22 Giugno 2016 • Recensione

Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio 2016 (Wii U)

Nelle ultime settimane non riesco a liberarmi dall’ossessione per lo sport; chiaro, non mi riferisco assolutamente allo sport praticato, su quello è bene stendere un velo pietoso causa talento non pervenuto e polmoni più ristretti delle vedute di un PC Gamer, bensì a quello su schermo. Questo giugno, ahimé e (ahi) il mio libretto universitario, è un mese incredibile per gli appassionati, che possono godersi ben quattro eventi succosissimi: l’europeo di calcio, la coppa america, le finali della Serie A di Basket tra Reggio Emilia e Milano e le finali NBA tra Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers. Il caso ha voluto che proprio nel mezzo di questo pout-pourri di manifestazioni, mi ritrovassi a recensire un gioco dalla forte impronta sportiva, dedicato al momento più alto per appassionati ed atleti di tutto il mondo e di tutte le discipline: le Olimpiadi, che avranno luogo a Rio nel mese di agosto. Tuttavia, sarebbe fuorviante catalogare Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio 2016 come un titolo esclusivamente sportivo: scopriamo insieme il perché.

Come accade ogni quattro anni dai tempi delle olimpiadi di Pechino del 2008, Mario e Sonic tornano a sfidarsi in un titolo coloratissimo e accessibile a tutti, tanto da non nascondere di essere un party game prima ancora di un gioco sportivo. Non fa eccezione l’edizione 2016, che approda su Wii U dopo aver già fatto capolino in un’edizione portatile disponibile su Nintendo 3DS. Le discipline da affrontare sono tante, ma non moltissime. Fortunatamente però, ogni sport è ben curato sotto il punto di vista del gameplay, che si traduce in una serie di minigiochi dai comandi semplici ed intuitivi, della durata di qualche minuto ciascuno. Spunta tra gli sport ricreati nel gioco una disciplina olimpica che a Rio farà la sua prima apparizione ufficiale: il rugby a 7, una versione “alternativa” del classico rugby a 15 ormai presente nell’immaginario collettivo. Ad esso si affiancano gli eventi più classici, che spaziano dall’immancabile gara dei 100 metri piani al calcio (che in realtà si traduce in un calcetto vista la formula 5 vs 5…), dal nuoto all’equitazione, fino al più esotico beach volley e al più fisico pugilato.

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Questi e tanti altri minigiochi sono disponibili fin dall’avvio, senza la necessità di sbloccarli man mano, ulteriore segno di come Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio punti tutto sulla componente multigiocatore. Il gioco di fatto darà il massimo se affrontato in più persone; la sua natura caciarona e il suo gameplay intuitivissimo e poco profondo sono in grado di far passare una simpatica serata tra amici, nonché rappresentare un’alternativa al solito Risiko (e alle solite infamate post-Risiko). Approfondendo la tematica dei comandi, ammetto purtroppo di essere rimasto un po’ deluso. Ricordo con immenso piacere le tante ore passate sulla prima edizione di questa serie, in occasione delle olimpiadi di Pechino del 2008, uscito su Nintendo Wii. Al tempo le mie giovani e deboli braccia furono messe a dura prova dal sistema di controllo estremamente fisico adottato, sistema che prevedeva un massiccio uso del Wiimote e dei muscoli. Un dolore che però accompagnava tanto, tantissimo divertimento, scaturito sia dalla visione di quattro esseri umani pressoché adulti che si agitavano come dei tarantolati davanti a uno schermo, sia dalla soddisfazione, dopo la gran fatica, di battere i suddetti esseri umani pressoché adulti. Nell’edizione sotto esame invece, il motion control del fornito dal Wiimote è stato comprensibilmente abbandonato, ma non è stato rimpiazzato in maniera altrettanto intelligente. Mi chiedo, gentili signori sviluppatori: avete a disposizione un controller particolare qual è appunto il GamePad; perché non sfruttarlo in maniera intelligente? Una roba alla Nintendo Land, per dirne una, o perlomeno qualcosa che preveda almeno l’uso del touch screen. E invece, il nulla più assoluto. Il controller viene sfruttato soltanto per il gioco a tv spenta, e tutto il resto fa leva sui classici tasti fisici. Insomma, il divertimento generale ne avrebbe sicuramente guadagnato se invece dei Quick Time Event e della pressione forsennata dei pulsanti à-la Track & Field fossero state scelte delle opzioni più originali e in linea con quanto offerto dalla console.

