29 Gennaio 2019 • A ruota libera

Metroid Prime 4: quale futuro per Kensuke Tanabe?

Siamo ancora tutti scossi dall’annuncio effettuato da Shinya Takahashi recentemente. Il Metroid Prime 4 attualmente in sviluppo (forse da questa tanto discussa Bandai Namco Singapore o chi per lei) è un prodotto che non raggiunge gli standard della serie di Metroid. Per questo motivo, lo sviluppo del gioco è ricominciato da capo, questa volta sotto le mani di Retro Studios, compagnia che ha dato i natali alle avventure tridimensionali di Samus. Kensuke Tanabe, producer del gioco, sarà ancora una volta al timone del progetto, ma bisognerà attendere molto prima di vedere il risultato finale. Così facendo, in meno di quattro minuti, le speranze dei fan si sono ancora una volta spente.

Arrivati a questo punto possiamo dare per scontato che il gioco non vedrà la luce neppure in forma di un trailer, e insomma, prima lo accettiamo e meglio è. Come disse una volta il caro Shigeru Miyamoto, “un gioco rinviato potrà un giorno diventare un buon prodotto, ma un gioco dallo sviluppo affrettato sarà sempre pessimo”. Speriamo bene.
Ma parlando d’altro, c’è qualcosa dietro questa situazione che mi preoccupa più del previsto, e riguarda l’operato dell’appunto producer del gioco, il sig. Tanabe. Per chi non lo sapesse, parliamo del director di Yume Kojo: Doki Doki Panic (e quindi Super Mario Bros. 2), nonché produttore di moltissimi dei classici Nintendo, come appunto l’intera serie di Metroid Prime, Chibi-Robo, Mother 3, Donkey Kong Country Returns, Tropical Freeze, eccetera  eccetera. Una persona dal curriculum senza alcun dubbio invidiabile, che però negli ultimi tempi non ha avuto modo di trovare la fortuna sperata. Ovviamente non ci sono state solo note stonate, ma quello di cui voglio parlare qui oggi riguarda una situazione di cui, in un certo modo, Metroid Prime 4 è vittima.

Potere ai piccoli

Sin dal suo esordio Tanabe ha avuto modo di lavorare su una larga schiera di produzioni, ciascuna completamente diversa dall’altra. Un giorno poteva occuparsi di dirigere o supervisionare un Super Mario a caso, un altro di lavorare alla storia di Ocarina of Time, ma erano rare le situazioni in cui poteva aver modo di occuparsi di un prodotto originale e, in un certo senso, completamente suo. Il primo Chibi-Robo su Nintendo GameCube ne è un esempio, visto che si tratta di uno dei suoi primissimi lavori in qualità di producer. E per quanto il gioco non sia stato un successo in termini di vendite, la critica ha adorato la produzione di Skip Ltd., convincendo Nintendo a lavorare su degli eventuali seguiti per console portatili. Il problema, però? Nessuno di questi era effettivamente un vero e proprio seguito del gioco originale, e per di più erano relegati a pochi territori, date le scarse vendite. Non stupiscono quindi i tentativi di Tanabe di cercare di rendere, pure con un budget ristretto, il piccolo robot un successo alla pari di Kirby. Ma non tutto è per sempre e, come lasciato intendere chiaramente prima dell’uscita di Chibi-Robo: Zip Lash!, il futuro della serie sarebbe dipeso solo ed esclusivamente dalle vendite del gioco. Ma in sostanza, neppure l’amiibo in bundle è riuscito nel miracolo. E di Chibi-Robo, infatti, non abbiamo sentito più parlare.

mini nintendo direct gennaio 2018
Ancora oggi si può sentire la notte un piccolo robottino su di giri.

Una sorte migliore non è toccata neanche a Dillon’s Rolling Western, un gioco che, come vi ho già detto in passato, fa del suo character design il punto di forza, non riuscendo però a decollare per colpa di una formula che è perlopiù accettabile. E infatti anche la produzione di Vanpool è riuscita a superare il grande traguardo di Chibi-Robo, visto che nessuno (a parte il sottoscritto che doveva chiederlo da recensire sul sito) era a conoscenza dell’uscita di Dead-Heat Breakers, il terzo episodio della serie, nonché il primo a uscire nei negozi fisici. E potremmo continuare con gli spin-off su Tingle, con Battalion Wars e molti altri, ma sta di fatto che la situazione non può che essere deprimente per una persona che, nei rari casi in cui ha avuto modo di lavorare a produzioni originali, le ha viste appassire. Un po’ come le coltivazioni della madre di Timmy Turner.
E ciò è davvero triste, perché il nostro ha più volte dichiarato, in varie interviste, di avere in mente tante idee per evolvere questi brand, perfino proponendo un crossover tra Pikmin e Chibi-Robo il quale, allo stato attuale, ha meno chance di esistere di Pikmin 4.

Non fa da ciò differenza la serie di Metroid Prime, che senza alcun dubbio è stata la più fortunata. Come ben saprete, il canone ufficiale della serie dipende principalmente da Yoshio Sakamoto, e non a caso l’intera serie Prime prende luogo solo ed esclusivamente in mezzo agli eventi di Metroid / Zero Mission e Metroid II: Return of Samus. Tutti gli altri capitoli si susseguono immediatamente l’uno dopo l’altro, e da quel cliffhanger di Fusion del 2002 ancora non siamo andati avanti. Ma tornando a noi, la sfera a cui ha accesso Tanabe è proprio la sottoserie Prime, e da qui il terreno di gioco è a sua completa disposizione. Da Metroid Prime: Hunters fino a Metroid Prime 3: Corruption uno dei personaggi più da tener d’occhio è (l’anonimo) cacciatore di taglie Sylux, che tanto buono non è. Tanabe ha più volte fatto intendere che il focus del quarto episodio principale sarebbe stato su di lui, e non a caso ha disseminato alcuni indizi al riguardo all’interno dello sfortunato (altro suo progetto da producer) Federation Force.

