6 Marzo 2019 • A ruota libera

Pokémon Spada e Scudo: il rapporto complicato tra la saga e l’innovazione

Game Freak ci ha promesso per anni il titolo che i veterani aspettano da sempre. Pokémon Spada e Scudo saranno all’altezza delle aspettative?

È passata circa una settimana dal Direct che ha rivelato Pokémon Spada e Scudo, e direi che è arrivato il momento di rispondere alla domanda che ci poniamo da due anni o giù di lì: sono davvero i giochi che i fan veterani aspettavano da tempo?

Chiunque abbia seguito un minimo i miei articoli – in particolare quello in cui analizzavo le scelte fatte con Let’s Go per il franchise e uno di speculazione su questa generazione – sa molto bene quanto fosse importante, per me e per tantissimi altri fan Pokémon, sapere in che modo Game Freak avrebbe deciso di innovare la serie con il grande salto su Switch.


La presentazione

Il Direct di Pokémon Spada e Scudo era strutturato bene, la quantità di informazioni e il formato sono stati al pari – oserei dire migliori – dell’esplosivo Direct che rivelò Pokémon X e Y nel 2013.

È stato mostrato il meno possibile dei giochi, in modo da distribuire lungo l’anno tutte le informazioni con un ritmo adeguato, così che i fan abbiano costantemente qualcosa su cui speculare (cosa che personalmente adoro).


Ci sono tre cose in particolare che hanno catturato la mia attenzione:

  • Il primo sguardo agli starter è stato in CGI. Non abbiamo visto come rendono in gioco, e quello shading insolito non mi ha fatto una buona prima impressione.
    Ciò nonostante, dopo aver visto gli artwork e aver colto i vari spunti di design, anche io li ho accettati.
  • I loghi. È solo la mia opinione, ma li trovo molto meno interessanti e d’impatto di quelli delle ultime due generazioni. Uno è sottile, l’altro è “pieno”, ma entrambi presentano la stessa sagoma del lupo. C’è qualcosa, non so cosa, che mi disturba.
    Eppure, sono proprio quei lupi ad aprire molti spunti di riflessione sulla lore, cosa senza precedenti.
  • Non abbiamo una data di rilascio. Non mi pare sia mai successo prima, e in parte mi fa preoccupare sulla possibilità che vengano rimandati al primo quarto del 2020.

Termino le considerazioni sul Direct con una nota dolente: ho percepito una grande mancanza dell’effetto “wow” che non vedevo l’ora di provare, ma ancor peggio di questo, ho avuto modo di constatare con certezza come Game Freak faccia tanta, tanta fatica a innovare, e probabilmente questa cosa non cambierà mai.


L’estetica

Per spiegarvi che intendo con effetto “wow”, torniamo indietro a quando Bianco e Nero 2 erano gli ultimi giochi su cui avevamo messo mano, e ricordate lo stupore quando per la prima volta vedemmo un gioco Pokémon in 3D con X e Y.

Le lotte

Solo la schermata di lotta di Pokémon Spada e Scudo -paragonata a quella di Sole e Luna o Let’s Go-, non offre niente di così sostanzialmente diverso da farci sentire di aver fatto effettivi passi avanti.

Certo, il passaggio da 2D a 3D ha un peso tale da essere un mezzo di paragone poco adeguato (un distacco tale non ci sarà finché non troveremo modo di percepire la quarta dimensione), ma mi aspettavo come minimo qualcosa di più della stessa schermata di Sole e Luna con uno shading diverso.

Perché continuiamo a vedere i Pokémon quasi immobili in lotta fare animazioni statiche e colpire fisicamente il nemico a distanza, se Pokémon Battle Revolution su Wii nel 2006 aveva fatto di meglio?

Il mondo

L’engine sembra infatti essere lo stesso dei giochi per 3DS, le texture riescono a essere addirittura più sgranate di quelle in Let’s Go (su cui invece hanno fatto un lavoro grafico coi fiocchi).

A primo impatto, sembra come se Sole e Luna abbia innovato sotto l’aspetto grafico, rispetto a X e Y, molto più di quanto questi ultimi titoli sembrano star facendo rispetto ai precedenti.

Soffermandoci invece sui dettagli, dopo aver visto più e più volte il trailer nei giorni, noto piacevolmente come gli sfondi siano ricchi di dettaglio e come la profondità di campo rinfreschi molto l’aria dopo ventidue anni di camera fissa in alto.

Camera che, purtroppo, pare appunto essere ancora fissa e non controllabile, e che in alcune frazioni del trailer (come le miniere o la strada innevata) mette ancora più in risalto come le texture appartengano a una generazione videoludica che non è la corrente.

Possiamo solo sperare che migliori, confidando nel fatto che ci sono ancora tanti mesi di sviluppo davanti.
D’altronde, ciò che abbiamo visto nel prodotto finale di XY  e ORAS era decisamente migliore di quanto mostrato nel primo trailer.
Ma vi invito a tenere quanto più basse le aspettative.


Il gameplay

Meno invece c’è da dire sul gioco in sé, avendo visto poco e nulla.

