5 Novembre 2019 • A ruota libera

Un duplice punto di vista sulla BlizzCon 2019

“Un Nintendaro e un PC Gamer entrano al BlizzCon 2019… Overwatch 2”

Sì possono dire tante cose di Nintendoomed, ma non che sia un sito privo di professionalità: per dimostrarlo, vi stiamo per raccontare della BlizzCon 2019 da un duplice punto di vista!

Shu ha seguito la conferenza da casa, con scrupolosa attenzione, assorbendo ogni dettaglio. Il suo è il punto di vista di un giocatore cresciuto a pane e Blizzard, che conosce profondamente questa compagnia e che può quindi fornire un’analisi più accurata dello spettatore occasionale.
Lee ha invece vestito i panni del nostro inviato sul campo e ha assistito alla conferenza direttamente da Lucca; rappresenta il “giocatore dell’ultima ora“, che ha conosciuto la compagnia solo nella sua fase più recente, grazie a Overwatch e Diablo 3.
Il loro duplice punto di vista si dipanerà lungo l’analisi della BlizzCon per fornire i pareri di due tipologie di videogiocatori molto diversi tra loro ma parimenti presenti e importanti.

Lee:  In condizioni normali, la BlizzCon ha il già di per sé difficile obiettivo di presentare ai giocatori la line-up di titoli che Blizzard pubblicherà nell’immediato, o meno, futuro, dimostrare che la compagnia ha progetti saldi su cui puntare e che la schiera di appassionati che si è creata in questi oltre venticinque anni potrà continuare a emozionarsi con progetti di altissima qualità e lavorati con finezza.

In condizioni normali, dicevamo.
La BlizzCon 2018 si era chiusa con la tiepida parentesi di Diablo Immortal, titolo mobile che aveva incontrato la delusione e l’astio degli appassionati di questa saga; ad aggiungere benzina sul fuoco, le recenti polemiche legate alla questione cinese, che nel tempo sono cresciute sempre più di intensità e di volume.
La BlizzCon di quest’anno aveva il delicato compito di riuscire a risanare la spaccatura creatasi col proprio pubblico in seguito a un 2018 alquanto freddo e riuscire contemporaneamente a instillare fiducia nei loro lavori futuri. Ci è riuscita?

…beh, i fatti valgono più delle parole, ma se Blizzard ha intenzione di attenersi a tutto quello che ha mostrato durante la conferenza, allora possiamo rispondere con un deciso .

Si possono dire tante cose di Blizzard, ma di certo sanno come far sentire il loro pubblico accolto

L’esperienza lucchese

Prima di procedere a parlare dei contenuti in sé e degli annunci, vorremmo un attimo soffermarci su una particolare vicenda. Blizzard è stata così gentile da invitarci ad assistere alla BlizzCon direttamente da un palco preparato a Lucca. Riuscire a entrare dentro a quella cattedrale è stata la cosa più difficile che abbia dovuto sopportare durante quella settimana: l’organizzazione di file e indicazioni era atroce e inesistente, tanto che alla fine si sono create tre code diverse (in base al tipo di biglietto acquistato) e solo dopo essere arrivato in fondo ho scoperto che la stampa aveva un quarto accesso esterno a tutto questo.
In ogni caso, una volta che sono riuscito a farmi strada, ho invece trovato una gestione assai migliore all’interno, con un enorme palco e un altrettanto grande schermo su cui era possibile seguire in diretta la conferenza.
Ciliegina sulla torta, i ragazzi di Blizzard Cosplayers Italy hanno organizzato una breve ma appassionante sfilata di cosplayer basati su alcuni dei personaggi più importanti dei loro giochi.
La qualità dei loro lavori era sbalorditiva e vi proponiamo di seguito alcune foto per rendervi partecipi di tanta bellezza.

Mentre aspettavo che la diretta iniziasse, non ho potuto fare a meno di pensare a quanto fosse insolita quella situazione: Blizzard, una compagnia che ha avuto come focus principale sempre il PC, aveva invitato, insieme al resto degli addetti stampa, un sito dedicato interamente a Nintendo ad assistere alla BlizzCon; uno scenario che fino a qualche anno prima sarebbe rientrato di diritto nell’impossibilità. Ammetto di aver pensato che forse avremmo finalmente assistito al lancio di Hearthstone su Switch, forse piuttosto ingenuamente.

Un eccezionale cosplay di Ana Amari, healer cecchino di Overwatch.

