Pikmin 3 Deluxe (Nintendo Switch) – RECENSIONE

7 min.
18.11.2020
Recensione


Correva l’anno 2017, Nintendo Switch era appena uscito e Flip mi aveva appena arruolato in Nintendoomed flexando il fatto che avevano recensito The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Giusto per prendere la mano con il sito scrissi qualche articolo di prova; alcuni furono poi pubblicati, altri no. Tra questi c’era anche una trilogia di recensionarticoli sulla trilogia di Pikmin, scelta perché è una delle mie serie preferite e anche perché è penso l’unica serie Nintendo di cui ho giocato ogni singolo capitolo. E poi doveva uscire Hey! Pikmin su Nintendo 3DS, oh, più topical di così. Com’è come non è, due di quegli articoli furono pubblicati, quello finale, riguardante Pikmin 3… no. Quindi ora copierò e incollerò quell’articolo e farò una battuta stupida e scontata “Haha Nintendo copia incolla i giochi.” Heh, vi immaginate se fossi davvero così? Oggi parleremo di Pikmin 3 Deluxe, il porting migliorato del gioco più atteso della storia di Nintendo… dopo Pikmin 4.

Un ritorno inevitabile

Una cosa però posso prendere davvero dal mio vecchio articolo: la storia dello sviluppo e dell’annuncio del Pikmin 3 originale, ve la metto su un box qui di lato e se notate differenze nella prosa, scusate ma risale a tre anni fa.

Che Pikmin 3 sarebbe in qualche modo arrivato su Nintendo Switch era ampiamente previsto almeno da… maggio, diciamo. Anzi a quanto pare sarebbe dovuto uscire proprio in quel periodo, ma è stato spostato all’autunno per tappare il buco causato dal rinvio al 2021 di Super Mario 3D World. Almeno, questa è l’ipotesi più accreditata.

Infatti, sia Pikmin 3 Deluxe che Super Mario 3D World + Bowser’s Fury fanno parte del “grande piano per portare su Switch port o sequel di tutti quei giochi che chi non ha comprato un Wii U ovvero il 99% della popolazione si è perso” (abbreviato in GPPPSSPOSDTQGCCNHCUWUOINPDPSEP). L’unico gioco che esiste ancora su Wii U è Xenoblade Chronicles X, poi potremo lasciarci alle spalle quell’enorme sbaglio che sarà solo un brutto ricordo. Mi ricorda qualcosa che succederà negli USA tra poco…

Io ce l’ho il Wii U, anche se è decisamente poco utile al momento. Anche le volte che vorrei giocarci viene fuori che il paddone è scarico e devo fare complicate evoluzioni solo per metterlo a ricaricare. Non possiamo lasciare che questo ci impedisca di giocare ai titoli indubbiamente validi prodotti da Nintendo tra il 2012 e il 2016, accomunati solo dalla sfortuna di avere il Wii U come console, no?

Sure I’m working on Pikmin 3!

La prima conferma dello sviluppo di Pikmin 3 proviene da un’intervista a IGN del luglio 2007 (eccola qui), in cui il nostro uomo Shigeru Miyamoto parla di un nuovo capitolo in sviluppo per Wii. La conferma ufficiale, invece, si ebbe all’E3 2008, tuttavia ancora senza notizie sullo stadio di sviluppo. Intanto nacquero le battute sull’irraggiungibilità di un Pikmin 3, e all’E3 2011 Nintendo confermò che lo sviluppo del terzo Pikmin era stato spostato al Wii U. All’E3 2012 si videro finalmente le prime immagini, che mostravano quanto il gioco beneficiasse della grafica HD della nuova console. Pikmin 3 uscì per i tre Wii U venduti nel mondo a metà del 2013.

Siamo alla frutta

Un breve riassunto della trama e del gameplay di Pikmin 3: i protagonisti non vengono da Hocotate come Olimar, ma da un pianeta vicino, Koppai. L’ingordigia e la basic lack of planning hanno fatto esaurire le scorte di cibo su Koppai: urge trovare altre fonti di nutrimento o moriranno tutti. Una sonda scopre cibo su un pianeta lontanissimo, che è guarda caso lo stesso visitato da Olimar e che per la prima volta riceve un nome: PNF-404. L’equipaggio raccogli-frutta si compone di tre membri: Charlie (capitano), Brittany (biologa) e Alph (ingegnere). Arrivati su PNF, scoprono gli adorabilerrimi Pikmin e imparano presto come usarli per raccogliere la frutta da portare a casa.

