Freedom Planet (Wii U eShop)

3 min.
03.12.2015
Recensione


Nato come semplice “fan-game” di Sonic The Hedgehog, questo gioco prodotto da Galaxy Trail, ovvero Freedom Planet, è poi diventato quello che è ora, sarebbe a dire un gioco di piattaforme originale che non fa altro che strizzare costantemente l’occhiolino ai giochi classici del porcospino blu. Il risultato finale com’è?

Sonic con una marcia in più

Freedom Planet, infatti, potrebbe risultare nient’altro che una spregevole scopiazzatura dei giochi a 16-bit del riccio più famoso del mondo: si corre e si salta in velocità in una maniera che risulta estremamente (e piacevolmente) familiare. Tuttavia, sin da subito ci si può rendere conto di come il gioco tenti di trovare una propria identità ludica per mezzo dell’introduzione di meccaniche inedite. Ad esempio, i protagonisti di questo gioco sono in grado di fare qualcosa che Sonic, Boom a parte, non ha mai avuto l’abilità di fare, ovvero attaccare i nemici frontalmente. In Freedom Planet è possibile sferrare calci, tirare graffi, eseguire upper-cut e via discorrendo, il tutto senza andare a rallentare nemmeno per un secondo il frenetico ed incalzante ritmo del gameplay.
Inoltre, ogni personaggio, di cui ne sono giocabili tre, è dotato di abilità/attachi speciali unici (eseguibili solo dopo che la barra apposita si sarà riempita) che li contraddistinguono. Lilac ha il suo “Dragon Shore”, una sorta di scatto avvitato che può essere effettutato in ogni direzione, Carol può effettuare dei salti a parete e se si hanno a disposizione delle taniche di benzina può addirittura salire a bordo della propria motocicletta, mentre Milla  può svolazzare per un piccolo lasso di tempo, proteggersi col proprio scudo e tirare oggetti. Questa varietà di meccaniche permette al giocatore di scegliere diversi approcci con i quali affrontare livelli e porta anche ad un certo grado di rigiocabilità.

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Un altro punto di forza di Freedom Planet è certamente rappresentato dal brillante design dei livelli. Anche qui il paragone con i Sonic per Sega Megadrive è obbligatorio dato che gli stage di questo gioco sono apertissimi, una caretteristica distintiva anche dei livelli delle primissime produzioni del Sonic Team. All’interno di questi è possibile riscontrare tantissimi percorsi (alcuni dei quali sono accessibili solo per personaggi specifici) che si intersecano di continuo tra di loro, rendendo l’esplorazione degli ambienti semplice e contemporaneamente appagante. Anche il comparto artistico si rifa ai giochi a 16-bit editi da Sega: sia la pixel art che le musiche e il sound design più in generale ricordano molto stilisticamente quei classici.

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Freedom Planet presenta anche un’ottima curva di apprendimento dettata dall’ambientazione dei livelli: il gioco comincia in ampie pianure nelle quali sarà semplice metabolizzare le meccaniche di base delle quali sarà fondamentale essere degli esperti al fine di superare i livelli più angusti e pieni di enigmi che il gioco ci farà affrontare successivamente. Alla fine arriveremo in livelli caoticissimi dove il tasso di ignoranza dilagherà grazie per via dell’altissimo numero di nemici ed esplosioni presenti.
Dopo ogni stage, troveremo sempre un boss gigantesco pronto ad affrontarci, dei bestioni armati fino ai denti e con tantissime mosse nel proprio repertorio che di volta in volta metteranno alla prova le nostre capacità in modi  diversi.

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L’unica vera pecca che ho riscontrato concerne la lunghezza degli stage. In media durano 15 minuti l’uno, ma spesso possono anche arrivare a richiedere mezz’ora del proprio tempo, risultando sin troppo estenuanti. Sarebbe stato decisamente più intelligente dividere i livelli in due sezioni differenti, un po’ come facevano i giochi di Sonic, appunto.

Troppo “edgy” fa male

Per quanto Freedom Planet possa sembrarlo, questo non è un gioco di Sonic… eppure condivide con gli esponenti più recenti di quella serie un problema davvero fatale: la trama.
Ho trovato le vicende narrate da questo gioco eccessivamente complesse e generalmente inadatte per un gioco di piattaforme che vede per protagonisti degli animaletti antropomorfi, perché interrompe inutilmente il gameplay per raccontare una storia che mi è risultata difficile da prendere sul serio. Come se non bastasse, verso il finale il livello di “edgyness” si fa  ridicolosamente alto. Vi ricorda qualcosa? Insomma, ci si è davvero voluti ispirare a Sonic, traendo anche il peggio dalla serie griffata Sega.

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Niente paura, comunque, perché fortunatamente gli sviluppatori hanno avuto la bella pensata di lasciare al giocatore decidere se affrontare la “Adventure Mode” o la “Classic Mode”. La differenza? Tra le due cambia solo una cosa: una ha le scene di intermezzo, mentre l’altra no.

SONIC MA MEGLIO/10

Una lettera d’amore a Sonic The Hedgehog che però tenta di aggiungere anche qualcosa di nuovo alla formula.

PRO

CONTRO

Gameplay coinvolgente

Azione fluidissima

• Musica e grafica straordinari

Modalità Classica

Trama superflua ed irritante

Livelli eccessivamente lunghi