“Every Voice Matters”

Shu: Sta per iniziare la BlizzCon 2019, entra J. Allen Brack, presidente della Blizzard, e, prima di iniziare l’evento, spende due parole in merito alla controversia riguardante blitzchung e le proteste di Hong Kong. C’è una pubblica ammissione di colpa, dichiarando “Non siamo riusciti a mantenere i nostri alti standard di qualità [ndr. nei confronti della community]. Abbiamo fallito il nostro scopo. Per questo, chiedo scusa e me ne assumo la responsabilità”. Dopodiché, promette al pubblico che cose del genere non accadranno mai più.
Dopo tutto il rumore mediatico causato da questa situazione, non dire nulla a riguardo sarebbe stato abbastanza difficile e avrebbe causato ulteriore rumore. Blizzard decide quindi di fare un passo indietro, forse un po’ in ritardo, ma ovviamente meglio del silenzio stampa.
Dopodiché, parte un countdown con il numero 30 su sfondo blu, mano a mano che avanza lo sfondo diventa rosso, arriva il 5 e… parte un video.

Diablo IV

Dopo le critiche ricevute per Diablo Immortal lo scorso anno, finalmente vediamo ritornare una saga che ha tenuto incollato allo schermo intere generazioni di giocatori, me compreso.
Dal trailer in CGI e da quel poco di gameplay che abbiamo visto, possiamo notare subito una cosa molto interessante: Diablo è di nuovo Diablo.
Atmosfere cupe, gotiche, brutali e sanguinolente fanno il loro ritorno, per la gioia dei fan di vecchia data. Una delle critiche maggiori mosse nei confronti di Diablo 3 fu proprio l’assenza di un’atmosfera “infernale”, che aveva caratterizzato il gioco sin dal suo primo capitolo, per fare spazio a una più fantasy e meno truculenta.
Personalmente, sono molto legato a Diablo 2, quindi questo ritorno al passato non mi dispiace affatto.
Vengono mostrate inoltre i primi tre personaggi/classi: Barbaro, Druido e Stregona.

Sul gameplay poco da commentare, da quel poco che si vede resta il classico Diablo: hack ‘n’ slash, visuale dall’alto, un casino di mostri e un casino di loot.
Per il momento non è prevista un’uscita su Switch, confermata invece quella su PC, PS4 e Xbox One. Nessuna informazione sulla data d’uscita, ma considerando l’uscita sulle console della generazione attuale, sono abbastanza sicuro che vedremo il gioco sugli scaffali nel corso del 2020.

Seguono poi un paio di annunci su altri giochi, viene annunciato Arcturus come nuovo comandante co-op di Starcraft II e Deathwing come nuovo eroe di Heroes of the Storm. Piccola parentesi su WoW Classic, con J. Allen che ricorda la famosa risposta data ormai 3 anni fa durante un Q&A alla domanda “Farete mai un server per poter rigiocare WoW Vanilla?”, “Pensate di volerlo, ma non lo volete davvero”, cambiandola in “Pensate di volerlo, e probabilmente è così”. Insomma, un’altra piccola ammissione di colpa. Un paio di aggiornamenti per WoW Classic, un nuovo tenerissimo pet Alpaca con i ricavati che andranno in beneficenza e poi… parte il trailer!

World of Warcraft: Shadowlands

Un trailer in CGI pieno di azione, con Sylvanas che sconfigge il Lich King, e l’unica possibilità per farlo tornare è andare nelle Shadowlands, il regno dei morti del mondo di Warcraft, dove potremo rivedere tutti gli eroi caduti in guerra nel corso della storia.
Qui faccio un po’ un mea culpa: pur avendo giocato molto a WoW in passato, da Wrath of the Lich King a Warlords of Draenor, non ho mai seguito granché la trama. Questa mossa mi è sembrata molto superficialmente una scusa per continuare a creare espansioni pur avendo decimato oramai ¾ del cast dei personaggi, ma parlando invece con alcuni miei amici accaniti giocatori di WoW la cosa sembra piacere molto. Non vengono rivelate nuove feature particolarmente grosse, ma giusto qualche nuova area da esplorare, probabilmente scopriremo di più fra un po’ di tempo.

Continua la conferenza, e si passa a quello che è tecnicamente il mio ambito, ossia i giochi di carte:

Hearthstone: Descent of Dragons

Nuova espansione, nuove carte, nuove meccaniche di gioco. Non c’è tantissimo da dire, nulla di particolarmente rivoluzionario, ma alla fine si tratta di un TCG con una formula ben collaudata e va bene così. Viene annunciata però anche una nuova modalità, Battlegrounds… che è l’ennesimo autobattler di cui penso nessuno sentisse il bisogno. Per dovere di cronaca, gli autobattler sono quel genere di giochi simil-Auto Chess, Dota Underlords e TFT, un mix tra scacchi, gacha e RNG. Ma vabbè, probabilmente sarò io ottuso e non capirò mai il grande hype dietro questo genere che in tutta onestà mi è sembrato un enorme fuoco di paglia.

