22 Novembre 2019 • Recensione

Pokémon Spada e Scudo – Nintendo Switch (RECENSIONE)

Se seguite la nostra pagina Facebook o il nostro gruppo Telegram saprete che venerdì ho iniziato la mia avventura nella regione di Galar grazie a Pokémon Spada e Scudo. Ed è stato un gran bell’inizio, per uno che si è giocato ogni titolo della saga, spesso al lancio: vedere questo gioco su console “fissa” con i suoi bei paesaggi colorati da campagna inglese (fortunatamente senza pioggia) e i Pokémon a zonzo per i percorsi mi ha riempito di gioia.

ATTENZIONE, SONO PRESENTI DEGLI SPOILER DI TRAMA E DEI POKÉMON NUOVI, SE NON LI AVETE VISTI TUTTI SALTATELI

NOOOOOOOOOOO, GLI È PIACIUTO POKÉMON, DISASTRO ASSOLUTO, CROCIFISSIONE“. Fermi là, fatemi almeno finire la recensione e poi ne parliamo. Comunque, zaino in spalla mi dirigo subito alla casa del mio amico d’infanzia Hop, dove suo fratello Dandel, il campione imbattuto super figo, mi regalerà il mio primo Pokémon. Proseguono poi le azioni di rito tipiche della serie, si fa la lotta col rivale (che prende lo starter debole rispetto al mio,  un genio del male insomma), si incontrano la professoressa Flora e la sua assistente Sonia, che ci accompagnerà durante tutto il viaggio.

…O cucinare del curry da mangiare coi vostri fidati compagni

Dove ci porterà questo viaggio? Da tutti i Pokémon ovviamente! In realtà non proprio, più che aiutare la professoressa a fare ricerche, come accadeva in altri titoli della serie, noi girovagheremo per la regione di Galar con lo scopo di partecipare alla Sfida delle Palestre. Questa è una competizione che si tiene ogni anno, in cui i partecipanti sfidano i vari Capipalestra e solo chi li sconfigge tutti e otto riesce ad accedere alle semifinali e alle finali, due tornei ad eliminazione diretta simili a quelli dell’anime. Il vincitore ha la possibilità di sfidare il campione di Galar e prenderne il posto, ricevendo così fama e notorietà sempiterne, perché effettivamente tutti vi riconosceranno come tale, non come negli altri giochi dove vinci la Lega ed è come non fosse successo nulla.

Vincendo medaglie inoltre si sbloccano i Poké Job, una meccanica che permette di mandare i propri Pokémon a svolgere dei lavoretti che aumentano i loro EV in determinate statistiche

Effettivamente il ruolo del Campione è molto importante per la regione di Galar e lo vediamo durante quasi tutta la nostra avventura. La Lega Pokémon fa parte della cultura di Galar, le lotte si svolgono in enormi stadi e tutti le vedono in TV, quasi come il calcio da noi. Aggiungiamoci il fatto che Dandel viaggi spesso per la regione, risolvendo anche alcuni problemi che potrebbero presentarsi, come se fosse un All Might del mondo Pokémon (ha pure una sua battuta personale “It’s champion time”). Questo è bene o male il motivo per cui praticamente non faremo altro che partecipare alla Sfida delle Palestre, visto che i pochi problemi che si presentano vengono risolti immediatamente dal Campione. Anche il Team Yell, che inizialmente sembrava dovesse essere il solito Team antagonista, non è davvero cattivo in realtà, non compiono mai azioni gravi, al massimo ti impediscono di proseguire finché non li sconfiggi, non che ci voglia molto.

Gli altri volti di Galar

Devo dire che i personaggi di questo gioco riescono a distinguersi abbastanza, merito sia del fatto che durante le battaglie siano molto più animati rispetto al solito, sia che sono integrati di più nella storia rispetto ai predecessori. In particolare ho apprezzato Sonia, forse perché ha un’età simile alla mia e come me si sta avvicinando al mondo degli adulti e non sa bene in che direzione andare. Man mano che il gioco prosegue vedremo però come si evolve il suo personaggio, mentre scopre i suoi interessi e trova uno scopo, ovvero diventare professoressa lei stessa.

Altri personaggi degni di nota sono Beet e Mary: il primo è un ragazzo scostante, simile a Blu per certi versi, che però vuole ricompensare il suo benefattore per avergli dato un Pokémon e fatto scoprire il suo talento innato come allenatore. La seconda è un’allenatrice che vuole salvare la sua città in declino vincendo la Sfida delle Palestre e diventando la nuova Campionessa. Entrambi sono rivali nettamente superiori a Hop, che invece passa metà del tempo a essere irritante e l’altra metà a essere depresso perché è stato sconfitto in una sola lotta (escluse tutte quelle contro di noi), il che ha fatto crollare il suo castello di carte.

