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25 Marzo 2020 • A ruota libera

Ricordando l’altro film di Sonic

In realtà è un OVA, ma lasciamo stare.

Ormai febbraio è passato e come ben sappiamo abbiamo assistito al più grande evento dell’anno: l’uscita del film di Sonic nelle sale cinematografiche. Eh già, dopo ben sette anni il catastrofico viaggio che ha visto la pellicola prima cambiare produttore da Sony Pictures Entertainment a Paramount Pictures e poi venire rimandata per un design del riccio “non troppo stellare”, è giunto al suo termine giovedì 13 febbraio da noi, mentre in America il giorno successivo in concomitanza di San Valentino. Un complimentone al team marketing, il quale ha pubblicizzato il lungometraggio in ogni angolo dell’internet, riuscendo a ottenere il consenso del pubblico col nuovo look del riccio blu. È assurda la quantità di gente esaltata; seppur si fosse prospettato che la sceneggiatura sarebbe stata ai livelli dei vari film su Alvin SuperStar, la storia si è rivelata meglio del previsto offrendoci un’ora e mezza scanzonata insieme a Sonic e Robotnik Jim Carrey . Mentre l’epopea di SEGA e Paramount giunge alla fine una domanda imperversa per la mia mente: ve lo ricordate il vecchio “film” di Sonic?

Comparazione vecchio e nuovo design di Sonic.
Avrei visto il film anche con l’orripilante design originale? Sicuramente.

“Eh, in realtà è un OVA!”

Verso la fine degli anni novanta SEGA decise di collaborare con Studio Pierrot (studio d’animazione dietro gli adattamenti di Bleach, Naruto, Black Clover e altri shonen di qualità) per una possibile serie anime su Sonic. Il risultato furono due OVA usciti nel 1996 col titolo “Welcome to EggmanLand” e “Sonic VS Metal Sonic!!”. Per chi non abbia idea di cosa significhi OVA, la sigla sta per Original Video Anime, ossia delle produzioni nipponiche esclusivamente per il mercato casalingo. Se siete ancora dubbiosi, avete presente tutti quei film su Scooby Doo e Tom & Jerry mai andati al cinema che trovate a quantità industriale nei negozi? Ecco, diciamo che è a grandi linee la versione giapponese di quello. Il motivo per cui queste puntate sono riconosciute come un lungometraggio viene dalla decisione di ADV Media di pubblicare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna una versione compattata dei due episodi col nome di “Sonic the Hedgehog: The Movie”. Quindi sì, definirlo il “primo film di Sonic” non è tecnicamente corretto, ma rimane una buona scusa per poterne parlare.

SonicOVA_06
In comparazione la copertina americana è orrenda.

Benvenuti a Planet Freedom

Iniziata la visione notiamo subito come il film si discosti completamente dai fumetti e cartoni occidentali del riccio, sfoggiando finalmente design e ambientazioni in linea col canone videoludico (seppur con alcune libertà dove necessario). Le vicende hanno luogo su “Planet Freedom”, un pianeta diviso in uno strato esterno dal nome di “Land of the Sky”, composto da continenti fluttuanti connessi tra di loro, e uno interno nominato “Land of Darkness” situato sulla superficie del pianeta.  Sonic e Tails vivono a South Island (lo stesso luogo dove avvengono le vicende del primo capitolo MegaDrive), un gruppo di isole tropicali governate dal pacioccone “President”, un individuo di cui non viene rivelato il nome e che quindi posso chiamare solamente così. Altre nuove figure stanno nell’“Old Man”, un vecchio gufo con una vista peggiore della mia e “Little Sara”, la classica ragazza spocchiosa, irriverente e stereotipata che piace tanto inserire negli anime ai giapponesi. Purtroppo questi personaggi non vengono sviluppati a fondo, risultando solo delle macchiette di contorno simpatiche e poco più.

I personaggi nuovi dell'OAV.
Personalmente adoro il design di questi personaggi, si distinguono dal resto del cast senza sembrare fuori posto.