Partiamo dalle cose ovvie: tre capitani sono meglio di due, soprattutto quando è possibile ordinare loro di andare automaticamente in ogni punto della mappa (in Pikmin 2 era solo possibile tornare automaticamente alla base): il multitasking non è mai stato così semplice! Cioè, è sempre un incubo per chi non è abituato alla serie, ma una volta imparato a sfruttare può dare grosse soddisfazioni.

Pikmin 3 Deluxe screenshot

Ripassino veloce dei tipi di Pikmin presenti in Pikmin 3 Deluxe:

  • Rossi: più potenti degli altri, resistono al fuoco;
  • Rocciosi: ancora più forti dei rossi, ma non possono aggrapparsi ai nemici (devono essere sempre richiamati e rilanciati). Inoltre, possono distruggere le barriere di quarzo e sono immuni allo spiaccicamento;
  • Gialli: arrivano più in alto se lanciati e resistono all’elettricità. In questo gioco gli è stata data anche l’abilità nello scavare che era dei bianchi.
  • Alati: deboli in battaglia, possono volare sopra la superficie dell’acqua ed evitare la maggior parte degli ostacoli. Possono anche sollevare un tipo di cancello;
  • Blu: respirano sott’acqua.

Solo nelle modalità Missioni e Bingo ritornano anche:

  • Bianchi: velocissimi, se un nemico li mangia subisce dei danni;
  • Viola: forti ma lenti, uno di essi può portare oggetti che richiederebbero 10 Pikmin di altri colori.

Inutile che vi dica che Pikmin è una serie che si ama o si odia: è divisa in giornate, quindi c’è un limite di tempo, non bisogna perdere un secondo, quasi tutti i nemici sono spietati e voraci. Ma se la strategia e vedere i Pikmin che portano tutti gli oggetti alla base come tante formichine è quello che fa per voi, non pensateci due volte.

Tra l’altro, il numero di giorni a nostra disposizione aumenta a seconda della quantità di frutta che riusciamo a recuperare: ogni frutto aumenta di un po’ la nostra scorta di succo, e a fine giornata se ne consuma una bottiglia, di conseguenza più uno è bravo più giorni ha. Lo trovo il compromesso perfetto tra il limite di giorni fisso di Pikmin 1 e l’infinità di Pikmin 2. In quanto alla durata in tempo reale del gioco sono una decina di ore più il livello finale, decisamente breve se già sapete come affrontarlo, meno breve se volete prendere tutti e 66 i frutti (e pssst, in tal caso potrebbe farvi comodo la guida che ho scritto).

Una nuova veste

Quali sono le caratteristiche di Pikmin 3 Deluxe su Nintendo Switch? Perché dovrei comprare questo porting e non andare sull’eShop del mio Wii U e prenderlo da lì a 20 euri? Innanzitutto, perché non hai un Wii U. In secondo luogo, ci sono varie novità in questa versione.

Una di esse è la disponibilità di tutte le mappe della modalità Missioni, che nella versione Wii U erano per la maggior parte DLC, anche se vanno sbloccate 5 a 5. Mi piace un sacco che l’icona del lucchetto per le missioni da sbloccare sia palesemente solo la borsa dell’eShop con una serratura sopra. Poi c’è anche il co-op durante la storia principale, cosicché il multitasking non è più dividersi ma fare una cosa alla volta, bensì dividersi e fare tutto contemporaneamente.

Per gli appassionati della lore c’è anche la piklopedia, ingiustamente assente nella versione Wii U, in cui ogni nemico ha una descrizione per i cinque personaggi principali: i tre capitani di Koppai, più Olimar e Louie. Le descrizioni di Olimar e Louie dei nemici presenti anche in Pikmin 2 sono copincollate di peso da quel gioco, e si vede che la formattazione è un po’ strana.

