Sailor Moon S e il magico mondo dei vecchi picchiaduro Nintendo

8 min.
16.12.2020
A ruota libera


Tra tutti i picchiaduro di vecchia data, escludendo quelli che tutti conoscono come Street Fighter, Mortal Kombat e Tekken, Bishōjo Senshi Sailor Moon S: Jōgai Rantō!? Shuyaku Sōdatsusen per Super Famicom è certamente uno di quelli che ancora oggi fa parlare un bel po’.

Rilasciato il 16 dicembre 1994 solo in Giappone, si tratta di un titolo basato sul famosissimo manga e anime Sailor Moon, in particolare la terza stagione “S”, conosciuta in Italia col nome di Sailor Moon e il cristallo del cuore. E voi direte, tutto molto bello, ma a parte il fatto che oggi compie ventisei anni cosa c’è di interessante? Ebbene, andando a rovistare un po’ a fondo, si possono trovare alcune curiosità degne di nota.

Per esempio, questo titolo è stato sviluppato nientepopodimeno che da Arc System Works, casa creatrice di picchiaduro famosissimi quali la serie di Guilty Gear e Dragon Ball FighterZ. Certo, in questo caso erano davvero alle prime armi e si vede, ma le idee c’erano eccome. Ma andiamo a vedere più nel dettaglio questo gioco e alcuni “parenti stretti”.

Breve glossario

Dato che in questo articolo adopererò il linguaggio tipico dei picchiaduro, ecco a voi un breve glossario per chi non conoscesse il significato di alcuni termini che verranno usati più avanti. Se siete già più esperti, potete pure saltare questo paragrafo.

All-rounder: personaggio ben bilanciato in tutte le statistiche e con mosse per ogni evenienza.
Backdash: lo scatto all’indietro. In Sailor Moon S e tanti altri giochi, questi hanno almeno un po’ di frame di invincibilità.
Blockstun: il tempo in cui un personaggio rimane “intrappolato” e non può fare nulla dopo essere stato colpito mentre para.
Command grab: una presa da cui non ci si può liberare.
Charge motion: mosse che vengono eseguite tenendo premuta una direzione per un certo lasso di tempo e che vengono poi “rilasciate” premendo la direzione opposta. Una charge motion molto diffusa è, per esempio, tenere premuto indietro e poi avanti + un tasto d’attacco.
DP: abbreviazione di “Dragon Punch” indica mosse invincibili usate per togliere di mezzo l’avversario e ribaltare una situazione di svantaggio.
Forward dash: lo scatto in avanti. In Sailor Moon S in particolare, tutti i personaggi possono camminare in avanti ma solo Moon e Uranus hanno un vero e proprio scatto.
Frame (data): unità di tempo fondamentale dei giochi, tutti i picchiaduro girano a 60 frame al secondo. La frame data si riferisce quindi a quanto sono veloci le mosse dei personaggi.
Grappler: prima delle tre grandi classi di archetipi dei picchiaduro, i grappler sono personaggi perlopiù lenti che hanno difficoltà ad avvicinarsi all’avversario ma possiedono mosse (spesso prese) che fanno tantissimo danno una volta che si avvicinano.
Lockdown: mosse con più colpi (multi-hit) usate per tenere l’avversario in blockstun.
Mix up: termine che si riferisce al cambiare le proprie mosse per far indovinare l’avversario ogni volta in diverse situazioni.
Normal: le mosse che vengono fatte premendo semplicemente un tasto di attacco o direzione + tasto.
Rushdown: secondo tassello del “trio” degli archetipi, sono personaggi veloci e con mosse fulminee. Il loro obiettivo è starti vicino e opprimerti con la loro frame data superiore.
Shoto: personaggi che basano il loro gameplay su un proiettile per costringere l’avversario ad approcciare e un DP per mandarli indietro appena questo si avvicina.
Stun: questo termine può indicare diversi concetti a seconda del contesto, ma in questo articolo è riferito a una meccanica per cui il proprio personaggio viene stordito per un breve periodo di tempo dopo aver ricevuto troppi colpi da parte dell’avversario. Viene chiamata anche “dizzy”.
Special: mosse che si contrappongo alle normal poiché richiedono input più complessi (per esempio giù, giù-avanti, avanti + attacco usato spesso per i proiettili) e sono abitualmente più potenti. In Sailor Moon S tutti i personaggi possono usare super a piacimento quando la barra della vita è bassa.
Super: attacchi eseguiti spesso con input ancora più articolati ma estremamente forti, al punto da ribaltare le sorti di un match.
Tech: meccanica tipica dei picchiaduro, si tratta dell’atto di uscire da una presa facendone una a propria volta.
Tick throw: termine che indica l’atto di usare una mossa, solitamente molto rapida, seguita immediatamente da una presa per confondere e approfittare dell’avversario che sta parando.
Touch of death: spesso abbreviata in “tod” o “ToD”, indica una sequenza che fa 100% del danno all’avversario, mettendolo effettivamente K.O. in una solo combo.
Zoner: terza e ultima grande classe di archetipi, lo zoner è un personaggio che vuole stare il più lontano possibile e lanciare proiettili per mettere K.O. l’avversario dalla distanza.

