Rodea the Sky Soldier (Wii U & Nintendo 3DS)

6 min.
28.11.2015
Recensione


Rodea the Sky Soldier è l’ultimo gioco sul quale Yuji Naka (l’uomo da molti considerato essere il creatore di Sonic The Hedgehog) ha posto la sua firma, ed è forse proprio grazie a ciò che questa produzione  è riuscita a generare un chiacchiericcio così rumoroso nonostante risulti essere di dimensioni relativamente piccole. Non si può di certo dire che questo videogioco sia passato inosservato, insomma, specie considerando il forse esagerato vortice di entusiasmo, ma anche di dubbio, che s’è scatenato già dopo il rilascio dal primo trailer, il quale ha spinto parecchia gente ad aspettare con ansia il lancio di questo titolo. Ora è giunto il momento della verità: c’è da rimanerne esterefatti, oppure inguaribilmente delusi?

Prima di iniziare, penso sia giusto fare una doverosa premessa: noi abbiamo giocato (e ci accingiamo a recensire) le conversioni per Wii U e Nintendo 3DS di Rodea the Sky Soldier, durante lo sviluppo delle quali Yuji Naka non è stato direttamente coinvolto. Lo stesso papà di Sonic raccomanda di giocare alla versione originale, quella a cui lui ha lavorato, quella per Wii, ma noi, purtroppo, non abbiamo avuto occasione di provare con mano quell’edizione, quindi non siamo in grado di esprimere giudizi su di essa. Tuttavia, vi ricordo che comprando Rodea the Sky Soldier per Wii U, si avrà in omaggio anche una copia fisica della controparte per Wii (si tratta, però, di un’offerta che sarà disponibile fino ad esaurimento scorte).

Un pessimo impatto iniziale

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Il tutorial vi farà sentire un po’ stupidi.

Rodea the Sky Soldier inizia nel peggiore dei modi immaginabili, ovvero con una serie di tutorial che tendono ad insultare l’intelligenza del giocatore. Il gioco sente il bisogno di incularci nella maniera più noiosa possibile ogni tipo di nozione, anche le più ovvie. Avreste mai immaginato che per muovere il proprio peronaggio si utilizza la levetta analogica sinistra?
Ciò che c’è di più strano è che questa maldestra, ma comunque dettagliata, introduzione alle meccaniche non risulta essere nemmeno efficace, affatto. Giunti nel primo livello, infatti, ci si ritrova un po’ spaesati e vi assicuro che i primi minuti di gioco li spenderete a sperimentare e a litigare con il sistema di controllo (di cui parleremo nel dettaglio più tardi), cercando di prenderci familiarità.
Un altro aspetto che subito vi salterà all’occhio sarà certamente quello visivo.  Lo dico senza troppi fronzoli, Rodea the Sky Soldier da guardare è brutto come la peste.

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Il colpo d’occhio offerto dal gioco può arrivare addirittura a risultare ripugnante.

Trattando del suo aspetto tecnico, non esagero dicendo che siamo su standard che sarebbero imbarazzanti persino su Wii: mole poligonale che tende al minimo indispensabile, geometrie parecchio elementari la fanno da padrone, le animazioni risultano legnosissime, le texture sono di bassa qualità e spesso vengono pure parecchio “stirate” e il tutto è condito da un sistema di illuminazione davvero piatto (e non fatemi parlare delle esplosioni, vi prego). Ovviamente, non mancano nemmeno occasionali, ma frequenti e pesanti, cali di frame-rate, e anche un po’ di pop-up.
La direzione artistica, comunque, ha anch’essa la sua ricca dose di colpe, dato che gli sviluppatori hanno fatto delle strane scelte sotto quell’ambito: il gioco è caratterizzato da un artstyle che oscilla tra il “realistico” e il “cartoonoso” (è possibile notare la presenza di un lievissimo filtro toon-shading aguzzando lo sguardo). Il risultato è insipido e anche parecchio anonimo. L’immagine, comunque, risulta essere piuttosto pulita, eppure rimane difficile da leggere perché tutto appare piatto, scuro, monotono, anche per via di scelte cromatiche (tendenti a colori freddi, scuri) davvero poco azzeccate. Insomma, manca totalmente una certa verve creativa.

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Su Nintendo 3DS il gioco risulta essere almeno guardabile. O comunque, lo è di più di quanto non lo sia su Wii U.

La controparte per Nintendo 3DS di Rodea the Sky Soldier già appare un po’ più dignitosa. Questa versione pare condividere lo stesso comparto tecnico della versione per Wii U, ma ovviamente su una console portatile dalle così limitate capacità il tutto riesce ad apparire addirittura gradevole da guardare, anche se la qualità delle texture e le scelte cromatiche rimangono pure qui inaccettabili. Inoltre, anche su portatile questo gioco è afflitto da qualche occasionale calo di frame-rate.

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Senza alcun controllo o dignità

Pare che con  Rodea the Sky Soldier l’intenzione di Yuji Naka fosse quella di estrapolare il feeling di Nights Into Dreams (un altro gioco a cui egli ha lavorato) e di riproporlo in ambienti tridimensionali. Insomma, questo è un gioco in cui non ci si muove camminando, bensì volando. E sì, questa idea suona piuttosto accattivante, ma è la realizzazione che lascia parecchio a desiderare, a partire dal fallimentare sistema di controllo.

Il sistema di puntamento risulta davvero poco preciso.
Il sistema di puntamento è davvero poco preciso.