Ci sono anche dei cambiamenti a livello di gameplay, per esempio la mira è stata semplificata ed è stata aggiunta un’utilissima funzione che permette di chiamare subito alla base tutti i Pikmin dispersi per la mappa (quelli che non stanno già trasportando qualcosa, ovvio), utile per richiamare tutti verso la fine della giornata ed evitare morti inutili.

Ma il vero main event di questa versione è la storia di Olimar. Be’, in realtà sono due storie di Olimar: una che avviene contemporaneamente a quella dei tre esploratori di Koppai e una che avviene dopo la fine della storia principale (la sessione di terapia ha avuto ottimi effetti sul capitano). Gli scenari che dovranno affrontare Olimar e Louie sono sostanzialmente delle Missioni semplificate, con le regole più disparate: in alcune dovrete creare 100 Pikmin entro il tempo limite, in altre portare un pezzo di astronave al traguardo, liberando la strada da nemici e ostacoli. E sì, quando cambiate capitano si sente OLMO e LUI, e Louie ha il fischietto che fa un suono diverso come in Pikmin 2. Già qui è la versione superiore.

Veniamo alla nota dolente: questo porting, Pikmin 3 Deluxe, è degno di essere comprato? Se dipendesse da me, l’unica risposta sarebbe sì, sì, venti miliardi di volte sì. Immagino che questo valga anche per i fan più sfegatati, che erano già convinti vedendo tutte le aggiunte di cui ho parlato sopra. Ma Pikmin non è una serie per tutti, e si capisce dagli scarsi risultati di vendita che ha sempre avuto, che l’hanno sempre resa una serie di bassa priorità per Nintendo. Se proprio non riuscite a buttare giù il limite di tempo (sebbene tornare a un giorno passato e rimediare agli errori sia sempre possibile), nessuna piklopedia o avventura di Olimar potrà convincervi, e mi dispiace per voi. Se siete dei fan di vecchia data e non avete giocato il Pikmin 3 originale perché, di nuovo, Wii U, cosa chiedete a fare, questo porting è stato fatto per voi, muovetevi!

Se invece siete dei piccoletti che conoscono la serie Pikmin solo grazie a Super Smash Bros. Ultimate (come per me era stato con Brawl ai tempi, certo le descrizioni dei trofei incuriosivano molto di più di alcuni png, ma questo è un altro discorso) e vi chiedete se Pikmin 3 faccia per voi, non temete: nonostante la presenza di tre capitani è di gran lunga il gioco più accessibile della serie, della durata giusta e dalla grafica più meravigliosa. Ehi, nessuno vi obbliga a fare multitasking, potete anche tenere i tre capitani sempre insieme e divertirvi ugualmente, se c’è un punto di forza della serie Pikmin è l’infinita variabilità: ogni volta si scoprono nuovi trucchi perché ogni partita sia diversa dalla precedente.

Nonostante i miglioramenti già citati, Pikmin 3 Deluxe va comunque a 720p e 30fps, ma se seriamente questo è un problema per voi… non compratelo, non ve lo meritate. Un problema leggermente più serio è il prezzo: sono di nuovo 60 fischioni per un gioco del 2013. Figo quanto volete, tutti i DLC inclusi quanto volete, nuovi livelli quanto volete, ma si poteva fare molto molto di meglio, anche vedendo cosa fanno le altre console. Dal mio modesto point of view, 40 euro sarebbero il prezzo giusto, come il porting di Captain Toad: Treasure Tracker. Se non appartenete alle due famiglie di pubblico che ho citato sopra (i fan sfegatati che comprano qualsiasi ciofeca abbia Pikmin stampato sopra e i fan di Pikmin che hanno skippato il Wii U) ma volete comunque provarlo vi consiglio di cercarlo su quel prezzo lì.

Oh, dimenticavo di menzionare il più grande svantaggio della versione Switch: leggere alla fine dei crediti non il nome di Iwata ma quello di Furukawa. Sicuro che non lo vuoi fare a edizione limitata?

HOCOCRETINO/10

“L’edizione definitiva” (che frase da giornalista) di Pikmin 3, il porting necessario di un gran bel gioco che troppo poche persone hanno giocato. Che siate fan di vecchia data o anche solo curiosi, e se l’idea del limite di tempo non vi spaventa, non potete perdervelo. Se proprio volete lamentarvi di qualcosa, lamentatevi del prezzo.