Parte un video che ricapitola la storia di Overwatch fino ad ora, ed entra poi Jeff Kaplan. Fa un piccolo siparietto dove dice di non ricordarsi cosa dire, ma grazie ai leak su internet gli basta guardare sul suo telefono per ricordarselo. Dopodiché, ecco un altro trailer.

Overwatch 2

Vengono confermati tutti i leak delle giornate precedenti e Overwatch 2 viene presentato ufficialmente. Le novità sono: una nuova modalità per il PvP, Push, una modalità storia e una modalità co-op dove potremo livellare i nostri eroi, oltre all’annuncio di nuovi eroi di cui però viene confermato solo Sojourn, già visto durante l’evento Storm Rising.
Si tratta di un sequel? Kaplan ci tiene a precisare che OW2 sarà qualcosa che vuole reinventare il concetto stesso di sequel, non rimuovendo nulla dal gioco originale, ma aggiungendo tutte le novità. Inoltre, il contenuto multiplayer e tutte le aggiunte (eroi, skin e quant’altro) di Overwatch 2 saranno introdotti anche nel primo Overwatch, e il multiplayer sarà condiviso fra i due giochi. In sostanza, dal mio punto di vista si tratta di un’espansione glorificata e non di un vero e proprio sequel, una scelta commerciale interessante ma di cui onestamente mi sfuggono i motivi. Non viene rilasciata alcuna informazione riguardo una possibile data d’uscita né sul costo, ma Kaplan ha successivamente dichiarato che il team di OW “scomparirà per almeno un anno”. L’uscita per Switch viene però confermata.

Il mondo ha sempre bisogno di porting

Lee: Nel remoto e altamente improbabile scenario in cui Blizzard fallisse come compagnia di videogiochi, il piano di riserva sarebbe già pronto: corti animati.
Anche dopo tutti questi anni, il loro eccezionale talento nel creare filmati mozzafiato e dalla qualità altissima non è minimamente venuto meno, anzi.

Sebbene i filmati creati per gli annunci di Diablo e Shadowlands fossero ineccepibilmente spettacolari, ancora una volta Overwatch si porta a casa la corona per il corto animato migliore.
Overwatch 2 è diventato ufficialmente realtà, e, per quanto io sia contento di vedere finalmente Blizzard affrontare la trama di questa serie (perché ora possiamo ufficialmente definirla tale), nutro sentimenti contrastanti verso questo annuncio per una serie di ragioni, la maggior parte delle quali ruotano tutte attorno al nostro non-tablet preferito, il Nintendo Switch.

Con un corto animato, Blizzard ha finalmente annunciato l’arrivo di Athena tra gli eroi giocab- …come non detto.

La mia esperienza con Overwatch è cominciata “ufficialmente” con Switch (escludendo la lunga ma complicata parentesi su PC dovuta alle tremende performance della macchina, alimentata da un vecchio criceto in punto di morte e qualche patata avariata) e temo di essere una delle poche persone completamente e totalmente entusiaste di questo porting: finalmente posso vedere come sono le ombre sul volto dei personaggi, il gioco non va in crash durante le fasi concitate ma si limita a calare leggermente di qualche frame e la mira coi sensori di movimento è la migliore che si può trovare in assoluto, riuscendo a battere persino quella di Splatoon, finora rimasto campione incontrastato di questa categoria.

Tutto questo entusiasmo però si scontra con la terribile sensazione che questo acquisto lo avrei volentieri evitato sapendo dell’esistenza di Overwatch 2, e probabilmente non sono l’unico a ragionare allo stesso modo. La sensazione che si prova è che Blizzard abbia cercato di fare cassa un’ultima volta prima di lanciare il nuovo progetto.
Il risvolto positivo della medaglia è che tutti gli aggiornamenti contenutistici (eroi e mappe) saranno condivisi tra le due versioni, che potranno continuare ad affrontarsi nelle modalità classiche.

Ti aspettiamo, robot waifu

Da fan di Overwatch…

Shu: Sulla questione Overwatch sono abbastanza confuso.
Ammetto pubblicamente di aver adorato Overwatch, ci ho giocato tanto, forse anche troppo dall’uscita fino alla Season 4, più o meno, poi ahimé l’ho accantonato per vari motivi personali, facendo giusto una partitella ogni tanto nel tempo libero. Le modalità aggiunte, in particolare la modalità storia, erano richieste dai giocatori sin dal day 1.

