5 Maggio 2016 • Recensione

RECENSIONE – Lovely Planet (Wii U eShop)

Sei nel tuo bar di fiducia, e come di consueto stai sorseggiando una Tennent’s ghiacciata scorrendo pigramente la home page di Nintendoomed. Ad un certo punto però noti una bella ragazza seduta al bancone: visino dolce, occhi da cerbiatta e una bocca innocente che si piega in un timido sorriso nel momento in cui i vostri sguardi si incrociano per sbaglio. Una fanciulla acqua e sapone con la quale vale la pena perlomeno scambiare quattro chiacchiere; perché no? Rotto il ghiaccio quella dolcezza che hai colto al primo sguardo si conferma nelle sue parole. Finisce che tornate a casa insieme; la fai accomodare sul divano e ti allontani per andare a prenderle da bere. Al tuo ritorno, lei ti ficca diciotto coltellate nella giugulare, senza se e senza ma.

Ecco, questa è la miglior metafora per descrivere Lovely Planet.

Lovely Planet è fondamentalmente uno sparatutto in prima persona che mette a durissima prova l’abilità e la pazienza dei giocatori, merito e insieme colpa di un livello di difficoltà a dir poco stellare e ampiamente punitivo. I comandi e il gameplay sono ridotti all’osso e, nella pratica, tutto il gioco si basa sulla nostra voglia di migliorarsi e di superare un livello dopo l’altro, sconfiggendo la frustrazione e la voglia di lanciare il Wii U GamePad sul muro più vicino.
La cosa assurda è che lo stile grafico, così colorato e fanciullesco, aveva ingannato pure me in un primo momento. Dando un’occhiata al trailer infatti, credevo di trovarmi di fronte a una sorta di Katamary Damacy versione sparatutto; invece, dopo una ventina di minuti di gioco, ecco che Lovely Planet si è rivelato Masochismo: The Game. Ogni livello dura intorno ai trenta secondi, e per completarlo dovremo riuscire a eliminare ogni nemico dell’area, evitando nel frattempo di cadere su letali spine, venire colpiti dai proiettili degli avversari e, punta di diamante di questa esperienza autolesionista, distruggere delle mele volanti prima che cadano a terra, provocando la morte istantanea del nostro protagonista. Tutto qui. Niente trama, né power up, né barre della vita. Un tasto per saltare, uno per sparare e uno per “agganciare” l’obiettivo più vicino. Un colpo e riparti da capo. Semplice e letale.

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Lovely Planet rappresenta anche la prima volta in cui ho capito che certi giochi avrebbero seriamente bisogno di un mouse, per la gioia della PC Master Race. Nelle opzioni è sì possibile modificare la sensibilità della telecamera (che si gestisce con la levetta destra), ma i movimenti devono essere così tanto rapidi e precisi che il game pad si dimostra la situazione forse non ottimale. Certo, sarebbe stato tutto diverso se fosse stato implementato il Wiimote, ma del senno di poi son piene le fosse. Quasi dimenticavo, per ogni evenienza è disponibile il gioco a tv spenta tramite l’Off-TV Play.
A dispetto della presentazione grafica scherzosa infatti, qua non si scherza affatto. Ogni esitazione, ogni colpo fallito, ogni salto mal calibrato, porterà 9 volte su 10 alla morte entro un paio di istanti. Lovely Planet assume quindi il ruolo di un gioco estremamente punitivo, pregno della filosofia “trial and error” che costringe a imparare a memoria ogni arena a suon di tentativi. Ecco perché nonostante la brevità di ogni livello, teoricamente la longevità è alle stelle. E sottolineo teoricamente, perché solo i più pazienti di voi riusciranno a non abbandonare questo titolo, che in ogni caso consiglio caldamente di godere a piccole dosi. Dall’altra faccia della medaglia, Lovely Planet si dimostra una sorpresa a basso costo per coloro che cercano un’esperienza impegnativa, nonché un esempio lampante da sbattere in faccia a tutti coloro che frignano “eh ma i giochi di una volta erano più difficili”. Il sopra menzionato basso costo giustifica, purtroppo, una certa ripetitività e piattezza delle ambientazioni; sarebbe stato bello vedere più colori e più nemici, peccato.

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Se il semplice completare tutti i livelli del gioco non si rivelasse una sfida sufficiente, invito i giocatori più accaniti ad ottenere una valutazione di tre stelle in ogni area, per le quali dovrete seriamente pregare e stringere i denti. Se la prima stella si ottiene “semplicemente” arrivando a fine livello, la seconda arriverà se il traguardo sarà raggiunto entro un tempo limite, e la terza se riusciremo a sbarazzarci dei nemici senza sprecare nemmeno un colpo. In confronto prendere la laurea senza finire fuori corso è una cosa tutto sommato fattibile.
Una menzione a favore della colonna sonora, che è appiccicosa ed estremamente nipponica, una serie di motivetti felici e vivacissimi che vi ossessionerà nei momenti più impensabili, portandovi alla mente sensazioni di rabbia e dolore.

GITGUD/10

  • Stile grafico coloratissimo.
  • Vi terrà impegnati per tante ore.
  • Livello di sfida altissimo.
  • Non tutti sono masochisti.
  • Non si dicono le parolacce.
  • Lanciare il Wii U GamePad al muro non serve a nessuno.
Un titolo difficile, frustrante e masochistico. Ma se siete giocatori in gamba, avete appena trovato una bella sfida e un nuovo motivo per fare i ganzi con gli amici scarsi.

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l’ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista.
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Autore: Paolo "seemee" Simi

Informatico umanista, come gli piace definirsi, passa la sua vita tra l'ufficio in cui si fa il mazzo per diventare un web developer dignitoso e le coccole alle sue gatte meravigliose. Appassionato di tutte le arti, abbonato a tutti i concerti underground nel raggio di 100 km, non disdegna i videogiochi, ai quali ha da sempre dedicato praticamente ogni briciola del (poco) tempo non occupato da tutto il resto. Da grande vuole diventare shitposter professionista. Lo trovate anche su Facebook, Twitter e Instagram. Facebook: https://m.facebook.com/profile.php?id=1168535986 Twitter: @paolo_seemee Instagram: @paolo_seemee