Sylux
Che poi secondo me lo voleva caratterizzare maggiormente solo per offrire un nuovo personaggio da affiancare a Samus in Smash.

Ecco, proprio Federation Force è un altro di quei giochi che rientra nel concetto di “fare grandi cose con poco” che Tanabe si porta dietro da molto. Parliamo di una questione che, alla fine, da un punto di vista logico ha senso, visto che Metroid non ha un grande cast di personaggi giocabili, e per di più non esiste solo Samus. Espandere il mondo di Metroid è quindi un imperativo, ma anche qui lo sbaglio c’è stato, visto che dopo anni di attesa dal deludente Other M tutto c’era da fare tranne che… annunciare uno spin-off senza Samus protagonista. E anzi, menomale che dopo questo gioco ci siamo arrivati a Prime 4.

Vade Retro Tanabe

A questo punto arriviamo però all’elefante dentro la stanza, cioè Retro Studios, la compagnia americana di Nintendo che si occuperà di Metroid Prime 4 e che non è più quella dei primi giochi. Non in termini di qualità, ovvio, ma la Retro Studios di oggi, ovvero la stessa che ha ridato vita a Donkey Kong Country, non è più quella che ha sviluppato i primi tre Metroid Prime su GameCube e Wii. Molte delle figure chiave dietro la serie hanno abbandonato da diversi anni la compagnia, formando Armature Studios e producendo giochi… accettabili. Un po’ come ReCore, l’esclusiva Microsoft che è stata presentata e venduta con la scritta “Dai creatori di Metroid Prime”, nel caso ve la ricordiate ancora.

Yep, tengono ancora oggi quella frase.

Ovviamente qualcuno dei membri originali sarà rimasto all’interno della compagnia, ma quello che voglio dire è che allo stato attuale l’azienda deve dimostrare di essere in grado di portare alto il loro nome. E chissà, magari ci stupirà in positivo, visto che stando ad alcuni rumor, il loro occuparsi di Metroid Prime 4 non è stato dovuto tanto a una mossa di Nintendo per placare le acque, quanto a un prototipo del gioco che ha convinto i dirigenti dell’azienda giapponese. Ironia della sorte, però, ciò significa per Retro Studios tornare a lavorare con Kensuke Tanabe, una persona che, stando a quanto riportato da Liam Robertson, non hanno in gran simpatia. Il suo modo di comportarsi all’interno della software house americana durante la produzione dei due Donkey Kong Country avrebbe infastidito non poco il personale presente, al punto da interpellare la divisione giapponese per richiedere di allocarlo da un’altra parte e ottenere più autonomia… cosa che, in un certo senso, è avvenuta, come dimostrano gli stessi Federation Force e Metroid Prime 4, sviluppati da Next Level Games e… boh, chissà l’altro.

Da non tralasciare poi il fatto che Tropical Freeze, pubblicato all’inizio del 2014, è tuttora l’unico gioco in alta definizione di Retro Studios (escludendo ovviamente la riedizione per Switch). Non abbiamo avuto altro che voci riguardanti i nuovi progetti della compagnia. Una volta era Star Fox: Grand Prix, che poi magari vai a sapere che esce davvero, un’altra volta ancora un progetto parallelo al precedente, ma cancellato. Fatto sta che, cosa sia successo lì ad Austin dal 2014, non ci è dato saperlo. Nel frattempo però gli altri team di Nintendo sono andati avanti più che spediti con i loro progetti, vedasi ad esempio Monolith Soft, e non è il massimo supportare economicamente una software house come Retro Studios per diversi anni… senza pubblicare alcun gioco. Insomma, tutto quel che sappiamo al riguardo è ciò che vi ho detto, a meno di sorprese dell’ultimo minuto.

Cosa può quindi significare l’annuncio di Retro Studios al lavoro dietro Metroid Prime 4? Che un loro altro progetto sia stato definitivamente accantonato? Che il loro nuovo gioco sia pronto all’immissione sul mercato? Ma soprattutto, il ripetersi dell’accoppiata Tanabe-Retro ci permetterà di avere un gioco degno di appartenere alla serie di Metroid Prime? E cosa ne sarà di Tanabe se il tutto dovesse fallire per l’ennesima volta? Anche il primo Prime ebbe uno sviluppo decisamente travagliato. Chissà, magari anche stavolta la storia si ripeterà ancora una volta.

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Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l’addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l’internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest’ultimo non lo usa mai).

Autore: Filippo "Flippoh" Corso

Videogiocatore incallito, a volte si scorda di essere il capo di Nintendoomed, nonché l'addetto alle pubbliche relazioni del sito. Quando non ha nulla da fare si occupa di progetti pazzi o di recuperare giochi e console vecchie, le quali ovviamente non toccherà mai. Per due volte ha trollato l'internet, ma queste sono altre storie che non andranno mai raccontate. Lo trovate anche su Facebook e Twitter (anche se quest'ultimo non lo usa mai).