Piofiore: Fated Memories – RECENSIONE

7 min.
21.10.2020
Recensione


Se seguite Nintendoomed e, in particolare, le mie recensioni da un po’, avrete senz’altro letto quelle dei due titoli della serie Code: Realize pubblicate un po’ di tempo fa. In esse, nel discutere delle due visual novel di Otomate, ho cercato anche di parlare più in generale del sottogenere degli otoge, giochi appunto il cui principale pubblico di riferimento è femminile e in cui è presente, ora più ora meno, una componente amorosa nei confronti di vari pretendenti.
Bene, partendo da questo presupposto, ancora pienamente valido, approcciamoci a un altro titolo di Otomate, ossia Piofiore: Fated Memories.

Quel ramo del lago di Burlone

Liliana Adornato è una giovane ragazza cresciuta nel paese di Burlone, in Puglia. Essendo orfana, è stata cresciuta dalla chiesa locale, sotto le cure di Suor Sofia. Questo però non l’ha mai resa triste, in quanto è sempre stata circondata da persone care, come ad esempio l’amica Elena, altri orfani e tutti i fedeli del paese, sempre affettuosi.
Burlone è un bel posto: c’è molta vita durante il giorno, la cucina è ottima, è possibile passeggiare guardando il mare e c’è perfino un casinò (in cui ovviamente una ragazza devota come Liliana non è mai entrata, ma insomma…). Un posto idilliaco dove vivere, se non fosse per un piccolo problema: Burlone è controllata da ben tre famiglie mafiose, due di origine italiana (i Falzone e i Visconti) e una cinese (il Lao-Shu). Queste tre organizzazioni a delinquere, in conflitto tra loro, si spartiscono tre delle zone principali di Burlone (Falce, Creta e Veleno), mentre quella centrale, in cui si trova anche la chiesa casa di Liliana, è per fortuna una zona neutra.

Piofiore: Fated Memories
Liliana non ha dato il buongiornissimo a Nicola e lui, giustamente, non l’ha presa bene.

La mafia però non è così male, basta solo trattarli bene e loro tratteranno bene te (a parte i membri del Lao-Shu, loro sono un po’ più pericolosi). Un “Buongiorno, Signore” qua, un altro di là e tutto fila liscio. Anzi, in particolare i Falzone e i Visconti sono anche molto devoti, dunque fanno sempre del loro meglio per proteggere la chiesa e i suoi abitanti. Che cosa potrebbe mai andare storto?

Beh, qualcosa, dato che improvvisamente la vita di Liliana verrà scombussolata quando finirà in mano a una di queste famiglie, scoprendo di essere molto più importante di quanto pensasse. Non è infatti “solo” una giovane orfana cresciuta in chiesa, ma anche la chiave di qualcosa di più grande di lei, che coinvolge perfino il Vaticano e il futuro di tutta Burlone.
Sarà inizialmente difficile per Lili, come ama farsi chiamare, abituarsi alla nuova vita: pur sapendo che la Mafia “fa anche cose buone”, non è una sciocca, sa bene che, alla fin fine, si tratta comunque di criminali che, con la scusa di proteggerla, l’hanno rapita. Per questo, farà del suo meglio per allontanarsene… o almeno, inizialmente. Il caso vuole, infatti, che i boss mafiosi siano un po’ troppo attraenti e interessanti, e così il cuore di Lili inizierà a provare dei sentimenti difficili da accettare…

Tutti pazzi per Dante

Promo 5 + 1

Piofiore: Fated Memories presenta un totale di 6 route, ma non tutte saranno giocabili subito. Inizialmente potremo solo scegliere tra Nicola e Dante, ma rigiocandolo sbloccheremo pian piano anche le storie di Yang, Orlok e Gilbert. Una volta completate tutte, non sarà la fine delle avventure di Liliana Adornato, ma sarà disponibile una route “Finale”. Considerando che ognuna di esse presenta anche numerose conclusioni alternative, di cui alcune che si sviluppano nell’arco di interi capitoli originali, Piofiore ha davvero molto da offrire!