Poteva essere meno fastidioso e più interessante, ma purtroppo il suo sviluppo è stato gestito piuttosto male, con poco spazio dedicato e pochi dialoghi. E vi prego non fategli commentare ogni attacco superefficace o colpo critico che viene inflitto, non aiuta a renderlo simpatico. Per quanto riguarda gli altri, i Capipalestra sono appunto quelli che più risaltano, hanno dei design piuttosto unici e che saltano subito all’occhio, personalità e carisma, in particolare quelli in comune tra le due versioni (ci sono infatti due palestre esclusive per ogni versione).

Finalmente una sfida

Oltre a dare personalità a quelli che una volta erano praticamente degli NPC glorificati, un altro fattore innovativo di Pokémon Spada e Scudo sono le palestre, che ora presentano anche dei puzzle molto unici e originali. All’E3 è stata mostrata la palestra acqua, che è un po’ più classica e vicina a quelle vecchie per quanto riguarda il puzzle, ma la altre sono molto più originali, per esempio ce n’è una in cui bisogna fare una prova di cattura insieme ad allenatori, che però proveranno ad ostacolarci. Insomma, sono una ventata di aria fresca che serviva per svecchiare questa formula, soprattutto dopo il fallimento che sono state le prove di Sole e Luna. Per quanto riguarda le lotte, in particolare le prime sono piuttosto semplici, ma man mano che si avanza il grado di sfida  aumenta, seppur non in maniera esagerata.

E parliamo di questo grado di sfida, di cui un po’ si è discusso prima del lancio, specie dopo la notizia che il Condividi Esperienza non fosse disattivabile, anzi neanche è presente più come oggetto. Se evitate di catturare o affrontare tantissimi Pokémon selvatici e di lottare contro ogni singolo allenatore, il gioco non è così semplice, anzi potrebbe mettervi in difficoltà in certe situazioni (io sono stato a un passo dal perdere contro il campione, visto che i miei compagni di squadra erano 5-10 livelli sotto i suoi), ma non punisce esageratamente questo approccio, visto che il team riuscirà bene o male a stare al passo. Insomma, il gioco lascia molta libertà al giocatore su come affrontare l’avventura: se volete un grado di sfida elevato potete cercare di combattere il meno possibile e catturare solo i Pokémon che vi interessano, se invece siete dei collezionisti potreste ritrovarvi a sbaragliare facilmente i vostri avversari. Ammetto che lasciarlo disattivabile sarebbe stata la cosa migliore, visto che permette a tutti di giocare come pare a sé, ma non è una scelta così pessima come poteva sembrare nei primi tempi.

La regione è decisamente piccola

Parliamo ora di un’altra cosa che ha fatto un po’ discutere la fanbase (tranquilli, non parlerò di ogni singola cosa su cui si è discusso, gli alberi li evito), ovvero la regione. All’inizio ho parlato di bellissimi paesaggi e purtroppo devo dirvi che non è tutto così rosa e fiori. Se nelle primissime aree è vero che la telecamera ci permette di guardare il paesaggio e vedere anche altre zone visitabili, appena giunti a Steamingtown le cose non sono più così.  La telecamera infatti si rivolge sempre di più verso il solo percorso e le rare volte in cui vediamo l’ambiente circostante questo risulta piuttosto scarno. Aggiungiamo poi che i percorsi sono sempre piuttosto brevi in termini di spazio, generalmente linee rette con pochissime diramazioni, giusto un paio presentano strade secondarie che portano, quando va bene, a delle MT.

Per quanto riguarda le città la situazione non migliora, ci troviamo spesso con pochissime strade, anche quando si parla di metropoli, con qualche casa e se va bene tre negozi: un parrucchiere, un ristorante e un negozio di vestiti. Tra l’altro la selezione di vestiti lascia un po’ a desiderare, non quanto in Sole e Luna, ma comunque siamo ben lontani da X e Y. In molti edifici non si può entrare e nelle case in cui si può si nota subito una cosa piuttosto brutta: sono tutte arredate allo stesso modo, in base alla città in cui ci troviamo.

Insomma l’esplorazione è lasciata al minimo e anche la regione è minuscola: ci sono 10 percorsi, due grotte e due boschi che, come ho detto, sono piuttosto brevi e poveri di contenuti. Ma almeno ci sono le Terre Selvagge, no?

Volevo fare una battuta sul fatto che le Terre Selvagge fossero vuote ma non mi è venuto nulla

Non proprio. Per chi non lo sapesse, le Terre Selvagge sono una nuova meccanica di Pokémon Spada e Scudo piuttosto particolare e che ha acceso il mio interesse nei confronti del gioco. Si tratta infatti delle prime aree di gioco effettivamente “Open World”, per certi versi simili alle aree di Xenoblade Chronicles (sia il primo sia il secondo), quindi chi mi conosce può capire perché fossi così eccitato. Dopo averci passato abbastanza ore però devo dire che sono un po’ deluso. Le Terre Selvagge sono in realtà piuttosto vuote come aree, sì ci sono i Pokémon che camminano (come in ogni altro percorso) e ci sono altri allenatori quando mi collego online, ma basta. Non ci sono grotte da esplorare, dungeon, c’è una torre diroccata ma è lì solo per bellezza, non ci si può neanche entrare.

