12 Febbraio 2020 • Recensione

Sonic – Il Film (RECENSIONE)

Sonic telefono casa

Un riccio blu incontra un poliziotto fanatico delle ciambelle dopo un viaggio interdimensionale. E diventano migliori amici. Questa è la sinossi di Sonic – Il Film.
Sì, Sonic. La mascotte di SEGA.
Giuro che funziona.

Un film salvato in corner

Sonic – Il Film è stato sin dal primo teaser al centro delle discussioni. Purtroppo (o per fortuna, visti gli esiti), in un primo momento il clamore suscitato non è stato tanto per l’arrivo di una delle icone videoludiche più importanti al cinema, bensì perché il design di Sonic era, in brevissime parole, brutto. Ma brutto brutto.
Dopo aver visto il film, penso che non smetterò mai di ringraziare il giorno in cui i piani alti hanno accolto la proposta di cambiare completamente il design del personaggio, nonostante Sonic sia presente in praticamente ogni scena del film. Uno sforzo titanico, quasi impossibile, ma i risultati hanno pagato con gli interessi.

Comparazione dei due design di Sonic - Il Film
Grazie di cuore Paramount e grazie Tyson Hesse.

L’impianto narrativo non è sensazionale né per incipit né per svolgimento. Tuttavia accompagna in maniera più che dignitosa le vicende dei personaggi, condite con sagaci dialoghi e battute raramente fuori posto.
La storia del film si pone precedentemente a qualsiasi incarnazione del riccio blu di SEGA, la possiamo considerare un “Sonic – Le Origini“. L’apertura del film è in medias res, anzi, praticamente durante una delle scene finali. Con una voce fuori campo, Sonic riferendosi al pubblico chiede retoricamente come abbia fatto a cacciarsi nel guaio che lo vede coinvolto su schermo. Con un rapidissimo effetto rewind, ripercorreremo tutto il film al contrario per tornare a Green Hill Zone, terra natìa del protagonista.

Da Green Hill Zone a Green Hills, Montana

Green Hill è quanto di più pacifico possa esserci: un’isola piena di vegetazione nel bel mezzo del mare. Lì Sonic assieme a un gufo di nome Longclaw (sua figura materna) vive in isolamento per evitare che i suoi tanto ambiti poteri possano cadere nelle mani sbagliate. Sonic, però, non è particolarmente abile nel nasconderli. A ogni occasione buona lo si può vedere correre all’impazzata per l’isola, cosa che inevitabilmente lo porterà a farsi scoprire da una tribù esteticamente molto simile a quella a cui appartiene Knuckles, solo con le facce coperte da delle maschere.

Nella fuga concitata, Longclaw si sacrificherà per permettere al suo pupillo di fuggire, fornendogli un sacchetto pieno di Ring da usare in caso di emergenza. I Ring come nel gioco servono a salvarti la pellaccia, solo non in maniera diretta. In pieno stile “Secret Stage” di Sonic The Hedgehog per Mega Drive, questi Ring devono essere lanciati mentre si pensa a un determinato posto. A lancio avvenuto, gli anelli, crescendo di dimensione, si trasformeranno in dei portali verso nuovi mondi. Tra tutti i mondi possibili Longclaw sceglierà per Sonic proprio la Terra, convinta che in quel luogo troverà la pace e riuscirà a fare diverse amicizie. Pur riluttante a lasciare la sua balia indietro, il piccolo Sonic si addentrerà nel portale, ignaro di ciò che lo aspetterà al di là di esso e… qui mi fermo per evitare spoiler poco graditi.

Uno scorcio di Green Hill Zone in Sonic - Il Film
Appena ho visto la resa di Green Hill Zone ho subito pensato a come avrebbero potuto essere le altre zone.

Per sommi capi, la storia da questo punto in poi prenderà la struttura di quella di E.T., spiccatamente più comica ma non senza momenti più intimi e introspettivi, che porteranno alla crescita dei personaggi protagonisti nel corso del film.

Il setting realistico sulla Terra, pur portando a delle ambientazioni meno interessanti di quelle che avrebbe potuto fornirci un bellissimo mondo in CGI ispirato alle zone dei vari giochi, riesce a essere un ottimo espediente per rendere Sonic un “fanatico” degli umani. Anche non frequentandoli attivamente, il riccio osserverà per tutta la prima parte del film le loro abitudini, così da comprendere molte sfaccettature della nostra cultura, permettendogli in seguito di fare battute sulle consegne di Amazon, su Fast & Furious e su The Rock senza essere troppo fuori luogo.

