Sparklite – Nintendo Switch (RECENSIONE)

4 min.
28.11.2019
Recensione


Sparklite, nuovo titolo indie sviluppato da Red Blue Games, è un gioco di genere roguelike dal look rétro che ricorda i The Legend of Zelda in due dimensioni. In questa avventura esploreremo le terre in continuo cambiamento di Geodia, per poter salvare il mondo da una minaccia che rischia di distruggerlo per sempre.

Questo mondo sta morendo

La storia di Sparklite vede come protagonista Ada, un’ingegnere giovane e brillante. In seguito a una forte tempesta, la ragazza entra in contatto con il Rifugio, una struttura in cielo nella quale si sono spostati gli abitanti di Geodia, terra ormai invivibile. Il famigerato Barone, infatti, ha iniziato a trivellare il mondo sottostante nel tentativo di ottenere il potere dello Sparklite, l’energia vitale del pianeta cristallizzata in un enorme minerale. Ciò ha portato da un lato al proliferare di mostri e all’inquinamento di Geodia e dall’altro alle Fratture, un meccanismo di autodifesa della terra che modifica la sua struttura di tanto in tanto per rallentare il Barone (spiegando così per trama uno degli elementi più distintivi del genere). Tuttavia, ci sarà bisogno dell’intervento di qualcuno come Ada per fermare una volta per tutte le miniere del Barone e risanare un pianeta sull’orlo della catastrofe. Così, grazie anche all’aiuto degli altri personaggi, ci avventureremo per le cinque mutevoli aree del mondo di gioco, diventando via via più forti a ogni spedizione. La trama non si espande più di tanto, però, limitandosi a essere solo un espediente per l’esperienza di gioco stessa. Non è di per sé un problema, comunque.

Sparklite Miniera
La nostra missione sarà sconfiggere i boss nelle miniere con il teschio, distribuite una per area.

La leggenda di Ada

Come già accennato prima, sotto diversi aspetti controllare Ada sembra come controllare Link in uno degli Zelda 2D con la tipica visuale a volo d’uccello. Abbiamo l’attacco normale che useremo molto, ma molto spesso, una variante caricata più potente e un breve scatto a sostituire la possibilità di parare, qui assente. Durante ogni esplorazione possiamo trovare anche varie armi secondarie con usi limitati: questo non è un problema, poiché comunque ogni volta che verremo sconfitti esse andranno perse, ma non si rivelano quasi mai abbastanza efficaci quanto la nostra arma principale, perciò a lungo andare ho praticamente smesso di tenerne conto. Tuttavia, sono presenti anche dei potenziamenti “fissi” che Ada può progettare dopo averli trovati in santuari sparsi per Geodia che, invece, ricordano quasi di più quelli di Breath of the Wild. Inutile dire che saranno proprio questi potenziamenti a permetterci di accedere alle aree successive: ogni volta che l’esplorazione inizia saremo nella zona erbosa al centro del mondo, mentre ai quattro punti cardinali si celano le entrate per le altre, che vanno completate in un ordine ben preciso. Una volta sconfitto il boss in una zona, potremo tranquillamente ignorarla e passare alla prossima nelle spedizioni successive. Sotto questo punto di vista è quindi molto comodo il modo in cui è disposta la mappa, sebbene il suo essere parzialmente casuale ci impedisca di raggiungere subito il nostro obiettivo, e sta al giocatore cercare di non lasciarci le penne prima… dopo essersi armati di tanta, ma tanta pazienza. L’unico peccato è che, a questo punto, sarebbe stato forse più carino differenziare ancora di più le esperienze di gioco rendendo tutte le aree esplorabili in modo non lineare dopo aver completato quella iniziale.

Sparklite Boss
Non potendo parare i colpi, lo scatto sarà il modo migliore per schivare gli attacchi nemici, soprattutto da parte dei boss.

Spendi, spendi e spendi ancora

Mentre le armi secondarie non si mantengono tra una spedizione e l’altra, lo stesso non vale per lo Sparklite, la valuta di gioco. Spenderlo alla base è infatti ciò che ci permetterà di affrontare più facilmente i pericoli che si annidano su Geodia, e il gioco si mette a chiederci soldi fin dal primo momento in cui vediamo il Rifugio. Possiamo acquistare dei potenziamenti passivi per Ada, come cuori aggiuntivi, danno aumentato o la possibilità di visualizzare su mappa delle strutture importanti: questi andranno poi piazzati in un’apposita griglia, anch’essa espandibile pagando. Andranno spesi soldi anche per gli upgrade progettabili di cui parlavo più sopra, così come per avere a disposizione un’arma secondaria casuale ancora prima di scendere a esplorare… insomma, c’è così tanto su cui è possibile investire che con ogni probabilità il gioco non si aspetta che svuotiamo i negozi, ma che al contrario proseguiamo scegliendo a cosa dare la priorità e a cosa rinunciare, soprattutto considerando che alla fin fine ciò che ci porterà prima o dopo alla vittoria sarà la nostra abilità nel combattimento. Mi sono ritrovato, tuttavia, a notare che è più difficile andare dal punto A al punto B che affrontare il boss in sé, il quale si presenta impegnativo solo per l’alta quantità di energia, poiché gli attacchi sono molto facili da prevedere.

Sparklite Rovine bosco
Sparklite è visivamente delizioso, con una pixel art tenera e dai colori accesi

[amazon_link asins=’B06XFHQGB9′ template=’MiniProductAd’ store=’nintendoomed-21′ marketplace=’IT’ link_id=’d16c599d-a248-4d56-8612-bb6ce6238671′]A forza di fare avanti e indietro per Geodia ho apprezzato molto lo stile grafico del gioco, che fa sempre prevalere una certa gamma di colori per le diverse aree e con delle animazioni molto carine, sia per i personaggi che per i mostri. Peccato solo che i pochi NPC che ci sono non abbiano più di un paio di linee di dialogo, visto che a vedere la copertina mi sembrava che avrebbero avuto un’importanza maggiore. Dopo una decina di ore non sono ancora riuscito ad andare oltre il quarto boss in Sparklite, ma data la natura del gioco è probabile che la longevità possa variare in base a quanto siete abili. Avrei invece da ridire sul prezzo di listino di €24,99, e a mio avviso sarebbe preferibile aspettare un qualche tipo di sconto. È effettivamente stato un gioco che mi ha divertito una volta che ci ho preso la mano, ma ho avuto un po’ troppi momenti di frustrazione ogni volta che venivo sconfitto prima di raggiungere il mio obiettivo solo perché avevo avuto la sfortuna di ottenere una mappa più incasinata del solito. Quando invece riuscivo a sconfiggere i boss, non sentivo una particolare soddisfazione perché dovevo solo continuare a evitarne i semplici pattern. Riconosco però che si tratta di una mia mancanza personale, perché di certo chi è più appassionato del genere troverà in Sparklite un’ottima esperienza: si vede che dietro c’è stato un buon lavoro, soprattutto considerato che Red Blue Games è composto da solo tre persone!

INGEGNERE/10

  • Controlli semplici.
  • Molto gradevole visivamente.
  • Gestione degli upgrade ben realizzata.
  • Boss un po’ troppo semplici.
  • Le armi secondarie sono poco utili.
Sparklite è un roguelike molto carino sotto più punti di vista e, se siete appassionati del genere, potete pensare di prenderlo anche a prezzo pieno.

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