12 Dicembre 2014 • Recensione

Il fascino “comfy” di Little Inferno, il videogioco natalizio perfetto?

Vi svelo un triste retroscena della mia infanzia: da piccolo ero convinto che Babbo Natale arrivasse dal termosifone. Davvero. Questo perchè ero costretto a subire la peggior violenza psicologica alla quale un bambino potesse mai essere sottoposto, il non avere un camino.

Un trauma.

Perchè io adoravo i camini, quando ne trovavo uno in una casa altrui, puntualmente mi ci piazzavo davanti lanciandoci dentro ogni genere di schifezza che potesse alimentare la fiamma, in modo che potessi ammirarla in tutta la sua ardente eleganza.
Ero un ragazzino particolarmente profondo nell’animo? Oppure si trattava semplicemente di uno stadio di piromania precoce? No… nulla di tutto questo, era solo la mia giovine mente stuprata da clichè americani sulle festività natalizie che reagiva ad uno dei tanti stimoli visivo-sociali a cui era stata abituata: il fuoco in salotto che riscalda la famiglia che scarta i regali di Natale.
E sì, perchè come ogni pargolo ero… anzi no, che dico, SONO troppo affascinato da quelle atmosfere che i media ci propinavano come lo standard. Purtroppo, però, non ho mai avuto la fortuna di essere onorato della presenza di un camino in casa mia.
Ma ecco che i creatori del pluripremiato World of Goo mi tendono la loro mano. Una mano che porge un innocente pezzo di software chiamato…

Little Inferno

Little Inferno
Questa cosa esiste.

Credo che questo gioco sia stato concepito appositamente per individui nella mia stessa situazione. E per gli amanti di Cookie Clicker. Sì, ricordate quel coso dove bisognava produrre biscotti per spenderli in power-up che permettevano di produrre ancora più biscotti? Beh, in Little Inferno si vestono i panni di un bambino che, per qualche ragione, è spinto a spendere il proprio denaro per comprare giocattoli e altri gingilli strani per… bruciarli. E il risultato del falò è una somma di denaro maggiore a quella spesa per acquistare il “combustibile”. Con i soldi guadagnati è possibile acquistare altra legna poco convenzionale in modo da poterla bruciare ancora e così via.
“Quindi è solo un gioco senza senso da cui dovremmo rimanere alla larga?”, sento già chiedere qualcuno di voi. Beh, no. Infatti, Little Inferno può vantare una seconda faccia da puzzle game: per progredire nel gioco sarà necessario azzeccare delle “combo”, ovvero dovrete bruciare due o tre oggetti contemporaneamente che tra loro condividono qualche sorta di legame.

Little Inferno
Per sbloccare tutte le combo dovrete lavorare molto di fantasia, alcuni giochi di parole vi faranno venir voglia di spararvi in bocca.

Ad aiutarvi nell’impresa ci sarà una comoda lista che in pieno fascino da Super Mario 64 vi suggerirà cosa fare semplicemente mostrandovi i nomi assegnati ad ognuna delle 99 combo.
Vi assicuro che azzeccare una combinazione, specie dopo averci ragionato su per un po’ prima di tentarla, è dannatamente soddisfacente ed è da lì che proviene tutto l’intrattenimento.

Little Inferno
Una combo riguardante il mondo del cinema? Basta fare un barbecue a base di mais & TV, no?

Ma anche dal guardare il modo in cui il fuoco si comporta con ciò che buttiamo nel nostro piccolo inferno personale. Sembra strano da dire, ma sotto questo aspetto Little Inferno è molto realistico: guardare questo fuoco digitale è così affascinante che quasi riuscirà a scaldarvi.
E solo ammirarlo diverte. Per non parlare di quando, ACCIDENTALMENTE causerete un’esplosione (dopotutto, cosa potrebbe andare male dando fuoco ad una decina di piccole testate nucleari?).

Little Inferno
È proprio vero che più un gioco è diseducativo e più è divertente.

Si sviluppa gradualmente un genuino senso di curiosità sugli oggetti che vi ritroverete per le mani. Quella sensazione da “e questo cosa farà?”. Ed è proprio degli oggetti che vale la pena di parlare, perchè di questi ce n’è una verietà a dir poco impressionante. Molti hanno un loro particolare che li caratterizza e ad essi è anche legato uno strano senso dell’umorismo.
La vasta gamma di “combustibili” rende anche possibili combo davvero particolari per le quali dovrete davvero scervellarvi.

Little Inferno
“Finalmente approvate per l’utilizzo casalingo”

Ma vi ho detto che Little Inferno così come ha un inizio ha anche una fine?
Infatti, gli oggetti non saranno tutti disponibili da subito. Questi sono divisi in “cataloghi” che si sbloccheranno (pagandoli con la valuta del gioco) man mano semplicemente completando combo.
Sono da lodare anche le strane atmosfere che il gioco ci propina. Sì, perchè questo titolo ha una vera e propria storia, una storia di cui artisti del calibro di Tim Burton andrebbero fieri.

E qua già vi sento obiettare: “ma come Jun? Stai parlando di lore, di trama?”.
State buoni miei piccoli birbanti, perchè c’è una ragione valida per questo: ricordate di quando, in altre sedi, vi parlavo di come una storia dovrebbe amalgamarsi al gioco vero e proprio e non rappresentare uno strato parallelo al gameplay? Ecco, questo direi che può considerarsi un esempio positivo.

Little Inferno

La “storia” (tra virgolette perchè, a dir la verità, a malapena può definirsi tale) viene fatta fruire attraverso una serie di lettere che il giocatore riceve costantemente da una pluralità di individui.
Ciò che reputo brillante a riguardo di questo aspetto del prodotto è che le lettere tendono a parlare sempre del gioco in sè e non più di tanto del lato narrativo della faccenda, riuscendo però a far intuire quello che sta succedendo e lasciando anche spazio all’immaginazione del giocatore, che è sempre una bella cosa.
Si crea così un’affascinante aura di tranquillità fittizia e di buonismo che occorrono come copertura ad una situazione evidentemente più tenebrosa.

Little Inferno
L’espressione del peluche è davvero inquietante.

Ma in ultima analisi, cos’è Little Inferno? Nulla di profondo, nulla di entusiasmante, nulla di rivoluzionario, ma rimane una simpatica e rilassante esperienza da godersi accanto ad un vero camino mentre si sta rannicchiati sul divano a sorseggiare della cioccolata calda, l’ideale sia per il pre-Natale, sia per le festività vere e proprie.
Perchè Little Inferno meriterebbe di essere considerato “il Grinch”, o “Il Canto di Natale” dell’industria videoludica: un cult intramontabile da gustarsi anno dopo anno durante il mese di dicembre.

Il fondatore, ormai non più attivo sul sito. Ovviamente anche lui ha un problema come molti di noi: è un gattaro.

Autore: Jun

Il fondatore, ormai non più attivo sul sito. Ovviamente anche lui ha un problema come molti di noi: è un gattaro.