I am the Eggman, that’s what I am

Tra tutti i personaggi, i due più in rilievo sono sicuramente il poliziotto, Tom Wachowski, e il fanatico della robotica e genio indiscusso Ivo Robotnik. Il primo, interpretato da James Marsden, diventerà il partner e il migliore amico del riccio, contribuendo così sia alla crescita di Sonic che alla propria. Il secondo, ingaggiato dal governo per indagare sul misterioso invasore interdimensionale blu, accompagnerà tutta la seconda parte del film con i suoi maldestri tentativi di catturare Sonic e Tom.

Bisogna dare una particolare nota di merito all’interpretazione di Jim Carrey nei panni del Dottor Robotnik, capace anche solo con poche espressioni facciali e battute di rendere alla perfezione la follia e la superbia dell’ingegnere robotico. Una scelta più che centrata, a mio parere.
Degno di nota è anche il lavoro dei traduttori e dei doppiatori della versione italiana, i quali sono riusciti a rendere le battute dei vari personaggi (in particolare di Eggman) piuttosto bene nonostante la barriera linguistica, cosa che mi ha personalmente impressionato poiché non molto comune in questo tipo di film.

Jim Carrey sorride nei panni di Ivo Robotnik
Quel sorriso. Quel maledetto sorriso.

Se l’ambientazione sulla Terra è coerente con l’approccio scelto dal film, nonostante la vasta gamma di luoghi dai quali potessero scegliere, non mi sento di essere altrettanto comprensivo sulla scelta della selezione musicale. Sonic, come serie, ha avuto una costante positiva anche nei giochi meno validi: la qualità della musica. Trovo abbastanza inutile il dover acquisire royalties su brani del calibro di “Don’t Stop Me Now” dei Queen, quando si sarebbero potute arrangiare tracce dei vari giochi, specie in determinate scene di azione.

A rinforzare la mia teoria che questo tipo di tracce sarebbero state adatte al film è una delle musiche delle scene finali, per l’appunto, un remix molto lento e scanzonato del tema di Green Hill Zone. Uno dei pochissimi accenni alla musica originale della serie.
Nonostante questa pecca, posso dire di essermi goduto appieno l’intera ora e quaranta, tra battute legittimamente divertenti, personaggi ben scritti e scene che strapperanno sorrisi anche ai più cinici.

Tutti per uno, Sonic per tutti

Sonic – Il Film è importantissimo specialmente sotto l’aspetto di “brand identity” del riccio blu di SEGA. Nel corso degli anni Sonic ha ricevuto diversi cambi di design e di carattere più o meno marcati. Basti pensare alla differenza del Sonic 16-bit con quello dell’era Dreamcast, o ancora, con quello di Sonic Boom. Certo, sono sempre lo stesso personaggio, ma ai bimbi e ai bimbi troppo cresciuti come noi perché piace Sonic? Perché è divertente, arrogante, generoso o coraggioso? Dopo la visione del film, la prima cosa che ho pensato è che questa è un’ottima occasione per promuovere un nuovo Sonic, con una caratterizzazione quasi antologica, che prende i migliori tratti di tutte le sue apparizioni. SEGA ad oggi  è riuscita a costruire un trampolino di lancio per qualcosa di molto più grande, che spero riuscirà a realizzare. Con tutto il cuore.

In definitiva, la visione è assolutamente consigliata, specie se avete a cuore le storie simil-E.T. o i film nello stile di Detective Pikachu. Mi raccomando, però. Non alzatevi fino alla fine dei crediti, ce ne saranno delle belle!

Dal fansite numero uno di Sonic in Italia è tutto, alla prossima!

CHILI DOGS/10

  • Un film per tutti: grandi, piccini, fan e non.
  • Il redesign di Sonic, assieme al suo carattere, vi faranno entrare questa versione del riccio nel cuore.
  • Jim “Eggman” Carrey immenso.
  • La selezione musicale rappresenta un’occasione sprecata, visto il retaggio della serie in questo ambito.
Sonic – Il Film è un buon punto di partenza e fa da testimone alla voglia di SEGA di riproporre il riccio blu anche a chi non ha avuto modo di conoscerlo durante suoi anni migliori. L’ottima CGI, i personaggi simpatici e le battute ben scritte vi faranno passare poco meno di due ore di allegria. Visione consigliata, a meno che non siate arcigni come Ebenezer Scrooge.

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Sono l’appassionato di strategici a turni che non sa pianificare neanche cosa mangerà l’indomani a colazione. Ho il “vanto” di essere il più giovane membro di Nintendoomed.
P.S: Fire Emblem non è un gioco divertente.

Autore: Alessandro "Phoenny" Bugari

Sono l'appassionato di strategici a turni che non sa pianificare neanche cosa mangerà l'indomani a colazione. Ho il "vanto" di essere il più giovane membro di Nintendoomed. P.S: Fire Emblem non è un gioco divertente.