Anche questo pare trarre ispirazione da un altro vecchio gioco realizzato dal game designer giapponese, ovvero Sonic Adventure. Ricordate gli attacchi a ricerca (o “homing attack”, se preferite) che Sonic può effettuare in quel gioco? Qui troviamo qualcosa di vagamente simile. Il giocatore, infatti, non controlla direttamente il proprio personaggio per la maggior parte del tempo, piuttosto indica, grazie ad un sistema di puntamento, la direzione verso la quale esso si dirigerà volando. Premendo il tasto “A” verso il punto desiderato, il gioco farà tutto il resto e a noi non rimarrà che aspettare che Rodea arrivi nel punto specificato, oppure compiere azioni varie nel frattempo (si può anche cambiare la traiettoria scelta in qualsiasi momento e senza limiti).
Sul concetto del “punta e clicca” si basa l’intero gioco, ma il problema è proprio qui che sorge. Questo genere di meccaniche potevano essere adatte su una console come il Wii, il cui controller standard (il Telecomando Wii) permetteva di puntare intuitivamente verso gli oggetti mostrati a schermo grazie a dei semplici e velocissimi movimenti di polso, ma su Wii U e Nintendo 3DS tutto questo viene trasposto malamente tramite l’ausilio delle levette analogiche. Puntare verso dove ci si vuole dirigere, quindi, risulta lento e macchinoso, anche e soprattutto perché il sistema di puntamento è di per sè assai poco affidabile. Parecchie sono state le volte in cui mi sono ritrovato a premere il “tasto” A” ripetutamente finchè non riuscivo ad azzeccare il bersaglio desiderato.

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Colpire i bersagli e distruggerli, comunque, può anche essere soddisfacente.

Le magagne legate al control scheme non si limitano al sistema di controllo scadente, però. Prima di tutto, il controllo della telecamera (che di per sè è già disorientante) è assolutamente straziante, perché questa si muove lentamente e in un gioco come questo, dove avere sotto controllo l’intero ambiente in cui ci trova è fondamentale, ciò rovina una grossa parte del gameplay.
Inoltre, far eseguire al protagonista tutta una serie di azioni basilari (lo scatto che permette di attaccare i nemici, la schivata, l’atterraggio, il decollo da fermo, effettuare il “lock-on”, eccetera) risulta più complicato del necessario, rendendo difficile la metabolizzazione di certe meccaniche (alcune delle quali sono davvero importanti). In effetti, sembra che al gioco manchi completamente una curva d’apprendimento, man mano che si va avanti nell’avventura non si ha la sensazione che si stia diventando più bravi a giocare.
Queste meccaniche, comunque, vengono presto a noia e non passa molto prima che diventino ripetitive e ciò è dovuto in gran parte al pessimo level design. Gli scenari di Rodea the Sky Soldier, infatti, sono parecchio aperti, troppo. RodeaTheSkySoldier-7Dico “troppo” perché il proprio personaggio non vola in maniera particolarmente veloce e dunque, spesso, ci si riduce a guardarlo muoversi verso il punto richiesto per periodi di tempo sin troppo prolungati, ammazzando completamente il ritmo del gameplay. Non aiuta il fatto che i livelli lascino a desiderare in quanto a contenuti, non è raro ritrovarsi in zone che sono addirittura completamente vuote.
Il giocatore può anche abusare molto facilmente delle meccaniche aeree: ignorare ogni cosa presente nei livelli e precipitarsi al traguardo è sin troppo spesso davvero semplice e non porta ad alcuna ripercussione negativa. I segmenti di livello obbligatori da affrontare  ci sono, ma il più delle volte è possibile aggirare accuratamente ogni ostacolo.
In ogni caso, i “combattimenti”, che qui consistono nello schiantarsi contro i nemici mentre si tiene premuto il tasto “B”, sono certamente la parte più soddisfacente del gioco, nonostante non richiedino chissà quale abilità o strategia. Purtroppo, però, gli sviluppatori non sono stati in grado di esplorarne il potenziale durante le boss battle, che riducono ad altre scontate e ripetitive sezioni di punta e clicca.
È assolutamente da segnalare quanto sia molesto il doppiaggio di questo Rodea the Sky Soldier: in perfetto stile Sonic Boom: Rise of Lyric, i personaggi sentono il bisogno di parlare anche durante il gameplay, facendo osservazioni inutili o pronunciando esclamazioni fastidiose (e ridondanti). Dire che è irritante è dire poco. È possibile ridurre la frequenza con le quali queste frasi spuntano fuori, ma purtroppo non è consentito disattivarle completamente.

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Il doppiaggio è fastidioso e i dialoghi non meritano nemmeno di essere commentati.

A tutto questo c’è da aggiungere che il gioco non riesce ad offrire un consistente e coerente livello di difficoltà, tant’è che sezioni sin troppo elementari si alternano ad altre molto frustranti da affrontare (e che vi faranno passare la voglia di giocare).
In ogni caso, c’è da ammettere che il gameplay aereo è intrigante e che per brevissimi e sconnessi lassi di tempo riesce persino a dare certe soddisfazioni al giocatore. Di tanto in tanto, infatti, Rodea the Sky Soldier è capace di proporre qualche sezione interessante, ma nulla che basti a giustificare l’acquisto.

HOMING ATTACK/10

Quasi ingiocabile. Lento, ripetitivo, noioso e alle volte risulta addirittura irritante. Una delle delusioni più cocenti dell’anno.

PRO

CONTRO

Il concept alla base è intrigante

Il gameplay manca di brio

Il sistema di controllo è orrendo
La grafica è un pugno in un occhio
Il doppiaggio è sgradevole

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