6 Agosto 2019 • Notizia

Reggie Fils-Aimé commenta sulla questione “videogiochi e violenza”

È da quando due mentecatti con la fissa per DOOM hanno ammazzato un sacco di gente nel loro liceo nel 1999 che i repubblicani americani si cimentano nella ricerca del capro espiatorio perfetto per non ammettere che far comprare armi da fuoco a chiunque è una brutta idea. Che sia Dungeons & Dragons, Marilyn Manson o i nostri amati videogiochi, tutto va bene se non minaccia un paragrafo scritto due secoli fa.

E anche in luce delle due recenti sparatorie negli Stati Uniti, in Ohio e in Texas, un certo individuo fisicamente simile a un personaggio di Super Mario ha dato la colpa ai videogiochi violenti. Reggie Fils-Aimé, ex presidente di Nintendo of America, ha voluto dire la sua, ritwittando un pensiero del suo amicone Geoff Keighley.

Reggie fa notare che i Paesi con l’industria dei videogiochi più fiorente sono quelli con meno morti per arma da fuoco. Eccetto gli USA, dove il 4% della popolazione possiede il 43% delle armi.

Insomma, i baby boomer con la testa dura è difficile che cambino idea, ma il buon Reggie ci ha dimostrato che, sebbene in pensione, non ha intenzione di tenere la bocca chiusa e di lasciare la nostra sezione Notizie per un po’. E questo non può che farci piacere.


Studente twentysomething dell’Università di Padova, dopo un’infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch… e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l’aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo).
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Michele "Comemichiamo" Mosena

Studente twentysomething dell'Università di Padova, dopo un'infanzia a suon di PS1 e 2 si è redento passando a Wii, Wii U e Switch... e poi ri-redento prendendo anche una PS4, giusto per darsi l'aria da cosmopolita al di sopra delle console war. Passa il tempo fingendo di essere un membro produttivo della società ma in realtà gioca a videogiochi e occasionalmente scrive sugli stessi (bambini, non imitatelo). Lo trovate su Facebook e Twitter.