La struttura sembra essere la stessa di sempre, la mappa è per la prima volta sviluppata in verticale piuttosto che in orizzontale, e solo osservandola affiorano molti spunti su cui speculare riguardo la lore.
Ma non è tempo e luogo per parlarne (non ancora, almeno).

Il core

Nota dolente -in mia opinione la più grave in assoluto- è l’apparente ritorno agli incontri casuali piuttosto che quelli nell’overworld, ennesima dimostrazione di come Game Freak, come ha sempre fatto, non sia interessata a creare “il gioco definitivo”.

Ogni volta che una nuova feature viene introdotta in una generazione, quanto più i fan la amano – e ho visto anche i più grandi odiatori di Let’s Go desiderare i Pokémon nell’overworld nei giochi futuri – quanto più è probabile che dovranno aspettare circa dieci anni per rivederla.

E dato che questa volta – a differenza di Sole e Luna – non ci sono più limitazioni di hardware, mi chiedo semplicemente perché.
Perché ci vuoi male, Game Freak?

 

 

Le palestre ritornano, alcune situate in stadi e altre in edifici più imponenti.
Il trailer suggerisce che la struttura non sarà la classica, probabilmente porterà degli elementi delle prove di Alola, o ancor più probabilmente introdurrà dinamiche nuove e inaspettate.

Sicuramente sfrutteranno il gimmick di questa generazione, che, come per le Megaevoluzioni e le Mosse-Z, è nascosto nel logo giapponese dei giochi, con un simbolo che è lo stesso situato alle porte di ogni presunta palestra.

Inutile fare speculazioni adesso, potendosi trattare di qualsiasi cosa, ma spero con tutto me stesso si tratti di un cambiamento che modificherà -molto più dei due predecessori – sostanzialmente il modo in cui vengono svolte le lotte, che, allo stato attuale, sono molto lente e stagnanti.


Le feature

Cosa mi fa sperare molto invece è la grande Londra – o meglio, la trasposizione di essa nei giochi – visibile nel punto più alto della mappa.
La quantità di edifici e la loro struttura mi ha subito fatto pensare ad una cosa: il Parco Lotta.

L’altissima torre al centro sembra una diretta evoluzione dell’Albero Lotta (con tanto di salita a chiocciola), il Wembley Stadium non può che essere il luogo dove potremo sfidare nuovamente tutti gli avversarsi chiave dei giochi, o perché no, il Pokémon World Tournament.

Il London Eye, il Big Ben… la skyline della grande metropoli ha semplicemente così tanto da offrire che potrebbe essere lì che hanno puntato il tutto e per tutto quando il produttore Ohmori ha annunciato che “Pokémon Spada e Scudo non hanno precedenti in quanto ad ambizione e grandezza.


Il verdetto

Quindi, per rispondere alla domanda iniziale… no, personalmente non sento Pokémon Spada e Scudo all’altezza delle aspettative.

Non ho visto inquadrature dinamiche in battaglia, non ho visto una telecamera controllabile, non ho visto un mondo vivo respirare come quello di Let’s Go, per quanto siano belli i panorami, le grandi città e la quantità di dettagli, che purtroppo viene offesa dalle texture di una generazione ormai antiquata.

Non credo saranno giochi degni di sedere al fianco di Mario Odyssey o Breath of the Wild, a meno che all’E3 di quest’anno non droppino la bomba di cui hanno bisogno per farmi cambiare idea.

Nonostante ciò, per come questo trailer è stato ricevuto non dubito del fatto che Pokémon Spada e Scudo romperanno ancora una volta i record di vendite della console che li ospita, e non dubito del fatto che durante l’anno ve ne parlerò ancora, prima e dopo averli acquistati e spolpati dopo più di cento ore di gioco.

Fino ad allora, ditemi voi: come avete reagito al Direct, cosa vi aspettate da Pokémon Spada e Scudo?


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Il mio viaggio nel mondo dei videogiochi è iniziato quando per la prima volta ho acceso Pokémon Giallo sul mio Game Boy Color ancor prima di imparare a leggere, segnando quella che sarebbe diventata una devozione nei confronti della saga che probabilmente porterò nella tomba.

In palestra alzo pesi oltre a collezionare medaglie, prediligo il cibo sano, e nel tempo libero compongo musica elettronica o strimpello alla chitarra.

Attualmente studio programmazione e game developement, aspirando a lavorare nel campo videoludico per la vita. Mi trovate anche su Facebook.

Autore: Paolo "Polka" Iovino

Il mio viaggio nel mondo dei videogiochi è iniziato quando per la prima volta ho acceso Pokémon Giallo sul mio Game Boy Color ancor prima di imparare a leggere, segnando quella che sarebbe diventata una devozione nei confronti della saga che probabilmente porterò nella tomba. In palestra alzo pesi oltre a collezionare medaglie, prediligo il cibo sano, e nel tempo libero compongo musica elettronica o strimpello alla chitarra. Attualmente studio programmazione e game developement, aspirando a lavorare nel campo videoludico per la vita. Mi trovate anche su Facebook.