Phil Spencer ritiene che Nintendo e Sony debbano fare ancora molta strada per il cloud gaming

2 min.
07.02.2020
Notizie


Il gioco via streaming è per molti visto come un vero e proprio punto di non ritorno. Nessun hardware proprietario, ma solo una connessione internet, grazie a cui giocare in qualunque situazione i propri giochi preferiti al meglio delle loro forze. Per alcune aziende, come ad esempio Google con il suo progetto Stadia, è la loro unica proposta nei confronti dei consumatori. Per altri come Sony e Microsoft, invece, una soluzione di appoggio.

Proprio Microsoft sta effettuando in questi mesi (al momento in alcuni territori selezionati) dei test per quanto riguarda Project xCloud, la sua proposta di streaming per mezzo dei server Azure. A differenza di Google, però, il servizio non sarà mai la punta di diamante della loro offerta, ma una soluzione in continua evoluzione, e pronta a venire incontro a tutte le esigenze passate e future. Proprio per questo motivo Phil Spencer, head of Xbox, ha parlato alla testata Protocol delle loro intenzioni, mettendo in chiaro che in questa nuova sfida Nintendo e Sony non saranno i veri avversari da temere.

Quando si parla di Nintendo e Sony abbiamo molto rispetto nei loro confronti, ma vediamo Amazon e Google come veri avversari in futuro. […] Ciò non è per disprezzare Nintendo e Sony, ma le compagnie di videogiochi tradizionali sono in qualche modo fuori posizione. Presumo che potrebbero provare a ri-creare Azure, ma abbiamo investito nel corso degli anni decine di miliardi di dollari nel cloud.

I soldi e gli investimenti sono infatti il problema principale, da cui Spencer (scusate il francesismo), se l’è tirata per una volta. Le due aziende non sono attualmente nella posizione di competere ad armi pari abbia stretto un accordo commerciale con Microsoft nel 2019. Sony utilizza da anni il servizio PlayStation Now basato su Amazon Web Services, ma questo è vincolato attualmente ad un flusso video di 720p e, in alcuni particolari situazioni, l’elevato numero di utenti connessi ad un gioco (ad esempio, il recente aggiunto Persona 5) può impedire in certi orari di giocare a causa della saturazione dei server. Non stupisce pensare che proprio la casa dietro PlayStation, infastidendo non poco alcuni reparti.

Nintendo invece, lo sappiamo bene, aspetta che una qualsivoglia tecnologia diventi alla portata di tutti prima di provarla. Abbiamo visto in Giappone (si pensi a Phantasy Star Online 2 o Resident Evil 7) alcune eccezioni, ma sono esterne alla compagnia. La tecnologia cloud, soprattutto nell’ottica “da console ibrida” di Nintendo Switch potrebbe essere fondamentale per stare al passo con le nuove console, ma anche qui Nintendo dovrà con molta probabilità appoggiarsi a qualcun altro. Date le collaborazioni passate, le stesse Google o Microsoft potrebbero essere delle candidate papabili, ma sarà tutto da vedere.

Fonte: Protocol

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