono le Uova di Drago, rubate dall’antagonista principale, la Maga, e portate letteralmente dall’altro lato del mondo. Le Uova, 150 in tutto, sono molte di più dei draghi (80) o delle sfere (64) e sono nuovamente nascoste nei livelli o date come ricompensa per le sidequest. In Spyro 2 le sfere erano raramente in the open, e solo negli hub, altrimenti sempre date dopo le missioni; qui invece si possono trovare in tutti i livelli. Visto che ogni draghetto che nasce quando si raccoglie il suo uovo ha un nome e una piccola animazione, la cosa è un perfetto compromesso tra i draghi (pochi ma ognuno con un dialogo e, nel remake, un design diverso) e le sfere (tante ma completamente McGuffin). Inoltre la cosa delle uova ha dato agli sviluppatori la scusa per far ritornare i ladri da inseguire, sempre apprezzati.

Non possiamo non menzionare i grandi problemi di sviluppo che ha avuto questa terza parte della Trilogy, tanto da dover chiamare un altro studio a occuparsene mentre Toys for Bob finiva gli altri due. Per farla breve, Activision pretendeva che il gioco, annunciato a marzo, uscisse in settembre 2018, per l’esatto ventesimo anniversario di Spyro 1, e solo ad agosto inoltrato si sono decisi a rinviare tutto di due mesi. Si dice che al momento dell’annuncio del rinvio, Spyro 3 fosse a livelli “Sonic ’06” di incompletezza. Considerando queste premesse, è un mezzo miracolo che il remake sia uscito com’è uscito.

Ehm, tutto bene Greta? Sei… nella lava.

Ma rimane il fatto che Spyro 3 è la vittima peggiore di questo piccolo development hell, visto che si possono incontrare diversi bug nel corso di una partita casual: da nemici che non appaiono, a collisioni approssimative ad altre cose divertenti. Sia chiaro, la fase “Sonic ’06” è stata superata da un pezzo: niente pavimenti che spariscono o cose così, e il più delle volte basta entrare e uscire dall’area per sistemare tutto. A meno che non abbiate proprio sfiga ma congenita. Una cosa in particolare che mi è capitata giusto stamattina (a voi decidere se quando state leggendo l’articolo o quando l’ho scritto): dovevo colpire uno scrigno con un cannone, ma non riuscivo. Poi ho capito che io sparavo ma lo scrigno era troppo lontano per spawnare, così ho dovuto sparare, scendere dal cannone e buttarmi verso lo scrigno per farlo apparire e colpire dalla palla. Ignoro se sia solo un problema del port su Switch (non ricordo cose simili su PS4) ma considerando che Spyro è il gioco che ha inventato la draw distance come la conosciamo oggi… si starà rivoltando nella tomba.

I giocattoli di Bob

Nonostante questi piccoli bug che possono dare fastidio… e che secondo alcuni sarebbero imperdonabili in un gioco del 2018, la Reignited Trilogy rimane un’opera d’amore, fatta da gente che sapeva esattamente quali tasti premere, come ho detto nell’anteprima. Hanno perfino aggiunto i cheat code vecchio stile “premi combinazione lunghissima di tasti nel menu pausa” per sbloccare scemate grafiche come un modello di Spyro rétro, gli occhiali da sole, Spyro testa grossa… oppure 99 vite se quelle planate di Jacques proprio non vi riescono (colpevole!), e molte di esse sono le stesse degli originali.

Che ne dite se parliamo un po’ della versione italiana di questa trilogia? Il numero di doppiatori non è aumentato molto da 20 anni fa, ma la qualità del doppiaggio e dell’adattamento ha fatto passi da gigante. Tanto per cominciare, i dialoghi di Spyro 1 sono comprensibili a un italiano e hanno un senso compiuto, sono spariti i livelli che avevano il nome inglese a caso e in generale c’è più coerenza tematica. Il nome dell’antagonista, come dicevo, è rimasto quello italiano classico, Nasty senza G, immagino perché in italiano “gn” ha un suono ben specifico che non era quello inteso dagli autori. A proposito, vogliamo parlare del fatto che SI LEGGE SPIRO MALEDETTI INFAMI, NON SPAIRO, IO VI ODIO VI AMMAZZO TUT-

Please stand by

…Ah, dopo quella freccetta nel collo sto molto meglio, dicevo? Ah già, l’italiano. Il doppiaggio è generalmente di buona qualità, l’unico pet peeve che ho è che tra i doppiatori c’è Mario Zucca (cioè Mr. Krab di SpongeBob) e la voce che ha dato a Ripto è eccessivamente simile a Mr. Krab. Sono anche entrambi arancioni e avidi, qui gatta ci cova. Ma mi torna il sorriso se penso a come è stato doppiato Sparx (parla nei livelli di volo di Spyro 3). Non ve lo spoilero ma sicuramente per il doppiatore dev’essere stato il giorno più bello della sua vita.

