30 Dicembre 2014 • Recensione

Recensione – Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alfa

Buongiorno gente, oggi SpikyGyro (cioè io) recensirà gli ultimi giochi di CoD Nintendo version Pokémon usciti a Novembre, ovvero i tanto attesi, tanto controversi ma soprattutto CONFERMATI remake di Pokémon Rubino e Zaffiro.

Con questi remake la Game Freak ribadisce il solito ordine di uscita dei giochi (nuova gen -> remake -> nuova/e versione/i della nuova gen -> ripetere).

Le ricche novità

Come tutti i remake, alcuni più alcuni meno, anche ROZA è caratterizzato da numerose (numerosissime, anzi) novità. La trama è stata molto arricchita, personaggi in origine piuttosto marginali sono ora più caratterizzati (vedi Lino o i nuovi tenenti dei Team, nell’immagine sopra) e diversi Pokémon hanno una nuova forma, compresi i leggendari di copertina. Il touch screen si arricchisce ancora di più, nel quale oltre alle tre app già presenti in XY (PSS, SAV e PokéIo&Te) si aggiungono il NaviTalk (dove si leggeranno notizie riguardo giocatori incontrati tramite Streetpass e Spotpass), una Mappa Città (nella quale sono segnati anche allenatori da poter risfidare, le bacche che abbiamo piantato e le basi segrete) e l’utilissimo NaviDex. Insieme alla nuova feature che permette di catturare dei Pokémon visibili dall’erba alta dell’overworld, esso permette di registrare tutti i mostri che si possono trovare in una data area e di cercarne uno in particolare semplicemente toccandone l’icona sul touch screen. Abbiamo anche il nuovo sistema dell’Ipervolo, con nuove “zone miraggio” accessibili tramite esso, sostituendo l’isola miraggio. Anche il sistema delle basi segrete e delle gare cambiano un po’, il primo adattandosi a ciò che permette il 3DS con QR Code e Streetpass/Spotpass, il secondo rifacendosi più alle gare di Sinnoh che a quelle di Hoenn. E una menzione va ovviamente fatta a Ciclamipoli, ingradita e molto urbanizzata rispetto a prima, come se fosse necessaria una grande città al pari di Austropoli e Luminopoli.

Potremo solcare i cieli di Hoenn in groppa a Mega Latios e Mega Latias
Potremo solcare i cieli di Hoenn in groppa a Mega Latios e Mega Latias

Il postgame

Subito dopo aver finito il gioco, veniamo catapultati in una nuova sottotrama: l’episodio Delta. Già descritto a fondo in un altro articolo, questo episodio ruota attorno a (Mega)Rayquaza e introduce uno dei personaggi più riusciti e meglio definiti dell’intera serie, al calibro di N, ovvero Lyris. L’episodio si conclude con un’emozionante lotta nello spazio tra il nostro Mega Rayquaza e il virus alieno Deoxys, che appare con una citazione all’evento originale e che è il primo Pokémon evento che ora è catturabile normalmente. Ma dopo l’episodio delta, avremo ben altro a cui pensare: mentre da un lato appariranno numerose zone miraggio contenenti portali per altri Pokémon leggendari sparsi da Hoopa, dall’altro possiamo accedere al Resort Lotta, ovvero il paradiso per chiunque giochi in competitivo: oltre alla Villa Lotta, nel parco troveremo nuovi move tutor, il giudice degli IV, una seconda pensione Pokémon lungo un tratto rettilineo, e avremo anche la possibilità di cambiare la musica dell’area tra un uovo e l’altro. Aggiungiamo anche le basi segrete e le zone miraggio che tramite Spotpass continuano a cambiare, e abbiamo un postgame molto ricco.