Ai tempi, se la memoria non mi inganna, venne dichiarato che la storia sarebbe andata avanti tramite i meravigliosi corti in CGI, i fumetti e tutto ciò che gira intorno al gioco, mentre gli sviluppatori si sarebbero focalizzati esclusivamente sulla parte competitiva.
Questa nuova modalità non mi dispiace di per sé, onestamente una storia così curata era quasi “sprecata” per non essere introdotta come una modalità giocabile, così come anche la modalità co-op.

Devo ammettere che non mi aspettavo un update di Mann vs Machine, grazie Volvo!

Quello che davvero non riesco a capire è perché marketizzare il tutto come un sequel e non come un’espansione o un DLC: è un gioco uscito 3 anni fa, costantemente aggiornato e con una community sicuramente sgonfiata rispetto all’uscita, cosa anche inevitabile dal mio punto di vista, ma comunque ben presente e radicata.
Forse l’idea di base è che un sequel fa più rumore di un DLC, o forse avevano paura che vendendolo come DLC la community si sarebbe arrabbiata considerando la formula di microtransazioni adottata dal gioco fino ad ora, ossia esclusivamente per contenuti estetici.
A tutto questo, si aggiunge anche la questione del costo: chi ha già comprato il gioco originale avrà uno sconto o verrà venduto a prezzo pieno come se fosse un nuovo titolo?
Insomma, molti dubbi che, considerando la dichiarazione di Kaplan, probabilmente non saranno chiariti a breve. Staremo a vedere!

Tutti i cosplayer presenti a Lucca

Un futuro tempestoso

Lee: Abbiamo parlato a lungo e dettagliatamente dei contenuti della BlizzCon, ora è il momento di tirare un attimo le somme e affrontare l’enorme elefante nella stanza: quanti e quali progetti possiamo aspettarci su Switch.

Onestamente, ignoro come mai Hearthstone non sia ancora arrivato sulla ammiraglia di Nintendo. È letteralmente un tablet. Forse, esattamente come con Overwatch, aspettavano di vedere l’evolversi della situazione, per evitare di fare un investimento che poi si sarebbe rivelato infruttuoso, ma a questo punto siamo ben oltre la soglia di pericolo (sebbene una certa compagnia cacciatrice di mostri continui testardamente a ignorare questo fatto).

Il discorso diventa più complicato per Diablo 4. In virtù della presenza del terzo capitolo su Switch, potremmo forse farci qualche aspettativa per un porting? Sì e no.
Il gioco in questione, per ora, non ha mostrato chissà quale enorme scoglio da superare per permettere a Switch di ospitarlo, ma solo il tempo ci permetterà di rispondere.

Riguardo alla BlizzCon 2019 in generale, si è rivelata bollente e prodiga di annunci.
Che si sia rimasti soddisfatti o meno da quello che è stato mostrato (e personalmente parlando, ho percepito una netta atmosfera da Direct con annunci a palla e gameplay oltre a trailer in CGI, il che è sempre cosa buona e giusta) è necessario essere onesti per un secondo ed ammettere che Blizzard ha mosso un primo, significativo passo verso una “redenzione“, se vogliamo definirla.

Diablo 4 sembra andare nella direzione giusta a differenza del suo predecessore, Overwatch 2 potrebbe rivelarsi un solido progetto se curato come si deve e le massicce espansioni dell’universo di Warcraft danno uno splendido sapore di avventura mastodontica e accattivante.
A tutto questo va aggiunto il fatto che il CEO stesso di Blizzard è salito sul palco per scusarsi delle innumerevoli polemiche nate in seguito alla questione cinese. Scuse tardive ma estremamente necessarie.

Certo, è presto per sostenere che Blizzard abbia imparato dai propri errori sia in campo di game design che di PR, ma credo che mai come in questo caso sia importante dare fiducia a una compagnia con una storia importante come questa alle spalle.
D’altronde, lo vogliamo tutti Diablo 4 in portabilità, giusto?

Appassionato di Pokémon sin dalla nascita, giocatore del TCG dal 2012 e Professore Pokémon. Quando non è impegnato nella creazione di deck anti-meta che funzionano esclusivamente nella sua testa, lo si può trovare ad ascoltare musica semi sconosciuta o a leggere fumetti cinesi scritti al contrario. Lo trovate anche su Facebook.

Autore: Andrea "Shu" Milano

Appassionato di Pokémon sin dalla nascita, giocatore del TCG dal 2012 e Professore Pokémon. Quando non è impegnato nella creazione di deck anti-meta che funzionano esclusivamente nella sua testa, lo si può trovare ad ascoltare musica semi sconosciuta o a leggere fumetti cinesi scritti al contrario. Lo trovate anche su Facebook.