È difficile parlare nel dettaglio della storia di Piofiore: Fated Memories oltre quanto già detto, in quanto, a differenza di moltissime altre visual novel, la common route, ossia la parte di gioco in cui non è ancora stata intrapresa una route in particolare, ma che serve appunto per determinare quale dei possibili sviluppi della storia finiremo per prendere, è limitata al semplice prologo, molto breve.
Il problema principale di questa scelta è semplice da intuire: con così poco tempo per presentare i vari personaggi e per avere delle scelte che consentano di decidere all’atto pratico quale favorire, la selezione della route risulta pressoché casuale. Onestamente, alla mia prima run non mi ero nemmeno accorto di aver iniziato la storia di Nicola finché non ho notato che compariva nell’icona del file di salvataggio.

Se questo può apparire un po’ confuso, il lato positivo è che, essendo la parte comune così breve, le varie route hanno moltissimo spazio e costituiscono la quasi totalità della storia. Esse sono infatti completamente diverse e si concentrano molto su ciò che di particolare hanno da offrire, sui conflitti tra le varie famiglie e sulle trame sinistre che avvolgono Burlone. Proprio per questo, anche più che in altri giochi, è consigliato leggerle tutte, in quanto sono così ricche di eventi che risultano sempre utili in qualche modo, anche solo per dare maggiore chiarezza al modo in cui agisce questo o quel personaggio.

Piofiore è, nel complesso, una prova anche più chiara di Code: Realize di come il focus in un otoge non sia necessariamente solo la relazione romantica, ma anche (o soprattutto) la trama e la sua narrazione. A dirla tutta, forse un po’ troppo.
In particolare durante la mia prima route, ossia quella di Nicola, mi sembrava quasi che non ci fosse nemmeno una trama romantica in corso. Liliana era, onestamente, né più né meno di una narratrice interna che osservava le vicende che coinvolgevano praticamente solo Nicola stesso e pochi altri personaggi. L’inevitabile formazione della coppia verso fine gioco è stata trattata molto rapidamente, come se fosse semplicemente un “obbligo” dato dal genere, più che veramente un momento focale.

Considerata anche la natura spesso tutt’altro che funzionale e positiva delle relazioni tra eroina e pretendente, non riesco proprio a togliermi l’impressione che Piofiore: Fated Memories sia un otoge solo perché Otomate si concentra su questo genere, e che se fosse stato per il team originale questa componente (e forse Liliana stessa) sarebbe stata ignorata.
Intendiamoci, di momenti carini ed emozionanti ce ne sono, ma sembrano perlopiù contentini ed eccezioni, né più né meno di quanto non lo siano in altre visual novel più concentrate sulla trama e che inseriscono le relazioni tanto per vendere un po’ di più. Non lo considero nemmeno un vero problema, quanto piuttosto l’ennesimo indizio che sta diventando sempre più superfluo considerare gli otoge un genere a parte e che deve mantenersi “segregato” in una nicchia tutta sua.

Amore criminale

Ormai dovrebbe essere chiaro, ma lo ripeto: in Piofiore non troverete sei ragazzi pazzi per voi e pronti a tutto per conquistarvi, bensì dei poco di buono, coinvolti in affari illeciti, che costringeranno Liliana a stare con loro prima di tutto per convenienza, in quanto da lei dipende il futuro di Burlone. Liliana è prima di tutto un oggetto, una pedina nelle mani di uomini senza scrupoli e che di certo non se ne faranno per lei, almeno inizialmente.
Anche dopo l’inizio della relazione, le cose resteranno problematiche. Non aspettatevi improvvisi archi di redenzione di questi criminali incalliti o teneri appuntamenti. L’azione, il pericolo e la morte (anche di personaggi principali!) sarà sempre in agguato, al punto tale che in molte, moltissime occasioni mi sono chiesto: ma perché?

Perché Liliana, cresciuta in chiesa, da sempre contro la violenza e propensa alla preghiera e al dialogo, si lascia sedurre da questi loschi figuri e decide di farsi coinvolgere in questa vita così aliena al suo modo di essere? Ci potrebbero essere molte spiegazioni, ad esempio il classico “gli opposti si attraggono”, una fase di ribellione adolescenziale un po’ ritardata, il fascino del proibito… i trope si sprecano, ma Piofiore decide di coglierli solo a volte. La carta che ho visto giocare in alcune route è stata quella del “Fanno anche cose buone”, detto talvolta addirittura per condannare l’azione di un povero poliziotto che desiderava solo fare il proprio lavoro, ossia smantellare queste organizzazioni. Inutile dire che non ho esattamente approvato.

