Polygon ripercorre la storia delle serie TV e film basati su giochi Nintendo

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08.06.2020
Notizie


Qualche giorno fa, la nota testata online Polygon ha pubblicato un articolo che racconta la storia del rapporto di Nintendo con il mondo televisivo e cinematografico, nello specifico parlando in ordine del cartone animato Le avventure di Super Mario (The Super Mario Bros. Super Show, 1989-1991) i film Il piccolo grande mago dei videogames (The Wizard, 1989), Super Mario Bros. (1993), la serie CGI di Donkey Kong Country (1997), per arrivare a Pokémon: Detective Pikachu (2019).

Potete leggere l’articolo completo (in inglese) qui, ma pensiamo di potervi proporre un piccolo sunto delle cose più interessanti. Ad esempio, sapevate che Lou Albano (l’interprete di Mario nella prima stagione della serie animata, nonché famoso italo-americano nel mondo del wrestling) si era offerto di cambiare legalmente il proprio nome in Mario?

Per quanto riguarda The Wizard (il titolo italiano è troppo lungo scusate), Universal aveva in mente di creare un Karate Kid, ma con “il Nintendo” al posto del karate. Peccato che lo sceneggiatore ingaggiato, David Chisholm, non sapesse assolutamente niente di videogiochi. Da questo derivano alcune delle inesattezze nei dialoghi (come la famosa questione dei 50.000 punti a Doppio Drago): Chisholm telefonava ad amici e chiedeva di parlare ai loro figli dodicenni chiedendo “ehi, qual è un punteggio alto per questo gioco?” Si parla anche delle difficoltà di filmare lo schermo di TV e cabinati, visto che come tutti sappiamo, si può incorrere nelle tremende “fasce nere” che scorrono, derivate dalla differenza di framerate tra la pellicola e lo schermo ripreso. Inoltre, il videogioco della competizione finale doveva essere uno fittizio, ma Nintendo chiese alla produzione di inserire Super Mario Bros. 3, allora di prossima uscita negli USA. Alla produzione furono regalati numerosi prototipi del Game Boy (ancora non uscito) ma fu proibito di inserirli nel film.

Sul film di Super Mario Bros. è stato scritto molto, quindi vi rimando (oltre che, ovviamente, a Polygon) a quest’altro articolo nella nostra lingua.

Il cartone franco-canadese di Donkey Kong Country dovette scendere a patti con molte delle limitazioni dell’animazione 3D primitiva, ad esempio non si era in grado di mostrare un personaggio che prende in mano un oggetto. Sapevate che il cartone è stato interamente doppiato in italiano ma mai trasmesso? Sapevatelo!

Per gli altri dettagli, ecco di nuovo il link all’articolo. Che ne pensate? Vi piace il fatto che Nintendo stia riabbracciando la multimedialità come mezzo per aumentare la popolarità dei brand?

Fonte: Polygon