Il mio primo approccio con Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020

3 min.
17.10.2019
Anteprime


Concluso il periodo sabbatico intrapreso nel corso degli ultimi anni, la serie di Mario & Sonic è pronta a tornare nelle case dei videogiocatori con il suo primo capitolo per Nintendo Switch. Per l’occasione, niente più “versione da casa” e “versione portatile” come già avvenuto più volte in passato. Quella di Tokyo 2020 si pone sotto questo aspetto come una svolta per la serie, nella quale gli sforzi congiunti delle due modalità di gioco trovano spazio sotto lo stesso tetto, per la gioia di chi non poteva (o voleva) possedere due versioni dello stesso gioco. Ho avuto modo di provare con mano il risultato finale e, seppure ci vorrà ancora un po’ prima di arrivare alla tanto ambita recensione, posso dirlo già da ora: Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 è un episodio portatile curato tanto quanto quelli casalinghi.

Alla scoperta del Giappone

E sapete, avere origini “portatili” non è per nulla un male, tutt’altro. Questo SEGA lo sapeva bene sin dal primo momento in cui cominciò a sviluppare una versione per Wii e una per Nintendo DS della 29esima Olimpiade. Chi acquistava la versione da casa voleva un’esperienza indirizzata maggiormente alla modalità multigiocatore, che potesse fungere da perfetto sostituto temporaneo al party game di turno, magari approfittando dei Giochi imminenti come scusa. Al contrario, l’episodio portatile era un’esperienza più personale, con una modalità storia o delle missioni da compiere, in grado di soddisfare i fan di una o entrambe le serie. E proprio la modalità storia, la quale si unisce alla onnipresente esperienza party game casalingo, diventa uno dei motivi principali dietro la nascita di Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Una scusante che questa volta, a differenza degli eventi di Rio (qui la nostra recensione), vede nuovamente per protagonisti i due titolari, alle prese con un marchingegno ideato dal Dr. Eggman e da Bowser che porterà protagonisti e antagonisti dalla Tokyo del 2020 a quella del 1964, in un viaggio di sola andata.

Un incipit di suo semplice quanto efficace, messo in atto più come pretesto per illustrare la storia del Paese ospite che altro, il quale però, per quanto ho avuto modo di giocare, mi ha saputo replicare il feeling generale offerto tanti anni fa da racconti come le Paperolimpiadi scritte e disegnate da Romano Scarpa. Un banale pretesto alla fine è quello che ci vuole per dare vita a un grande palcoscenico accessibile a tutti i personaggi presenti. Infatti, se da un lato avremo modo di vedere l’evolversi della trama nella Tokyo del passato, anche nella sua variante del 2020 osserveremo il cast delle due serie interagire tra di loro al fine di aiutare i loro amici (e nemici). Personalmente, ho una certa curiosità riguardo lo sviluppo e la conclusione effettiva della storia. Non ho grandi aspettative, ma spero solo che il risultato finale rimanga in linea con quanto ho avuto modo di vedere.

Controlli alla mano

Joy-Con alla mano, ho quindi provato i diversi (ma non tutti) minigiochi disponibili. La modalità storia è un buon modo per imparare a conoscerli, ma dall’apposita opzione presente nel menu principale possiamo affrontarli in compagnia di fino ad un massimo di quattro persone. Ciascun minigioco proposto è perfettamente fruibile per mezzo dei tasti (quindi nessun problema per voi, cari neo-possessori di Nintendo Switch Lite), ma molti di questi possono essere giocati anche con l’utilizzo dei sensori di movimento offerti dai due controller. A volte in accoppiata o usandone uno solo, l’alternativa è sempre presente, sparendo solo (per quanto ho potuto vedere) nelle varianti della Tokyo del passato.

[amazon_link asins=’B07SQ91G92′ template=’MiniProductAd’ store=’nintendoomed-21′ marketplace=’IT’ link_id=’f41899e8-aa83-4cfd-b12d-a90850d6ad4c’]Il risultato finale non è molto dissimile da quanto visto negli episodi per Wii e Wii U, ma i limiti imposti dal giroscopio si sentono, complice l’assenza di un sensore a infrarossi e la necessità di effettuare ogni volta il collegamento. Ai fini di questa anteprima mi sono limitato esclusivamente a una prova in modalità TV, passando regolarmente tra pulsanti e azioni di polso. La prima impressione sotto questo aspetto è positiva. Nulla di veramente eccezionale, ma i minigiochi funzionano, segno ormai di uno studio ben rodato sulla tipologia di esperienze offerte. Anche le nuove aggiunte, come il Karate e lo Skateboard, intrattengono il giusto senza mai risultare noiose. E poi, volete mettere ribaltare quell’energumeno di Bowser con quel magrolino di Sonic?

Avvicinandoci alla cerimonia di apertura

Non manca davvero molto all’uscita nei negozi di Mario & Sonic ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Quanto da me raccontato è solo una piccola parte dell’esperienza complessiva offerta dal nuovo titolo di SEGA, e molti altri aspetti sono ancora da affrontare con un’attenta analisi. Allo stesso modo, se la resa su schermo è deliziosa sia graficamente che nell’esecuzione, bisognerà vedere come questa verrà trasposta utilizzando la console in modalità portatile. Ho ancora molto da scoprire di questo gioco, ma spero solo che quanto scritto vi possa, quantomeno, avere incuriosito. Insomma, ci vediamo prossimamente alla cerimonia di apertura!
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