Piofiore: Fated Memories sembra dunque non esitare a presentare relazioni disfunzionali, che nella vita reale vedremmo in un telegiornale mentre si ricostruisce un qualche evento di cronaca nera… e va bene così, immagino. La narrativa, la finzione non deve sempre preoccuparsi di essere corretta, può rappresentare anche situazioni negative. Il problema è che in alcuni casi il gioco sembra quasi non esprimere alcun tipo di condanna verso alcuni personaggi, cosa che invece fa ampiamente con altri (e proprio per questo mi sento di dare una nota di merito alla route di Yang).

Pizza, mandolino

Se seguite abbastanza l’intrattenimento giapponese, vi sarà senz’altro capitato di imbattervi in qualche personaggio di origine italiana. In questo caso, saprete bene quanto al Giappone piaccia esagerare con la nostra lingua e il nostro Bel Paese, mettendo parole a caso in ogni discorso e creando nomi spesso fuori luogo.

Bene, Piofiore: Fated Memories non è assolutamente immune a questo, ed ecco che dunque ogni due per tre arrivano spezzoni in italiano nel testo. Tra un “Grazie”, un “Signore” e un “Buongiorno” non ci si annoia mai, soprattutto se si fa caso al doppiaggio, solitamente ottimo, che inevitabilmente inciampa su questi termini.

Una nota va fatta anche riguardo ai nomi dei luoghi: se esistesse davvero un paese di nome Burlone, con un distretto chiamato Veleno, direi che il vero burlone sarebbe il suo fondatore.


Ancora una volta, dunque, è importante approcciarsi a Piofiore con questa consapevolezza: le relazioni qui prospettate sono tutto tranne che idilliache, ma devono essere viste solo come un’evasione dal normale e dall’accettato, un’esplorazione di alcune dinamiche che nella vita reale vorremmo tenere lontane da noi.

Piofiore: Fated Memories
Per fortuna che c’è Orlok.

Questa esplorazione, però, avrebbe magari funzionato meglio con una protagonista diversa, o almeno più coerente. Liliana non è necessariamente una figura negativa o scritta male, però in tante, troppe occasioni la sua presenza è, come già accennato, superflua. Più che essere un personaggio attivo, la sua importanza è indipendente da lei, è più che altro un oggetto, un plot device che, con la sua caratteristica principale, ossia la sua purezza, riesce a conquistare i freddi uomini con cui si trova ad avere a che fare.
A onor del vero, in diverse occasioni viene ribadita anche una certa scaltrezza della nostra protagonista, che però non serve quasi mai a risolvere situazioni difficili, quanto piuttosto, al massimo, a convincere il pretendente di turno a darle più attenzioni di quanto farebbe con una ragazza qualsiasi. Nei momenti cardine della storia a decidere cosa succederà non è quasi mai Liliana, quanto al massimo quanto le persone intorno a lei le siano affezionate.
Il fatto che poi, di volta in volta, la si veda reagire particolarmente male di fronte a un crimine e invece perdonarne un altro, di gravità magari anche pari o superiore, lascia sempre poca chiarezza sul tipo di personaggio che abbiamo davanti: il fine giustifica i mezzi, o no?

Empiofiore

Per concludere, quindi, trovo importante ribadire ancora una volta il concetto cardine di questa recensione. Piofiore: Fated Memories è una visual novel in grado di raccontare storie tanto interessanti quanto disturbanti, il cui focus non è certo il romanticismo fine a se stesso, quanto la narrazione di vicende riguardanti la criminalità organizzata, (più o meno) opportunamente romanticizzata ma, comunque, con una innegabile base problematica. Se vi aspettate delle storie d’amore dolci e idilliache, che potreste desiderare anche nella vita reale, questo non è il gioco che fa per voi. Se invece siete disposti a sperimentare qualcosa di più oscuro e controverso (e passare sopra alla passività di Liliana), allora non rimarrete delusi… se riuscirete a non ridere a ogni parola in italiano, si intende.

KINKY/10

Piofiore: Fated Memories è ben lontano dall’essere il romanzo rosa interattivo che molti si immaginano quando si parla di otome games, provando ancora una volta l’estrema varietà di un genere spesso sottovalutato. Se non temete le relazioni problematiche e le protagoniste passive, non vi deluderà.