LET ME IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN

Tra l’altro dai trailer io avevo capito che ci fossero più zone di Terre Selvagge, una su un nevaio, una in una zona desertica e poi una zona verde e lussureggiante. Invece è solo un’enorme conca, divisa in piccole aree, ognuna con la propria condizione meteo tra l’altro, quindi è possibile trovarsi con una tempesta di sabbia e una di neve spostandosi di qualche metro, così come la luce solare in piena notte.

È un gran peccato che quest’idea sia stata sfruttata così male, io da tempo sogno un Pokémon che invita all’esplorazione sostituendo ai percorsi delle aree simili alle Terre Selvagge, magari con delle grotte o dungeon aggiuntivi. Insomma voglio Alrest coi Pokémon.

Pokémon forti, prorompenti e pure giganti

E parliamo infine di questi mostriciattoli. Essendo questo il primo gioco di ottava generazione ovviamente sono arrivati dei nuovi Pokémon, siano essi forme alternative di vecchie creature o esseri mai visti prima. Devo dire che li trovo tutti molto accattivanti, ed è una cosa che non mi succedeva da un po’ di tempo, spesso i nuovi design non mi dicono nulla e finché non li uso per giocare non mi affeziono. Altre cose geniali sono le evoluzioni di certi Pokémon, come ad esempio Farfetch’d o Milcery, che hanno requisiti molto particolari e mai visti prima. E non sto a parlarvi dei fossili, l’idea dietro è semplicemente GENIALE. Insomma, l’originalità non manca mai in questo campo e sono contento che sia una costante nella serie.

E non finisce qui, perché a Galar esiste un fenomeno chiamato Dynamax, che permette ai Pokémon di ingigantirsi per tre turni, aumentando notevolmente i loro PS e trasformando le loro mosse nelle equivalenti mosse Dynamax, in genere più potenti e con effetti secondari. Fortunatamente non raggiungono il livello delle mosse Z, Iperraggio per dire, che ha 150 di potenza base, si trasforma in Dynattacco, però ha sempre 150 di potenza base. Per farvi un paragone, la mossa Z normale basata su Iperraggio ha 200 di potenza base, e fidatevi che anche solo quei 50 di differenza sono tanti e si fanno sentire. Per quanto riguarda le mosse più usate in competitivo, la differenza si fa sentire ancora di più, visto che parliamo di 120 o 130 di potenza date dalle mosse Dynamax contro i 180 o 190 delle mosse Z.

Guardate che bello ‘sto Ludicolo gigante… E spara pure l’acqua dalla bocca!

Per compensare forse la minore forza degli attacchi, in base al tipo ci sono vari effetti secondari: alcune mosse cambiano le condizioni meteo, altre mettono i campi (proprio quelli dei Tapu), mentre altre ancora alzano le proprie statistiche o abbassano quelle degli avversari. Nonostante i primi tempi fossi dubbioso su questa nuova meccanica, dopo averla provata ammetto che potrebbe non essere così male a livello competitivo, probabilmente è molto meglio delle mosse Z. Chiaramente adesso è troppo presto per trarre conclusioni del genere, ma ci sono delle buone basi.

Odio quanto si concentrino su Charizard, ma il design della Gigamax è dannatamente figo

Esiste poi una variazione del fenomeno Dynamax, chiamato Gigamax, che solo alcuni Pokémon di determinate specie possono fare. Questo non solo cambia la forma stessa della creatura ma permette loro di usare anche mosse diverse dalle normali mosse Dynamax. Charizard Gigamax per esempio può usare Gigavampa al posto di Dynafiammata, se ha imparato delle mosse fuoco.

Una modalità cooperativa molto divertente

Il fenomeno Dynamax però non avviene ovunque, ma solo in determinate zone della regione, dove si concentrano le cosiddette particelle Galar. Alcuni di questi luoghi sono gli stadi della Lega Pokémon e infatti ogni Capopalestra (tranne uno) utilizza questa meccanica, che rende la lotta, specie in certe situazioni, meno banale rispetto al resto della serie. Il secondo luogo in cui i Pokémon possono crescere a dismisura sono le Tane disseminate per le Terre Selvagge. Prima che pensiate che vi abbia mentito quando dicevo che non c’erano dungeon o grotte aspettate un attimo. È vero, le chiamano Tane, ma sono banalmente un cumulo di rocce sul quale è possibile premere A e iniziare un Raid, qualora ci sia un Pokémon dentro.