La cronologia

Questo è un punto su cui io e probabilmente altri hanno riflettuto, nell’attesa del gioco. Rubino e Zaffiro non erano cronologicamente collegati ai giochi di prima generazione? Senza dubbio. Ma lo stesso non vale con i propri remake. Durante l’episodio Delta, Lyris infatti propone una teoria che risolve il rompicapo: i giochi dove esiste la megaevoluzione sono in un’altra linea temporale rispetto a quelli dove non esiste, nei quali la guerra narrata in XY non è mai avvenuta. Dunque, pare che d’ora in poi i giochi futuri saranno in questa nuova linea temporale, abbandonando la precedente conclusa con Bianco 2 e Nero 2. Inoltre, nel Resort Lotta incontriamo Bellocchio, agente dell’Interpol… in stato di amnesia. Tale incontro non è messo a caso, ma indica che XY sono venuti dopo ROZA. A proposito di XY…

La grafica

Ogni volta mi spiace fare un paragrafo a parte per questo, ma anche se non è essenziale, è comunque un punto da affrontare, specialmente in questo caso. Il motore grafico di ROZA è lo stesso di XY, completamente uguale. E questo cosa vuol dire? Vuol dire che i modelli 3D, sia dei personaggi che dei Pokémon, continuano a essere gli stessi. Vuol dire che ROZA presenta gli stessi rallentamenti che presentava XY. Vuol dire che abbiamo dei modelli di personaggi che sono più fluidi negli MMD fatti da fan piuttosto che nel gioco vero e proprio, nonostante si usino gli stessi. Questa mancanza, che speravamo potesse essere risolta, farà sì che anche ROZA rischierà di invecchiare malissimo, come XY. Forse la Game Freak avrebbe dovuto più concentrarsi ad aumentare il framerate di Mega Charizard X piuttosto che a chiudere le porte di Ciclanova. E questo non è l’unico difetto di questi giochi.

Non fatevi ingannare da quei "Battle Points", sono solo per la Villa Lotta.
Non fatevi ingannare da quei “Battle Points”, sono solo per la Villa Lotta.

Ma non erano dei remake?

Nonostante i numerosi nuovi design, le linee principali della trama sono le stesse di prima: il protagonista, appena trasferitosi da una lontana regione (Johto), parte in viaggio per completare il Pokédex e diventare il Campione della Lega Pokémon. Durante il viaggio si incontrerà più volte con il Team Magma o il Team Zingari Idro, che per raggiungere i propri obiettivi risveglieranno un Pokémon leggendario. Dopo il grosso pezzo di gioco plot-oriented che, per puro caso, è sempre tra la settima e l’ottava palestra, il protagonista otterrà l’ultima medaglia e affronterà i Super 4 e il Campione, spodestandolo dal suo ruolo.
Anche la regione di Hoenn non è cambiata molto, esclusa la nuova grafica e qualche eccezione: i percorsi, le grotte, i luoghi dove costruire le basi segrete, e anche la Quizzoteca ritornano con un nuovo splendore. I Pokémon selvatici che si possono trovare sono gli stessi (con le solite differenze tra le due versioni e relativi mostri esclusivi a una di esse), e sono gli stessi i Pokémon degli allenatori che si possono affrontare (o quasi). Per di più, adesso Feebas si evolve di nuovo tramite la Bellezza. Ma è tutto qui. Il resto è stato modificato o rimosso completamente, compresa ogni tipo di modifica apportata in Pokémon Smeraldo (vogliamo tutti il Parco Lotta, lo so). A questo si potrebbe obiettare che sono remake di Rubino e Zaffiro e non di Smeraldo, ma ricordiamoci che in HGSS ritorna effettivamente la sottotrama di Suicune. Allora come si può giudicare questo gioco?

Conclusioni

Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alfa sono sicuramente degli ottimi giochi da più punti di vista, e sarebbero stati forse i giochi più riusciti della serie… se non fossero stati presentati come remake. Io in genere sono più per l’innovazione che per la conservazione, ma non credo di sbagliare nell’affermare che se questi giochi avevano l’obiettivo di farmi tornare all’Hoenn che visitai un tempo, allora hanno fallito. La regione dove sono stato una volta è addirittura in un’altra dimensione rispetto a quella di ROZA. Forse gli avrei dato anch’io un voto intorno al 7.8, ma sicuramente non per la troppa acqua.

Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all’arena dei mostri per ottenere la spada Falcon.
Lo trovate su Facebook e Twitter.

Autore: Dario "Spiky" Vetrano

Studente fuorisede e (sedicente) appassionato di RPG, in particolare Dragon Quest e Fire Emblem. Passa più tempo a cercare di recuperare vecchi giochi che a provarne di nuovi. Quando non scrive articoli, probabilmente sta perdendo tempo all'arena dei mostri per ottenere la spada Falcon. Lo trovate su Facebook e Twitter.