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Nonostante quanto evidenziato sopra, il gioco rimane comunque godibilissimo. Muovendoci con il nostro Mii nella spiaggia di Rio, il nostro hub principale, potremo scegliere tra tre modalità di gioco (affrontabili sia da soli che in compagnia dei vostri amici) che sono l’evento singolo, il torneo e lo Scontro tra Eroi. L’evento singolo consente di cimentarsi in una delle 14 discipline presenti, più una variante dal sapore più “arcade” per il calcio, il rugby a 7 e il beach volley. Qui potremo metterci nei panni dei personaggi più amati delle serie di Mario e Sonic, o in quelli del nostro Mii. Troviamo poi la modalità torneo, nella quale sfideremo dei Mii controllati dalla CPU per raggiungere l’agognata medaglia d’oro. Come ulteriore premio otterremo anche degli indumenti per personalizzare e potenziare il nostro Mii, e sporadicamente sbloccheremo dei nuovi personaggi, da utilizzare però esclusivamente nella disciplina protagonista del torneo appena vinto. Al momento non ho ben capito se con l’uscita del gioco nei tornei sarà possibile affrontare dei Mii controllati dagli utenti online in tempo reale, ma mi sento di escluderlo. La terza e ultima modalità è quella in cui Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio lasciano trasparire tutta la loro essenza di party game; in Scontro tra Eroi infatti, gli stessi Mario e Sonic saranno i protagonisti in una sorta di gioco da tavolo che vede contrapposte due squadre, di cui le mascotte Nintendo e SEGA saranno i capitani. Per vincere avremo a disposizione dieci turni in cui dovremo o eliminare più avversari possibili, sconfiggendoli in eventi sportivi scelti in maniera casuale, o umiliare il capitano stesso, che ricopre un po’ il ruolo del re nel gioco degli scacchi. Per aiutarci nello scopo avremo a disposizione dei bonus che movimentano la situazione e alimentano quella sana competizione cinica che mai dovrebbe mancare in un party game. Tali bonus si concretizzano dopo ogni vittoria, e consentono di eliminare alcuni personaggi avversari, bloccarli per un turno e così via. Sono presenti inoltre altri bonus casuali sottoforma di carta da gioco il cui scopo è riportare equilibrio tra i due contendenti, ad esempio rendendo disponibili dei personaggi precedentemente sconfitti.

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A fare da contorno al gioco troviamo un già citato colorato e vivacissimo hub, una spiaggia brasiliana in cui scorrazzano allegramente tantissimi Mii che, presumibilmente, una volta uscito il gioco verranno pescati direttamente dalla Rete. Per ora ci accontentiamo di bot con i quali è possibile interagire, ottenendo consigli sui minigiochi o bandierine collezionabili, raffiguranti lo Stato di appartenenza del Mii con cui stiamo chiacchierando. Troviamo inoltre un distributore automatico in cui spendere tutti i nostri sudati crediti (rappresentati dalle monete di Mario e dai ring di Sonic) in capsule contenenti abiti per il nostro alter ego personale. Infine, interagendo con nientepopodimeno che Big the Cat, potremo accedere all’inventario in cui personalizzare il Mii, controllare i record online delle varie discipline e la nostra posizione in classifica, e dare un’occhiata alle bandiere ottenute nella spiaggia. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio 2016 svolge bene il compitino, garantendo una grafica colorata e graziosa, e dei menù sempre chiari e stilosi. Stesso discorso per la colonna sonora, festosa e un po’ appiccicosa; niente di eccezionale, ma comunque sempre adatta al contesto, nonostante alcuni pezzi vengano presto a noia. Interessante invece la presenza di alcuni brani classici delle due saghe in una delle discipline più riuscite, quel piccolo rhythm game che è la Ginnastica Artistica.

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In conclusione, Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Rio 2016 è un gioco senza infamia né lode. Valutate l’acquisto se siete pieni di amici o parenti con cui giocare in compagnia, mentre se siete degli asociali potete pure lasciarlo sullo scaffale. Magari però ricordatevi che qualche amico nella vita a volte serve comunque eh.

L’IMPORTANTE È PARTECIPARE/10

  • Colorato e vivace.
  • Divertente in compagnia.
  • Le Olimpiadi, diamine.
  • C’è anche Waluigi.
  • Da soli annoia presto.
  • Comandi banalotti e poco originali
Mario e Sonic tornano alle Olimpiadi in questo simpatico party game. Consigliato se giocate spesso con gli amici, altrimenti valutate attentamente l’acquisto.

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Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.
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Autore: Paolo "seemee" Simi

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l'ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista. Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram. Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986 Twitter: @paolo_seemee Instagram: @paolo_seemee