Perché questo gioco è epico

Essendo stato programmato in gran parte dagli stagisti sottopagati di Arc System Works, Sailor Moon S è ovviamente pieno di disastri di programmazione, ma ha anche dei difetti.

La prima cosa che salta all’occhio è ovviamente il cast. Dopotutto, quando crei un gioco basato su un prodotto preesistente, quella è la ragione principale per comprarlo. La “trama” della breve modalità storia è molto semplice: le nostre care Guerriere Sailor decidono di organizzare un torneo all’ultimo sangue per dichiarare chi è la best girl. No, sul serio, questa è davvero la trama.

Choose your wai- character!

Il cast è composto da nove personaggi, tutti molto diversi tra loro. Andiamo a vederli insieme:

  • Sailor Moon: la nostra cara protagonista è un buon all-rounder con buone statistiche in generale, ottimi proiettili, un buon DP con charge motion e uno dei due forward dash del gioco. Senz’altro uno dei personaggi più tecnici da usare, ma comunque molto completa.
  • Sailor Mercury: il personaggio rushdown del gioco. Avendo la miglior velocità di camminata e un’ottima frame data, può rendere davvero soffocante starle vicino, e se sbagliate qualcosa anche da lontano vi raggiungerà in ben poco tempo. Attenzione però a sbagliare gli input nella foga del momento.
  • Sailor Venus: la vera e unica best gir- ehm, il personaggio con la seconda camminata più lenta del gioco, ma che possiede tantissimo range e uno dei migliori proiettili, con charge motion. Potrà avere problemi ad avvicinarsi ma fidatevi che se ve la ritrovate addosso, soprattutto all’angolo, può farvi esplodere (letteralmente) in un batter d’occhio.
  • Sailor Mars: lo zoner del gioco ma con ottimi normal per contestare l’avversario quando si avvicina. È veramente tosta entrare contro un giocatore che la sa usare bene, ma le sue opzioni difensive sono scarse se messa alle strette. Comunque un ottimo personaggio.
  • Sailor Jupiter: sicuramente uno dei personaggi più particolari, con la velocità di camminata più lenta del gioco ma un buono zoning e anche mosse da grappler. Insomma, come Moon ha anche lei un po’ di tutto, quindi se vi piacciono gli all-rounder questa è la Sailor che fa per voi.
  • Sailor Uranus: il miglior personaggio del gioco. Nonostante possa effettivamente far fatica ad entrare, Uranus ha un forward dash assolutamente micidiale che può usare per avvicinarsi e scegliere di approcciarti o con una command grab o con la sua scivolata. E ha anche una touch of death su tutto il cast, pensa te.
  • Sailor Neptune: considerata lo “shoto” del gioco per il suo proiettile e il DP a montante, Neptune è in realtà un personaggio molto particolare. Il già citato DP è veramente incredibile, utilizzabile quasi al limite del spam, e le sue mosse hanno buon range. Se vi piacciono Ryu e compagnia briscola potreste farci un pensiero.
  • Sailor Pluto: un altro personaggio fuori dagli schemi, la Sailor del pianeta nano possiede buon range su diversi normal, combo che fanno molto danno e una delle migliori super del gioco che può ribaltare la partita. Purtroppo, però, può avere problemi ad avvicinarsi e forzare l’avversario a giocare al suo gioco, ma state comunque attenti.
  • Sailor Chibi Moon: considerata solitamente il personaggio peggiore del gioco per mancanza di range e normal poco utili, Chibi Moon ha però un ottimo mix up game e la miglior super del gioco. Inoltre può diventare completamente invincibile facendo backdash all’infinito. Vedere per credere.

