1 Aprile 2019 • Scherzendo

ESCLUSIVA – Cuphead: dietro le quinte dell’adattamento italiano

Cuphead arriverà su Switch. E non solo, arriverà localizzato in italiano!

La storia della traduzione di Cuphead è lunga e travagliatissima, visto che doveva arrivare insieme all’uscita del gioco, ma invece no, perché quei geniacci di MDHR hanno pensato bene di mettere i testi come parte delle immagini e non come file a parte.

E saprete anche che una traduzione italiana era già stata consegnata, che prendeva spunto da Topolino e dagli ovetti Kinder. Potete sentire una versione della storia in questo video di Multiplayer.it, ma attenti che è aggiornato all’anno scorso.

In esclusiva per Nintendoomed, una notizia slurposa più prelibata di un sapor di cioccolato che rende il latte contenuto nella vostra testa prelibato: la traduzione italiana di cui parla questo video è stata accantonata in favore di una più fedele! Ecco la nostra intervista a due membri del team di sviluppo che preferiscono rimanere anonimi.

Tizio 1: È stato difficile scegliere di lasciare la traduzione già fatta, ma a un certo punto io e Tizio 2 ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che se volevamo fare una cosa dovevamo farla per bene. Ci siamo messi per questo a studiare la storia di cartoni e fumetti italiani degli anni ’30…

Tizio 2: Ma lo sapevate che in Italia negli anni ’30 c’era il fascismo? Le cose che si imparano grazie a Buzzfeed sono davvero incredibili!

Non è stato possibile modificare l’estetica del gioco per rispecchiare il cambiamento tematico, ad esempio si era suggerito di far vestire Elder Kettle (rinominato Benito Bollito) in camicia nera, come tutti gli insegnanti e gli impiegati pubblici con tessera PNF, e di inserire una stella di David sulla giacca del disonesto Porkrind (Maiaele); ma nonostante questo i fratelli Moldenhauer e il resto del team ritengono di aver fatto un ottimo lavoro di localizzazione.

Tizio 1: Per esempio, quando un personaggio si rivolge a Cuphead e Mugman insieme, li chiama con questa parola buffa “Balilla”. Che mi fa molto ridere e presumo in italiano significhi “simpatici giovanotti dallo spiccato libero arbitrio”.

Tizio 2: Balilla era anche il nome del giornale a fumetti più amato dai giovani d’Italia. Abbiamo contattato un membro di una delle società di rievocazioni storiche italiane (mi pare si chiamasse… Casa-qualcosa) che ci ha spiegato che le parole contenute nei fumetti erano considerate altamente diesducative, ingloriose e antifasciste. Pensate, si usavano delle didascalie in rima.

Tizio 1: Il nostro amico, che preferisce rimanere anonimo, non per scaga di metterci la faccia, ma perché non crede nell’individualismo dell’arte, ci ha aiutato a scrivere il testo, e ci ha stupito l’uso più volte della parola “negro”. A volte con variazioni tipo “negretto”, “negrino” e “negraccio maledetto ti mando al confino”. A un americano questa parola potrebbe sembrare offensiva, ma noi non siamo americocentrici, sappiamo che in spagnolo la parola “negro” indica semplicemente il colore nero. Lo spagnolo e l’italiano sono uguali, no?

Un po’ meno proni all’apprendimento delle lingue straniere erano gli italiani degli anni ’30, che traducevano obbligatoriamente tutti i termini stranieri, inclusi i nomi dei protagonisti.

Tizio 1: Eravamo scettici nel cambiare i nomi di Cuphead e Mugman, ma il nostro amico ci ha raccontato di un certo topo maledetto che in Italia ha avuto un successo enorme nei fumetti nonostante il nome diverso, e allora abbiamo preso esempio da questo Rat-Man e abbiamo chiamato i nostri eroi Tazzolino e Chiccherello.

Tizio 2: Tazzolino deriva dalla parola “tazza”, mentre Chiccherello dalla sua variante dialettale “chicchera” [pronunciato “ciccera”]

Gli sviluppatori hanno deciso di riconoscere gli stereotipi presenti nella cultura popolare dell’Italia degli anni ’30, perché ignorarli sarebbe come fingere che non fossero mai esistiti, e secondo loro tutti dovrebbero essere orgogliosi della storia del proprio Paese.

Tizio 1: Siamo molto orgogliosi del nostro lavoro con l’italiano, e infatti la prima copia fisica di Cuphead sarà inviata immediatamente a Pisa alla corte del Re d’Italia, così vedrà che noi amiamo e rispettiamo la sua cultura.

Tizio 2: Ma voi lo sapevate che Disney ha rubato il design di Topolino a un italiano, Michele Sorece, emigrato da Napoli? Dannata cultural appropriation! Con questa edizione vogliamo far pace con il popolo italiano. Spero che il re ci inviti presto per un piatto di fettuccine Alfredo o spaghetti meatball!

E un’ultima chicca (o chicchera) per voi, siamo riusciti a dare un’occhiata a uno degli extra che saranno contenuti nell’edizione fisica: il magazine ufficiale di Tazzolino!

Non esaltatevi, è solo un’anastatica.


Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.