Immagino vi starete chiedendo cosa sono i Raid, o almeno fate finta di farlo così posso spiegarvelo io. Si tratta di scontri con Pokémon selvatici che si sono Dynamaxizzati e sono praticamente delle battaglie boss di JRPG come Dragon Quest o Final Fantasy. Infatti hanno molti PS, una barriera che assorbe un numero fisso di colpi e la possibilità di attaccare due volte a turno. Ma tranquilli, non siete da soli a combatterli, bensì parte di un team formato da voi e altri tre alleati che dovrà coordinarsi per sconfiggere il colosso, ricevere le ricompense e avere così la possibilità di catturarlo. Ma a cosa serve fare tutto ciò? A parte che organizzarsi con gli amici e fare queste battaglie è divertente e consigliato, visto che ogni giocatore incontra Pokémon diversi nelle Tane, ma molti di questi possiedono buone IV (4, 5 o addirittura 6 IV a 31) e abilità nascoste, quindi se siete interessati al competitivo possono essere un buon punto di partenza.

Il comparto tecnico lascia molto a desiderare

Prima di fare le conclusioni generali, voglio spendere qualche parola sul lato tecnico del gioco (tranquilli, non parlerò solo dell’albero più odiato di internet). Se è vero che il gioco gira a 1080p nel dock e 720p in portatile, c’è anche da dire che la quantità di dettagli è davvero bassa, il mondo intero ha texture in bassa qualità, di conseguenza la resa non è così pulita come si potrebbe pensare. Per quanto riguarda il frame rate, invece, i 30 FPS rimangono solidi per quasi tutto il gioco, con la sola eccezione delle Terre Selvagge, dove si possono notare interi secondi saltati quando si è collegati alla rete e ci sono condizioni atmosferiche in corso. A questo aggiungiamo il fatto che personaggi e Pokémon spuntino fuori letteralmente dal nulla a pochi metri di distanza, specie nelle città e nelle Terre Selvagge, causando in quest’ultimo caso anche battaglie non volute.

Mi ricorda quando Xenoblade 2 carica le aree di gioco senza caricare le texture complete, solo che in questo caso le texture sono complete

Per un’analisi più approfondita vi rimando al video di Digital Foundry, che ha più competenze e mezzi di me per parlarvi di tutti i dettagli.

Un’altra grave mancanza è il doppiaggio, che avrebbe potuto dare molta più personalità durante le cutscene e le scene nel gioco. Addirittura nelle cutscene i personaggi muovono le labbra a ritmo col testo, ma non escono parole. La ragione immagino sia che un eventuale doppiaggio, per una serie così importante, avrebbe dovuto essere in diverse lingue e non solo inglese e giapponese, come accade per altri esponenti del genere, e che non ci sia stato il tempo di realizzarlo. Un gran peccato, perché avrebbe giovato molto ai personaggi, rendendoli ancora più memorabili.

Conclusioni

Insomma, Pokémon Spada e Scudo non sono assolutamente dei brutti giochi o dei disastri come alcuni vogliono credere, ma non sono neanche dei giochi stupendi. Hanno gravi difetti, come le Terre Selvagge, una meccanica che poteva svecchiare di molto la serie ma che invece risulta solo una Zona Safari glorificata (e forse un pochino semplificata per certi versi). I Raid sono una molto divertenti e aiutano ad aumentare la giocabilità una volta finita la storia principale, ma io penso che recuperare altre modalità come il Parco Lotta e le Gare Lotta di Smeraldo possa solo giovare a questa serie. È vero che c’è la Torre Lotta, ma io l’ho sempre ritenuta una versione banale, pigra e noiosa del Parco, che invece presenta sfide divertenti e piuttosto uniche.

CHAMPION TIME/10

  • Personaggi carismatici.
  • I nuovi Pokémon sono molto belli.
  • I Raid sono una meccanica molto divertente da fare con amici.
  • Ottima colonna sonora.
  • Le nuove palestre sono divertenti.
  • Le Terre Selvagge sono spesso vuote.
  • La regione è piccola e lineare.
  • Le città sono quasi tutte vuote.
  • Il doppiaggio avrebbe migliorato molte scene.
  • Il comparto tecnico lascia molto a desiderare.
Pokémon Spada e Scudo sono dei simpatici RPG che avrebbero potuto dire molto di più se lo sviluppo fosse durato ancora, ma non per questo non sono godibili. Solo non a 60 euro.

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Giocatore “competitivo” di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.

Autore: Andrea "Andre4102" Diecidue

Giocatore "competitivo" di Pokémon, passa la vita a fingere di studiare mentre gioca a Fire Emblem e si lamenta dei nuovi giochi della serie. Ha inoltre un grande problema, il cui nome è Xenoblade Chronicles.