Spyro 3 in generale è il gioco che è stato mantenuto più fedele alla traduzione originale, anche in casi in cui era controproducente (tipo il volo del secondo mondo che senza motivo si chiama Velocilandia e non contiene la parola Circuito come tutti gli altri), e infatti un altro problema che ho avuto con questa trilogia è che spesso avrei voluto che facesse di più.

Si sa di diverse aree tagliate dai giochi, perché non renderle disponibili come è successo con Crash? D’accordo, in un caso una di queste aree è stata ripristinata, ma si trattava di un lavoro minimo. E quella porta chiusa nel primo hub di Spyro 1? Rimarrà così per sempre finché non vende abbastanza da meritarsi dei DLC? Con la mia fortuna vedrete che li annunciano domani.

E ci lamentiamo dei denti di Sonic

Mettere in tutti e tre i giochi la rotolata e la mappa sono state buone aggiunte, ma la migliore in assoluto è senza dubbio il radar per le gemme mancanti. Premendo l’analogico sinistro Sparx indicherà la direzione della gemma più vicina. Nell’originale questa cosa non esisteva nel primo gioco, ma solo nel 2 (in cui era scritta nel manuale ma nessuno nel gioco te la diceva) e nel 3 (dove si sbloccava durante il gioco), mentre qui è disponibile in tutti e tre dall’inizio. Ed è una manna, visto che l’erba super-dettagliata a volte occulta le gemme verdi. Ma tipo… inserire la librata in Spyro 1? Magari come bonus solo post-game in modo da non rompere le sfide di planata? Pensateci, ragazzi.

Swyro su Spitch

Tornando al problema del development hell di prima, ne è conseguito che al tempo dell’uscita su PS4 e Xbox One il disco contenesse effettivamente solo Spyro 1 e poco più, e quasi tutto il resto andasse scaricato. Molti si sono lamentati all’epoca, senza considerare che ormai è così per moltissimi giochi anche se non lo scrivono in copertina. La versione Switch, con il suo nuovo disclaimer piccolo di necessità download, non è per niente leggera. Infatti la mole di dati era uno dei motivi che rendevano alcuni scettici sull’arrivo della Spyro Reignited Trilogy su Nintendo Switch. Lemme tell you, scaricare tutto questo in versione digitale, con la mia connessione traballante, è stato un parto. L’ho lasciato tutta la notte e ancora non era bastato, consiglio senza dubbio la versione fisica, ma non vi cambia molto.

Ma dopo scaricati questi 15 giga, cosa ci rimane? Impallidisce questa versione rispetto a quella PS4? Diciamo di no. Certo, è leggermente più sfocata e le texture 2D (ad esempio la gemma sul sacco di Riccone) sono orripilanti, ma ci si abitua in fretta alla differenza di performance. Per la gioia degli snob è possibile disattivare il motion blur e… è orribile. Scatta da morire, sembra di star giocando su un emulatore malfunzionante. Se hanno messo il motion blur ci sarà un motivo.

Su Switch anche la draw distance, come menzionavo sopra, è inferiore, con sporadici rallentamenti (ma pochi) e pop-in. Ma in fondo, non è tanto inferiore alla versione PS4. Magari a quella PC sì, ma a quella non ci ho giocato.

Insomma, la versione Switch di Spyro Reignited Trilogy non sarà certo la versione definitiva (non premere il tasto in basso per confermare mi sembrerà sempre strano), ma tutto considerato non la definirei nemmeno tanto peggiore da essere ingiocabile. La consiglio senza ombra di dubbio.

14000/10

  • Sono i tre giochi di Spyro.
  • Nuova veste grafica divina.
  • Il fatto che esista è un mezzo miracolo.
  • Il fatto che stia su Switch è un mezzo miracolo.
  • Alcuni bug soprattutto nel terzo gioco.
  • Performance grafica non al top su Switch.
Consiglio senza ombra di dubbio la versione Switch di Spyro Reignited Trilogy. Non sarà certo la versione definitiva ma non la definirei nemmeno tanto peggiore da essere fastidiosa.
Nintendoomed partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it. Prova gratuitamente Amazon Prime per ricevere i tuoi acquisti in un giorno.

Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.