Sailor Moon S prende la frase “Quando tutti saranno super, nessuno lo sarà più” e infatti tutto il cast è assolutamente fuori di testa. È praticamente Street Fighter 2 se fossero tutti OP.

Fortunatamente, il gioco ha tante meccaniche difficili da scovare a prima vista per ovviare alla maggior parte di questi problemi. La prima fra tutti è quella del Guard Cancel: è possibile infatti interrompere la propria blockstun dopo solo nove frame utilizzando una qualunque special. Non state troppo attaccati al vostro avversario, mi raccomando.

Poi ci sarebbero altri dettagli come il fatto che ci sono differenze tra chi gioca dalla parte del giocatore 1 e 2 (probabilmente per un bug), come alcune prese non techabili, il fatto che le mosse facciano più danno se colpiscono la testa, eccetera. Insomma, di roba ce n’è e ancora si scoprono tante meccaniche nuove.

Ma quindi ci gioca davvero qualcuno a ‘sta roba?

Una vera e propria serie

Sailor Moon S non è l’unico capitolo di questa “saga” picchiaduro. Infatti, due anni dopo uscì il seguito del primo gioco dal nome Bishōjo Senshi Sailor Moon SuperS: Shin Shuyaku Sōdatsusen per PlayStation e Sega Saturn.

Se da una parte questo sequel aggiunge finalmente Sailor Saturn, dall’altra non solo questa è il personaggio più sbilanciato al limite del “broken”, ma i pochi cambiamenti apportati vengono considerati ben poco utili se non dannosi dalla maggior parte della community. Per questo motivo, questa particolare versione è spesso considerata un palese “cash grab” e non viene quasi mai giocata se non per il gusto di provare qualcosa di nuovo.

Tuttavia, questo non è tutto! La community ha infatti creato una hack rom di quest’ultimo titolo dal nome di “Sailor Moon Fighter S”. Questa versione porta diversi cambiamenti al gameplay, nuove modalità, nuovi personaggi (tra cui addirittura Raffaello delle Tartarughe Ninja) e tanto altro. Insomma, un vero sequel degno di questo nome!

Potrebbe sembrare impossibile, ma sì, esiste una scena internazionale dedicata a questo titolo. Molti di voi non ne avranno mai sentito parlare (e forse ne avrebbero anche fatto a meno) mentre alcuni probabilmente lo conosceranno grazie al video di Core-A-Gaming qua sotto:

Se volete vedere un po’ gameplay di alto livello, potete trovare diversi video, come per esempio il torneo all’EVO 2019, che ha avuto una Grand Final a dir poco hype:

Purtroppo, come per tutti al giorno d’oggi, non ci sono tornei offline, ma gli intraprendenti giocatori di questo capolavoro si sfidano su vari tipi di emulatori, come per esempio Fightcade 2. D’altronde ha pure il rollback netcode, cosa volete di più?

E sì, nel caso ve lo steste chiedendo, esiste anche una community italiana di questo gioco. Purtroppo non posso parlarne a fondo perché sono di parte, ma se vi sforzate a cercare, potete unirvi alla nostra combriccola. Siamo pochi ma buoni!