L’unico cambiamento rispetto al canone sta in Knuckles. L’echidna, invece di essere il guardiano del Master Emerald, ci viene presentato come un avventuriero, così da avere la scusa per poter andare in giro per il mondo, nonché per poter indossare un fighissimo cappello da cowboy. Altro enorme merito della produzione è presentarci finalmente il Dr. Eggman (ancora chiamato Ivo Robotnik nell’adattamento nostrano) nel suo classico design videoludico. Parlando del dottore, questa sua apparizione è di sicuro una delle migliori, riuscendo a mantenere il giusto rapporto tra goffaggine e malvagità pura che i giochi moderni non riescono a bilanciare. Questa volta il piano dello scienziato pazzo consiste in “Hyper Metal Sonic”, un robo in grado di replicare il comportamento di Sonic e superarne le capacità. Insomma, il film risulta il primo tentativo da parte del Sonic Team di omologare e concretizzare i personaggi e le località viste nei titoli usciti fino a quel momento. L’idea di un pianeta a più livelli, i design, i colori e la fantastica colonna sonora (vi consiglio di ascoltare il theme “Look-A-Like”, il testo è stupidissimo, ma la base è BUONA) ricordano la sensibilità artistica vista in Sonic CD, ottenendo pertanto un completo consenso dal sottoscritto. Se SEGA si decidesse una volta per tutte a sviluppare un canone chiaro per la serie, questo film sarebbe secondo me un’ottima base di partenza.

Eggman nel suo design Classico insieme a Metal Sonic.
Questo fotogramma di Eggman è semplicemente perfetto.

Look-A-Like

Arriviamo alla nota dolente: la sceneggiatura. Il lungometraggio si sviluppa su una base semplice ed efficace dove, seppur si sappia benissimo come andrà a finire, vedere Sonic menarsela con la sua nemesi robotica basta e avanza. Il problema sta nella mancanza di un contesto in cui collocare le vicende, facendo così risultare il film un agglomerato di scene senza alcuna spiegazione. Io stesso che mi ritengo un massimo esperto di Sonic il riccio supersonico (non ne vado così fiero eh) ho capito solo durante la stesura di questo articolo la bizzarra struttura di Planet Freedom e posso immaginare che un normale spettatore rimanga confuso da cose a me più “ovvie” come l’abilità di Tails di volare o di Knuckles di planare. Questo problema è facilmente riconducibile alla vera natura episodica del film, poiché nei cartoni animati/anime è tipico che i primi episodi siano i più deboli, visto che gli scrittori hanno ancora bisogno di imparare come relazionarsi con i protagonisti e l’ambientazione. Anche le animazioni rispecchiano al completo la natura “casalinga” della visione. Come ogni serie anime giapponese che si rispetti, l’intera pellicola consiste di primi piani e fotogrammi chiave, sfoggiando il suo meglio solo nelle due scene d’azione principali e nell’ottimo lavoro dietro gli sfondi. Parlando velocemente del doppiaggio, non posso dare un parere completo perché non sono madrelingua inglese, ma è innegabile che si tratti di un lavoro al limite dell’amatoriale, tipico degli adattamenti anime e videoludici dell’epoca. Se volete un assaggio, sentitevi la famosissima frase con cui Sonic rivela a Metal il suo punto debole, è puro oro anni ’90.

Vista di South Island.
Planet Freedom sembra molto più interessante di Mobis e del “pianeta di Sonic” dei giochi recenti.

Addio amici addio

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Finale del film.

 

RetroGamer incallito fin dall’infanzia, cresciuto sotto l’ala protettrice dei migliori platform dell’era 16-32bit. Massimo esperto della trilogia PS1 di Spyro, i suoi altri interessi comprendono i cartoni animati, fumetti e disegnare. Il suo compito su Nintendoomed è l’ardua gestione dei social, offrendo i migliori memini freschi sulla piazza, senza rinnegare al contempo la stesura qualche articolo quando necessario.
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Autore: Salvatore "Sal" Salerno

RetroGamer incallito fin dall'infanzia, cresciuto sotto l'ala protettrice dei migliori platform dell'era 16-32bit. Massimo esperto della trilogia PS1 di Spyro, i suoi altri interessi comprendono i cartoni animati, fumetti e disegnare. Il suo compito su Nintendoomed è l'ardua gestione dei social, offrendo i migliori memini freschi sulla piazza, senza rinnegare al contempo la stesura qualche articolo quando necessario. Lo trovate anche su Twitter e Instagram