4 Gennaio 2020 • A ruota libera

Pokémon Spada e Scudo: le due facce della medaglia

Pokémon Spada e Scudo hanno portato innovazioni, dinamismo, sport e una serie di note dolenti. Analizziamo gli aspetti principali.

Questo articolo non vuole essere una recensione di Pokémon Spada e Scudo (per quella vi consiglio di leggere quanto scritto dal mio collega), ma una serie di considerazioni a freddo di un fan accanito dopo aver speso circa 143 ore di gioco in questi titoli.

E proprio perché non è una recensione, non scenderò nel dettaglio di ogni feature ma parlerò solo di alcuni elementi -a mio parere- salienti, che sottolineano i punti di forza e i punti deboli di Pokémon Spada e Scudo.

Curiosità: lo sapevate che Zacian è la sorella maggiore di Zamazenta?

Lo stato del franchise

Sono in assoluto i titoli più controversi della saga, ancor più di quanto erano riusciti ad esserlo Let’s Go Pikachu ed Eevee, che dal loro annuncio avevano instillato in tutti i fan il terrore che prima o poi ogni grande e duratura saga fa affiorare: “Questo franchise sta morendo?”

Perché come tutti sappiamo, e abbiamo ripetuto allo sfinimento, l’approdo su Switch di ogni grande saga è stato un glorioso successo di innovazione e quantità di contenuti: Pokémon ha ufficialmente fallito nello stare al passo, per due titoli di fila.

Ma diciamoci la verità: è dal ‘96 che Pokémon non sta al passo con la generazione corrente, era plausibile aspettarsi dei cambiamenti dato il successo della console e dell’ancora dominante applicazione mobile Pokémon GO, ma non è davvero considerabile una sorpresa questo fallimento.

Non dimenticatelo. Mai.

Continuiamo in età adulta -nonostante tutte queste amarezze- a comprare ogni nuova generazione, ci divertiamo anche, perché in fondo tutto ciò di cui abbiamo bisogno è una sola cosa:

Affezionarci a mostriciattoli che crescono e ci ricordano quanto siamo cresciuti dalla prima volta che li abbiamo incontrati.

Queste stesse creature vengono poi stampate su portachiavi, adesivi, carte, ne vengono fatti peluche e action figure e ancora vengono animate per la televisione e per il grande schermo.

I giochi, guardando i numeri, non contano nulla: il franchise va avanti a merchandising, i primi sono solo un pretesto per cominciare un nuovo ciclo e aiutarlo ad andare avanti in eterno, raccogliendo nuovi bambini che tra qualche anno avranno il nostro stesso bisogno di affezionarsi a queste creature ed esprimersi attraverso di esse.

Quindi, nonostante il comparto grafico scadente, l’assenza di comunicazioni oneste da parte degli sviluppatori durante la campagna promozionale e un sistema online che è degno del primo progetto indie di una giovane start-upmi sono goduto ogni ora di Pokémon Scudo.

Congratulazioni, Palestra si è evoluto in Stadio!

La formula alla base è la stessa: un ragazzino con sogni e ambizioni che parte all’avventura e forma legami, sfidando avversario dopo avversario per diventare il migliore.

Le palestre sono sempre state lì, presentate come un obiettivo secondario rispetto al completare il Pokédex, senza che fosse mai stato fornito un background sulla loro esistenza.

Rendendole un evento sportivo e presentandole come un obiettivo primario, hanno contestualizzato la loro esistenza rendendo l’esperienza più coinvolgente, immersiva ed emozionante.

Il concetto di “sport” si sposa benissimo con “Il gioco dei Pokémon”: strategia, dinamismo e competitività.
Per non parlare di quanto il “lancio della Poké Ball” sia soggetto a giudizi relativi alla performance di un allenatore.

Il cast: personaggi di Alola imbastarditi

A riempire questi stadi, oltre i Pokémon giganti, ci sono tantissimi personaggi dal character design di altissimo livello.

Certo, i loro dialoghi sono abbastanza poveri di personalità, ma tramite le loro Card della Lega Pokémon si presentano abbastanza bene da colmare il vuoto lasciato dalle loro poche parole.

E che personalità.

Nonostante tutto ciò sembri molto bello, basta voltare la prima pagina e andare oltre la copertina per vedere ciò che c’è sotto, e percorrendo la storia mi sono reso conto di come tutti i personaggi -specialmente Mary e il Team Yell- fossero un guscio vuoto, il rimasuglio di ciò che aveva funzionato in Sole e Luna e che non è riuscito a rinnovarsi.

Ho sentito la forte mancanza di una narrativa ai livelli della settima generazione: il Team Yell non aveva un leader carismatico con un background e un forte sviluppo, l’associazione Macro Cosmos non si è mai fatta conoscere in alcun modo che potesse farci dubitare delle loro intenzioni, e non si è mai, mai spiegato come potesse aver senso ciò che il presidente Rose ha fatto nell’ultima ora di gioco: proteggere la regione da una catastrofe futura, facendola avvenire immediatamente.

Ok boomer.

(Continua a pagina 2)

Il mio viaggio nel mondo dei videogiochi è iniziato quando per la prima volta ho acceso Pokémon Giallo sul mio Game Boy Color ancor prima di imparare a leggere, segnando quella che sarebbe diventata una devozione nei confronti della saga che probabilmente porterò nella tomba.

In palestra alzo pesi oltre a collezionare medaglie, prediligo il cibo sano, e nel tempo libero compongo musica elettronica o strimpello alla chitarra.

Attualmente studio programmazione e game developement, aspirando a lavorare nel campo videoludico per la vita. Mi trovate anche su Facebook.

Autore: Paolo "Polka" Iovino

Il mio viaggio nel mondo dei videogiochi è iniziato quando per la prima volta ho acceso Pokémon Giallo sul mio Game Boy Color ancor prima di imparare a leggere, segnando quella che sarebbe diventata una devozione nei confronti della saga che probabilmente porterò nella tomba. In palestra alzo pesi oltre a collezionare medaglie, prediligo il cibo sano, e nel tempo libero compongo musica elettronica o strimpello alla chitarra. Attualmente studio programmazione e game developement, aspirando a lavorare nel campo videoludico per la vita. Mi trovate anche su Facebook.