Ma andiamo a vedere anche i suoi “fratelli”

Ovviamente, Sailor Moon S non è un gioco unico nel suo genere. Difatti, nelle vecchie console si possono trovare certe perle in stile picchiaduro che non potete nemmeno immaginare.

Praticamente fratello gemello, Teenage Mutant Ninja Turtles: Tournament Fighters è un titolo sviluppato da Konami sempre per NES nel 1994 e ovviamente basato sulle Tartarughe Ninja. Oltre a sfoderare un comparto tecnico e un gameplay abbastanza impressionante per la console, questo titolo ha combo assurde per concatenare stun, proiettili aerei per eseguire tick throw e lockdown praticamente infiniti all’angolo. Anche questo mica scherza, insomma.

Mobile Suit Gundam Wing: Endless Duel

Un altro fratellino è Mobile Suit Gundam Wing: Endless Duel, sviluppato da Natsume sempre per SNES e rilasciato nel 1996. Se da una parte il gioco presenta un’interessantissima meccanica di booster che rende possibili combattimenti aerei a dir poco assurdi, è anche vero che ogni personaggio ha una touch of death. Questi fattori e i controlli fluidi rendono il gioco estremamente frenetico e spesso entusiasmante.

Ovviamente i titoli non finiscono qui e, anzi, ce ne sono davvero tanti, sia su console Nintendo che su altre periferiche del tempo, che meritano di essere scoperti e giocati. Altri esempi sono Karnov’s Revenge sviluppato da SNK per NEO GEO e Fist of the North Star, anch’esso sviluppato da Arc System Works per Arcade e PlayStation 2. Se non per il gameplay, si tratta comunque di giochi che nel bene o nel male hanno un valore storico più o meno importante.

Tuttavia, prima di chiudere questo breve paragrafo, vorrei specificare una cosa importante. Molti considerano questi giochi dei kusoge, che, nel caso non sapeste cosa vuol dire, indica un certo tipo di titoli sviluppati non esattamente con il più alto budget o i migliori sviluppatori, e significa letteralmente “gioco di m***a”.

Nonostante gran parte dei giocatori piazzino molti dei giochi qui citati in questa categoria, molti conoscitori vi direbbero ben altro. Se da una parte è vero che si tratta effettivamente di prodotti buggati e spesso pieni di difetti, i veri kusoge sono davvero praticamente ingiocabili al punto da non essere nemmeno ironicamente divertenti da provare, e anche di quelli ne esiste una quantità davvero elevata. Usate questa categoria con parsimonia, ragazzi e ragazze.

Il fascino della sfida

Come già citato nei paragrafi precedenti, nonostante le evidenti limitazioni del titolo, esiste comunque una scena competitiva che non vede l’ora di mostrare questo picchiaduro per quello che davvero è. Si potrebbe ovviamente chiudere il discorso con il classico “alla fine è un so bad it’s good” ma, personalmente, penso che ci sia qualcosa di più.

C’è un motivo se ha 98% di approvazione su Google, no?

Sinceramente, non so bene dire cosa ma, come quasi tutti i picchiaduro, c’è un certo fascino nell’imparare sia le meccaniche di gioco, sia lo stile di combattimento del proprio avversario. Potete sicuramente pensare che un gioco simile non sia adatto alla competizione, ma vi dirò per esperienza personale che, a parte le “jankate” assurde che accadono ogni tanto, ti ritroverai quasi sempre a perdere solo per colpa tua. Poi, dai, diciamocelo: le stupidate ci sono in tutti i giochi, sta anche lì il bello.

Sicuramente ho trovato maggior piacere nel giocare e competere in questo titolo che altri giochi ben più recenti, considerati spesso ottimi poiché “fatti a modo” o “bilanciati” (evito di fare nomi però…). Io, apertamente, vi consiglierei di dargli una chance, soprattutto se siete fan del brand, e ovviamente provate a dare una chance anche a tutti gli altri giochi, non sia mai che possa sbocciare l’amore da qualche altra parte…